di Ed Moloney, Sunday Tribune
La questione dell`attuazione di aspetti chiave del rapporto Patten sul futuro del servizio di polizia nell’Irlanda del Nord richiede un notevole sforzo di fiducia da parte dei nazionalisti e dei repubblicani irlandesi nei confronti di Peter Mandelson e dei suoi colleghi del governo britannico.
Intere parti assai importanti del rapporto Patten non sono state per nulla menzionate nel discorso tenuto dal Ministro britannico per l’Irlanda del Nord alla Camera dei Comuni di Londra giovedì scorso [20 gennaio, n.d.t.], e i segnali filtrati nei giorni seguenti appaiono piuttosto contrastanti.
Alcuni settori dell’informazione sembrano dare per scontato che, pur senza una precisa dichiarazione in tal senso, Mandelson abbia accettato tutte le 175 raccomandazioni di Patten, mentre altri non ne sono così sicuri.
Secondo una persona che ha ricevuto ulteriori informazioni da fonti vicine a Mandelson dopo il discorso ai Comuni: “parecchie (delle raccomandazioni di Patten) non sono state ancora sottoposte ai ministri del governo e nessuna decisione è stata presa al loro riguardo”.
Anche riguardo alle raccomandazioni che Mandelson ha accettato, resta qualche dubbio su dettagli importanti e l’introduzione di molti cambiamenti cruciali indicati nel rapporto Patten è stata subordinata dal Ministro alla valutazione della effettiva minaccia di violenza di matrice politica nell’Irlanda del Nord. Mandelson ha indicato che sta al Capo della RUC, Sir Ronnie Flanagan, decidere quando sarà il momento di attuare le riforme, elargendo di fatto alla RUC un effettivo potere di veto su molte delle raccomandazioni di Patten.
A questo si aggiunga il crescente sospetto, nato negli ambienti delle associazioni per la difesa dei diritti umani, che i burocrati del Ministero per l’Irlanda del Nord [il Ministero britannico che ha sede a Belfast, n.d.t.], alcuni dei quali sono stati protagonisti della gestione di conflitti importanti, come quello di Drumcree, siano intenzionati a sabotare gran parte delle raccomandazioni di Patten manipolandone i dettagli, sempre che non lo stiano gia` facendo.
Si prenda a esempio l’idea di Patten di nominare un commissario, cioè un funzionario incaricato di sovrintendere all’introduzione delle sue raccomandazioni, munito dei fondi e del personale necessario ad assolvere questo compito. Patten ha detto che questo funzionario avrebbe dovuto essere nominato “al più presto possibile” ma, secondo alcune fonti, il Ministero per l’Irlanda del Nord non avrebbe neanche iniziato il procedimento per la selezione di un candidato.
Nel frattempo, secondo quanto annunciato da Mandelson: “Il Capo della RUC e la Commissione per il Servizio di Polizia [nuovo organismo previsto dal rapporto Patten, n.d.t.] saranno incaricati della progettazione e della messa in opera di un ampio programma di azione …” In altre parole, quando il Ministero avrà finalmente nominato un commissario per sovrintendere all’introduzione delle raccomandazioni di Patten, il lavoro sarà già a buon punto e il timone sarà già saldamente nelle mani di qualcun altro.
Nell’idea del rapporto originale, le associazioni per i diritti umani dovrebbero potersi rivolgere direttamente al commissario per chiedere l’approvazione di piani specifici e relative tabelle di marcia per la loro realizzazione. Invece, stando al programma enunciato da Mandelson, tutto ciò non accadrà e il controllo di questo lavoro sarà perciò sottratto al commissario. Non solo, ma Patten raccomanda che le Commissioni Distrettuali per il Servizio di Polizia, cioè gli organismi che dovrebbero dare potere alla gente comune (e, agli occhi degli unionisti, ai membri dei gruppi paramilitari) nel lavoro del nuovo servizio di polizia, dovrebbero assistere il commissario nel proprio lavoro. Secondo quanto affermato da Mandelson, invece, questo compito spetterebbe solo al Capo della RUC e ai 19 membri della Commissione per il Servizio di Polizia.
