COMUNICATO DELL’ESERCITO REPUBBLICANO IRLANDESE (IRA) PROVISIONAL, 28 LUGLIO 2005, IN CUI SI DICHIARA TERMINATA LA CAMPAGNA ARMATA INIZIATA NEL 1970-71.
Per la prima volta, invece di diffondere un testo scritto, lo IRA ha consegnato agli organi di informazione un DVD video, in cui l’ex prigioniero repubblicano Seána Walsh leggeva il comunicato.
La dirigenza dei Volontari d’Irlanda [Óglaigh na hÉireann,
il nome gaelico dell’Esercito Repubblicano Irlandese] ha formalmente ordinato la
fine della campagna armata.
Ciò avrà effetto dalle 4 di oggi pomeriggio (le 16,00).
A tutte le unità dello IRA è stato ordinato di mettere da parte le armi.
A tutti i Volontari è stato comandato di appoggiare lo sviluppo di programmi
puramente politici e democratici usando esclusivamente mezzi pacifici.
I Volontari non dovranno prendere parte ad attività di qualsiasi altro genere.
La dirigenza dello IRA ha anche autorizzato il nostro rappresentante [Brian
Keenan] ad accordarsi con la IICD [la Commissione Indipendente Internazionale
per la Messa fuori uso delle armi, presieduta dal generale canadese De
Chastelain] per completare il processo di messa fuori uso delle nostre armi in
una maniera tale da far crescere ulteriormente la fiducia del pubblico, e per
concludere tale processo nel più breve tempo possibile.
Abbiamo invitato due testimoni indipendenti, appartenenti alle Chiese cattolica
e protestante, perché possano testimoniare l’avvenuta messa fuori uso delle
armi.
Il Consiglio dell’Esercito [l’organo supremo di comando dello IRA, composto da
sette persone] ha preso queste decisioni come risultato di un processo interno,
senza precedenti, di discussione e consultazione con i Volontari e le unità
dello IRA.
Siamo contenti del modo diretto e onesto in cui il processo di consultazione si
è compiuto, e del contenuto e della profondità delle opinioni espresse.
Siamo fieri del modo fraterno in cui si è svolto il processo di consultazione.
Il risultato delle nostre consultazioni mostra un appoggio fortissimo per la
strategia di pace del Sinn Féin presso i Volontari dello IRA.
Vi è anche una grande preoccupazione per il fatto che i due Governi [britannico
e irlandese] e gli Unionisti non si sono impegnati pienamente nel processo di
pace.
Ciò ha creato delle difficoltà reali. In Irlanda la schiacciante maggioranza
della popolazione appoggia pienamente questo processo.
Essi, e gli amici della causa dell’unità irlandese in tutto il mondo, vogliono
vedere la piena attuazione dell’Accordo del Venerdì Santo.
Nonostante queste difficoltà, le nostre decisioni sono state prese per fare
avanzare i nostri obbiettivi democratici e repubblicani, compreso il nostro fine
di una Irlanda unita.
Noi crediamo che ora ci sia una via alternativa per ottenere un’Irlanda unita e
per fare finire il dominio britannico nel nostro paese. Spetta a tutti i
Volontari di dimostrare capacità di guida, determinazione e coraggio.
Siamo ben coscienti dei sacrifici dei nostri patrioti morti, di quelli che sono
stati in galera, dei Volontari, delle loro famiglie, e di tutta la base
repubblicana.
Noi ribadiamo la nostra opinione che la lotta armata è stata interamente
legittima. Sappiamo bene che molti hanno sofferto nel corso del conflitto.
Vi è un imperativo irresistibile per tutte le parti in causa: costruire una pace
giusta e duratura.
Ci è stata fatta presente la questione della difesa delle comunità nazionaliste
e repubblicane.
La società intera è tenuta ad assicurare che i pogrom del 1969 e dell’inizio
degli anni Settanta non possano ripetersi.
Tutti inoltre sono tenuti a combattere l’odio confessionale, in tutte le sue
forme.
Lo IRA è del tutto impegnato verso i fini della unità e indipendenza irlandesi,
e a costruire la Repubblica delineata nella Proclamazione
del 1916.
Noi chiediamo che i repubblicani irlandesi dimostrino la massima unità e si
dedichino al massimo sforzo. Siamo sicuri che, lavorando insieme, i repubblicani
irlandesi potranno raggiungere i nostri obbiettivi.
Ogni Volontario è consapevole della portata delle decisioni che abbiamo preso, e
tutti i Volontari dovranno eseguire pienamente questi ordini.
Vi è ora una possibilità senza precedenti di utilizzare la considerevole buona
disposizione ed energia che ci sono per il processo di pace.
Questa esauriente serie di iniziative senza precedenti è il nostro contributo a
questo, e agli sforzi, che continuano, di dare al popolo d’Irlanda
l’indipendenza e l’unificazione.
Alcune nostre osservazioni.
Il comunicato è stato presentato come ‘storico’ dai mezzi di
informazione; in realtà era annunciato da anni, almeno da quando, alla fine del
2001, l’Esercito Repubblicano Irlandese (IRA) Provisional aveva iniziato a
distruggere le sue armi sotto la supervisione della Commissione Indipendente
Internazionale per la Messa fuori uso delle armi (IICD); e la campagna armata
dello IRA contro lo Stato britannico (e i suoi alleati lealisti) era finita a
tutti gli effetti dal cessate il fuoco del Luglio 1997, e sicuramente dagli
Accordi di Belfast dell’Aprile 1998. Questo comunicato è quindi solo la
dichiarazione formale di qualcosa già avvenuto otto anni fa.
