Dichiarazione dell'I.R.A. sull'accordo del 10 Aprile e sul 'decommissioning' delle armi - 30 Aprile 1998.

La dirigenza di Óglaigh na hÉireann [='Volontari d'Irlanda', nome dell'Esercito Repubblicano Irlandese in Gaelico] ha considerato con attenzione il documento del Venerdì Santo 1998. La nostra posizione continua a essere che una soluzione di pace durevole richiede la fine del dominio britannico in Irlanda e l'esercizio del diritto del popolo d'Irlanda all'autodeterminazione nazionale.

Considerando questo documento alla luce dei nostri obiettivi repubblicani o di una qualunque analisi democratica, appare chiaro che esso non arriva a fornire una base solida per una soluzione duratura.

A nostro avviso i due imminenti referendum [nel Nord e nel Sud] del 22 Maggio non costituiscono l'esercizio della autodeterminazione nazionale e l'atteggiamento dei votanti rispetto ad essi dovrebbe essere guidato dalle loro proprie opinioni e dal consiglio dei loro dirigenti politici.

Ad ogni modo, il documento del Venerdì Santo segna indubbiamente uno sviluppo significativo. Ma se esso sarà, o al contrario non sarà affatto, l'annunzio di una trasformazione della situazione, dipende totalmente dalla volontà del Governo britannico.

Di conseguenza, controlleremo da vicino gli sviluppi della situazione.

Sembra inoltre che sia in corso un ennesimo tentativo di fare risorgere la questione del decommissioning [=disarmo controllato dall'esterno] per usarla come un ostacolo al progresso del processo di pace.

Il totale impegno dell'IRA a favorire la ricerca della giustizia e della pace è cosa passata pubblicamente agli atti della storia. Questo impegno continua ad esservi. Qui vogliamo rendere chiaro che non ci sarà alcun decommissioning da parte dell'IRA. Questa questione, come tutte le altre che hanno conseguenze per l'IRA, le sue funzioni e i suoi obbiettivi, è questione di esclusiva pertinenza dell'IRA, e può essere considerata e decisa solo da noi.

Siamo coscienti delle nostre responsabilità e della necessità di mantenere una vigilanza costante in questi tempi stimolanti e impegnativi.

Siamo anche coscienti della presenza di coloro che resisteranno contro qualunque dinamica verso il cambiamento. Essi dovranno rendersi conto della realtà: la pace esige la giustizia, l'uguaglianza e i diritti nazionali per il popolo d'Irlanda.

Noi lodiamo gli sforzi del Sinn Féin. I membri del Sinn Féin possono confidare nel nostro desiderio di vedere tutti i Repubblicani impegnarsi nel loro presente processo decisionale [=riferimento al Congresso straordinario del Sinn Féin del 10 Maggio, che dovrà decidere la posizione del partito sui referendum e sulla partecipazione alla futura Assemblea dell'Irlanda del Nord] in modo costruttivo e positivo.

Auguriamo ai membri del Sinn Féin nuovi successi nel perseguimento della loro strategia di pace. Resta chiaro però che la responsabilità di procedere verso una pace duratura è condivisa da tutti i dirigenti politici.

Guardiamo il futuro uniti, impegnati e votati alla lotta per l'Unità e l'Indipendenza dell'Irlanda.


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traduzione a cura di irlandanews.org