Quello che segue è il testo della dichiarazione
resa pubblica dal Primo Ministro britannico Tony Blair e dal
Taoiseach Bertie Ahern il giorno 1 aprile 1999, a conclusione di due
giornate di negoziati con gli altri partecipanti al processo di pace, svoltesi
nel castello di Hillsborough, nella contea di Down. La Dichiarazione è
preceduta dalle osservazioni dei premier britannico
e irlandese.
OSSERVAZIONI DEL PRIMO MINISTRO, L'ONOREVOLE TONY BLAIR, A NOME DEI GOVERNI BRITANNICO E IRLANDESE ALLA CONFERENZA STAMPA TENUTA INSIEME AL TAOISEACH BERTIE AHERN AL CASTELLO DI HILLSBOROUGH, NELLA CONTEA DI DOWN
1 APRILE 1999
Noi riteniamo che vi sia al momento una base per un possibile accordo sulle difficili questioni al centro dei negoziati.
Insieme, abbiamo deciso di rendere pubblica una Dichiarazione, che riteniamo possa risolvere tali questioni.
Permettetemi innanzitutto di sottolineare la nostra soddisfazione per il clima positivo e amichevole in cui questi negoziati si sono svolti. Questo rende merito alle parti in causa, ai leader dei partiti e all'intero processo di pace.
Alla base del processo in corso stanno il dialogo, la democrazia e la volontà di lasciare il passato alle nostre spalle. Questi ultimi negoziati hanno visto una chiara applicazione pratica dello spirito che sottende tutto ciò.
A un anno di distanza [dalla firma dell'Accordo di Stormont, n.d.t.], possiamo affermare con soddisfazione che i recenti negoziati dimostrano quanto segue:
Non è stato tuttavia finora deciso come istituire l'esecutivo in un modo che risulti accettabile da tutte le parti in causa. Riteniamo che sia arrivato ora il momento di farlo.
La presente Dichiarazione illustra il processo che permetterà, nelle prossime settimane, di istituire tutti gli organismi previsti: l'esecutivo; il Consiglio Ministeriale Panirlandese [North/South Ministerial Council]; gli Organismi Esecutivi Nord-Sud [North/South Implementation Bodies], il Consiglio Angloirlandese [British/Irish Council] e la Conferenza dei Governi Britannico e Irlandese [British/Irish Inter-Governmental Conference].
La Dichiarazione stabilisce inoltre che, sebbene la messa fuori uso delle armi non sia una condizione preliminare, essa debba essere considerata un obbligo.
La Dichiarazione illustra il procedimento in base al quale:
Considerato il modo in cui le parti in causa stanno affrontando le loro responsabilità e i loro doveri nel processo democratico, non abbiamo alcun dubbio che l'obiettivo sarà raggiunto.
Vogliamo sottolineare ancora una volta che il clima è stato decisamente positivo e l'approccio di tutte le parti in causa assolutamente costruttivo.
Questo importante fattore, unito alla forza con cui la grande maggioranza della gente ci ha incoraggiato ad andare avanti, ci permetterà di raggiungere l'obiettivo.
Una volta imboccato, il cammino verso la pace non può essere abbandonato. La Dichiarazione odierna rappresenta, insieme all'Accordo di Stormont firmato un anno fa, una pietra miliare importantissima sul cammino che ci porterà a destinazione. Il nostro obiettivo è una Irlanda del Nord finalmente libera dal conflitto, dai pregiudizi e dalle battaglie del passato, e soprattutto un futuro nuovo per tutti i bambini, così come essi meritano un futuro che è ormai a portata di mano.
È trascorso un anno da quando l'Accordo di Stormont è stato concluso. Lo scorso maggio esso è stato sanzionato con grande entusiasmo dalla gente del Nord e del Sud, e per questo motivo esso rappresenta il volere democratico della popolazione.
L'Accordo, per usare le sue stesse parole, offre una opportunità davvero storica per un futuro nuovo. Esso offre a questa generazione il modo per superare l'eredità amara del passato e per stabilire rapporti nuovi e positivi all'interno dell'Irlanda del Nord, così come fra il Nord e il Sud e fra le due isole.
Tutte le parti in causa credono fermamente che sia giunta l'ora di lasciarci alle spalle la violenza che tutti abbiamo conosciuto. Né noi né i nostri figli dovremo più vivere i traumi del conflitto. Il conflitto deve finire per sempre e, insieme, costruiremo un futuro in cui non ci sarà posto per la violenza.
Il raggiungimento di quell'obiettivo impone a tutti noi pesanti responsabilità, sia come individui sia come collettività. La piena realizzazione dell'Accordo è un processo necessariamente lungo e complesso, che richiede impegno continuo da parte di tutti noi.
È incoraggiante e importante constatare che, sebbene la strada sia ancora lunga, un grosso risultato è già stato ottenuto nel trasformare in realtà la promessa di un Accordo. È importante non dimenticare o sottovalutare l'enorme distanza percorsa nel nostro cammino.
Cambiamenti di pari importanza sia nella Costituzione Irlandese sia nella legislazione costituzionale britannica sono stati approvati e sono pronti a entrare in vigore.
