DISCORSO DI IAN PAISLEY AL CONGRESSO DEL D.U.P.

Da The Irish Times di lunedì 30 Novembre 1998.
Quanto segue è il discorso del Reverendo Ian Paisley, leader del Democratic Unionist Party (Partito Democratico Unionista), al Congresso annuale del suo partito tenutosi a Omagh (Contea di Tyrone) Sabato 28 Novembre 1998. Il testo originale inglese si può trovare anche presso il sito dello stesso Ulster Democratic Unionist Party.
Si tratta di un attacco durissimo al Primo Ministro britannico Tony Blair, considerato nemico dell'Unionismo e alleato del nazionalismo irlandese, e soprattutto al segretario dello Ulster Unionist Party David Trimble, oggi Primo Ministro designato dell'Irlanda del Nord (e Premio Nobel per la Pace per avere firmato gli Accordi di Belfast del 10 Aprile 1998), qui definito "traditore" e "infame rettile che bisogna schiacciare". Il discorso di Tony Blair alle Camere irlandesi che Paisley cita è stato tenuto a Dublino il 26 Novembre 1998. Paisley, il cui partito ha ottenuto il 18,03 dei voti e 20 seggi alle elezioni per l'Assemblea dell'Irlanda del Nord, è il più rappresentativo leader degli Unionisti radicalmente contrari agli Accordi. Forniamo questa traduzione perché i temi e le idee radicali del fondamentalista Paisley, che possono sembrare appartenenti all'epoca delle guerre di religione, sono in realtà alla base delle concezioni ordinarie dell'Unionismo e dell'Orangismo filobritannici irlandesi, e sono condivise anche da molti Unionisti che non votano il suo partito.
Si vedano anche, nel nostro sito, Dichiarazione del 14 Aprile del D.U.P., e Volantino di rivendicazione dell'incendio delle chiese cattoliche.

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    Ian Paisley


Lunedì 30 Novembre 1998

"Che il popolo dell'Ulster scopra i traditori"

La peggiore e più disgustosa persona che esista nella società è il traditore - il Giuda, l'Iscariota. Chi osa trovare scuse per il tradimento e coprirlo, se non chi è complice di quel tradimento?

Chi osa accettare il tradimento, se non colui che ha aiutato il traditore a compierlo e che rimane a controllare che l'immonda opera venga compiuta fino in fondo, avido di godersi la ricompensa?

Per descrivere colui che si professa alleato devoto, ma che passa poi al nemico per ottenere vantaggi personali, non esistono in alcuna lingua le parole adeguate.

Egli è un bugiardo, un truffatore, un ipocrita, una canaglia, un ladro, un infame rettile che bisogna schiacciare.

Lascerò che il popolo dell'Ulster1 scopra da solo chi è il traditore, e poi pronunci la sua sentenza.

Mi limiterò a scagliare contro di lui i capi d'accusa. E non ricorrerò in alcun modo a uno sfoggio di eloquenza per renderli convincenti.

Quest'ultima settimana è stata, secondo il Governo di Londra e quello di Dublino, una grande e storica settimana per tutti noi.

Tony Blair, applaudito dalle fraschette del Parlamento irlandese, dove è stato presentato come Primo Ministro del Regno Unito (le parole "di Gran Bretagna e Irlanda del Nord" espunte con cura fin dalla Dichiarazione di Downing Street2), ha dichiarato che la posizione legale dell'Irlanda del Nord entro il Regno Unito ha finito di esistere. Egli ha annunciato che la base stessa della posizione costituzionale dell'Ulster entro il Regno Unito, la Legge sul Governo dell'Irlanda del 19203, era stata abolita per effetto dell'accordo di Belfast del 10 Aprile.

Non c'è da meravigliarsi che Dublino ne abbia gioito: quasi si stupivano di esserci riusciti! Certo per effetto dell'accordo del 10 Aprile essi erano riusciti a distruggere le fondamenta dell'Ulster, ma avere un Primo Ministro britannico (uno disposto persino ad accettare che il nome stesso del suo paese venga accorciato dagli antichi nemici di quel paese) che viene a Dublino e lo annuncia ufficialmente è stato per loro proprio la ciliegina sulla torta. Già che c'era egli avrebbe potuto dire anche il resto della verità: che l'Atto d'Unione dell'Irlanda alla Gran Bretagna del 1800, e tutte le leggi che vincolavano l'Irlanda del Nord al Regno Unito, sono state soppiantate dall'Accordo di Belfast, l'Accordo del Tradimento.

