In occasione del primo anniversario dell'omicidio dell'avvocato Rosemary Nelson

Volantino conferenza

Amnesty International

Circoscrizione Toscana e Gruppo Italia 14

  

ST. PATRICK’S DAY 2000

  Conferenza

 

IRLANDA DEL NORD:

Diritti umani violati.

L’assassinio degli avvocati Patrick Finucane e Rosemary Nelson

 

 Interverranno:

 Avv. Martin Finucane
fratello di Patrick Finucane

 John Finucane
figlio di Patrick Finucane

 Paul Hill
ex-perseguitato politico e attivista per i Diritti Umani

 Patrizia Carrera
Amnesty International Sezione Italiana

 Riccardo Michelucci
Amnesty International Circoscrizione Toscana

 

Venerdì 17 marzo 2000 ore 17

 Auditorium del Consiglio Regionale - via Cavour 4 - Firenze

 Con il patrocinio della Provincia e del Comune di Firenze

 


Una breve biografia dei relatori:

Avv. Martin Finucane

è il fratello dell’avvocato Patrick Finucane e, avvocato pure lui, da anni svolge un intenso lavoro per ottenere un’inchiesta giudiziaria indipendente sulle circostanze dell’omicidio.
È uno dei membri fondatori del “Pat Finucane Centre” di Derry e dell’“Associazione dei Parenti per la Giustizia” di Belfast. Fa attualmente parte del team di legali che lavorano sulla nuova inchiesta relativa alla strage del “Bloody Sunday” di Derry (30 gennaio 1972). Quel giorno, lo ricordiamo, i parà britannici aprirono il fuoco su una folla di dimostranti disarmati uccidendone 14 e ferendone centinaia. Nessun militare britannico è mai stato incriminato per questo, nonostante le decine di testimonianze e le inconfutabili prove raccolte.

John Finucane

è il figlio più giovane (18 anni) dell’avvocato di Belfast Patrick Finucane. Il 12 febbraio 1989, a soli 8 anni, vide uccidere suo padre dagli squadroni della morte protestanti. Quella sera la famiglia Finucane al completo era seduta a tavola per la cena quando due uomini col volto coperto penetrarono nell’abitazione e raggiunsero Patrick con quattordici colpi di arma da fuoco. Anche la moglie dell’avvocato, Geraldine, fu ferita nell’aggressione. John sta attualmente studiando legge all’Università di Dundee.

Paul Hill

all’età di 21 anni, nel 1975, fu ingiustamente accusato di aver piazzato una bomba dell’IRA in un pub e condannato all’ergastolo. La sua condanna, come quella di altri tre ragazzi irlandesi, si basava soltanto sulle confessioni estorte dalla polizia dopo giorni di percosse e pressioni psicologiche. Dopo 15 lunghi anni di prigionia, di cui 4 trascorsi in completo isolamento, la sua innocenza fu finalmente riconosciuta anche grazie al lavoro di numerose associazioni per i diritti umani. I documenti che lo avrebbero scagionato fin da subito erano stati, al tempo del primo processo, nascosti alla giuria.
Oggi Hill porta avanti una battaglia personale nei confronti del sistema legale britannico e ha scritto un libro sul suo caso (“Anni rubati”, ed. Baldini & Castoldi). Nel 1992, il film candidato all’Oscar “Nel nome del padre”, ha raccontato la sua storia e quella degli tre altri ragazzi.


 
N.B. TUTTI SONO INVITATI A PARTECIPARE E A DIFFONDERE IL PIU' POSSIBILE QUESTO MESSAGGIO. E' IMPORTANTE CHE ANCHE IN ITALIA VI SIA INFORMAZIONE RELATIVAMENTE ALLE GRAVI VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI PERPETRATE DA DECENNI POCO LONTANO DAL NOSTRO PAESE.

Centro di studi sull'Irlanda
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a cura di irlanda notizie - 22 febbraio 2000