UNA SINISTRA IRLANDESE?

L'ASSORBIMENTO DI DEMOCRATIC LEFT NELL'IRISH LABOUR PARTY E LE PROSPETTIVE CHE CIÒ APRE ALLA POLITICA SOCIALE DEL SINN FÉIN.

Sabato 12 Dicembre 1998 i due partiti Democratic Left ('Sinistra Democratica') e Irish Labour Party ('Partito Laburista Irlandese'), presenti solo nelle 26 Contee della Repubblica irlandese, hanno riunito a Dublino le rispettive assemblee plenarie dei delegati per approvare il progetto di fusione dei due gruppi in un nuovo Partito Laburista unificato (che manterrà però il nome del partito maggiore tra i due, l'Irish Labour Party). Con poche voci dissenzienti in entrambi i gruppi il progetto di fusione, su cui le trattative fra i dirigenti erano iniziate in Maggio, è stato trionfalmente approvato (l'89% dei voti a favore in Democratic Left, e circa il 90% nel Partito Laburista Irlandese, a quanto si dice, giacché quest'ultima votazione è stata per alzata di mano, senza conta).

L'unificazione formale avrà luogo il 1° Febbraio 1999. Il segretario di Democratic Left, Proinsias De Rossa, sarà Presidente del nuovo Partito Laburista fino al 2001, quando tale nuova carica diverrà elettiva. Rimane invece segretario del 'nuovo' partito il segretario laburista Ruairí Quinn, affiancato però dal numero due di DL, Brendan Howlin, in qualità di vice-segretario. I due gruppi parlamentari (18 deputati dell'ILP, 4 di DL) si fondono in un gruppo solo. Per un periodo di transizione di due anni e mezzo, fino alle prossime elezioni politiche nella Repubblica irlandese, il 'nuovo' partito sarà guidato da una dirigenza unificata dei due gruppi, concordata nelle trattative per la fusione, ma non convalidata dalla base. Altre questioni potenzialmente conflittuali sono state messe fra parentesi, e si dovranno risolvere dopo l'unificazione formale.

È però lecito sostenere che non di fusione si è trattato, ma di assorbimento da parte dell'Irish Labour Party della minuscola Democratic Left; infatti la forza delle due organizzazioni così unificate è assolutamente dispari. Mentre l'ILP poteva contare su varie migliaia di iscritti, con punti di forza in alcune aree rurali e nelle città di Dublino e di Cork, il numero dei militanti di DL, esercito di soli generali, non è mai stato di molto superiore ai duecento convocati per l'assemblea che ne ha sancito lo scioglimento.

L'unificazione nel nuovo Partito Laburista è stata presentata e propagandata come occasione per creare finalmente una 'Sinistra' irlandese credibile, e si è sostenuto che la nuova entità partitica sarà maggiore della somma delle sue componenti. Nelle beneaguranti parole del leader del Partito Laburista, Ruairí Quinn, si tratterebbe de "l'inizio di un cammino meraviglioso e radicale". Di fatto, si è trattato dell'accordo di vertice tra due apparati politici in diverso modo sconfitti. Infatti i Laburisti, che erano stati al governo dopo avere ottenuto il loro record di voti alle elezioni del 1992 (19,3%, il migliore risultato nella loro storia), hanno ricevuto una secca punizione dagli elettori nel 1997, calando al 10,4% dei voti; l'ambigua 'Sinistra Democratica' o DL, anch'essa al governo (tra 1994 e 1997, mediante ciò che dalle nostre parti verrebbe definito un 'ribaltone') era calata nel frattempo solo dal 2,8% al 2,5%, ma nelle ultime elezioni due dei suoi quattro deputati sono stati eletti nei loro collegi giusto per il rotto della cuffia, per meno di un centinaio di voti.

Sancendo l'unificazione di ILP e DL il segretario laburista Quinn ha sostenuto che la 'unità della sinistra' è essenziale per contrastare la politica dell'attuale Governo, guidato dal Fianna Fáil (il partito populista di centro), incapace di risolvere i problemi reali della società irlandese, in cui si sta allargando la distanza tra ricchi e poveri. Che in Irlanda il solco tra chi si è avvantaggiato del decollo economico della 'Tigre celtica' e chi ne è restato fuori si stia allargando non è un segreto per nessuno: ma è stato opera della politica economica di tutti i Governi, tanto quelli diretti dal Fianna Fáil quanto quelli diretti dal Fine Gael (il partito filobritannico di centro-destra), di volta in volta sostenuti, gli uni e gli altri, dallo stesso Partito Laburista.

