DRUMCREE: IL BANCO DI PROVA
Lunedì 29 giugno la Commissione per le Parate, istituita lo scorso febbraio dal governo britannico per dirimere lannosa questione delle marce orangiste e del loro passaggio attraverso aree abitate in maggioranza da cittadini nazionalisti, ha reso nota la propria decisione in merito alla parata di Portadown organizzata dallOrdine di Orange per domenica 5 luglio 1998.
LOrdine di Orange è una associazione paramassonica fondata alla fine del 700 dai discendenti dei coloni inglesi e scozzesi introdotti nel nord dellIrlanda a partire dallinizio del secolo precedente per assicurare alla corona inglese il controllo politico ed economico dellisola. Lespropriazione delle terre irlandesi compiute da questi coloni, cui contribuì in modo decisivo la campagna militare condotta da Oliver Cromwell alla metà del 600, lasciò i nuovi proprietari terrieri esposti alla minaccia dei contadini spodestati, che cercavano di rientrare in possesso delle loro terre. Questo produsse nelle contee del nord dellisola un clima di sfiducia e di violenti confronti armati fra bande di contadini irlandesi e bande di discendenti di coloni decisi a mantenere il loro potere e le loro proprietà.
LOrdine di Orange è unorganizzazione protestante, esplicitamente anticattolica e antirlandese, tradizionalmente legata al latifondo e storicamente finanziata e sostenuta, soprattutto nei momenti di più forte minaccia allUnione fra lIrlanda (dopo il 1921 fra lIrlanda del Nord) e la Gran Bretagna, da figure autorevoli dellestablishment politico e del capitale britannico.
La parata di Portadown, una città a maggioranza unionista della contea di Armagh, riveste da quattro anni un significato molto forte per gli orangisti e per i loro sostenitori unionisti, che vedono nellopposizione degli abitanti della strada nazionalista Garvaghy Road al loro passaggio, una più ampia minaccia alla loro cultura e alla loro tradizione di cittadini britannici dIrlanda.
1995
Il primo forte confronto si ebbe nel luglio 1995, quando lOrdine di Orange chiese e ottenne dalla Royal Ulster Constabulary (RUC) che le bandiere irlandesi che sventolavano dai lampioni di Garvaghy Road fossero rimosse prima del loro passaggio. Gli abitanti della strada risposero a questa operazione, portata a termine da circa 1.000 agenti della RUC, bloccando con un sit-in pacifico, la mattina di domenica 9 luglio, la strada ai marciatori. Dopo tre giorni di assedio fu raggiunto un compromesso e la marcia poté procedere su Garvaghy Road martedì 11 luglio. Alle trattative parteciparono attivamente il reverendo Ian Paisley e un membro dell'Ordine di Orange di nome David Trimble, per il quale l'assedio e la sua conclusione positiva costituirono il trampolino di lancio verso la leadership del maggior partito delle sei contee, lo unionista UUP, che giunse circa tre mesi dopo.
1996
Lanno seguente la polizia decise che per prevenire disordini la parata di Portadown avrebbe dovuto seguire una strada alternativa ed evitare così Garvaghy Road. Di conseguenza le forze dellordine si prepararono alla probabile sfida dei marciatori ergendo barricate allimbocco della strada nazionalista. Domenica 7 luglio i membri dellOrdine di Orange marciarono fino alla linea delle forze di sicurezza e come previsto iniziarono ad attaccarle con lanci di pietre e di fuochi dartificio, mentre in altre zone dellIrlanda del Nord, soprattutto a Belfast, lealisti incappucciati e armati organizzarono posti di blocco illegali in appoggio ai marciatori di Drumcree. La mattina di lunedì 8 luglio un taxista cattolico 31 enne, padre di famiglia, Michael McGoldrick, fu ucciso con due colpi di rivoltella alla nuca dopo essere stato attirato in una trappola da terroristi lealisti.
Per 4 giorni e 4 notti le sei contee tornarono a fare esperienza di una violenza feroce e diffusa che riportò alla mente di molti i pogrom anticattolici dellestate del 1969, agli albori di questultima fase del conflitto anglo-irlandese. Anche in quelloccasione, come 27 anni prima, numerose famiglie cattoliche furono cacciate dalle loro case, poi date alle fiamme da bande di lealisti impegnate nel ripulire i loro quartieri.
A questo punto, dopo aver permesso che la tensione e i disordini raggiungessero tali livelli, la polizia prese unincredibile decisione. Giovedì 11 luglio, giustificando il nuovo corso con il timore del dilagare della violenza lealista, il Capo della polizia Hugh Annesley decise di permettere ai marciatori il passaggio su Garvaghy Road e lanciò i suoi uomini in un selvaggio assalto contro gli abitanti nazionalisti pacificamente seduti sulla strada.
Fino a quel momento, la polizia impegnata a contenere gli attacchi dei lealisti aveva sparato 662 proiettili di plastica, unarma peraltro pericolosissima il cui uso è vietato nel resto del Regno Unito. Dopo la decisione della RUC di far procedere la parata su Garvaghy Road, seguirono altrettanti giorni di scontri con i manifestanti nazionalisti, durante i quali i proiettili sparati furono ben 5.340.
Fra le tante immagini televisive del duro confronto di quel luglio 1996 resta emblematica quella di David Trimble, leader del UUP e oggi Primo Ministro del nuovo governo ombra dellIrlanda del Nord, mentre urla la propria rabbia alla linea di agenti della RUC schierati a impedire il passaggio degli orangisti.
