L'argomentazione secondo cui l'attuale processo di pace può produrre un cambiamento reale e significativo è stata considerevolmente indebolita dagli avvenimenti occorsi negli ultimi 15 mesi.
Questi eventi sono culminati, la settimana scorsa, nel fallimento del tentativo di costituire le istituzioni politiche previste dall'accordo del Venerdì Santo 1998. L'accordo non ha prodotto un progresso tangibile, e il suo potenziale in questo senso è sostanzialmente diminuito negli ultimi mesi.La credibilità e le motivazioni dei dirigenti unionisti che avevano firmato l'accordo sono chiaramente in discussione. Essi hanno ripetutamente rinnegato gli impegni che avevano assunto firmando l'accordo, e sono riusciti a bloccare la messa in atto degli aspetti istituzionali dello stesso accordo.
È ormai evidente che intendono continuare nella tattica ostruzionistica a tempo indefinito. Chiunque è in grado di riconoscere che la dirigenza politica unionista continua, a tutt'oggi, a opporsi a ogni soluzione democratica di pace.
I recenti sviluppi a Stormont [palazzo di Belfast sede delle trattative, n.d.t.] mostrano chiaramente che la responsabilità principale della crisi politica in atto è da attribuirsi pienamente al Governo britannico, che ha dimostrato ancora una volta di non avere la volontà politica necessaria per opporsi al veto unionista.
Nel corso degli ultimi cinque anni abbiamo per due volte, e per periodi significativi, dichiarato e mantenuto la cessazione delle operazioni militari, allo scopo di dare forza al processo di pace e di sottolineare il nostro impegno verso il suo successo. Abbiamo contribuito in modo significativo alla creazione di un clima atto a facilitare la ricerca di una risoluzione durevole del conflitto.
La prima di queste cessazioni delle operazioni militari trovò un ostacolo insormontabile nella richiesta, avanzata dal Governo Britannico conservatore, della resa dell'Esercito Repubblicano Irlandese. Coloro che, nell'attuale contesto politico, richiedono la messa fuori uso delle armi dell'Esercito Repubblicano Irlandese si prestano, inavvertitamente o meno, al già fallito progetto di cercare di sconfiggere l'Esercito Repubblicano Irlandese. Il Governo britannico ha il potere di cambiare questo contesto, e dovrebbe farlo.
Rimane nostra opinione che le radici del conflitto nel nostro paese siano da cercare nel coinvolgimento britannico negli affari irlandesi ed è al Governo Britannico che spetta adesso il compito di dimostrare che l'attuale processo di pace può effettivamente produrre un cambiamento reale.
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