Il nuovo partito 'di sinistra' si candida a divenire primo partito del paese, spezzando per la prima volta il monopolio dell'alternanza tra i due partiti 'di centro' storici, il Fianna Fáil e il Fine Gael. A questo fine Quinn e De Rossa promettono una campagna di reclutamento di donne e di giovani che partirà dopo l'unificazione formale di Febbraio (bisognerà però vedere se donne e giovani saranno disponibili ad essere reclutati). Per avere il consenso del mondo degli affari i 'nuovi' laburisti irlandesi propongono una politica economica di condivisione sociale dei profitti, tramite un modello di 'tassazione sostenibile' che avrebbe come contropartita un programma decennale di investimenti in favore dei ceti più disagiati.

Diversissime sono le origini e la storia delle due componenti del nuovo partito unificato della 'sinistra', come ha fatto notare all'assemblea dell'Irish Labour Party del 12 Dicembre Brian Fitzgerald, uno dei pochi dirigenti del partito che si sono radicalmente espressi contro la fusione. Secondo Fitzgerald Democratic Left è un gruppo di opportunisti "assolutamente senza principi", i quali nella loro storia politica hanno portato la distruzione e la frammentazione in tutte le esperienze politiche di cui hanno fatto parte, e che non possono "dare nulla di utile" al Partito Laburista.

Il Partito Laburista, fondato nel 1912 sul modello britannico di 'partito dei sindacati operai', dopo avere avuto all'inizio tra i suoi dirigenti il marxista rivoluzionario e indipendentista irlandese James Connolly, organizzatore della Rivolta di Pasqua del 1916 fucilato dagli Inglesi, stemperò del tutto il suo socialismo poco dopo la Rivolta, dichiarandosi neutrale nella guerra civile del 1922-1923 e fungendo da 'leale opposizione' nell'appena nato Free State. Il suo laburismo era molto più moderato di quello del Partito Laburista britannico, e per giunta accettò di rimanere sottoposto fino agli anni Settanta all'influenza politica del clero cattolico. Successivamente il Partito Laburista Irlandese si 'modernizzò', abbandonando il legame strutturale coi sindacati (e nello stesso tempo liberandosi dalla subalternità verso la Chiesa cattolica), divenendo però sempre più avverso ai Repubblicani e alla lotta di liberazione nazionale nel Nord del paese, e partecipando con il Fine Gael al Governo di coalizione del 1973-1977 (che si distinse nella repressione del Movimento Repubblicano e impose la censura televisiva contro il Sinn Féin). Anche se dopo il 1979 l'Irish Labour Party figura come membro del gruppo socialista al Parlamento europeo, i contenuti sociali della sua politica, manifestati nelle sue recenti esperienze di governo, sono stati in realtà, prima di questa 'fusione', quelli di un partito di centro.

Completamente diverse le origini di Democratic Left, che risalgono a quella strana combinazione di marxismo-leninismo staliniano e di riformismo filobritannico e antirepubblicano rappresentata dalla metà degli anni Settanta da I.R.A. e Sinn Féin "Official", e negli anni Ottanta dal loro successore, il Workers Party. Dal 1989 il Workers Party aveva sette deputati nel Parlamento di Dublino, ottenuti in verità abbastanza facilmente, sullo sfondo della crescente divaricazione sociale che dagli anni Ottanta ha accompagnato lo sviluppo economico della Repubblica irlandese, favorito dai finanziamenti europei. Infatti un partito che si proclamava marxista e 'dei lavoratori', e insieme laico e anticlericale, e che faceva riferimento all'Unione Sovietica, aveva buon gioco a sfruttare le crescenti tensioni sociali e di costume nelle aree urbane, in assenza di alternative credibili al rosa stinto del Labour Party. E la tradizione repubblicana irlandese che ha sempre considerato la 'gente senza proprietà' come fondamento di una Irlanda davvero indipendente, rappresentata sul piano elettorale dal Sinn Féin, non aveva d'altronde la possibilità di farsi sentire nelle 26 Contee del Sud, per via della censura antirepubblicana sugli organi d'informazione sancita dal famigerato Articolo 31 (abolito solo in seguito al cessate il fuoco dell'IRA del 1994). Crollata l'Unione Sovietica, nel 1992 sei dei sette deputati del Workers Party, guidati da Proinsias De Rossa, decisero di 'adeguarsi ai tempi nuovi' e di rompere col marxismo dogmatico, cercando di portare con sé il resto del partito mediante il trasferimento di tutti i poteri al gruppo parlamentare. Ma al congresso straordinario del Workers Party i sei deputati non riuscirono ad ottenere l'appoggio di due terzi dei militanti, necessario per questa operazione, e dovettero formare Democratic Left come gruppo scissionista parlamentare, sprovvisto di attivisti. In occasione della scissione, con molta ipocrisia (dato che fino a quel momento di tali operazioni illegali avevano beneficiato anche loro) i dirigenti del nuovo gruppo di DL accusarono il Workers Party di avere mantenuto in vita l'IRA "Official" per raccogliere fondi per il partito (in effetti tale banda clandestina, dedita al racket delle estorsioni, al traffico di droga e alle rapine, sopravvive ancora oggi in un quartiere di Belfast e a Newry nel Nord, e a Cork nel Sud dell'Irlanda). Dalla nascita Democratic Left non ha quindi avuto una immagine pubblica sostenibile, nonostante la sua partecipazione al Governo di coalizione di Fine Gael e Labour Party (Dicembre 1994-Giugno 1997), che distrusse comunque la speranza di DL di soppiantare gradualmente i laburisti. Per i suoi quattro deputati il confluire nel Labour Party era l'unico modo di salvaguardarsi un futuro politico, e non si può dire che non siano riusciti a farlo alle migliori condizioni.

