DICHIARAZIONE DI PASQUA 1999 DELL'ESERCITO REPUBBLICANO IRLANDESE - 31 MARZO 1999.

La dirigenza di Óglaigh na hÉireann [='Volontari d'Irlanda', nome dell'Esercito Repubblicano Irlandese in Gaelico] porge fraterni saluti agli attivisti repubblicani, ai sostenitori e agli amici che operano in Irlanda e all'estero, e li ringrazia per il loro appoggio ininterrotto.

In questo ottantatreesimo anniversario della Rivolta di Pasqua commemoriamo tutti quelli che hanno dato la loro vita nella lotta per la libertà dell'Irlanda.

Senza i loro sforzi e il loro sacrificio non sarebbe esistita l'attuale possibilità di una giusta risoluzione del conflitto.

Mandiamo saluti solidali ai nostri compagni in Irlanda e negli Stati Uniti d'America.

Plaudiamo al costante e incrollabile impegno dei Volontari di Óglaigh na hÉireann per la causa della Libertà dell'Irlanda.

Riaffermiamo la nostra dedizione agli obbiettivi repubblicani dell'Irlanda unita e indipendente e della democrazia nazionale, il cui raggiungimento offre, riteniamo, la migliore garanzia per l'instaurarsi di una pace giusta e duratura. L'Esercito Repubblicano Irlandese vuole che vi sia una pace permanente in questo paese.

Noi abbiamo appoggiato con tutto il cuore gli sforzi per assicurare una risoluzione durevole del conflitto. Per noi questo conflitto è causato dal coinvolgimento inglese negli affari dell'Irlanda e dalle ingiustizie perpetrate dal malgoverno unionista fino dalla Partizione di più di 75 anni fa.

Nel corso degli ultimi cinque anni abbiamo dichiarato e mantenuto due cessazioni prolungate delle operazioni militari allo scopo di intensificare il processo democratico e di sottolineare il nostro impegno definitivo perché esso abbia successo. Abbiamo contribuito in modo reale e significativo alla creazione di un clima che potesse facilitare la ricerca di una soluzione di pace duratura. Le armi dell'Esercito Repubblicano Irlandese restano in silenzio.

In precedenza abbiamo descritto come uno sviluppo significativo l'Accordo del Venerdì Santo, e abbiamo atteso pazientemente che esso desse prova della sua potenzialità di produrre un progresso tangibile. Ma nel corso degli ultimi 12 mesi i progressi verso la sua attuazione sono stati bloccati. L'assedio alla comunità nazionalista di Portadown, che continua da un anno, la crescita di attacchi lealisti in coincidenza di momenti cruciali nel corso dell'ultimo anno, e le prove della collusione, che ancora continua, tra forze britanniche e lealisti, indicano la presenza di una opposizione a una soluzione di pace democratica. Questa opposizione deve venire superata.

La potenzialità del processo di pace di produrre una pace reale e duratura risiede nella sua capacità di portare un cambiamento significativo, di rimuovere le ingiustizie che hanno creato il conflitto, e di porre termine al conflitto stesso. Se ne esiste la volontà politica, il processo di pace ha in sé la potenzialità di risolvere il conflitto e portare a una pace durevole.

Occorre anche affrontare le ingiustizie che sono la conseguenza diretta del conflitto. A questo fine due giorni fa abbiamo annunciato i risultati della nostra indagine sulla collocazione dei luoghi di sepoltura di varie persone giustiziate da Óglaigh na hÉireann più di 20 anni fa. Questo è stato un sincero tentativo di fare tutto quello che potevamo per porre fine a un'ingiustizia di cui accettiamo la piena responsabilità.1

Tutti, ma particolarmente il Governo britannico, devono affrontare l'arduo compito, che ancora resta da svolgere, di rimuovere le cause del conflitto nel nostro paese.


