GLI UNIONISTI AFFOSSANO L'ACCORDO DEL VENERDÌ SANTO 1998 ... E IL GOVERNO INGLESE STA A GUARDARE (il Decommissioning come pretesto: doppio peso, e doppia misura)

a cura di IRLANDA NOTIZIE

7 Ottobre 2001

Le istituzioni create in Irlanda del Nord per effetto degli Accordi di Belfast dell'Aprile 1998 sono sul punto di crollare per iniziativa del maggiore partito unionista, il Partito Unionista dell'Ulster (UUP) del 'moderato' David Trimble, finora Primo Ministro dell'Esecutivo consociativo della provincia, che si allinea così sulla posizione anti-Accordi del Partito Unionista Democratico (DUP) 'estremista' del reverendo Ian Paisley. Nello stesso tempo il processo di pace stesso è sottoposto a una sempre più forte tensione per i crescenti attacchi contro la popolazione nazionalista, improntati all'odio religioso, orchestrati dalle due organizzazioni paramilitari lealiste Associazione per la Difesa dell'Ulster (UDA) e Forza Volontaria Lealista (LVF), ufficialmente ancora in stato di cessate il fuoco, ma che rivendicano le proprie imprese usando il nome di copertura 'Red Hand Defenders' ("Difensori della Mano Rossa", dal simbolo della provincia storica irlandese dell'Ulster).

Membri  del UFF/UDA in una dimostrazione di forza a Belfast (BBC)

Sembra proprio che l'insieme dell'Unionismo, tanto nelle sue espressioni politiche quanto in quelle paramilitari, abbia deciso di affossare gli Accordi del 1998 nella speranza di distruggere anche il processo di pace, riportando le Sei Contee a una situazione di conflitto aperto in cui potersi presentare -come tra anni Settanta e 1994- come alleati dello Stato britannico contro la minaccia indipendentista irlandese.

Mentre è dubbio che gli Unionisti possano raggiungere tale obbiettivo, dal momento che le due parti protagoniste del conflitto, lo Stato britannico e il Movimento Repubblicano Irlandese, non sembrano avere alcuna intenzione di ritornare alla guerra, è certo che la dissoluzione dell'Esecutivo e dell'Assemblea dell'Irlanda del Nord, unita alla intensificazione degli attacchi lealisti, provocherebbe il deterioramento generale della situazione, uno stato di incertezza e di panico, e nuove vittime tra la popolazione civile.

L'iniziativa distruttrice di Trimble.
Il leader dello UUP David Trimble, riluttante firmatario degli Accordi del 1998 (e per questo prematuramente premiato con un Nobel!), dal momento stesso della firma ha cominciato a puntare i piedi, cercando di ostacolare in tutti i modi l'attuazione di quegli stessi Accordi, inserendo nuove precondizioni e utilizzando come pretesto la questione del Decommissioning, la messa fuori uso delle armi delle organizzazioni paramilitari.
Il Decommissioning era solo uno dei punti degli Accordi, insieme alla creazione di una condizione di eguaglianza e di parità di rispetto tra le due tradizioni (nazionalista irlandese e unionista filobritannica), alla demilitarizzazione delle Sei Contee da parte dell'Esercito britannico, alla creazione di un nuovo servizio di polizia accettabile da tutti i settori della popolazione, alla abolizione del sistema di giustizia penale d'emergenza, e alla messa in opera delle nuove istituzioni.

David Trimble

Gli Accordi istituivano la Commissione Indipendente Internazionale sulla Messa fuori uso delle armi presieduta dal generale canadese De Chastelain come unico organismo incaricato di assicurare il Decommissioning e di giudicarne il progresso.
Fin dai referendum che nel Maggio 1998 hanno dato sanzione popolare agli Accordi David Trimble ha voluto usurpare le funzioni della Commissione, mettendone in dubbio le capacità di vigilare sulla messa fuori uso delle armi, e usando il fatto che il Decommissioning (il cui completamento era originariamente previsto solo entro il Luglio 2000) non era cominciato come pretesto per impedire la messa in opera del nuovo governo (Executive) e delle altre istituzioni stabilite dagli Accordi. Naturalmente le uniche armi che Trimble considerava erano quelle -che non venivano più usate- dell'Esercito Repubblicano Irlandese (IRA), non quelle -invece attive- dei paramilitari lealisti, o quelle dell'Esercito britannico e della polizia unionista RUC. Così l'Esecutivo e l'Assemblea dell'Irlanda del Nord, che secondo gli Accordi dovevano diventare operativi nel Luglio 1998, per l'ostruzionismo di Trimble e dello UUP sono entrati in funzione solo nel Dicembre 1999.
Nel Febbraio 2000, in seguito a un nuovo ultimatum di Trimble, il nuovo Ministro inglese per l'Irlanda del Nord, il filounionista Peter Mandelson, 'sospese' - in flagrante violazione degli Accordi - Esecutivo e Assemblea. Solo l'intesa di Hillsborough del 6 Maggio 2000, accettata in buona fede dal Sinn Féin, che prevedeva che tutte le parti (Governo britannico incluso) facessero passi avanti effettivi riguardo a tutti i punti previsti dagli Accordi, permisero di rimettere in funzione le istituzioni. Per favorire il processo di pace l'Esercito Repubblicano Irlandese prese l'iniziativa (senza precedenti nella sua storia) di permettere a due ispettori della Commissione sul Decommissioning, il sudafricano Ciril Ramaphosa e il finlandese Maati Athisaari, di ispezionare a più riprese due grossi depositi di armi dell'organizzazione, e di assicurarsi che nessuna di quelle armi fosse stata rimossa.