Lo scorso giugno à stata eletta l'Assemblea dell'Irlanda del Nord, che nei mesi seguenti ha lavorato per preparare il terreno al passaggio dei poteri. Gli accordi internazionali firmati a Dublino lo scorso 8 marzo aprono la strada all'istituzione del consiglio ministeriale panirlandese e degli organismi esecutivi panirlandesi, del consiglio angloirlandese e della conferenza dei governi britannico e irlandese.
È stata istituita una Commissione per i Diritti Umani dell'Irlanda del Nord, i cui membri sono già stati nominati, e la necessaria legislazione per l'istituzione della nuova Commissione per l'Uguaglianza è stata approvata. Simili passi da parte del governo irlandese si trovano a uno stadio avanzato.
Entrambi i governi hanno risposto all'appello delle vittime della violenza e delle loro famiglie, comprese quelle delle persone scomparse, sebbene sia necessario riconoscere che il loro dolore e la loro sofferenza non potranno mai trovar requie. Gli impegni presi nell'Accordo riguardo alle questioni economiche, sociali e culturali, ivi compresa la questione della lingua irlandese, sono in corso di realizzazione, sebbene il lavoro sia necessariamente lungo.
Sono state prese misure volte alla normalizzazione delle regole della pubblica sicurezza e della loro applicazione e allo stesso tempo la Commissione per la revisione del servizio di polizia nell'Irlanda del Nord [Commission on Policing for Northern Ireland] e la revisione dell'apparato della giustizia penale si trovano a un punto avanzato nel loro compito essenziale.
Numerosi detenuti politici sono stati già liberati, sia al Nord sia al Sud, nel quadro del programma di rilascio anticipato previsto dall'Accordo.
In questo quadro, tutte le parti in causa riconoscono che la messa fuori uso delle armi [decommissioning] non rappresenta una condizione preliminare, ma è tuttavia un obbligo legato strettamente all'impegno da loro preso al momento dell'adesione all'Accordo, e deve essere portata a termine entro i tempi previsti nello stesso Accordo, attraverso l'azione della Commissione Indipendente Internazionale per la Messa fuori uso delle armi.
Sinn Féin riconosce questo obbligo, ma non ha finora indicato quando il processo di messa fuori uso delle armi [dell'IRA, n.d.t.] inizierà. Sinn Féin ritiene che l'Accordo non implichi alcun obbligo di iniziare la messa fuori uso delle armi prima della nomina dei nuovi organismi istituzionali. Il UUP non accetta di passare alla fase costituente dei nuovi organismi istituzionali senza aver prima constatato progressi visibili nel processo di messa fuori uso delle armi.
Sarebbe una vera tragedia se questa differenza di vedute riguardo ai tempi e alla sequenza di eventi richiesti impedisse la realizzazione dell'Accordo. Noi riteniamo che la messa fuori uso delle armi avrà luogo soltanto nel quadro della realizzazione dell'Accordo. L'avanzare del processo di creazione dei nuovi organi istituzionali porterà con sé il clima di fiducia necessario. D'altra parte, è comprensibile che coloro che compiranno i prossimi passi nella messa in atto dell'Accordo desiderino essere rassicurati sul fatto che quei passi non saranno irrevocabili nel caso che, all'atto pratico, non vi sia alcun progresso nella messa fuori uso delle armi.
Pertanto, noi proponiamo che si adotti il seguente procedimento.
Il giorno [data da stabilire] si procederà alle nomine, secondo il sistema d'Hondt, di coloro che assumeranno la carica di ministro, quando i poteri verranno devoluti all'esecutivo.
In data da stabilire concordemente con il parere della Commissione Indipendente Internazionale per la Messa fuori uso delle armi, ma non oltre [un mese dalla data delle nomine], si svolgerà un atto collettivo di riconciliazione. In questa occasione un quantitativo di armi verrà messo fuori uso [put beyond use] in modo volontario e verificabile dalla Commissione Indipendente Internazionale per la Messa fuori uso delle armi, e allo stesso tempo, preso atto delle nuove condizioni di pubblica sicurezza, saranno messi in atto altri provvedimenti sulla strada della normalizzazione e della smilitarizzazione. Oltre ai progetti riguardanti gli aspetti militari, si svolgeranno nella stessa occasione cerimonie di commemorazione in ricordo di tutte le vittime della violenza, cui saranno invitati i rappresentanti di tutti i partiti impegnati nel processo di pace, dei due governi e di tutte le chiese.
Intorno alla data [around the time] dell'atto di riconciliazione, i poteri verranno devoluti [da Westminster all'Assemblea di Belfast, n.d.t.] e l'Accordo Britannico-Irlandese entrerà in vigore. Quindi, verranno istituiti i seguenti organismi: il Consiglio Ministeriale Nord-Sud, gli Organismi Esecutivi Panirlandesi, il Consiglio Angloirlandese e la Conferenza dei Governi Britannico e Irlandese.
[Un mese dopo la data delle nomine] la Commissione
Indipendente Internazionale per la Messa fuori uso delle armi pubblicherà
un rapporto per rendere conto dello stato del processo sopra descritto.
Resta inteso fra tutte le parti in causa che la buona riuscita dell'Accordo
dipende dalla realizzazione delle fasi sopra descritte, nei tempi descritti;
in caso contrario, toccherà all'Assemblea rivedere le nomine.
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