NOTE

1)Tra il 1971 e il 1981 l'Esercito Repubblicano Irlandese nascose i corpi di una decina di persone, appartenenti alla popolazione nazionalista, che aveva arrestato, processato e ucciso. In genere si trattava di persone accusate di essere informatori delle forze britanniche, o di avere sottratto armi all'organizzazione per compiere rapine a scopi personali. La scelta di nasconderne i corpi e di non fare sapere che erano state uccise sembra fosse dovuta alla volontà di risparmiare alle loro famiglie la vergogna e il disprezzo riservato dalla popolazione nazionalista ai parenti di informers e criminali. Unica vittima di questo genere di esecuzione segreta proveniente da un retroterra diverso fu nel 1979 il capitano inglese Robert Nairac dello S.A.S., coinvolto nell'uccisione di repubblicani, che aveva operato clandestinamente per anni nel Sud della Contea di Armagh, spacciandosi in modo convincente per Irlandese. Nel 1980 l'Esercito Repubblicano decise di porre termine, per il futuro, alla pratica delle esecuzioni segrete.
Nel 1994, in seguito al cessate il fuoco, alcuni parenti di una quindicina di persone scomparse negli anni Settanta nelle Sei Contee cominciarono a fare pressione sul Movimento Repubblicano per sapere che cosa era stato degli scomparsi. Le loro comprensibilissime richieste sono state da allora utilizzate contro il nazionalismo irlandese, in modo svergognato, dalla propaganda britannica e unionista. Nell'Ottobre 1997 lo I.R.A. comunicò di avere istituito un organo di indagine incaricato di verificare quante delle sparizioni fossero davvero dovute all'Esercito Repubblicano, e di scoprire, in quel caso, dove le vittime fossero state sepolte, per permettere alle famiglie di celebrarne i funerali. Il 29 Marzo 1999 lo I.R.A. annunciava il primo risultato di questa indagine, riconoscendo di avere ucciso nove degli scomparsi (oltre a Nairac), con la dichiarazione che segue.
Accompagnando questa dichiarazione, fonti repubblicane hanno reso note le ragioni per l'uccisione dei nove scomparsi di cui l'I.R.A. ha individuato la sepoltura finora; mentre hanno detto che fino a questo momento non è stato possibile scoprire dove sia sepolto il capitano inglese Robert Nairac (si dice che fosse stato trasformato in fertilizzante in un impianto per la distruzione delle carcasse di animali). Dei nove scomparsi individuati, otto erano di Belfast e uno della Contea di Tyrone; tre di loro erano membri dell'I.R.A. (due sottoposti a corte marziale e uccisi nel 1972 in quanto agenti della squadra per le operazioni controinsurrezionali -Military Reconnaissance Force- del servizio segreto militare dell'Esercito britannico, infiltrati nell'organizzazione; uno, nel 1975, perché informatore della R.U.C.). Anche altre due vittime (uccise nel 1975 e nel 1978) erano agenti della squadra M.R.F., e cercavano di infiltrarsi nello I.R.A.. L'unica donna fra queste nove persone è Jean McConville, scomparsa dalla sua abitazione di Falls Road nel 1972; secondo l'IRA, prima di essere uccisa avrebbe ammesso di essere un'informatrice dell'Esercito britannico. Gli altri tre (due uccisi nel 1978 e uno nel 1981) vennero giustiziati dopo avere ammesso di avere rubato armi dell'Esercito Repubblicano e di averle poi usate per compiere rapine.
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DICHIARAZIONE DELL'ESERCITO REPUBBLICANO IRLANDESE DEL 29 MARZO 1999 SULLA SORTE DI PERSONE SCOMPARSE NEGLI ANNI SETTANTA.

Diciotto mesi fa istituimmo una unità speciale, comandata da uno dei nostri ufficiali di grado più elevato, per accertare dove si trovassero i resti di varie persone giustiziate e sepolte da Óglaigh na hÉireann circa 20 anni fa.

Queste sepolture avvennero prima di una direttiva del Consiglio dell'Esercito [lo Army Council, l'organo dirigente supremo dell'I.R.A.] secondo la quale il corpo di chiunque fosse stato ucciso da Óglaigh na hÉireann sarebbe stato lasciato da seppellire ai suoi parenti. Questa questione ha causato a varie famiglie dolore e sofferenza incalcolabili, e per un periodo durato molti anni.

Nonostante molti fattori di complicazione che hanno insieme ostacolato e prolungato questa indagine, e tra questi il lungo tempo che è passato dai fatti, i cambiamenti nella dirigenza [dell'I.R.A.], e la morte sia di membri sia di ex-membri di Óglaigh na hÉireann che erano stati coinvolti, oggi possiamo annunziare le conclusioni dell'inchiesta.

Noi crediamo di avere stabilito la collocazione delle tombe di nove persone, alcune delle quali erano membri di Óglaigh na hÉireann, giustiziati per attività che avevano messo in pericolo altri membri di Óglaigh na hÉireann e che avevano danneggiato la lotta. Stiamo controllando le informazioni riguardanti la collocazione di queste tombe, e confidiamo che questo porti al rapido recupero dei corpi.

Come abbiamo dichiarato in altre occasioni, non siamo responsabili per la sparizione di tutti quelli che gli organi di informazione hanno già elencato come scomparsi negli ultimi 30 anni. Noi siamo responsabili per quelli per i quali oggi abbiamo riconosciuto la responsabilità; le loro famiglie sono state tutte informate.

Abbiamo iniziato questa indagine con l'intenzione di fare tutto ciò che potevamo per correggere ogni ingiustizia di cui accettiamo la piena responsabilità, e per alleviare la sofferenza delle famiglie. Ci dispiace che sia occorso un tempo così lungo per completare l'indagine, e siamo dolenti per l'angoscia prolungata che ciò ha portato alle famiglie.


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traduzione a cura di Irlanda Notizie