La fiducia dell'Irlanda nazionalista e repubblicana nell'imparzialità del Governo britannico venne però immediatamente delusa. Infatti la riforma del servizio di polizia proposta poco dopo dal Ministro inglese Mandelson annacquava le raccomandazioni della Commissione Patten (che secondo gli Accordi dovevano invece essere integralmente recepite), e le basi militari inglesi nelle zone nazionaliste di South Armagh, Fermanagh e Tyrone non vennero smantellate.Le dimissioni di Mandelson, invischiato in uno scandalo, e la nomina dello scozzese John Reid come nuovo Ministro britannico per l'Irlanda del Nord non sono state sufficienti, su questo sfondo, a ripristinare un ruolo di garante imparziale del Governo britannico agli occhi dei nazionalisti irlandesi.

John Reid

Le elezioni del Giugno 2001 in Irlanda del Nord (politiche generali e amministrative locali) hanno visto un successo senza precedenti del Sinn Féin, che ha raddoppiato i suoi eletti - astensionisti - al parlamento britannico (da 2 a 4 deputati) e ha conquistato 108 seggi nei consigli di distretto, divenendo, tanto nel risultato delle elezioni politiche quanto nel risultato di quelle amministrative, il primo partito nazionalista dell'Irlanda del Nord, superando per la prima volta il 'moderato' Partito Social Democratico e Laburista (SDLP) di John Hume, sempre pronto a ogni compromesso coll'avversario. Dopo le elezioni, il Governo britannico ha risposto alla richiesta nazionalista di una nuova legge sul servizio di polizia che rimediasse allo snaturamento delle raccomandazioni della Commissione Patten compiuto da Mandelson con una nuova truffa. L'ultima legge sulla riforma del servizio di polizia infatti ripristina sì alcune delle raccomandazioni di Patten che Mandelson aveva cancellato, ma cedendo indebitamente alla volontà degli Unionisti (che avrebbero voluto conservare, contro gli Accordi, la loro polizia, la RUC, tale e quale) continua a non rappresentare una base che permetta di costituire una nuova polizia accettabile da tutti i settori della società. Mentre la gerarchia della Chiesa cattolica nelle Sei Contee e lo SDLP si sono affrettati ad appoggiare il nuovo pasticcio, il Sinn Féin si è rifiutato di nominare i due rappresentanti cui aveva diritto nella Commissione del Servizio di Polizia (Policing Board).

Su uno sfondo di sempre più aperta violenza dei paramilitari lealisti contrari al processo di pace nei confronti della popolazione nazionalista, a questo punto David Trimble si è allineato ai membri del suo partito, lo UUP, contrari agli Accordi, e al partito unionista rivale, il DUP, e ha posto un nuovo ultimatum al Governo britannico e ai Repubblicani, usurpando ancora una volta il ruolo della Commissione De Chastelain per il Decommissioning: o l'Esercito Repubblicano Irlandese (i paramilitari lealisti, impegnati in attacchi quotidiani, non erano invece oggetto dell'ultimatum) cominciava immediatamente a distruggere le proprie armi, o Trimble e tutti i suoi Ministri si sarebbero dimessi dall'Esecutivo dell'Irlanda del Nord, facendolo crollare.