1997
La terza grave crisi di Drumcree giunse in un clima tutto sommato positivo, a poco più di un mese dalla vittoria del Partito Laburista di Tony Blair alle elezioni di Westminster dopo 18 anni di governo conservatore, e con linsediamento a capo del Ministero per lIrlanda del Nord della signora Mo Mowlam. Due settimane prima della data fissata il Ministro Mowlam promise che avrebbe comunicato con largo anticipo una decisione, presa in accordo con il capo della RUC Ronnie Flanagan, relativa al passaggio della parata su Garvaghy Road. Nonostante un secondo impegno in questo senso, espresso questa volta da Flanagan quattro giorni prima della parata, la sera di sabato 5 luglio, a poche ore dalla prevista partenza, il Ministero per lIrlanda del Nord taceva.
Nelle prime ore di domenica 6 luglio gli abitanti di Garvaghy Road capirono finalmente cosa li aspettava. Leggiamo il resoconto dei fatti dalledizione di lunedì 7 luglio del quotidiano nazionalista moderato di Belfast Irish News: "Alle 3.15 centinaia di agenti della RUC e di soldati si sono riversati nella zona e hanno trasformato Garvaghy Road in una prigione per le prossime 12 ore. Gli abitanti erano stati indotti a credere che la parata sarebbe stata bloccata allingresso della strada, ma niente era più lontano dalla verità. (...) Si potevano contare fino a 100 veicoli e circa 600 poliziotti, tutti vestiti di nero e con il volto nascosto nei passamontagna. (...) Scoppiarono violenti combattimenti fra agenti e manifestanti. La gente lanciava pietre e bottiglie molotov, la RUC rispondeva con proiettili di plastica". Gli agenti della RUC impiegati nelloperazione, in realtà, furono 1.000, e in 36 ore di disordini furono sparati 1.600 proiettili di plastica.
Dopo una notte di scontri durissimi, alle 8 ora locale la strada era libera. Alle 13 gli orangisti poterono marciare su Garvaghy Road. I quartieri nazionalisti di molte città del Nord insorsero e i disordini si protrassero per circa 4 giorni.
Il Ministro britannico Mowlam cercò di addossare parte della responsabilità dellaccaduto alla passata amministrazione conservatrice e annunciò che listituzione di unapposita commissione avrebbe evitato una simile crisi nel luglio del 1998.
Il ruolo delle autorità
È sconfortante assistere ancora una volta allingenuità, volendo riconoscere la buona fede, con cui la maggior parte dei principali mezzi di informazione italiani non ha saputo resistere alla tentazione di ricondurre questa gravissima crisi a una visione datata della situazione politica nellIrlanda del Nord che purtroppo non sembra mai perdere la sua patina.
Non si vede come sia possibile imputare la crisi presente alla divisione politico-religiosa fra nazionalisti/cattolici e unionisti/protestanti.
La violenza di questa settimana è stata scatenata da una grave crisi scoppiata fra gli orangisti di Portadown e Londra, che governa le sei contee attraverso il Ministero per lIrlanda del Nord. È stato il parlamento di Westminster ad approvare listituzione della Commissione per le Parate che, preso atto della situazione di potenziale conflitto nella zona di Garvaghy Road, ha proibito allOrdine di Orange di percorrere quella strada.
Gli abitanti nazionalisti dei quartieri interessati dalle parate non intendono marciare da nessuna parte. Chiedono solo di essere lasciati in pace nei loro quartieri, liberi dallo spettacolo non voluto e offensivo degli orangisti che marciano al ritmo degli enormi tamburi per ricordare ai papisti di stare al loro posto. E soprattutto chiedono di non dover subire il rituale assedio di poliziotti e soldati armati fino ai denti che accompagna il passaggio delle parate.
Riproporre instancabilmente la storia della guerra civile fra due comunità in lotta per lappartenenza alla Repubblica dIrlanda o al Regno Unito o, come incredibilmente si sente fare ancora, quella dellanacronistico e incomprensibile conflitto di religione, significa come è ovvio esonerare il governo britannico da ogni responsabilità nei confronti della situazione e perfino lodarlo per una supposta funzione pacificatrice e per i tentativi di risolvere la questione.
Ma se questanno la crisi di Drumcree si sta trascinando fino a superare la prima
settimana, se ha finora portato alla morte di tre innocenti e sembra destinata a
insanguinare ulteriormente lIrlanda, è doveroso chiedersi chi ha infuso, seppure
indirettamente, negli orangisti e nei loro sostenitori la fiducia di poter ottenere
qualsiasi cosa, con le buone o con le cattive. È doveroso chiedersi chi sia stato, se non
le autorità britanniche e nordirlandesi, che nel 1996 hanno ceduto alla violenza
lealista, dichiarando di fatto limpotenza di un apparato di sicurezza peraltro
cospicuo nei numeri ed efficacissimo nelladdestramento e nei mezzi, ad affrontare e
a gestire la minaccia di bande di teppisti, per quanto tuttora forti di un discreto
appoggio fra la popolazione unionista.
È parimenti doveroso chiedersi chi sia stato, se non il neo eletto governo laburista, che
dietro al magnifico sorriso di Tony Blair e al nuovo, accattivante approccio del Ministro
Mowlam, ha spudoratamente ingannato nel 1997 gli Irlandesi di Garvaghy Road promettendo
una decisione seria sulla marcia che si avvicinava e cedendo ancora una volta davanti
allarroganza degli orangisti.
Tutto considerato, è finalmente doveroso chiedersi se la prima responsabilità di quanto sta accadendo nel Nord dellIrlanda debba ricadere sui perpetratori dei singoli atti di violenza o piuttosto su coloro che, al di là delle parole e dei proclami televisivi, mostrano nei fatti di essere sempre disposti a cedere al ricatto della violenza.
Per un panorama sulla storia delle parate orangiste in Irlanda si veda:
BREVE STORIA DEL MOVIMENTO ORANGISTA