SF VUOLE L'ATTUAZIONE DELL'ACCORDO

The Irish News, giovedì 28 giugno 2001

The Irish Times, giovedì 28 giugno 2001

In questo articolo, il Presidente di SF Gerry Adams dà la sua valutazione della crisi nel processo di pace; la sua reazione alle dimissioni di David Trimble; la sua opinione su come possa essere risolta in modo soddisfacente la questione delle armi, e sul ruolo dei due governi nel difendere i diritti dei cittadini, nell'attuare l'Accordo del Venerdì santo e nel portare avanti il processo di pace.


Sono passate alcune settimane dalle recenti elezioni, e molta gente avrà avuto l'opportunità di assorbire il significato della crescita di SF nel Nord e del risultato sul Trattato di Nizza nel Sud. Su entrambe le questioni si sono fatti molti commenti, ed ora è il momento di descrivere a grandi linee qual è la visione di SF su questi argomenti, e sulle dimissioni di David Trimble da Primo Ministro.



Gerry Adams

Inizierò col Trattato di Nizza. Mentre il rifiuto della posizione del Governo si è dimostrata una delusione per entrambi i partiti della coalizione e per gli altri che erano schierati per il Sì, la risposta dello stesso Governo alla decisione del popolo si è dimostrata totalmente inadeguata. Ahern avrebbe dovuto stabilire chiaramente che l'attuazione del Trattato non avrebbe potuto procedere, perché i cittadini irlandesi si sono rifiutati di ratificarlo tramite il referendum. Si può immaginare un altro Governo europeo che abbia subito una predica come è avvenuto per quello irlandese, e come è avvenuto anche per il popolo irlandese da parte di Romano Prodi? Bisogna che il Governo accetti ed provveda ad adempiere al suo mandato. Sarebbe inaccettabile qualsiasi altra soluzione. Suggerire che potrebbero esserci continui referenda fino a quando il Governo otterrà il risultato che vuole, è totalmente sbagliato.

Respingendo il Trattato di Nizza, l'elettorato ha detto stop al processo volto a creare un'Unione europea su due livelli, e un superstato europeo. E' del Governo la responsabilità di rispondere a questi fatti, soprattutto in relazione al Rapid Reaction Force, alla sovranità ed alla perdita di un commissario UE.

Le elezioni nel Nord.
La vittoria elettorale di SF è stata usata per lanciare un ultimatum all'IRA affinché consegni le armi, e a SF perché si assumesse la responsabilità delle dimissioni di David Trimble. Ciò non tiene conto dell'Accordo del Venerdì Santo, dei risultati elettorali e del mandato di SF, chiara approvazione del modo in cui ci siamo occupati del processo di pace, ed anche della questione delle armi. Inoltre, le persone che più hanno vociferato in questo campo, hanno svolto attivamente una campagna contro SF durante le elezioni. La maggior parte degli editorialisti ha sostenuto i nostri oppositori. Rappresentanti dei maggiori partiti del Sud hanno svolto una campagna contro di noi nei nostri collegi elettorali. Questo è in loro diritto, certo, ma non possono cambiare le carte in tavola. Devono rispettare il nostro mandato ed i nostri diritti come cittadini e come rappresentati eletti legittimamente. Devono appoggiare l'Accordo come era stato negoziato. Invece, sembrano voler far apparire la consegna delle armi dell'IRA una precondizione dei loro diritti di cittadini. Ciò non solo rappresenta un'infrazione dell'Accordo, ma è anche evidentemente controproducente. Per questi motivi, coloro che si sono trovati su queste posizioni, dovrebbero tornare all'Accordo del Venerdì Santo.