Il sistema politico irlandese fino ad oggi è stato in effetti atipico nel panorama europeo, dato che non ha mai presentato una chiara divisione ideologica tra destra e sinistra. La linea che divide i due maggiori partiti, il Fine Gael e il Fianna Fáil, si è infatti sempre basata sulla posizione che essi avevano riguardo alla questione nazionale, più filobritannico il primo, nazionalista il secondo, mentre non si può individuare una vera differenza tra i due sul piano della politica sociale. Se si volesse proprio definirli rispetto a un asse destra/ sinistra, si potrebbe dire che il Fine Gael è di centro-destra, il Fianna Fáil di centro populista. Il terzo partito, il Laburista, sarebbe in questo quadro di centro-sinistra.

Questo dimostra la centralità della irrisolta questione nazionale nella politica irlandese, nonostante tutti i tentativi 'revisionistici' di fingere che sia secondaria. In realtà è proprio nella posizione delle diverse forze politiche irlandesi sulla questione nazionale che si può individuare una polarità fra conservazione e progresso, in cui la difesa dello status quo si identifica con le posizioni antirepubblicane e filobritanniche, il progressismo invece con l'impegno a risolvere la questione nazionale ottenendo un'Irlanda unita e indipendente. Da questo punto di vista il Fianna Fáil è, ad esempio, sicuramente più 'progressista' del Fine Gael; e il Sinn Féin è di sicuro il partito più progressista d'Irlanda.

Il nuovo Partito Laburista unificato, al contrario, è sicuramente meno progressista e quindi sostanzialmente meno 'di sinistra' del 'borghese' Fianna Fáil. Infatti la sua componente maggiore, l'ILP, si è distinta nell'ultimo trentennio per le sue posizioni antinazionaliste e contrarie alla libertà di informazione: fu proprio un suo ministro (poi non a caso passato agli Unionisti!) a varare l'Articolo 31 che istituiva la censura contro i 'sovversivi' Repubblicani, proibendo l'apparizione televisiva di membri del Sinn Féin. Quanto alla componente minore del nuovo partito, Democratic Left, le sue posizioni antirepubblicane sono sempre state addirittura rabide, e nel corso dell'attuale processo di pace tale pretesa 'Sinistra democratica' ha operato di conserva con gli Unionisti del Nord contro il nazionalismo irlandese nel suo complesso. I fieri propositi del nuovo partito di creare una 'Sinistra irlandese' alternativa ai due partiti 'di centro' sembrano quindi fin d'ora viziati dall'antinazionalismo, e pertanto inattuabili prima della risoluzione della questione nazionale.

La scarsa credibilità del nuovo Partito Laburista unificato e la scomparsa di Democratic Left aprono invece nuovi spazi all'iniziativa politica del Sinn Féin, che oggi, col processo di pace in corso e la censura ai suoi danni abolita, può radicarsi finalmente nei quartieri popolari urbani delle 26 Contee della Repubblica, allargandovi presenza politica ed elettorato. Per meglio comprendere il legame tra la politica sociale progressista del Sinn Féin e il suo impegno nella lotta di liberazione nazionale qui traduciamo le dichiarazioni al riguardo del Presidente del Sinn Féin Gerry Adams, in occasione del lancio della nuova rivista trimestrale di Dublino del partito, Dublin News, come riportate nel "Comunicato stampa" del Sinn Féin del 15 Dicembre 1998.

Il Sinn Féin è oggi nella condizione migliore per ottenere rilevanti successi.