Di nuovo, di fatto, il Governo britannico si è piegato all'ultimatum unionista, sospendendo l' 11 agosto le istituzioni dell'Irlanda del Nord per 24 ore onde avere 6 settimane per convincere Trimble a ritirare le dimissioni e per fare pressione sull'IRA (esautorando di fatto la Commissione Indipendente) perché distruggesse le armi (che, a differenza di quelle lealiste, non vengono utilizzate, e rimangono nei loro depositi). L'Esercito Repubblicano ha ripetuto più volte di essere pronto ad avviare il Decommissioning sotto l'egida della Commissione Indipendente di De Chastelain, come previsto dagli Accordi, nel quadro della realizzazione degli altri punti degli Accordi da parte del Governo britannico e degli altri firmatari, ma di non essere disposto a ottemperare a illegali ultimatum unionisti e britannici. Pertanto alla fine delle 6 settimane, il 21 Settembre, il Ministro britannico Reid è ricorso nuovamente all'espediente della sospensione di 24 ore, per dare altre 6 settimane di respiro.
Ma ora Trimble è riuscito a ottenere le 30 firme di Membri dell'Assemblea dell'Irlanda del Nord necessarie per richiedere la discussione da parte dell'Assemblea di una "decisione chiave" (petition of concern): la mozione proposta richiede l'espulsione dei due Ministri del Sinn Féin dall'Esecutivo, in quanto il partito repubblicano sarebbe collegato all'Esercito Repubblicano Irlandese, che non ha ancora dato avvio al disarmo. La votazione, prevista per la prossima settimana dopo il dibattito, avverrà però secondo la "procedura speciale" (special procedure), che richiede per fare passare una mozione una maggioranza qualificata del 60% dei Membri dell'Assemblea presenti e votanti, che includa però almeno il 40% di ciascuna delle 'designazioni', unionista e nazionalista, presenti e votanti. Pertanto la mozione degli Unionisti non ha alcuna possibilità di essere approvata dall'Assemblea: infatti il SDLP nazionalista necessariamente dovrà votare contro di essa, facendole mancare la maggioranza qualificata. Trimble ha detto che se la mozione non passerà si dimetterà da Primo Ministro dell'Irlanda del Nord, e tutti i Ministri unionisti dell'Esecutivo con lui, provocando il crollo dell'Esecutivo, e lo scioglimento dell'Assemblea.

I Lealisti sul piede di guerra.
L'azione politica dell'Unionismo parlamentare per distruggere gli Accordi del 1998 è stata accompagnata dall'attività 'militare' delle due organizzazioni armate unioniste contrarie al processo di pace, che è venuta sempre più intensificandosi. Anche se all'inizio l'Associazione per la Difesa dell'Ulster (UDA) era favorevole agli Accordi, firmati dal suo partito politico, il Partito Democratico dell'Ulster (UDP), allo scopo di ottenere la liberazione dei suoi membri incarcerati e nella speranza che lo UDP avesse successi elettorali, e anche se essa è ancora ufficialmente in stato di cessate il fuoco, al suo interno un sempre maggiore numero di militanti è passato da allora ad avversare il processo di pace, agendo di conseguenza, e in Giugno i 6 "generali di brigata" (Brigadiers) che costituiscono l'organo dirigente della UDA hanno dichiarato che l'organizzazione è ormai apertamente contraria al processo di pace.

La Forza Volontaria Lealista (LVF), pur essendosi sempre dichiarata contraria al processo di pace, nel 1999 aveva proclamato ufficialmente un cessate il fuoco, giungendo a consegnare alcune armi nel Dicembre 1999, allo scopo puramente opportunistico di ottenere la liberazione, a norma degli Accordi di Belfast, dei suoi prigionieri. Di fatto le due organizzazioni hanno continuato a perseverare nelle loro attività omicide, utilizzando nomi di copertura (ovvero corrispondenti a organizzazioni che non esistono) per rivendicare le azioni: "Difensori della Mano Rossa" e "Volontari Orangisti" (Orange Volunteers). L'avvocato Rosemary Nelson è stata assassinata nel Marzo 1999 da militanti della LVF e della UDA (che era, come adesso, allora ufficialmente in stato di cessate il fuoco) sotto la sigla dei Red Hand Defenders.

Gli attacchi contro le case dei civili nazionalisti, con ordigni esplosivi, sassi e bottiglie molotov, hanno continuato a intensificarsi. Nel 2000 UDA e LVF hanno scatenato una faida per il controllo del territorio contro l'unica organizzazione armata lealista favorevole al processo di pace, la Forza Volontaria dell'Ulster (UVF), faida che ha provocato una dozzina di vittime e quasi 1.000 profughi nel quartiere di Shankill Road, a Belfast Ovest. Mandelson fu costretto a incarcerare nuovamente il leader della UDA di Belfast Ovest, Johnny Adair, che era stato rilasciato per effetto degli Accordi del 1998.
Dopo la faida tra lealisti, i membri di UDA e LVF hanno dato il via all'escalation degli attacchi contro i civili nazionalisti.

