Il 4 maggio, la Corte Europea per i Diritti Umani ha riconosciuto l'Inghilterra colpevole di violazione al diritto alla vita, per diversi episodi legati all'uccisione di membri dell'IRA negli ultimi dieci anni.
Sull'argomento presentiamo qui un articolo di Brian Feeney, editorialista di "Irish News".

L'EUROPA DEVE SCOPRIRE CHI E' RESPONSABILE

The Irish News 9 maggio 2001


L'eco della sentenza della Corte europea per i Diritti Umani si è propagata ovunque. Chi è in grado di dire quali effetti possa avere? E' questo il problema. La sua risonanza potrebbe portare cambiamenti imprevedibili anche tra anni.

Strano come l'amministrazione britannica non fosse preparata per assorbire l'impatto iniziale della sentenza. Qualcuno a Downing Street ha parlato di appello, dimostrando la sua ignoranza: non ci sarà nessun appello. Il nostro proconsole è uscito sui gradini del palazzo di Stormont per parlare alla stampa locale. Ha continuato a dire ai media che l'Inghilterra non è stata riconosciuta colpevole di una politica di shoot-to-kill o di un uso eccessivo della forza, o nulla di simile. Ma nessuno, d'altro canto, ha messo in evidenza che non è stata nemmeno riconosciuta innocente. Qualcuno dei giornalisti gli ha detto che l'Inghilterra non sarebbe potuta essere considerata innocente, perché aveva reso impossibile a chiunque di scoprire qualsiasi cosa. E questo è il punto centrale del verdetto.

Uomini dell'IRA uccisi a Loughgall:
in alto da sinistra Patrick McKearny, Tony Gormley, James Lynagh, Paddy Kelly,
in basso da sinistra Eugene Kelly,
Seamus Donnelly, Gerard
O'Callaghan and Declan Arthurs

Al nostro proconsole non interessa. Perché gli dovrebbe interessare? Si sarà già dimesso quando la sentenza sarà diventata "ingombrante". D'altronde, è stata colpa dei Conservatori. Perché dovrebbe rodersi il fegato per difenderli? Questo è solo l'inizio, la schermaglia iniziale. Non è una semplice questione di considerare se ci sia stata o no una politica di shoot-to-kill.
C'è stata.
Lo sanno tutti.
Come Paddy Mc Grory disse durante l'inchiesta su Gibilterra (1): "…quando si ricorre ai SAS, questi ammazzano la gente". Ecco a cosa servono i SAS. Finalmente, verrà fuori la vera questione.
Chi sono i politici inglesi che hanno autorizzato l'esercito per ammazzare i cittadini anziché cercare di arrestarli?
Oppure l'esercito ha agito su sua iniziativa?
No, certamente no, perché se i politici non avessero approvato quello che l'esercito stava per fare, avrebbero cercato di fermarli dopo il primo omicidio.
Invece si dimostrarono soddisfatti del risultato. Sia i ministri inglesi che i politici unionisti fecero praticamente salti di gioia. Ora, comunque la vediamo, non è stato così semplice come sembrava. Non è solo il fatto che il NIO (Ministero per l'Irlanda del Nord) abbia istituito delle inchieste, di cui l'intero apparato era attentamente designato per non far scoprire nulla. Infatti, se si prendono in esame tutte le inchieste fatte dal 1982 ad oggi, si può notare come nessuna abbia portato ad una conclusione. No, non sono le inutili inchieste, è l'eco di questa sentenza che nei prossimi anni continuerà a rimbombare.
Che piccola sporca guerra ha condotto il NIO. Finora abbiamo solo visto la punta dell'iceberg, ma sta già prendendo corpo una scena surreale. Sappiamo che alla fine degli anni '80 lo Special Branch (squadra politica, N.d.T.) della RUC ed i Servizi Segreti inglesi, riuniti a formare il FRU, praticamente guidarono l'UDA a Belfast, e potevano decidere quali repubblicani fossero da uccidere, oppure decidere se uccidere semplici cattolici. Lo sappiamo grazie a testimonianze deposte in tribunale, e dalla testimonianza di ex agenti, poliziotti e soldati.
Sappiamo che la FRU controllava almeno dieci ex soldati inglesi infiltrati nell'IRA, che hanno sparato e messo bombe a Belfast, Derry e Armagh, a volte uccidendo o menomando membri di esercito inglese e RUC. Sappiamo che agirono da agenti provocatori per mettere allo scoperto i militanti dell'IRA. Senza dubbio avevano messo in grado i loro capi di decidere quali membri dell'IRA fossero da uccidere, quali da proteggere o incoraggiare. Allo stesso tempo, un numero imprecisato di informatori all'interno dell'IRA passavano allo Special Branch le informazioni sulle operazioni dell'IRA.
Due domande: primo, di chi è la colpa? Cioè, i politici hanno autorizzato gli ex soldati inglesi a compiere operazioni che avrebbero, come poi hanno fatto, ferito e ucciso altri cittadini e membri dell'esercito e della polizia? Se nessun politico ha dato l'autorizzazione, allora chi ha dato ai soldati il diritto di dare tale autorizzazione?
Secondo, non vi è mai venuto in mente che dalla fine degli anni '80 la guerra in realtà fosse combattuta tra un gruppo di agenti all'interno dell'IRA da un lato, e dall'altro da un gruppo di agenti all'interno dell'UDA? Gli attentati più spettacolari dei primi anni '90 sono un altro discorso, ma quanto in realtà di ciò che accadeva giorno dopo giorno a Belfast e Derry era programmato nelle caserme di Thiepval o al castello di Stormont?
Chi veramente ha deciso chi era da uccidere, chi doveva essere scelto per l'inevitabile rappresaglia che l'omicidio avrebbe certamente provocato, e chi ha dato la protezione da ciò?
Un politico inglese o un soldato inglese? A chi questa persona doveva render conto?
La sentenza della Corte per i Diritti Umani è il primo passo per scoprirlo.


(1) Il 6 marzo 1988 a Gibilterra tre militanti dell'IRA, disarmati e in abiti civili, furono freddati dai SAS, che gli spararono ad un metro di distanza, quando due di loro avevano già le braccia alzate in segno di resa. Paddy Mc Grory era l'avvocato delle famiglie dei militanti uccisi, Mairead Farrell, John Savage e Daniel Mc Cann. (Ndt)


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a cura di irlanda notizie - 14 maggio 2001
traduzione a cura di Irlanda Notizie