
La lunga strada che portò agli scioperi della fame degli anni '80 cominciò il 14 settembre 1976 quando Ciaran Nugent, repubblicano, fu condannato a 3 anni di carcere per furto d'auto. Al suo rifiuto di indossare l'uniforme carceraria, Nugent fu lasciato nella cella con addosso solo una coperta. Con l'arrivo di altri repubblicani, la protesta si estese, e la parola "blanketmen" fu usata per descrivere tali prigionieri. Inizialmente si discusse la possibilità di iniziare uno sciopero della fame, ma i prigionieri decisero per la "dirty protest", rifiutando di lavarsi o di svuotare i loro buglioli. Quando erano pieni, i prigionieri spalmavano gli escrementi sul muro delle celle. Dopo alcuni anni di condizioni intollerabili, fu presa la decisione di iniziare lo sciopero della fame. Il 27 ottobre 1980 Brendan Hughes, comandante dell'IRA nei Blocchi H del carcere di Maze, cominciò con sette compagni lo sciopero della fame. Il 1 dicembre tre prigioniere repubblicane nel carcere femminile di Armagh si unirono allo sciopero. Questo sciopero terminò il 18 dicembre, quando i prigionieri ritennero, erroneamente, di aver raggiunto un accordo col Governo britannico. |
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Il cammino verso la protesta del 1981, giunse al culmine di un'aspra battaglia tra una politica inglese di "normalizzazione, ulsterizzazione e criminalizzazione" e le cinque richieste dei prigionieri. Il governo conservatore, guidato da Margaret Thatcher, aveva calcolato che qualsiasi protesta sarebbe stata breve e inefficace. Ma lo sviluppo dello sciopero della fame avrebbe dimostrato che gli inglesi si sbagliavano. |
Il 1 marzo 1981 i prigionieri dei Blocchi H sospesero la "blanket protest", in modo da porre l'attenzione sulle cinque richieste. La tattica fu cambiata rispetto all'anno precedente, quando tutti i prigionieri iniziarono lo sciopero della fame simultaneamente. Per aumentare al massimo la pressione sugli inglesi, fu deciso di avere una serie di prigionieri che sarebbero arrivati ad una fase critica, uno subito dopo l'altro, con altri compagni pronti a sostituire chi fosse morto. Bobby Sands, il primo, fu seguito due settimane dopo da Francis Hughes, quindi da Raymond Mc Creesh e Patsy
O'Hara. |
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L'opportunità giunse con la morte de parlamentare nazionalista per Fermanagh/Tyrone Sud Frank Maguire. Bobby Sands fu candidato per le elezioni straordinarie e, mentre la data delle elezioni si avvicinava, i prigionieri giocarono un ruolo importante nella campagna elettorale, scrivendo centinaia di comunicazioni elettorali, dette "coms". |
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Il Segretario di Stato di allora, Humphrey Atkins, espresse il suo dispiacere alla morte di Bobby Sands, ma ribadì la determinazione del Governo inglese di non cedere alle richieste dei prigionieri in sciopero della fame. Dieci prigionieri, sette membri dell'IRA e tre dell'INLA, morirono durante i 217 giorni dello sciopero della fame del 1981. Tre morirono nella stessa settimana: Kieran Doherty, Kevin Lynch e Tom Mc Elwee, causando un grave colpo ai prigionieri. Mickey Devine, l'ultimo dei dieci, morì il 20 agosto. |
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![]() BOBBY SANDS morto il 5 maggio 1981 dopo 66 giorni |
![]() FRANCIS HUGHES morto il 12 maggio 1981 dopo 59 giorni |
![]() RAY MC CREESH morto il 21 maggio 1981 dopo 61 giorni |
![]() PATSY O'HARA (INLA) morto il 21 maggio 1981 dopo 61 giorni |
![]() JOE MC DONNELL morto l'8 luglio 1981 dopo 61 giorni |
![]() MARTIN HURSON morto il 13 luglio 1981 dopo 46 giorni |
![]() KEVIN LYNCH (INLA) morto l'1 agosto 1981 dopo 71 giorni |
![]() KIERAN DOHERTY morto il 2 agosto 1981 dopo 73 giorni |
![]() THOMAS MC ELWEE morto l'8 agosto 1981 dopo 62 giorni |
![]() MICKY DEVINE (INLA) morto il 20 agosto 1981 dopo 60 giorni |