Ma del resto il signor Trimble non aveva forse appoggiato la distruzione della Legge del 1920 e il soppiantamento dell'Atto d'Unione? Avendo la benedizione di Trimble, a Blair che cosa poteva importargliene delle conseguenze per gli unionisti dell'Irlanda del Nord?

Gli Unionisti Ufficiali dell'UUP presentano come un grande vantaggio, una vittoria costituzionale di immensa rilevanza, il contentino rappresentato dal fatto che il Capo del Governo di Dublino Ahern non impedirà il dibattito su un'eventuale adesione della Repubblica al Commonwealth. Pensateci! La Repubblica non impedirà la discussione su un'adesione al Commonwealth - è questo il contentino che gli Unionisti Ufficiali sono disposti ad accettare, dopo avere essi stessi appoggiato la totale distruzione dell'Unione con la Gran Bretagna.

Questa settimana sono state pubblicate le cifre delle violenze commesse da coloro che si presuppone osservino il cessate il fuoco. E questi nuovi dati sono spaventosi! Il gruppo FAIT, 'Famiglie Contro l'Intimidazione e il Terrore'4, ha rivelato che dalla firma dell'Accordo ci sono stati 421 episodi di terrorismo.

Nel solo mese di Novembre i terroristi repubblicani hanno costretto all'esilio nove persone, ne hanno sottoposte 67 a intimidazioni e hanno compiuto due gambizzazioni e sette pestaggi. I Lealisti sono stati coinvolti nell'esilio forzato di 11 persone, nell'intimidazione di altre 48, e nel compimento di cinque gambizzazioni e di cinque pestaggi. Ne risulta un allarmante totale di 20 persone costrette all'esilio, 115 vittime di intimidazioni, sette gambizzate e 14 pestate: e questo nel solo mese di Novembre, che non è nemmeno finito!

Questa non è pace, signor Blair.

Nel suo discorso il signor Blair ha aggiunto ai danni causati agli unionisti un'ulteriore beffa, quando ha scelto di ricordare tra tutti due uomini degni di lode. Queste sono state le sue parole:

"Daniel O'Connell, che combatté contro l'ingiustizia per estendere il diritto di voto, limitato a causa del pregiudizio religioso."5

"Charles Stewart Parnell, la cui statua si erge nella Camera dei Comuni [la Camera britannica], e le cui doti politiche e l'impegno per la giustizia sociale ebbero un così grande effetto su quella Camera."6

È interessante prendere nota di chi egli abbia prescelto come oggetto di lode. Blair non ha prescelto degli uomini onorati - uno unionista e uno nazionalista. Dopo tutto, egli avrebbe potuto lodare Edward Carson,7 nato a Dublino, che voleva mantenere integra l'Unione di Gran Bretagna e Irlanda. No - Blair ha voluto invece scegliere i più schifosi e spregevoli tra i nazionalisti irlandesi.

Consideriamo da vicino i due che il Primo Ministro ha esaltato. Daniel O'Connell, un uomo che sposò la propria cugina e che fu a ragione accusato di ogni genere di devianza sessuale. Non ci si sorprende che il Primo Ministro, che guida un Gabinetto composto da molti omosessuali per loro stessa ammissione e da altri che hanno relazioni sessuali senza matrimonio, gli avrebbe trovato un posto nel suo discorso.8

O'Connell era, ed egli stesso si proclamava, il "grande abrogatore" dell'Unione tra Gran Bretagna e Irlanda. Grazie a Dio allora fallì nel suo scopo. Egli fu respinto da Henry Cooke,9 e oggi noi invochiamo lo stesso spirito da parte del vero popolo lealista dell'Ulster per respingere gli odierni abrogatori dell'Unione.

