NIENTE SFILATA PER GLI ASSASSINI DI SUA MAESTÀ BRITANNICA


La festa irlandese promossa i primi di giugno dal pub Dublin Post di Siena prevedeva per lo scorso 18 giugno una chiusura in grande stile con una parata in piazza del Campo. Ospite d'eccezione doveva essere un battaglione delle Scots Guards, in uniforme tradizionale, appositamente giunto da Buckingham Palace. Pochi al momento dell'annuncio hanno notato il clamoroso errore che stavano commettendo gli organizzatori della manifestazione.

Il reggimento, formato nella metà del XVII secolo in epoca cromwelliana, costituisce uno dei simboli della colonizzazione dell'Irlanda e se per gli inglesi la sua storia è motivo d'orgoglio - oltre a possedere un indubbio lato folkloristico, con le sue cornamuse e le sue uniformi da cerimonia - per gli irlandesi è invece associato a macabri fatti di cronaca.
Non tutti sanno infatti che il famigerato battaglione è da anni responsabile in Irlanda del Nord di gravi gesti criminali che hanno causato la morte di civili irlandesi. Il 4 settembre 1992 il diciottenne Peter McBride fu fermato e perquisito da Mark Wright e Jim Fisher - due soldati delle Scots Guards - i quali dopo averlo lasciato andare lo hanno freddato sparandogli alle spalle. Processati e riconosciuti colpevoli, i due assassini sono stati scarcerati dopo soli sei anni di prigionia e reintegrati nelle Scots Guards. L'anno scorso il caso balzò subito all'attenzione di Amnesty International e delle Nazioni Unite allorché i due soldati furono scarcerati dopo soli sei anni di carcere e reintegrati nel battaglione britannico; potenzialmente potevano quindi essere tra gli allegri suonatori di cornamusa in piazza del Campo a Siena.

Peter McBride

 

Mark Wirght (a sinistra) e
Jim Fisher

Gli organizzatori della serata senese stavano per rimanere ingannati in buona fede dalla facciata folkloristica del gruppo di assassini in kilt ma "Irlanda Notizie" ha avvertito il Pat Finucane Centre, l'importante centro di difesa dei diritti umani in Irlanda del Nord, che ha inviato una lettera ufficiale di protesta al pub firmata dalla madre di Peter McBride. Messi al corrente del terribile equivoco, gli organizzatori della serata hanno quindi immediatamente cancellato l'invito alle Scots Guards.
È stato dunque evitato in extremis di trasformare una festa in un macabro happening di criminali in divisa: chiamare le Guardie Scozzesi di Sua Maestà a una festa irlandese non sarebbe stato molto diverso da invitare un gruppo di SS a una festa ebraica.


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a cura di irlanda notizie - 15 luglio 2001
traduzione a cura di Irlanda Notizie