Il comunicato con cui l’Esercito Repubblicano Irlandese (I.R.A.) Provisional offriva di completare prima di Natale la messa fuori uso delle sue armi (Decommissioning), purché non venissero prese fotografie.
Giovedì 9 Dicembre 2004.
Giovedì 9 Dicembre 2004, in seguito alla presa d’atto da parte dei Governi di Londra e di Dublino, avvenuta il giorno prima, del fallimento dei negoziati per un accordo che permettesse di rimettere in funzione le istituzioni dell’Irlanda del Nord previste dagli Accordi di Belfast del 1998, lo I.R.A. diffondeva questo comunicato:
“Più di dieci anni fa la cessazione del fuoco da parte dello
IRA annunziava pubblicamente l’inizio del processo di pace irlandese. Da allora
lo IRA ha dimostrato in più occasioni il suo impegno di sostenere e sviluppare
quel processo con una serie di iniziative molto significative e sostanziali.
Nel contesto dello sforzo di concludere un accordo completo la dirigenza di
Óglaigh na hÉireann [‘Volontari d’Irlanda’, il nome dell’Esercito Repubblicano
in Gaelico irlandese, pronunzia approssimativa ‘òglach na èren’] ha
deciso:
► di appoggiare un accordo completo passando a una nuova modalità d’azione che
rifletta la nostra determinazione a porre in atto la transizione a una società
totalmente in pace;
► di dare a tutti i Volontari dello IRA istruzioni specifiche di non
intraprendere alcuna attività che possa pertanto mettere in pericolo tale nuovo
accordo;
► la dirigenza dello IRA ha inoltre deciso che in questo contesto porteremo a
termine il processo di messa fuori uso di tutte le nostre armi, completamente e
verificabilmente;
► abbiamo dato istruzioni al nostro rappresentante di concordare con la
Commissione Indipendente Internazionale sulla Messa fuori uso delle armi (IICD)
il completamento con rapidità di questo processo, se possibile entro la fine di
Dicembre;
► per aumentare ulteriormente la fiducia del pubblico siamo d’accordo che siano
presenti a questo processo [di messa fuori uso delle armi] due ministri del
culto in veste di osservatori.
La dirigenza dello IRA ha deciso di contribuire in questo modo a un accordo
completo per risolvere tutte le questioni ancora in sospeso, comprese quelle che
preoccupano particolarmente gli Unionisti. Da parte sua Ian Paisley aveva invece
richiesto che il nostro contributo venisse fotografato, e ridotto così a un atto
di umiliazione.
Ciò non è mai stato possibile. Pur sapendolo, egli ha fatto pubblicamente questa
richiesta per avere una scusa per il suo rifiuto di un accordo complessivo che
creasse un contesto politico in grado di rimuovere le cause del conflitto. Come
la dirigenza dello IRA ha già affermato in precedenza, tale contesto è quello in
cui i Repubblicani e gli Unionisti irlandesi possano, come uguali, perseguire
pacificamente i loro rispettivi obbiettivi politici.
Noi riaffermiamo il nostro impegno nel processo di pace. Ma non ci sottoporremo
invece a un processo di umiliazione.
Encomiamo i nostri Volontari e l’intera base repubblicana per la loro pazienza e
disciplina in questi tempi difficili. Come il loro, il nostro impegno verso i
nostri obbiettivi repubblicani è immutato.
Ringraziamo quelli che hanno contribuito genuinamente agli sforzi di trovare
soluzioni ai problemi del momento. Pur riconoscendo questi sforzi, reiteriamo la
nostra opinione che compiacere le richieste di quelli che sono contrari al
cambiamento non può produrre alcun progresso.
La ricerca di una pace giusta e duratura è un compito impegnativo. La dirigenza
dello IRA si è dimostrata all’altezza di questo compito. Il Governo britannico e
i dirigenti dell’Unionismo devono fare lo stesso.
P. O’Neill,
Irish Republican Publicity Bureau,
Dublino.”
