UN REPUBBLICANO IRLANDESE EX PRIGIONIERO DI GUERRA IN INGHILTERRA RICORDA SUOR SARAH CLARKE (GALWAY 17 NOVEMBRE 1919 - LONDRA 4 FEBBRAIO 2002), LA 'GIOVANNA D'ARCO DEI PRIGIONIERI',
per i lettori di "Irlanda Notizie".


Ho appreso la notizia della morte di Suor Sarah Clarke con profondo dolore e tristezza. Il suo trapasso rappresenta una tragica perdita non solo per la sua famiglia d'origine, ma anche per la famiglia estesa che aveva adottato - i prigionieri, tanto quelli politici quanto quelli sociali. Dal mio punto di vista e in base alla mia esperienza - quella di prigioniero repubblicano irlandese incarcerato per 21 anni nelle prigioni inglesi - Suor Sarah era una persona unica ed eccezionale. Era una cattolica molto devota, ma aveva anche una inestinguibile sete di giustizia.
Negli anni Settanta e in quelli che li hanno seguiti la cattura dei prigionieri dello IRA e il trattamento duro e brutale cui venivano sottoposti aveva completamente avvinto l'attenzione di Suor Sarah. Suor Sarah era una delle pochissime persone non facenti parte del Movimento Repubblicano disposte a condurre una campagna di mobilitazione attiva in difesa dei prigionieri repubblicani. In questa opera si era dovuta schierare contro lo Stato britannico e contro quello irlandese, contro i mezzi d'informazione, e in molti casi contro la stessa Chiesa cattolica. Ella era disposta a prendere apertamente posizione e a condurre una campagna di agitazione in un ambiente ostile, in un tempo in cui molti avevano invece deciso di fare finta di nulla, o non avevano il coraggio di prendere posizione.
Lo Stato britannico non solo trattava con brutalità i prigionieri repubblicani irlandesi, ma come parte di una strategia complessiva cercava di colpire le famiglie e i parenti dei prigionieri. Gli Inglesi stoltamente credevano che il mettere sotto pressione le famiglie dei prigionieri avrebbe spinto i prigionieri repubblicani a fare pressione sulla loro dirigenza. I famigliari dei prigionieri che venivano in Inghilterra per fare visita ai loro cari incarcerati venivano sottoposti a intimidazioni, minacciati, e a volte arrestati.
Suor Sarah ebbe un ruolo decisivo nello smascherare e combattere questa sfacciata persecuzione. Ella creò una rete di comunicazione con tutte le famiglie dei prigionieri. Ella andava a prendere all'aeroporto quelli che venivano a visitare i prigionieri, e li scortava personalmente fino alle carceri. Poi li aspettava fuori dalla prigione, e li conduceva al luogo dove avrebbero pernottato. Questo continuo viaggiare ed attendere all'aperto, quali che fossero le condizioni climatiche, la provavano duramente, ma Suor Sarah era una persona decisa e tenace. Era determinata a far sì che chi veniva a visitare in carcere i prigionieri irlandesi non venisse mai abbandonato a se stesso. Una volta mi scrisse (la mia richiesta che potesse venire a farmi visita di persona era stata respinta dalle autorità carcerarie - per motivi di sicurezza!) che fino a che ci fosse stato anche un solo prigioniero repubblicano irlandese nelle carceri dell'Inghilterra ella non sarebbe tornata nella sua Irlanda per passarvi gli ultimi anni - cosa che era invece il suo più grande desiderio. E Suor Sarah ha mantenuto la sua parola. Ha dato tutto per la difesa dei diritti dei prigionieri, e abbiamo verso di lei un debito enorme. Il nome di Suor Sarah va aggiunto alla lunga lista delle vittime della repressione inglese.

Ar Dheis Dé go raibh a h-anam (Possa la sua anima risiedere alla destra di Dio).

Un ex POW (prigioniero di guerra) irlandese in Inghilterra, 1975-1996.

10 Febbraio 2002.


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a cura di irlanda notizie - 12 febbraio 2002
traduzione a cura di Irlanda Notizie