The Guardian, lunedì 25 settembre 2000
John Mullin, corrispondente dall’IrlandaLa scena è l’Irlanda del Nord, durante la guerra segreta dell’Esercito Britannico, le attività del controspionaggio e i rapporti con le organizzazioni paramilitari Il tutto suona come una storia scabrosa, un po’ raffazzonata, o come le fantasie di immaginosi teorici della cospirazione. Il brutto è che potrebbe rivelarsi assolutamente vero. Il governo britannico sta cercando disperatamente di impedire che una serie di accuse assai infamanti che lo riguardano raggiungano i mezzi di informazione. L’ultima vittima è il settimanale Sunday People, al quale venerdì scorso un giudice ha negato il ricorso presentato contro l’ingiunzione del Ministro della Difesa Geoff Hoon, che tre giorni prima era intervenuto a seguito della pubblicazione di materiale delicato. Il giornale aveva infatti pubblicato notizie relative all’assassinio di un pensionato di Belfast, la cui morte sarebbe servita a proteggere un informatore infiltrato nell’IRA, nome in codice Steak Knife (coltello da carne), definito la spia più importante nella storia del conflitto. Sembra che Steak Knife percepisca uno stipendio netto di 75.000 sterline all’anno (più di 200 milioni di lire, N.d.T.), pagato tramite un conto segreto a Gibilterra, danari che l’agente può annusare solo durante le sue vacanze in Spagna. È ovvio che se quest’uomo facesse l’errore di attirare l’attenzione spendendo liberamente i suoi guadagni, difficilmente avrebbe modo di vivere e goderseli molto a lungo. Nell’ottobre 1987 Francisco Notarantonio, un tassista in pensione di 66 anni, fu ucciso dagli Ulster Freedom Fighters a Ballymurphy, nel settore ovest di Belfast, mentre dormiva accanto a sua moglie. Notarantonio, padre di 11 figli, non era che un simpatizzante della causa repubblicana che era stato internato senza processo più di 40 anni prima. Era amico del padre del presidente di Sinn Fein Gerry Adams. Il Sunday People sostiene che l’assassinio di Notorantonio fu ordinato da un ufficiale della misteriosa Force Research Unit (FRU), la branca del servizio segreto militare responsabile dell’attività di più di 100 agenti. Secondo il periodico la FRU fornì le informazioni necessarie all’attentato a Brian Nelson, un membro dell’UDA al soldo del servizio segreto, al quale fu dato a intendere che Notarantonio fosse un alto dirigente dell’IRA. Perché? Nelson, che nell’UDA (legale fino al 1992 e attiva con il nome di UFF, N.d.T.) era incaricato della raccolta delle informazioni, aveva avvertito la FRU di un imminente attentato alla vita di Steak Knife, talmente attivo da fornire materiale a quattro agenti assegnati al suo caso a tempo pieno. I lealisti non erano al corrente della doppia identità di Steak Knife, e il suo contatto nell’esercito, la donna ufficiale soprannominata Mags, suggerì il nome di Notarantonio come vittima alternativa per salvare il suo prezioso agente. Mags, che oggi ha 38 anni e in servizio nell’esercito con il grado di capitano, fece in modo che la sera dell’assassinio le forze di sicurezza stessero alla larga da Ballymurphy. |
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| Collusione | |
Il Ministro Hoon ha già intentato azioni giudiziarie di questo tipo contro il Sunday Times, che lo scorso anno iniziò a intervistare un ex agente della FRU, cui diede lo pseudonimo di Martin Ingram, dal quale ottenne informazioni delicate relative al torbido mondo della FRU. Il direttore della redazione di Belfast del Sunday Times Liam Clarke e l’uomo che la squadra politica di Scotland Yard sospetta essere l’uomo che si nasconde dietro il nome Martin Ingram rischiano entrambi una condanna per aver infranto la legge per la protezione dei segreti d’ufficio, lo Official Secrets Act. Questa settimana si saprà se verranno imputati o meno. Fino dall’assassinio dell’avvocato Pat Finucane, ucciso a Belfast nel febbraio 1989, le accuse di collusione fra le forze di sicurezza e i gruppi paramilitari lealisti si sono fatte sempre più insistenti. Finucane aveva difeso diversi esponenti repubblicani con grande successo, suscitando la rabbia di molti all’interno dell’esercito. |
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A seguito di un altro omicidio lealista, avvenuto pochi mesi dopo l’assassinio di Finucane, l’UDA affermò di avere accesso al materiale del servizio segreto. John Stevens, allora capo della polizia del Cambridgeshire, fu incaricato di fare luce sui sospetti di collusione delle forze di sicurezza negli attentati dei lealisti. Le sue indagini si scontrarono con l’ostilità dell’esercito e quando i locali usati dagli inquirenti furono seriamente danneggiati da un incendio, i sospetti caddero immediatamente sulla FRU e sul suo possibile interesse nell’ostacolare le indagini. Il titolare della prima inchiesta è nel frattempo diventato ‘Sir’ John Stevens e capo di Scotland Yard. Il capo supremo della polizia britannica, quindi, dirige adesso una squadra impegnata per la terza volta a risolvere uno degli episodi più torbidi della storia dei Troubles. |