Una strategia per il disarmo.
Per quanto mi riguarda, ritengo che la questione delle armi sarà risolta con successo. Sicuramente, dalla prospettiva repubblicana irlandese, credo che le armi saranno eliminate dalla politica irlandese. Dicendo ciò, diversamente da altri, sono anche conscio di tutte le altre armi che infettano la nostra politica, e che sono ogni giorno nelle mani dei lealisti e dei soldati inglesi. SF, agendo in base agli impegni presi con l'Accordo del Venerdì Santo, e perché sinceramente impegnato nel processo di pace, ha lavorato per sviluppare una strategia che crei le condizioni per mettere le armi fuori uso. Se non l'avessimo fatto, o se l'IRA non avesse risposto positivamente, forse coloro che ci attaccano su questa questione avrebbero un motivo legittimo per farlo. Ma noi abbiamo una strategia, anche se non è solo una nostra responsabilità trovarne una, e l'abbiamo esposta per esteso ad entrambi i governi, all'UUP, a SDLP e ad altri. Lo sviluppo di questa strategia e l'aumento dei voti a SF durante le recenti elezioni, potrebbero incoraggiare altri all'interno del repubblicanesimo ad accettare la nostra proposta. Ma la semi-isteria e il travisamento relativi al significato del nostro voto, significano che ciò è poco persuasivo. La mia opinione personale è che vi sia un margine politico alle richieste irrazionali all'interno degli altri partiti nazionalisti. Stanno usando questa questione contro SF in quello che ritengo essere un futile tentativo di evitare la crescita del repubblicanesimo irlandese.

L'errore di Trimble.
La posizione di Trimble è una questione totalmente diversa. Dopo aver svolto una campagna elettorale in base ad un programma fatto dall'UUP, è ora sul punto di gettare via tutto ciò. Anche per gli effetti che le sue dimissioni avranno su potenziali investitori per il turismo, per l'economia, per le relazioni tra le comunità, tutte questioni per cui si è detto interessato, le sue dimissioni semplicemente non hanno senso. In particolar modo, non hanno senso per raggiungere i due obiettivi da lui stabiliti: "devolution e disarmo". La sua affermazione secondo cui l'IRA agirebbe solo sentendosi sotto pressione, è un ovvio invito per quell'organizzazione di dimostrare il contrario; lo stesso accadde con Brian Faulkner, Roy Mason, Margaret Thatcher e gli altri che hanno fatto lo stesso errore di Trimble. L'UUP non può più far pressione all'IRA di quanto l'IRA non possa fare con l'UUP. La politica dev'essere rafforzata, non indebolita. Perciò, la minaccia di Trimble non funzionerà. Qualsiasi cosa dimostri a se stesso o ai suoi sostenitori, i molti nazionalisti e repubblicani che vogliono che il processo di pace funzioni, trarranno le conclusioni che gli attuali leader unionisti non sono pronti a vivere con i loro vicini con gli stessi diritti.

La messa fuori uso delle armi.
Qual è la strategia di SF per mettere le armi dell'IRA fuori uso? La strategia sta nel far funzionare la politica; sta nell'attuare l'Accordo del Venerdì Santo, non nel riscriverlo. Sta nel costruire una politica effettiva in modo che la gente senta di farne parte democraticamente. Il fatto che la durata del cessate il fuoco dell'IRA sia giunto al settimo anno, significa che l'organizzazione è pronta ad abbracciare tale possibilità. Il prolungato silenzio delle armi dell'IRA, le varie iniziative per rafforzarlo e l'impegno dell'IRA con la Commissione Internazionale sono tutti sviluppi positivi e senza precedenti che, se nutriti come si deve, avranno una riuscita positiva. L'affermazione del leader dell'UUP secondo cui l'IRA avrebbe infranto le promesse è totalmente falsa. Io so, dati i miei sforzi per risolvere questa questione, che l'affermazione infondata e ripetuta varie volte da Trimble è controproducente. La promessa dell'IRA è contenuta nella sua dichiarazione del 6 maggio dello scorso anno. Questa dichiarazione ha rappresentato un grande passo avanti dalle precedenti proclamazioni "Not an ounce, not a bullet". L'IRA, invece, ha dichiarato di essere disposta a mettere fuori uso le proprie armi, ed ha spiegato il contesto in cui lo avrebbe fatto. La strategia di SF mira a creare quel contesto. Ma, naturalmente, non possiamo farlo da soli. Noi possiamo solo fare del nostro meglio. Ma la costruzione della pace e della fiducia sono un affare della collettività. Negli ultimi anni si sono fatti grandi progressi. Per molti repubblicani non ne sono stati fatti abbastanza, o sono stati fatti troppo lentamente, per altri troppi e troppo velocemente. Ma dobbiamo perseverare. Inevitabilmente, in qualsiasi processo di risoluzione di un conflitto ci sono particolari questioni che per un periodo sono centro di controversie e difficoltà. Queste devono essere superate, e mentre affrontiamo questi argomenti non dovremmo dimenticare che, nonostante tutto, le cose sono migliorate; ancora non abbastanza, ma migliori di quanto siano mai state. Il rifiuto di designare i ministri di SF, o cercare di evitare che gli aspetti dell'Accordo riguardanti tutta l'Irlanda possano funzionare, non potrebbe essere definito un aiuto. Non lo è nemmeno il rifiuto del Governo inglese alla smilitarizzazione, o all'istituzione di un servizio di polizia che rappresenti tutti i cittadini e che sia libero dal controllo politico di parte. Inoltre, dov'è il sistema di giustizia giusto ed imparziale per cui ci eravamo accordati? Dov'è la salvaguardia efficiente dei diritti umani? E il diritto a non subire minacce settarie? Tutte queste questioni ed altre ancora devono ancora essere risolte. L'Accordo del Venerdì Santo serve a creare un nuovo ordinamento politico basato sull'uguaglianza e sulla parità.
Come possono i due governi far quadrare tutto ciò con i loro obiettivi determinati ad attuare l'Accordo? L'accordo è diventato l'Accordo del Venerdì Santo reinterpretato dagli unionisti, soggetto a continui rinegoziati, oppure i governi sono sinceramente impegnati verso lo storico compromesso sancito dai cittadini col referendum del maggio 1998?

