LA MENTE DI MANDELSON E’ ALTROVE

The Irish News, mercoledì 10 gennaio 2001

di Brian Feeney

Ecco a che punto siamo. Questa settimana sono ripresi i negoziati dopo la pausa natalizia. Chi sta negoziando? Quasi tutti, sembra. L’amministrazione inglese nel Nord con l’IRA, i leader di SF, SDLP e UUP; i funzionari irlandesi ed inglesi a Londra; i funzionari irlandesi ed inglesi con l’IRA; Bertie Ahern e Tony Blair.



Tony Blair

Su che cosa discutono? Lo si creda o no, sull’attuazione dell’Accordo del Venerdì Santo tre anni dopo la sua approvazione.
Da novembre si è parlato di tre questioni: l'opposizione dell'esercito inglese agli impegni del proprio governo sulla smilitarizzazione del Nord; la mancata completa attuazione del Rapporto Patten da parte dell'amministrazione inglese, ed il rifiuto dell'IRA di agire riguardo alla sue armi.



Bertie Ahern

Effettivamente ci sono quattro questioni che impediscono l’attuazione dell’Accordo, ma in realtà c’è molto altro in gioco. Fondamentalmente, i nazionalisti stanno mettendo alla prova se il governo inglese, e non solamente l’amministrazione locale, è preparato a cambiare il modo di gestire il Nord in misura tale da accontentarli. Se il governo inglese è preparato a farlo, dovrà accettare che siano i nazionalisti a definire quale sia la maniera sufficiente. Ciò gli inglesi non hanno ancora capito, anzi credono di poter decidere quello che ai nazionalisti possa andare bene.
Il problema principale dell’attuale impasse è l’incapacità politica di Peter Mandelson, che possiede qualità politiche ma non quelle di un politico. E’ una persona che desta sospetti tra molti membri del suo stesso partito, è noto nell’ambiente politico inglese per mettere lo stile al di sopra della sostanza, una persona il cui nome è divenuto proverbiale in Inghilterra per ambiguità, un uomo che non avrebbe né questa né un’altra posizione se non fosse per il favore di cui gode presso Tony Blair. Per farla breve, si tratta probabilmente della persona meno adatta per gestire una situazione in cui la fiducia è il requisito essenziale per ottenere successo.
Mandelson deve avere il più facile incarico nella politica inglese. Un segretario per il Nord può combinare di tutto e tuttavia non avere alcun problema con i media deferenti del Nord che si comportano nei confronti del segretario come se questi fosse un commissario distrettuale dell’Ottocento, seduto sotto una palma a regalare specchietti e perline. In Inghilterra il Nord è visto come un avamposto militare, e il titolare della carica non riceve mai una martellata dalla Camera dei Comuni. In verità, nel caso di Mandelson, l’unica persona che lo disturba è il terribile Kevin Mc Namara. C’è comunque il vantaggio che, nel caso tutto vada a rotoli, si potrà semplicemente dare la colpa ai selvaggi irlandesi. In più, in questo lavoro non ci si preoccupa per il voto. Si può essere un disastro completo, e in Inghilterra non importa a nessuno.



Peter Mandelson

Nel caso di Mandelson, a parte la sua ovvia incapacità politica, la sua azione nel Nord appare anche più sbagliata, dato il suo continuo spingere per portare avanti le sue ambizioni nell’ambito della politica inglese. Quando ci si aspetta che sia assorbito dal tentativo di risolvere la profonda crisi nel Nord, per cui ha una responsabilità politica, ecco che lo si trova immischiato negli affari dei suoi colleghi di Gabinetto. Ha tenuto discorsi sull’euro che hanno fatto infuriare il Cancelliere dello Scacchiere, ed ha infastidito Robin Cook al Ministero degli Esteri, un posto che, si dice, gli piacerebbe molto. Oltre a confermare la naturale abilità di Mandelson nel causare problemi, tutto questo immischiarsi dimostra che la sua attenzione non è rivolta verso ciò cui dovrebbe.

E’ evidente che Mandelson ha perso la fiducia di SDLP e SF, proprio come gli unionisti non ne avevano nei confronti di Mo Mowlam. E’ altrettanto chiaro che Tony Blair non lo rimuoverà dal suo incarico prima delle prossime elezioni. In ogni caso è troppo tardi per un rimpasto, ed un’eventuale promozione di Mandelson darebbe fastidio a troppe persone. Purtroppo il calcolo che viene fatto è che qui, nel suo attuale incarico, i danni che può fare sono minori. Dopo tutto, si tratta solo dell’Irlanda.
Ciò solleva il nocciolo della quarta questione. Supponiamo che SDLP e SF riescano a stabilire un accordo col governo inglese per quanto riguarda la gestione della sicurezza nel Nord: gli unionisti di Donaldson obbligheranno Trimble a romperlo, come hanno sempre fatto in ogni occasione. Vogliono rovesciare Trimble e distruggere l’Accordo. Qualsiasi accordo possa risultare accettabile per i nazionalisti, renderà Donaldson e soci più determinati ad impedire che funzioni.
Quindi, non si tratta solo di polizia, smilitarizzazione e disarmo.
Perciò, forse il quarto tema è il più importante: vale a dire come assicurare che gli unionisti collaborino, qualunque sia l’accordo tra il governo irlandese e quello inglese, e non tentino di rifarlo a modo loro o di infrangerlo? La soluzione di Mandelson è quella di proporre un accordo che gli unionisti dissidenti possano accettare e che quindi, data la sua natura, i nazionalisti invece non potranno accettare.


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a cura di irlanda notizie - 15 gennaio 2001
traduzione a cura di Irlanda Notizie