Si corre perciò il rischio che le Commissioni Distrettuali per il Servizio di Polizia finiscano per essere nient’altro che una pallida immagine degli organismi che Patten aveva in mente. Nei suoi piani, le Commissioni Distrettuali dovrebbero avere la facoltà di mettere insieme un modesto bilancio per subappaltare a singoli o agenzie esterne parte del lavoro svolto al momento dagli agenti di polizia. Mandelson ha tuttavia ‘congelato’ questa raccomandazione fino alla pubblicazione dell’atteso rapporto sul riesame della giustizia penale. E, in ogni caso, le Commissioni Distrettuali avrebbero una funzione puramente consultiva e ogni progetto sarebbe sottoposto all’approvazione della polizia.
Di tutti i settori di attività della RUC, l’oscuro mondo in cui si muove la Squadra Politica [Special Branch] è forse il più delicato dopo quello dell’ordine pubblico. La Squadra Politica della RUC è stata definita da John Stalker, 15 anni fa, “una polizia all’interno della polizia” e la definizione è accettata da Patten; leader nazionalisti e attivisti delle organizzazioni per la difesa dei diritti umani si aspettavano un cambiamento radicale della Squadra Politica, non solo per il significato che riveste all’interno del rapporto Patten, ma soprattutto perché la ritengono la fonte principale delle lamentele della comunità nazionalista contro la RUC.
Le accuse rivolte alla Squadra Politica sono innumerevoli, ma due spiccano per gravità: la prima riguarda il sospetto che la Squadra Politica abbia, per inerzia o mediante collusione, consentito che avvenissero omicidi e la seconda il sospetto che la Squadra Politica abbia, insieme agli altri servizi segreti, esercitato un eccessivo controllo sulle decisioni del Pubblico Ministero nordirlandese. Per questo diversi politici nazionalisti e attivisti delle organizzazioni per la difesa dei diritti umani chiedono che i poteri della Squadra Politica vengano ridimensionati, in modo da renderla responsabile di fronte ai cittadini.
Il rapporto Patten dedica un intero capitolo alla Squadra Politica e, osservando come la sua fama di “una polizia all’interno della polizia” non sia “per niente salutare”, enuncia otto raccomandazioni:
E cosa ha detto Mandelson sulla Squadra Politica? Nient’altro che questo: “…la Squadra Politica e la Squadra Anticrimine verranno mantenute così come sono e poste sotto la direzione di un solo Aiuto Capo della Polizia, secondo il giudizio del Capo della Polizia, e quando la situazione generale lo permetterà”. Quindi, la Squadra Politica sopravvive come organismo indipendente, pur condividendo il proprio capo con la Squadra Anticrimine, quando e se Sir Ronnie Flanagan deciderà che è arrivato il momento.
Le altre 7 raccomandazioni espresse da Patten non sono neanche state menzionate da Mandelson. Secondo fonti interne al Ministero per l’Irlanda del Nord, sarebbero presenti, soprattutto in maniera implicita. Ma perché Mandelson non ha fatto parola della legislazione europea sui diritti umani? O del commissario incaricato del controllo dell'attività della Squadra Politica, o della commissione di inchiesta sulle accuse rivolte alla Squadra Politica?
Tutto ciò si riflette, com’è ovvio, anche sul dibattito sulla messa fuori uso delle armi [decommissioning] e sulla volontà dell’IRA di procedere all’eliminazione del proprio arsenale. Il cambiamento del nome della RUC [da "Régia Polizia dell’Ulster" a "Servizio di Polizia dell’Irlanda del Nord", n.d.t.] ha scatenato un vespaio di polemiche, suscitando l’orrore degli unionisti, e chiaramente la speranza di Londra è che questo sia sufficiente per permettere a Gerry Adams e ai suoi colleghi di ‘vendere’ il nuovo Servizio di Polizia ai loro sostenitori.
Il problema si presenterà in tutta la sua gravità, ovviamente, quando il disegno di legge che descrive in dettaglio i provvedimenti presi dal governo britannico riguardo alla RUC verrà messo a punto, fra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, e sarebbe preferibile sospendere il giudizio fino ad allora. Stando così le cose, tuttavia, non si può non osservare che l’intervento di Peter Mandelson lascia aperti più interrogativi di quante siano le risposte che fornisce.