Questi uomini che Blair ammira erano dei rivoluzionari. Egli avrebbe potuto congratularsi allo stesso titolo con Gerry Adams e Martin McGuinness10 perché provengono dallo stesso sozzo nido di nazionalismo irlandese assassino. O'Connell si gloriava della rivoluzione.

Che dire di Parnell? Oh, i nostri nemici diranno "ma Parnell era protestante". Certo, ma il voltagabbana è sempre il peggiore!11

Questi sono gli uomini che Blair predilige: pervertiti, provocatori e spergiuri. Gente nemica della polizia.

Come il Dottor Cooke di allora noi dobbiamo oggi respingere Blair, il moderno abrogatore dell'Unione e per sua ammissione 'emancipatore' dei Cattolici Romani. Di quello che dice riguardo all'Unione non ci si può fidare. Egli è anti-unionista. Egli è il più grande complice e favoreggiatore della distruzione dell'Unione che Dublino e l'IRA abbiano mai avuto.

Il signor Blair non avrebbe potuto spingersi così lontano senza l'acquiescenza e l'appoggio del signor Trimble. Non c'è da meravigliarsi che Gerry Adams abbia detto "Ben fatto, David!" Più e più volte David Trimble si è rimangiato le sue promesse, e ha capitolato di fronte alla svendita della nostra provincia.

Oggi gli Orangisti non possono camminare lungo i loro percorsi tradizionali fino ai loro luoghi di culto, né ritornarne in pace. Oggi la bandiera nazionale [britannica] viene insultata. Oggi la Regina è ridotta allo stesso livello del Presidente della Repubblica irlandese.

Oggi i peggiori farabutti assassini che siano mai stati messi dietro le sbarre vengono posti in libertà.

Oggi a quei farabutti il Governo paga dei risarcimenti. Oggi quelli che essi hanno mutilato a vita, i feriti e chi è in lutto sono costretti a sopportare in silenzio, e col silenzio si è risposto alle loro grida d'aiuto.

Oggi c'è la discriminazione contro i Protestanti nei luoghi di lavoro. Oggi quelli che dovrebbero essere in prima linea nella difesa dell'Unione sono in combutta con il nemico, e in empia alleanza con esso stanno svendendo quegli stessi principii che avevano giurato di difendere.

Oggi è la vigilia della abolizione della RUC.

Questa è l'eredità che Trimble ha lasciato alla nostra provincia. La stessa gente dell'Ulster Unionist Party di Trimble dovrà giudicarlo e pronunciare il proprio verdetto. Sono i fatti a saltare anche davanti ai loro occhi, e sono fatti incontestabili.