I due comunicati con cui l’Esercito Repubblicano Irlandese (I.R.A.) Provisional ritira la sua offerta di completare la messa fuori uso delle armi (Decommissioning), 2 e 3 Febbraio 2005
Mercoledì 2 Febbraio 2005.
Mercoledì 2 Febbraio 2005 l’Esercito Repubblicano Irlandese (IRA) Provisional, in seguito alle accuse a esso rivolte (e da esso smentite) di essere responsabile della rapina di 37,5 milioni di Euro alla Northern Bank di Belfast, avvenuta il 20 Dicembre scorso, ha diffuso questo comunicato:
“Nell’Agosto 2004 la dirigenza di Óglaigh na hÉireann
[‘Volontari d’Irlanda’, il nome gaelico dello I.R.A.] annunciò la completa
cessazione di tutte le operazioni militari. Lo facemmo per far progredire il
processo di pace democratico e per sottolineare il nostro impegno definitivo
perché avesse successo.
Quella cessazione delle nostre operazioni militari terminò nel Febbraio 1996
perché il Governo britannico agì in malafede quando l’allora Primo Ministro
britannico John Major e i dirigenti unionisti sprecarono quella occasione senza
precedenti di risolvere il conflitto.
Noi rimanemmo comunque pronti a impegnarci in senso positivo, e nel Luglio 1997
ristabilimmo la cessazione [delle operazioni militari] sulla stessa base di
prima. In seguito abbiamo onorato i termini della nostra cessazione con
disciplina e onestà, nonostante numerosi tentativi da parte di altri di
travisare tali termini.
Da allora – nel corso di un tempo di quasi otto anni – la nostra dirigenza ha
intrapreso una successione di iniziative ambiziose e significative, tese a
sviluppare e a salvare il processo di pace. Tra esse è compreso:
► L’esserci impegnati con la Commissione Indipendente Internazionale sulla Messa
fuori uso delle armi (IICD);
► L’avere accettato che ispettori indipendenti ispezionassero il contenuto di
vari depositi di armi dello IRA, permettendo nuove ispezioni regolari per
assicurare che le armi rimanessero sicure e permettendo che essi riferissero ciò
che avevano fatto sia in pubblico sia alla IICD;
► L’avere delineato un contesto chiaro per dare una soluzione definitiva alla
questione delle armi;
► L’avere riconosciuto errori passati, il dolore e la sofferenza che lo IRA ha
inflitto ad altri, e l’avere fatto le scuse e le condoglianze per le morti e i
ferimenti di non-combattenti da noi causate;
► L’avere concordato con la IICD uno schema per mettere le armi fuori uso in
modo completo e verificabile;
► L’avere messo in atto questo schema al fine di salvare il processo di pace,
mettendo fuori uso tre diversi quantitativi di armi in queste date:
● 23 Ottobre 2001
● 11 Aprile 2002
●21 Ottobre 2003; e
►L’avere cercato di venire incontro alle preoccupazioni unioniste in modo
diretto e pubblico.
Nel 2004 la nostra dirigenza era disposta a risolvere rapidamente la questione
delle armi, se possibile entro Natale, e a invitare due testimoni indipendenti,
delle Chiese protestanti e cattolica, perché testimoniassero che ciò [la messa
fuori uso delle armi] aveva avuto luogo. Nel contesto di un accordo completo
eravamo inoltre disposti a passare a un’altra modalità di azione e a dare
istruzioni ai nostri Volontari perché non vi fosse alcun loro coinvolgimento in
attività che potessero mettere in pericolo tale accordo.
Queste iniziative sostanziali e significative sono stati i nostri contributi al
processo di pace. Altri, comunque, non hanno condiviso questo programma. Al
contrario, essi hanno richiesto l’umiliazione dello IRA.
Le nostre iniziative sono state attaccate, svalutate e spregiate da elementi
pro-unionisti e anti-repubblicani, Governo britannico compreso. Il Governo
irlandese si è prestato a questo gioco. Impegni presi sono stati infranti o
ritirati. Il cambiamento e il progresso promessi riguardo alle questioni
politiche, sociali, economiche e culturali, così come sulla smilitarizzazione,
sui prigionieri, sull’uguaglianza e sulla polizia e sulla giustizia, non si sono
materializzati nella misura che era richiesta, e che era stata promessa.