Il solo elemento di reale novità è la proibizione ai Volontari di prendere parte
a qualsiasi genere di attività non pacifiche, ovvero quelle non dirette contro
lo Stato britannico o i Lealisti, incluse quelle ‘di polizia’ e controllo nei
quartieri nazionalisti; ciò era stato richiesto allo IRA Provisional nelle
trattative del Dicembre scorso per un’intesa (poi sfumata), e la richiesta è
stata naturalmente rafforzata e resa ineludibile in seguito dall’uccisione per
futili motivi del civile nazionalista Robert McCartney nel Gennaio scorso a
opera di membri dello IRA Provisional.
Alcuni mezzi d’informazione (ad esempio il TG3) hanno detto che ai Volontari
dello IRA è stato ordinato di “consegnare le armi”, il che è falso.
L’espressione “to dump arms” nel contesto irlandese (come ad esempio nel
comunicato con cui lo IRA, il 24 Maggio 1923, sospendeva le ostilità
riconoscendo la sconfitta nella Guerra civile nel Sud; o in quelli del Marzo
1945 e del Febbraio 1962, in cui si dichiarava la fine di due campagne armate
contro lo Stato britannico) ha sempre significato il nascondere le armi,
immagazzinandole per poterle riprendere in un’occasione più favorevole, NON il
consegnarle o disfarsene. Naturalmente in questo caso l’errore dei nostri mezzi
d’informazione non è così grave: infatti, a differenza di tutte le altre volte
nella storia del Repubblicanesimo irlandese in cui è stato ordinato di “mettere
da parte” le armi al termine di una campagna militare (aggiungendo
esplicitamente, come nei tre comunicati citati sopra, che le si nascondeva per
poterle riprendere poi in una futura campagna vittoriosa), oggi le armi dello
IRA Provisional verranno invece distrutte dalla dirigenza centrale
dell’organizzazione, sotto la supervisione della IICD. Questo comunicato è
quindi la sanzione storica dell’abbandono - per sempre - della lotta armata e
della violenza (‘physical force’) da parte dell’organizzazione maggioritaria dei
Repubblicani irlandesi.
È inoltre evidente che, anche se non viene esplicitamente dichiarato nel
comunicato che lo IRA Provisional si scioglie e che i suoi membri saranno d’ora
in poi soltanto membri del partito politico Sinn Féin, questo è in effetti ciò
che è avvenuto; da questo momento lo IRA Provisional sopravvivrà soltanto come
‘associazione di veterani’. Infatti un esercito che non abbia più compiti
militari o di polizia, e che inoltre distrugga tutte le sue armi, non è più un
esercito (o un gruppo armato).
Riportiamo qui sotto l’originale (in Inglese) del comunicato:
The leadership of Óglaigh na hÉireann has
formally ordered an end to the armed campaign.
This will take effect from 4pm [1600 BST] this afternoon.
All IRA units have been ordered to dump arms.
All Volunteers have been instructed to assist the development of purely
political and democratic programmes through exclusively peaceful means.
Volunteers must not engage in any other activities whatsoever.
The IRA leadership has also authorised our representative to engage with the
IICD [Independent International Commission on Decommissioning] to complete the
process to verifiably put its arms beyond use in a way which will further
enhance public confidence and to conclude this as quickly as possible.
We have invited two independent witnesses, from the Protestant and Catholic
churches, to testify to this.
The Army Council took these decisions following an unprecedented internal
discussion and consultation process with IRA units and Volunteers.
We appreciate the honest and forthright way in which the consultation process
was carried out and the depth and content of the submissions.
We are proud of the comradely way in which this truly historic discussion was
conducted. The outcome of our consultations show very strong support among IRA
Volunteers for the Sinn Féin peace strategy.
There is also widespread concern about the failure of the two governments and
the unionists to fully engage in the peace process.
This has created real difficulties. The overwhelming majority of people in
Ireland fully support this process.
They and friends of Irish unity throughout the world want to see the full
implementation of the Good Friday Agreement.
Notwithstanding these difficulties our decisions have been taken to advance our
republican and democratic objectives, including our goal of a united Ireland.
We believe there is now an alternative way to achieve this and to end British
rule in our country. It is the responsibility of all Volunteers to show
leadership, determination and courage.
We are very mindful of the sacrifices of our patriot dead, those who went to
jail, Volunteers, their families and the wider republican base.
We reiterate our view that the armed struggle was entirely legitimate. We are
conscious that many people suffered in the conflict.
There is a compelling imperative on all sides to build a just and lasting peace.
The issue of the defence of nationalist and republican communities has been
raised with us.
There is a responsibility on society to ensure that there is no re-occurrence of
the pogroms of 1969 and the early 1970s.
There is also a universal responsibility to tackle sectarianism in all its
forms.
The IRA is fully committed to the goals of Irish unity and independence and to
building the Republic outlined in the 1916 Proclamation.
We call for maximum unity and effort by Irish republicans everywhere. We are
confident that by working together Irish republicans can achieve our objectives.
Every Volunteer is aware of the import of the decisions we have taken and all
Óglaigh are compelled to fully comply with these orders.
There is now an unprecedented opportunity to utilise the considerable energy and
goodwill which there is for the peace process.
This comprehensive series of unparalleled initiatives is our contribution to
this and to the continued endeavours to bring about independence and unity for
the people of Ireland.
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