In occasione del primo anniversario dell'omicidio dell'avvocato Rosemary Nelson
Venerdì 17 marzo 2000 ore 17
Auditorium del Consiglio Regionale - via Cavour 4 - Firenze
Con il patrocinio della Provincia e del Comune di Firenze
Avv. Martin Finucane
è il fratello dell’avvocato Patrick
Finucane e, avvocato pure lui, da anni svolge un intenso lavoro per ottenere
un’inchiesta giudiziaria indipendente sulle circostanze dell’omicidio.
È uno dei membri fondatori del “Pat Finucane Centre” di Derry e
dell’“Associazione dei Parenti per la Giustizia” di Belfast. Fa
attualmente parte del team di legali che lavorano sulla nuova
inchiesta relativa alla strage del “Bloody Sunday” di Derry (30 gennaio
1972). Quel giorno, lo ricordiamo, i parà britannici aprirono il fuoco su
una folla di dimostranti disarmati uccidendone 14 e ferendone centinaia.
Nessun militare britannico è mai stato incriminato per questo, nonostante
le decine di testimonianze e le inconfutabili prove raccolte.
John Finucane
è il figlio più giovane (18 anni) dell’avvocato di Belfast Patrick Finucane. Il 12 febbraio 1989, a soli 8 anni, vide uccidere suo padre dagli squadroni della morte protestanti. Quella sera la famiglia Finucane al completo era seduta a tavola per la cena quando due uomini col volto coperto penetrarono nell’abitazione e raggiunsero Patrick con quattordici colpi di arma da fuoco. Anche la moglie dell’avvocato, Geraldine, fu ferita nell’aggressione. John sta attualmente studiando legge all’Università di Dundee.
Paul Hill
all’età di 21
anni, nel 1975, fu ingiustamente accusato di aver piazzato una bomba
dell’IRA in un pub e condannato all’ergastolo. La sua condanna, come
quella di altri tre ragazzi irlandesi, si basava soltanto sulle confessioni
estorte dalla polizia dopo giorni di percosse e pressioni psicologiche. Dopo
15 lunghi anni di prigionia, di cui 4 trascorsi in completo isolamento, la sua
innocenza fu finalmente riconosciuta anche grazie al lavoro di numerose
associazioni per i diritti umani. I documenti che lo avrebbero scagionato fin
da subito erano stati, al tempo del primo processo, nascosti alla giuria.
Oggi Hill porta avanti una battaglia personale nei confronti del sistema
legale britannico e ha scritto un libro sul suo caso (“Anni rubati”, ed.
Baldini & Castoldi). Nel 1992, il film candidato all’Oscar “Nel nome
del padre”, ha raccontato la sua storia e quella degli tre altri ragazzi.
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