Dichiarazione di Pasqua dell'Esercito Repubblicano Irlandese, 1998.
In questa occasione, l'ottantaduesimo anniversario della Rivolta di Pasqua, la dirigenza di Oglaigh na hÉireann [Volontari d'Irlanda, nome dell'I.R.A. in Gaelico] porge fraterni saluti agli attivisti repubblicani, ai sostenitori e agli amici, sia in Irlanda sia all'estero, ed esprime loro la sua gratitudine per il loro appoggio ininterrotto e per il loro prezioso aiuto.
Commemorando la Rivolta di Pasqua del 1916 ricordiamo con orgoglio tutti quelli che hanno dato la loro vita nella lotta per la libertà dell'Irlanda.
Mandiamo saluti solidali a tutti i nostri compagni incarcerati nelle prigioni irlandesi, inglesi e americane, e garantiamo a loro, alle loro famiglie e ai loro amici il nostro incessante appoggio. Rendiamo onore agli uomini e alle donne di Oglaigh na hÉireann, plaudendo al loro impegno e alla loro disciplina costanti.
Cogliamo l'occasione per riaffermare la nostra determinazione di assicurare il raggiungimento dei nostri obbiettivi repubblicani. Restiamo impegnati a fare finire il dominio britannico in Irlanda e a riunificare il nostro paese.
Lo scorso 20 Luglio 1997, coll'annunciare la completa cessazione delle operazioni militari, abbiamo ancora una volta dimostrato che siamo disposti a intensificare la ricerca di un accordo di pace democratico attraverso negoziati reali e inclusivi. Noi lodiamo tutti quelli che hanno dedicato la loro energia a costruire il processo negoziale, finalizzato all'istituzione di una pace giusta e durevole. Noi plaudiamo, in particolare, gli sforzi della dirigenza del Sinn Féin e di altri che hanno lavorato instancabilmente per il raggiungimento di questo scopo.
Noi studieremo con attenzione il risultato del processo negoziale, verificando se, e in che misura, esso possa farci progredire verso il nostro obbiettivo primario, una repubblica democratica, socialista, di 32 Contee. Noi lo giudicheremo, valutando se esso possa dare al nostro paese una pace giusta e duratura. Il conflitto in Irlanda è stato conseguenza inevitabile del rifiuto, da parte dei governi britannici che si sono succeduti, di cercare di raggiungere un accordo democratico. Resta da vedere se il governo britannico oggi in carica è preparato ad essere all'altezza del compito che gli si presenta. Il perseguimento di un accordo giusto richiede che non vi sia un tentativo di porre in atto una soluzione interna alle Sei Contee dell'Irlanda del Nord, visto che questa non potrebbe dare soddisfazione agli obbiettivi repubblicani e non potrebbe produrre una soluzione democratica.
Noi siamo rivolti al futuro con tutta la determinazione che la gente repubblicana ha dimostrato di avere nel corso degli ultimi trent'anni.
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