Do a tutti il benvenuto a questa conferenza. Sono molto contento di presentarvi questo nuovo giornale che viene messo a disposizione di tutti i cittadini. E' un grosso passo avanti per il Sinn Féin di Dublino.1

La giornata odierna segna uno stadio importante nello sviluppo del Sinn Féin. Siamo impegnati, adesso e nei prossimi mesi, in un deciso sforzo di diffondere la nostra radicale politica sociale repubblicana presso molti più abitanti della nostra capitale di quanti ne abbiamo mai raggiunti in passato. Dublino è oggi la zona più determinante per la crescita del Sinn Féin, e mi congratulo col Sinn Féin della città per questa iniziativa. Il nuovo giornale trimestrale, Dublin News, è il segno sicuro che noi siamo in grado come partito di avere un ruolo determinante in questa città nel prossimo futuro.

Nelle prossime due settimane 100.000 copie del giornale verranno distribuite porta a porta da membri del Sinn Féin. Questo testimonia che abbiamo a Dublino, in tutti i quartieri della città, una forte organizzazione di militanti, attivi nel territorio e radicati nelle proprie comunità. Il nostro compito ora è di tradurre questa nostra forza sul territorio in rappresentanti eletti: e siamo preparati e in condizione di farlo nelle elezioni amministrative del prossimo Giugno.

Per fin troppo tempo si è dipinto il Sinn Féin come partito radicato solo nel Nord, che si occuperebbe soltanto della questione nazionale e del processo di pace. Questo non è mai stato vero. Vengo a Dublino da molti anni e mi rendo perfettamente conto del duro lavoro che gli attivisti del Sinn Féin compiono ormai da molto tempo, operando nella comunità sui temi che incidono sulla vita quotidiana degli abitanti di Dublino: il problema della casa, la disoccupazione, l'ambiente, il flagello delle droghe.

La cosiddetta 'fusione' tra Democratic Left e lo Irish Labour Party è oggi circondata da molto interesse. Io considero questo evento non come una 'fusione', ma come fatto che segna l'estinzione definitiva di DL, e l'innesto della sua dirigenza entro la dirigenza del Partito Laburista.

La questione nazionale e il compito ancora non completato di abolire la Partizione dell'Irlanda sono ancora aspetti centrali del panorama politico irlandese, contrariamente a quanto affermano alcuni commenti che si sono sentiti in occasione dello scioglimento di DL: e se il Partito Laburista cercasse oggi di ignorarli, si troverà a ripetere ancora una volta gli errori del passato. Ma il Sinn Féin non farà questo errore. Noi restiamo fedeli alla tradizione di James Connolly, secondo cui la questione nazionale e la questione sociale sono in Irlanda inestricabilmente legate tra loro.

Si fa l'ipotesi che la fine di DL aprirà uno spazio a sinistra per il Sinn Féin e altri gruppi. Ma le nostre ambizioni sono molto più grandi. Per le comunità che rappresentiamo non è assolutamente sufficiente che noi occupiamo semplicemente una nicchia a sinistra del Partito Laburista. Noi vogliamo effettuare un cambiamento radicale e sostanziale in questa città e in questo paese. Noi vogliamo creare un futuro più democratico, in cui le comunità locali abbiano il potere reale di migliorare la vita dei cittadini.

Per quale ragione, ad esempio, mentre si registra il più grande surplus di bilancio nella storia dello Stato abbiamo invece lunghissime liste di attesa negli ospedali, la crisi dell'edilizia popolare e un numero sempre crescente di senzatetto? La ragione è che questo è il risultato di anni di incuria e di cattiva amministrazione da parte dei Governi e delle amministrazioni locali che si sono succedute. La distanza tra il comune cittadino e la politica delle amministrazioni locali è enorme, e come partito intendiamo colmare questo vuoto mobilitandoci in favore di poteri accresciuti per le amministrazioni locali e di una reale partecipazione alla loro gestione da parte della cittadinanza. Noi crediamo che i nostri rappresentanti, che godono di un solido appoggio nelle proprie comunità, sono quelli che hanno la migliore possibilità di ottenere tale cambiamento sostanziale.

Lo scopo del nostro partito è trasformare completamente la politica di quest'isola. Per questo occorre al tempo stesso raggiungere l'unità e l'indipendenza dell'Irlanda e sostituire alla vecchia politica conservatrice, che ha dominato entrambe le parti d'Irlanda, un nuovo ordinamento politico, fondato sulla giustizia sociale ed economica. Di nuovo mi congratulo col Sinn Féin di Dublino per questa iniziativa, e alla vigilia del nuovo millennio prevedo per il nostro partito successi decisivi in questa città e in tutto il resto dell'Irlanda.


1 Queste prime tre frasi di saluto della dichiarazione di Gerry Adams sono in Irlandese (Gaelico) nell'originale, come è costume facciano i leader politici nazionalisti. Anche la traduzione italiana di esse è a cura di Irlanda Notizie.
torna al testo


Back torna alla pagina delle Notizie