Secondo qualcuno, la questione starebbe ormai assumendo un carattere personale. La prima volta, John Stevens portò alla luce il ruolo segreto di Nelson nell’esercito e l’incendio della sede dell’inchiesta, nella presunta sicurezza dei suoi locali a Carrickfergus, a nord di Belfast, scoppiò proprio la sera prima dell’arresto della talpa. Nell’occasione Nelson riuscì a scappare, ma fu più tardi arrestato. Nelson, un ex soldato della Black Watch, si dichiarò colpevole davanti all’accusa di concorso nell’omicidio di cinque persone, facendo in modo che il processo non portasse alla luce ulteriori elementi. Nelson fu condannato a 10 anni di reclusione e fu scarcerato nel 1997, dopo averne scontati 5.I dossier delle prime due inchieste di John Stevens sono rimasti sempre segreti e Geraldine Finucane, testimone insieme ai suoi tre figli dell’assassinio del marito, ucciso da 14 colpi di pistola sparati da un membro dell’UDA, ritiene che il ritorno di Stevens sia un chiaro segno della continua volontà di insabbiamento. Geraldine Finucane ritiene che solo una inchiesta giudiziaria indipendente potrà far luce sull’assassinio di suo marito e portare alla verità sulla collusione delle forze di sicurezza nella vicenda. Tuttavia l’inchiesta di John Stevens, condotta sul campo dal comandante Hugh Orde, sembra già preoccupare seriamente il servizio segreto militare. L’inchiesta, partita 18 mesi fa, ha infatti ottenuto di recente diversi successi. L’uomo sospettato di essere Martin Ingram è convinto della serietà della squadra di Stevens e sta collaborando attivamente con le sue rivelazioni. Non si può non sottolineare l’ironia della situazione attuale, in cui la squadra speciale di Scotland Yard, di cui John Stevens è ufficialmente il capo, sta interrogando il presunto Martin Ingram per conto del Ministero della Difesa, allo scopo di perseguirlo in base all’Official Secrets Act, mentre la squadra incaricata dell’inchiesta Stevens non aspetta altro che di ascoltare le sue rivelazioni. Il mese scorso la squadra di John Stevens ha ottenuto un altro successo, con la decisione del comandante dell’esercito britannico di stanza nell’Irlanda del Nord, Sir Hew Pike, di consegnare agli inquirenti migliaia di documenti riservati in cui si spiega chi sapeva cosa fra i diversi servizi segreti delle forze di sicurezza, documenti di cui ha parlato lo stesso presunto Martin Ingram. |
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| La faida | |
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Come spesso accade, a causa della nota rivalità fra l’esercito britannico e la RUC, qualcuno ha lasciato capire che le carte in questione sono a dir poco esplosive ed è per questo che la squadra di John Stevens ha deciso di riaprire il caso di diversi omicidi dimenticati, come quello di Notarantonio. Altro elemento del tutto inedito dell’inchiesta è l’interesse degli agenti di Stevens nei sospetti di rapporti fra le forze di sicurezza e i repubblicani. Gli inquirenti dell’inchiesta Stevens intendono ascoltare presto circa 30 degli ex agenti della FRU, tuttora attiva sotto diverso nome. Fra questi si trova il nome del brigadiere John Gordon Kerr, ex comandante della FRU e attuale addetto d’ambasciata dell’esercito britannico a Pechino. Un altro nome della lista, sembra, sarebbe quello del contatto di Steak Knife, Mags. |
| Il brigadiere Kerr, già testimone al breve processo di Brian Nelson nascosto sotto lo pseudonimo Colonnello J, ha avuto modo di dichiarare che le attività segrete della FRU avevano come scopo principale quello di salvare vite umane. Altri ufficiali dell’esercito sostengono che durante il periodo di attività di Brian Nelson il numero di omicidi compiuti dall’UDA era in calo.Essi sostengono che la FRU cercava di spingere l’UDA a colpire attivisti repubblicani, invece di limitarsi ad assassinare cattolici presi a caso, allo scopo di riuscire a proteggere le possibili vittime con maggiore efficacia. Però, Brian Nelson passò all’UDA le informazioni necessarie all’assassinio di Pat Finucane circa tre settimane prima dell’omicidio e durante lo stesso periodo diversi cattolici del tutto estranei al conflitto furono uccisi dai lealisti grazie alle informazioni della talpa della FRU, che almeno in un caso fornì all’UDA un indirizzo sbagliato.Il caso dell’omicidio di Pat Finucane è reso ancora più complesso dal ruolo di William Stobie. 48 anni, ex quartiermastro dell’UDA, Stobie era al tempo dei fatti anche un informatore della squadra politica della RUC. |
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È importante distinguere fra le talpe dell’esercito e quelle della polizia, ed è ovviamente cruciale capire cosa gli uni sapessero delle informazioni degli altri. Subito dopo il ritorno di John Stevens a Belfast, l’anno scorso, William Stobie fu arrestato e accusato dell’omicidio di Pat Finucane; attualmente, si trova in libertà su cauzione. Il mese scorso l’imputazione a carico di Stobie è stata ridotta e sostituita dall’accusa meno grave di favoreggiamento. Recentemente, Martin Ingram ha dichiarato, in un’intervista con il Guardian, “In generale, ritengo che la FRU abbia svolto un lavoro importante. La nostra lotta contro il terrorismo ha dato i suoi frutti: siamo stati in grado di limitare la libertà di azione dell’IRA. |
Tuttavia, la FRU si è posta spesso al disopra della legge ed è giusto che nelle nuove circostanze in cui ci troviamo la gente sappia la verità e possa giudicare quanto accaduto. Se posso dare il mio contributo a voltare pagina, ritengo di doverlo senz’altro fare”. Di diverso avviso un membro dell’esercito, che ha dichiarato ai giornalisti del Sunday People: “Si è trattato di una guerra sporca, senza regole. La verità è che Notorantonio è stato sacrificato allo scopo di proteggere l’identità dell’agente segreto più prezioso infiltrato nell’IRA. Stiamo assistendo a un braccio di ferro fra gli uomini di Stevens e l’esercito. Se vincessero i primi e l’identità di Steak Knife fosse resa pubblica, sarebbe un disastro per il governo britannico”. |
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