Johnny Adair

Nei soli primi 9 mesi di quest'anno 250 ordigni esplosivi, le "bombe a tubo" (pipe bombs), ovvero tubi di metallo ripieni di esplosivo, sono stati fatti esplodere contro abitazioni di cattolici. Se a questi si aggiungono gli attacchi con bottiglie molotov, quelli con uso di armi da fuoco e quelli con sassi, i tentativi di omicidio sono ormai alcune migliaia solo quest'anno.

una pipe bomb

Solo il caso ha impedito che molti venissero uccisi, anche se molti sono stati i feriti. Le zone di Belfast in cui quartieri nazionalisti confinano con quartieri unionisti sono ormai diventate tutte le notti zone di battaglia, in particolare nel nord della città: folle di giovani lealisti, organizzati e diretti dai membri della UDA, cercano di dare l'assalto alle case dei nazionalisti, protette solo negli ultimi mesi e solo in qualche misura dalla RUC e dall'Esercito britannico. I paramilitari lealisti hanno anche cominciato a sparare colpi di arma da fuoco contro la RUC, la polizia unionista, ora costretta però a difendere la popolazione nazionalista per potersi presentare come imparziale.

Camionette della polizia attaccate da i lealisti in Nord Belfast (BBC)

Il Ministro britannico Reid ha a più riprese minacciato la UDA e la LVF di dichiarare il loro cessate il fuoco nullo e inesistente, con le conseguenze del caso (il ritorno in carcere dei loro militanti rilasciati per effetto degli Accordi), e un altro dirigente della UDA, Gary Smyth, colto mentre rivendicava un attentato a nome degli inesistenti Difensori della Mano Rossa, è stato rimesso in galera; ma per ora Reid ha deciso di soprassedere, temendo la reazione lealista.

Usando il nome degli stessi fantomatici Difensori, la LVF ha assassinato il 28 Settembre 2001 a Lurgan il giornalista nazionalista Martin O'Hagan, primo giornalista ucciso in trenta anni di conflitto.

A questi assalti si è aggiunta la 'protesta' degli abitanti del quartiere unionista di Glenbryn, a Belfast Nord, organizzati e diretti dalla UDA, contro il passaggio delle bambine della scuola cattolica di Holy Cross, sita disgraziatamente entro Glenbryn.
La UDA, col solito pseudonimo di Difensori della Mano Rossa, ha inoltre minacciato di fare sparare un cecchino su genitori e bambine cattolici.

I genitori e le bambine della scuola di Holy Cross scortate dalla polizia (BBC)

La oltraggiosa intimidazione ai danni delle bambine, ripresa dagli organi di informazione di tutto il mondo, e con pochi precedenti per vigliaccheria anche negli ultimi trent'anni di conflitto, certo mette in cattiva luce gli Unionisti presso l'opinione pubblica internazionale: ma per gli organizzatori di queste azioni ciò non conta. Infatti l'obbiettivo di questo insieme di attività violente, che vedono impegnati ogni giorno gran parte dei circa 5.000 militanti della UDA e dei circa 500 della LVF, non è quello di ottenere una immagine pubblica favorevole.

Parata dell'UDA lungo Shankill Road (BBC)

Lo scopo dell'escalation è costringere l'Esercito Repubblicano Irlandese a reagire contro gli attaccanti, infrangendo il proprio cessate il fuoco. Infatti fin dalla Guerra anglo-irlandese del 1919-1921 e dalla Partizione del 1921 funzione principale che la popolazione nazionalista ha sempre attribuito all'IRA è stata la difesa dei quartieri e delle zone nazionaliste dagli assalti unionisti e orangisti.

UDA e LVF sperano che l'intensificazione degli attacchi spinga la popolazione cattolica a mettere l'IRA sotto pressione, costringendolo a riprendere il suo ruolo di difesa militante, aprendo una spirale che riporti alla guerra aperta. È dubbio che il piano lealista possa avere successo in questi termini; nel nuovo quadro aperto dagli Accordi il Governo britannico sarebbe indubbiamente costretto a intervenire contro i Lealisti se i loro attacchi contro i nazionalisti diventassero più micidiali, anche per la funzione di co-garante riconosciuta al Governo irlandese. Certo però l'IRA ha oggi molto meno spazio di manovra riguardo alla messa fuori uso delle armi (anche la distruzione dei due soli depositi di armi ispezionati dalla Commissione De Chastelain non verrebbe oggi accolta con favore nelle zone sottoposte quotidianamente agli attacchi lealisti). Ciò comunque, unito alla presente iniziativa politica - parallela alle operazioni armate lealiste - da parte di UUP e DUP tesa a fare crollare l'Esecutivo e con esso gli Accordi del 1998, e all'ambiguo atteggiamento del Governo britannico, rischia di colpire a fondo il processo di pace.