NOTE

1 Paisley usa sempre l'espressione "the people of Ulster", con cui definisce non l'insieme della popolazione delle 6 Contee dell'Irlanda del Nord, ma solo la popolazione di religione protestante, escludendo così dall'appartenenza a tale 'popolo' tutti gli abitanti di religione cattolica (il Reverendo e i suoi seguaci usano infatti come sinonimi "the Protestant people of Ulster", "the loyalist people of Ulster"). Si noti inoltre l'abuso unionista di chiamare la provincia britannica della Northern Ireland semplicemente Ulster, che è invece una regione storica dell'Irlanda di 9 contee: le altre tre fanno parte della Repubblica.
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2 La Downing Street Declaration del 15 Dicembre 1993, firmata dall'allora Primo Ministro britannico John Major e dall'allora Capo del Governo irlandese Albert Reynolds, risposta dei due Governi al Piano Hume-Adams dell'Ottobre 1993, aprì ufficialmente il processo di pace in Irlanda.
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3 Il Government of Ireland Act del 1920, che istituiva la Provincia britannica dell'Irlanda del Nord, è stato nel 1921 la base giuridica della Partizione dell'Irlanda. Esso viene in effetti abrogato, come stabilito dall'Allegato A dell'Accordo Multipartito sulle clausole che dovranno essere inserite nella legislazione britannica. Si veda la nostra sintesi degli Accordi di Belfast del 10 Aprile 1998.
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4 Il FAIT, Families Against Intimidation and Terror, è un gruppo fondato nel 1987 allo scopo di denunciare le violenze compiute dalle organizzazioni paramilitari, tanto repubblicane quanto unioniste, nelle rispettive comunità. Il FAIT è naturalmente ben visto dalle autorità britanniche e dalla polizia unionista RUC, che vengono legittimate dalle sue denunce, ma è stato più abile dei suoi predecessori in questa funzione, i Peace People presto sbandatisi, perché ha avuto l'accortezza di denunciare occasionalmente anche intimidazioni e violenze commesse dalle forze dello Stato britannico.
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5 L'avvocato Daniel O'Connell (1775-1847), cattolico liberale, chiamato 'Il Liberatore', fu per trent'anni il leader del nazionalismo moderato irlandese, parlamentare e non violento, appoggiato dalle gerarchie della Chiesa cattolica. La campagna di agitazione sostenuta dalla sua Catholic Association ottenne nel 1829 la cosiddetta 'Emancipazione cattolica' (ovvero la eleggibilità dei cattolici al Parlamento britannico e alle cariche statali). Negli anni Trenta e Quaranta propugnò l'Abrogazione (Repeal) dell'Atto d'Unione tra Gran Bretagna e Irlanda, organizzando una mobilitazione non violenta di massa. Lo scopo dell'agitazione non era l'indipendenza dell'Irlanda (O'Connell era monarchico e decisamente avverso al nazionalismo repubblicano irlandese), ma il ristabilimento di un Parlamento irlandese autonomo. La proibizione dei raduni di massa da parte del Governo inglese, nel 1843, segnò la sconfitta sostanziale del movimento per l'Abrogazione. O'Connell morì a Genova mentre si recava in pellegrinaggio dal papa, Pio IX.
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6 Charles Stewart Parnell (1846-1891), anglicano, nazionalista costituzionale (ma indipendentista), guidò tra il 1879 e il 1890 il partito parlamentare irlandese che si batteva per l'autogoverno (Home Rule) dell'isola, primo passo verso l'indipendenza. Egli riuscì a fare alleare intorno alla richiesta di autogoverno per l'Irlanda il nazionalismo moderato e costituzionale, sostenuto dalla Chiesa cattolica, e il nazionalismo indipendentista repubblicano dei Feniani della Fratellanza Repubblicana Irlandese, guidando nella cosiddetta 'Guerra per la Terra' (Land War) il movimento di massa per l'abolizione dei latifondi dei Landlords inglesi in Irlanda, e coniugando nell'agitazione mezzi legali e mezzi illegali. Sotto la sua guida il partito irlandese, che usava nel Parlamento britannico la tattica dell'ostruzionismo, riuscì a divenire l'ago della bilancia tra i due partiti britannici, il conservatore e il liberale. Ma nel 1886 il progetto di Home Rule presentato dal Governo liberale di Gladstone venne sconfitto in Parlamento per la scissione degli Unionisti dal partito liberale.
