DICHIARAZIONE DI CESSATE IL FUOCO DEL IRISH NATIONAL LIBERATION ARMY (INLA)

Questa dichiarazione è stata pubblicata integralmente lo stesso giorno sui siti dei due quotidiani irlandesi "The Irish Times" e "The Irish News".


Dichiarazione dell'INLA del 22 Agosto 1998:

Abbiamo accettato il consiglio e l'analisi dell'Irish Republican Socialist Party (IRSP "Partito Repubblicano Socialista Irlandese"), secondo il quale non esistono più le condizioni per la lotta armata.

L'Esercito di Liberazione Nazionale Irlandese (Irish National Liberation Army) è ora passato dalla sua posizione di difesa e rappresaglia ad una posizione di cessate il fuoco completo.

Abbiamo dato istruzioni a tutte le nostre unità perché desistano da azioni offensive a partire dal mezzogiorno di oggi. L'Esercito di Liberazione Nazionale Irlandese è ora in stato di cessate il fuoco.

Cogliamo questa storica occasione per rendere onore ai nostri compagni caduti, che hanno dato la propria vita nel corso della lotta. Condividiamo con le loro famiglie l'orgoglio e il dolore.

Vogliamo in primo luogo encomiare il coraggio, la fedeltà e la dedizione dei nostri volontari. Per quasi 25 anni sono stati all'avanguardia della lotta antimperialista e hanno tenuto fede ai princìpi del socialismo repubblicano.

Nel combattimento armato, nelle proteste nelle prigioni, dalla protesta della coperta agli scioperi della fame, nelle evasioni dalle carceri, nelle lotte operaie e nelle dimostrazioni di massa, essi hanno sempre mantenuto fermo il diritto dell'intero popolo irlandese all'autodeterminazione.

Ringraziamo per la loro solidarietà tutte le persone che hanno appoggiato le lotte dei nostri prigionieri attraverso comitati quali i Relatives Action Committees (Comitati d'Azione dei Parenti dei Prigionieri), i National H-Block and Armagh Committees (Comitati Nazionali contro gli H-Blocks e il carcere di Armagh), i Relatives for Justice (Parenti dei Prigionieri per la Giustizia), e gli altri comitati di solidarietà in tutte le parti del mondo.

È a quei prigionieri in galera, a Portlaoise e a Long Kesh, che offriamo di cuore il nostro ringraziamento per la loro dedizione e risolutezza nel corso di tutti questi anni. Pur venendo scherniti, calunniati e derisi, marginalizzati e demonizzati, essi sono restati fedeli ai princìpi del socialismo repubblicano. Noi rendiamo onore al loro coraggio.

Noi inoltre riconosciamo e onoriamo il ruolo svolto dalle famiglie, dagli amici e dai sostenitori dei nostri membri. Senza colpa da parte loro, essi hanno dovuto patire molto nel corso degli anni. A loro va il nostro plauso, e auguriamo con fervore che non debbano subire mai più tali sofferenze.

Proclamando questa cessazione delle operazioni militari riconosciamo che la situazione politica è cambiata rispetto a quando si formò l'INLA. Riconosciamo che per i rivoluzionari la lotta armata non può mai essere l'unica opzione.

Rispondere alle nuove condizioni, ora prevalenti, è soltanto la cosa giusta da fare. Quelle condizioni richiedono un cessate il fuoco.

Anche se da parte nostra riteniamo che il valore degli Accordi del Venerdì Santo non è commisurato ai sacrifici degli ultimi 30 anni, e continuiamo ad opporci ad essi politicamente, la popolazione dell'Irlanda ha espresso chiaramente la sua volontà al riguardo.

Negli ultimi tre decenni sono state le classi lavoratrici a subire più duramente gli effetti della guerra. Esse hanno anche subìto la repressione, la privazione sociale, la disoccupazione e la povertà. Noi prendiamo atto del loro desiderio, espresso con il referendum, che la violenza cessi, e che vi sia un futuro pacifico.

L'obbligo di garantire che la volontà democratica del popolo irlandese venga rispettata grava ora su tutti i partiti politici, i Governi e gli osservatori. Questo include tutti i gruppi armati. Per tenere conto dei desideri della popolazione abbiamo pertanto preso questa decisione sul cessate il fuoco.

Passiamo ora alle conseguenze delle nostre azioni nel corso della guerra. Noi riconosciamo e ammettiamo che nella nostra condotta della guerra abbiamo commesso colpe e deplorevoli errori. Persone innocenti sono state da noi uccise e ferite, e a volte le nostre azioni come esercito di liberazione sono state molto diverse da ciò che avrebbero dovuto essere.

Per questo noi come repubblicani, come socialisti e come rivoluzionari vogliamo porgere le nostre scuse più sincere, sentite, e schiette. Venire coinvolti in guerre intestine e di religione non era mai stato nostra intenzione, desiderio o volontà.

Ci dichiariamo responsabili della parte che abbiamo avuto in azioni che hanno danneggiato la lotta. Quelle azioni non avrebbero mai dovuto aver luogo.

Ma non abbiamo invece nulla di cui dover chiedere scusa per avere condotto la guerra contro le forze britanniche e i loro tirapiedi lealisti. Quelli che come bestie da preda facevano scorrere il sangue dei nazionalisti l'hanno pagata cara.

Comunque la volontà del popolo irlandese è chiara. È ora il momento di fare tacere le armi per dare alle classi lavoratrici il tempo e la possibilità di portare avanti le loro richieste e bisogni.

Nelle nuove condizioni che ora prevalgono noi sosterremo la politica dell'IRSP (Irish Republican Socialist Party), che ha tutta la nostra fiducia e il nostro appoggio. Con le parole del nostro fondatore Seamus Costello, quando parlava della sua classe, la classe operaia irlandese "Noi ora non siamo nulla, ma saremo tutto".


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traduzione a cura di irlanda notizie