Le forze britanniche, compreso il PSNI [Servizio di Polizia dell’Irlanda del
Nord], rimangono attivamente impegnate tanto in operazioni segrete quanto in
operazioni manifeste, e tra queste le perquisizioni nelle case dei Repubblicani.
Siamo anche assolutamente consapevoli dell’instabilità entro l’Unionismo
estremo, gran parte della quale è fomentata dagli organi dell’intelligence
militare britannico. La struttura della collusione tra forze britanniche e
lealisti rimane intatta.
Le istituzioni politiche rimangono sospese, ormai da anni, e vi è un impasse
politico che prosegue.
In questo momento sembra che i due Governi siano intenzionati a cambiare le
fondamenta stesse del processo di pace. Essi sostengono che ‘oggi l’ostacolo a
una soluzione duratura e permanente… è il continuare dell’attività criminale e
paramilitare dello IRA’.
Noi rifiutiamo ciò. Ciò anche travisa il fatto che il Dicembre scorso un
possibile accordo è stato mandato all’aria dal fatto che entrambi i Governi sono
venuti incontro all’Unionismo del rifiuto invece di tener fede ai propri impegni
e di onorare le proprie promesse.
Non intendiamo accettare passivamente questa situazione inaccettabile e
instabile. Essa ha messo a prova fino al limite la nostra pazienza. Di
conseguenza, dopo avere riesaminato la nostra posizione, in risposta al ritrarsi
dai loro impegni dei due Governi e di altri:
► Ritiriamo dal tavolo tutte le nostre proposte.
► È nostra intenzione sorvegliare con grande attenzione tutti i nuovi sviluppi e
proteggere con l’intera nostra capacità i diritti dei Repubblicani e della
nostra base di appoggio.
Lo IRA ha dimostrato il suo impegno a favore del processo di pace più e più
volte. Vogliamo che il processo di pace abbia successo. Abbiamo avuto un ruolo
decisivo nell’assicurare il progresso che si è avuto fin qui. Siamo disposti,
come parte di uno sforzo genuino e collettivo, a farlo di nuovo, se e quando ne
siano create le condizioni.
Ma la pace non può essere costruita sulla base di ultimatum, di accuse false e
malevole e della malafede. Il progresso fin qui ottenuto non può reggersi con la
reintroduzione delle strategie thatcheriane di criminalizzazione, che i nostri
dieci compagni morirono per sconfiggere nello sciopero della fame del 1981. Noi
non tradiremo il coraggio degli scioperanti della fame col tollerare criminalità
nelle nostre fila o col tollerare false asserzioni di criminalità mosse alla
nostra organizzazione da politicanti mossi da interessi egoistici, invece che
dalla necessità nazionale di una conclusione positiva del processo di pace.
Infine ringraziamo tutti quelli che ci hanno sostenuto nel corso di decenni di
lotta. Riconosciamo liberamente il compito che ci siamo imposti di sostenere gli
sforzi genuini di costruire pace e giustizia. Riaffermiamo il nostro impegno di
raggiungere l’indipendenza irlandese e gli altri nostri obbiettivi repubblicani.
Siamo determinati a far sì che questi obbiettivi vengano assicurati.
P. O’Neill,
Irish Republican Publicity Bureau,
Dublino.”
Giovedì 3 Febbraio 2005.
In seguito alla reazione di noncuranza da parte degli ambienti politici inglesi e irlandesi al comunicato precedente, a meno di ventiquattro ore di distanza lo IRA Provisional ha rilasciato un secondo, brevissimo comunicato, che il Sinn Féin ha commentato sostenendo che si trattava semplicemente di una constatazione di fatto:
“I due Governi stanno cercando di sminuire l’importanza della
nostra dichiarazione perché stanno mandando in malora il processo di pace.
Non sottovalutate la serietà della situazione.
P. O’Neill,
Irish Republican Publicity Bureau,
Dublino.”
torna alla pagina sul Processo di Pace