Preoccupanti prospettive.
Quando la settimana prossima gli Unionisti dello UUP e del DUP ritireranno il loro appoggio e la partecipazione dei propri Ministri all'Esecutivo dell'Irlanda del Nord, la palla tornerà ai 'garanti' ufficiali degli Accordi del 1998, ovvero al Governo britannico e al Governo irlandese. Secondo la corretta pratica costituzionale prevista dagli Accordi, l'Assemblea dovrebbe a quel punto essere dissolta, e si dovrebbero indire nuove elezioni. David Trimble e lo UUP tra gli Unionisti, e lo SDLP in campo nazionalista, temono però nuove elezioni come la peste: infatti è prevedibile che il DUP diventerebbe il maggiore partito unionista, mandando a pezzi l'incoerente e tentennante UUP, diviso come esso è tra aperti oppositori del processo di pace (quali Jeffrey Donaldson e David Burnside) e oppositori sostanziali, ma che si travestono da 'moderati' (quali Trimble e Reg Empey). Tra i nazionalisti, il Sinn Féin sconfiggerebbe di nuovo lo SDLP, che si è di nuovo dimostrato debole e accomodante verso il Governo britannico accettando l'ultima truffa inglese riguardo al nuovo servizio di polizia, e ne avvierebbe il frazionamento e l'estinzione. Una Assemblea con il DUP e il Sinn Féin quali partiti maggiori certo renderebbe difficile, arguiscono gli oppositori di nuove elezioni, la costituzione di un nuovo Esecutivo e la prosecuzione del processo di pace.

Jeffrey Donaldson

D'altro canto una nuova sospensione 'tattica' delle istituzioni, di 24 ore, non è più pensabile, e lo stesso Alex Reid l'ha esclusa (l'intera situazione istituzionale delle Sei Contee diventerebbe infatti in quel caso una barzelletta). Ma una sospensione prolungata, unita a trattative per una revisione degli Accordi (che gli Unionisti pensano di potere in tal modo riscrivere a proprio favore), pur essendo meno comica farebbe crollare la fiducia della popolazione nazionalista nel processo di pace, e nella possibilità di cambiare le cose tramite l'azione politica invece che con la rivolta armata.

Gli attentati dell'11 Settembre negli Stati Uniti hanno reso la situazione irlandese meno rilevante e meno urgente per il Governo britannico di Tony Blair, il quale, comunque, come dimostrano le azioni del suo Governo negli ultimi tre anni e mezzo, ha cercato non tanto di mettere in atto gli Accordi secondo spirito e lettera, quanto di sostenere i 'moderati' dello UUP, e in particolare David Trimble, contro la spinta liberatoria nazionalista che trova espressione nell'accresciuto voto per il Sinn Féin; l'opzione della sospensione prolungata delle istituzioni dell'Irlanda del Nord sembra quindi la scelta probabile del Governo Blair. A essa non sembra si opporrà il Governo di Dublino di Bertie Ahern, co-garante degli Accordi. Infatti i partiti del Sud, e in primo luogo il Fianna Fáil di Ahern, temono che il Sinn Féin, in forte crescita elettorale al Nord, ottenga una grande affermazione anche alla elezioni politiche nelle 26 Contee del Sud, previste per il prossimo anno; e negli ultimi mesi hanno sembrato voler mettere in imbarazzo i Repubblicani a tutti i costi, anteponendo i propri interessi di bottega agli interessi nazionali irlandesi. Così essi hanno collaborato col Governo britannico nel fare pressione sul Sinn Féin e sull'IRA riguardo al famoso Decommissioning, puro pretesto usato in tutte le salse contro gli Accordi dagli Unionisti, 'moderati' e intransigenti. Uso spregiudicato di un diverso peso e una diversa misura, mentre le armi repubblicane tacciono, e si intensificano invece gli attacchi armati lealisti. Il crollo - tramite nuova sospensione indeterminata - dei meccanismi istituzionali previsti dagli Accordi del Venerdì Santo 1998, pur senza di per sé demolire automaticamente il processo di pace, lo sottoporrebbe comunque a rischi crescenti.


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a cura di irlanda notizie - 7 ottobre 2001