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7 L'avvocato dublinese Edward Henry Carson (1854-1935), anglicano, celebre per avere fatto condannare lo scrittore Oscar Wilde per omosessualità, divenne nel 1910 leader del Partito Unionista Irlandese. In questa veste Carson guidò l'opposizione illegale degli Unionisti irlandesi alla legge per l'autogoverno dell'Irlanda proposta nel 1911 dal Governo liberale di Asquith, organizzando nell'Ulster la 'Forza Volontaria dell'Ulster' (UVF), milizia armata unionista con cui si minacciava la rivolta contro il Governo, e l'altrettanto illegale 'Governo Provvisorio dell'Ulster'. Edward Carson è ancora oggi il simbolo dell'Unionismo irlandese, essendo stato il vero architetto della Partizione dell'Irlanda del 1921 e della provincia britannica dell'Irlanda del Nord. Fu egli infatti a decidere che, non potendosi mantenere l'intera Irlanda entro il Regno Unito, conveniva agli Unionisti accontentarsi delle 6 Contee del Nord-Est, massima area territoriale in cui essi potessero contare su una maggioranza precostituita. Vedi al proposito Carlo GIANUZZI, "L'Ulster dice No": breve storia dell'Unionismo irlandese, Ferrara, Annali dell'Università di Ferrara, 1998.
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8 Il devoto cattolico David O'Connell fu un donnaiolo da giovane; ma non risulta affatto che praticasse ogni genere di 'devianza sessuale', che è quindi farina del sacco di Paisley. Si notino, anche in ciò che egli dice rispetto al Governo di Blair, i temi di fanatico puritanesimo sessuale cari al fondamentalismo protestante di Paisley, il quale nel 1982 cercò invano di opporsi alla estensione all'Irlanda del Nord della depenalizzazione dell'omosessualità, decisa dal Parlamento britannico, con una campagna di agitazione che aveva come slogan: "Save Ulster from Sodomy!" (='Salvate l'Ulster dalla sodomia!').
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9 Henry Cooke (1788-1868), medico, predicatore fondamentalista presbiteriano e leader politico unionista, può essere davvero considerato l'antenato spirituale di Ian Paisley. Dopo aver guidato negli anni Venti del secolo scorso la reazione conservatrice contro i presbiteriani liberali, che riuscì a fare espellere dalla chiesa, mobilitò con raduni di massa la popolazione protestante dell'Ulster contro O'Connell e la 'Emancipazione cattolica'. Negli anni Trenta e Quaranta sviluppò una mobilitazione ancora più massiccia in difesa dell'Atto d'Unione di Gran Bretagna e Irlanda minacciato dalla campagna abrogazionista di O'Connell, riuscendo a sanare in chiave politica reazionaria, nel nome del fanatismo religioso contro i cattolici, l'antica ostilità tra la Chiesa d'Irlanda anglicana e i presbiteriani. Così nel 1834 egli ottenne che l'Ordine d'Orange, che fino ad allora ammetteva i soli anglicani, aprisse le porte anche ai presbiteriani e a tutti i protestanti che si impegnassero a difendere l'Unione contro il nazionalismo irlandese; e festeggiò l'evento nel comizio orangista di Hillsborough dello stesso anno, affermandovi solennemente: "Io annuncio un matrimonio sacro tra le due chiese divise". Si veda al proposito pag. 26 di Carlo GIANUZZI, 'L'Ulster dice No': breve storia dell'Unionismo irlandese, Ferrara, Annali dell'Università di Ferrara, 1998.
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10 Gerry Adams e Martin McGuinness sono rispettivamente Presidente e Vice-Presidente del Sinn Féin, il partito politico del Movimento Repubblicano Irlandese.
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11 Il Reverendo Paisley non è attendibilissimo nelle sue ricostruzioni storiche: infatti il moderato e monarchico Daniel O'Connell, ben lungi dal 'gloriarsi della rivoluzione', fu sempre uno strenuo oppositore dei rivoluzionari di ogni genere, e in particolare di quelli repubblicani irlandesi, attaccando prima, da giovane, gli Irlandesi Uniti, e da vecchio i membri della Giovane Irlanda.
Più interessante il poco che il Reverendo dice di Parnell, a suo dire un traditore e un 'voltagabbana' solo perché, protestante di religione, era anche un nazionalista irlandese. Questo illustra la concezione del mondo non solo di Paisley, che la esprime apertamente, ma della maggioranza degli altri Unionisti, concezione fondata sulla divisione secondo l'appartenenza confessionale, sulla discriminazione e sul fanatismo religiosi. Secondo essi tutti gli Irlandesi di religione cattolica (che chiamano coi nomi spregiativi di Taigs e di Fenian bastards) dovrebbero essere, in quanto cattolici, considerati sovversivi e nemici della Corona britannica, mentre tutti gli Irlandesi di religione protestante dovrebbero, in quanto protestanti, sostenere il dominio britannico in Irlanda. Inutile ricordare che, al contrario, il nazionalismo repubblicano irlandese, democratico e laico, fondato alla fine del XVIII secolo proprio da Irlandesi protestanti, ha sempre voluto unire tutti gli abitanti dell'isola nella lotta contro il dominio inglese e per l'indipendenza, al di là di ogni artificiale divisione basata sull'appartenenza confessionale.
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traduzione a cura di irlanda notizie