Il processo funzionerà.
Per il Governo irlandese e quello inglese è tempo di decidersi. Per quanto ci riguarda, SF farà il possibile per far sopravvivere questo processo, e per renderlo effettivo. Ma i governi devono prendere in considerazione quale progresso sarà possibile se essi si mostrano compiacenti verso gli unionisti. Vogliono farlo, o vogliono continuare a con il lavoro difficile di far funzionare questo processo, compreso l'arduo compito di togliere tutte le armi dalla politica irlandese?
Sono convinto che questo processo funzionerà. Questa è stata la mia convinzione in tempi anche più difficili. Se funzionerà con o senza David Trimble, questo dipende da lui. Non ho mai preso un impegno con Trimble, o con chiunque altro, che non abbia mantenuto. Ecco perché non prendo impegni alla leggera. Sia Bertie Ahern che Tony Blair lo sanno. Per quel che mi riguarda, l'obiettivo essenziale del processo di pace è creare le circostanze in cui l'IRA ed altri gruppi armati facciano parte del nostro passato. Alcuni vorrebbero vedere l'IRA sconfitta: io vorrei vederla in pensione. Ma questo obiettivo sarà più facile da raggiungere se i partiti favorevoli all'Accordo lavoreranno insieme. SF ha un grande mandato. Noi abbiamo un imperativo morale e politico di usare questo mandato saggiamente e per il beneficio di tutta la comunità. Il nostro mandato rafforza il processo di pace, ma solo se è rispettato e difeso da altri, non ultimi i due governi.

Diritti dei cittadini.
I governi non possono attuare tutti gli aspetti dell'Accordo rimasti in sospeso a causa del veto unionista. Sarebbe molto meglio se le istituzioni sarebbero al loro posto e funzionerebbero totalmente, né il governo dovrebbe appoggiare la sospensione delle istituzioni. Ma se gli unionisti non sono disposti a lavorare sulle istituzioni, i governi avranno la responsabilità di attuare tutte le altre questioni ed allo stesso tempo proteggere le istituzioni fino a quando gli unionisti saranno pronti a farlo. I diritti dei cittadini, il programma sull'uguaglianza, la questione della polizia e della smilitarizzazione, la giustizia, sono tutte responsabilità dei due governi. Dovrebbero adempiere a questa responsabilità immediatamente, nonostante le proteste degli unionisti. Solo in questo modo, cambiando sensibilmente ma risolutamente le condizioni in cui la gente vive e garantendo ad ognuno i propri diritti, potremo cambiare il modo con cui la gente, e particolarmente coloro che si oppongono ai cambiamenti, risponde a quel cambiamento. I due governi devono dire chiaramente a tutti che andranno avanti verso l'attuazione dell'Accordo del Venerdì Santo, e che creeranno il sistema di uguaglianza che esso prevede. Ritengo che ciò sia meglio ottenibile con l'impegno di tutti i partiti, rispettando le nostre responsabilità e facendo in pieno la nostra parte. Ma, se per qualsiasi motivo, un partito non è disposto ad impegnarsi in questo, allora i governi dovranno andare avanti.


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a cura di irlanda notizie - 11 luglio 2001
traduzione a cura di Irlanda Notizie