LA REAZIONE DEI REPUBBLICANI 'TRADIZIONALISTI' DEL REPUBLICAN SINN FÉIN (R.S.F.) ALLA MESSA FUORI USO DELLE ARMI DA PARTE DELL'I.R.A.
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Forniamo qui la traduzione delle tre dichiarazioni pubbliche 'a caldo' con cui il Presidente del Republican Sinn Féin (RSF), Ruairí Ó Brádaigh, ha accolto la notizia della messa fuori uso delle armi da parte dell'Esercito Repubblicano Irlandese (I.R.A.), anche per fare comprendere i rischi che il Movimento Repubblicano Irlandese ha affrontato con questo atto. La svolta compiuta con l'inizio del Decommissioning è di grande entità, specialmente sul piano simbolico, segnando una rottura con la tradizione, e non è stata accolta con unanime approvazione da tutti i repubblicani irlandesi. Tra gli oppositori, il 'tradizionalista' Republican Sinn Féin, nato per scissione dal Sinn Féin nel 1986. Al congresso del partito di quell'anno la maggioranza accettò la svolta pragmatica dell'attuale dirigenza di Gerry Adams: da quel momento i candidati del partito eletti al parlamento di Dublino avrebbero accettato di entrarvi, riconoscendone implicitamente la legittimità. La decisione comportava una rottura con la tradizione repubblicana: dal 1922, quando ci furono lo scontro sul Trattato con l'Inghilterra e la Guerra Civile, i Repubblicani avevano rifiutato di riconoscere la legittimità delle istituzioni dello Stato irlandese di 26 contee, presentandosi alle elezioni solo con un programma 'astensionista' (gli eletti rifiutavano cioè di accettare i propri seggi nel parlamento di Dublino, Leinster House). |
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La minoranza del Sinn Féin che ancora nel 1986 si opponeva al riconoscimento delle istituzioni del Sud, guidata dall'ex-Presidente del partito (1970-1983), il veterano Ruairí Ó Brádaigh, formò allora il Republican Sinn Féin Poblachtach (RSF). Al nuovo partito si affiancò un Esercito Repubblicano 'tradizionalista', il Continuity Army Council - Irish Republican Army (C.I.R.A., 'Consiglio Supremo di Continuità -Esercito Repubblicano Irlandese'), la cui esistenza venne però resa pubblica solo dieci anni dopo, nel 1996; unico gruppo armato repubblicano che non ha mai proclamato il cessate il fuoco, le sue azioni nelle Sei contee sono però rimaste fino ad ora di bassissima intensità, e non hanno prodotto alcun morto. Il Republican Sinn Féin, che considera il processo di pace in corso come una svendita degli ideali repubblicani irlandesi, insiste sulla necessità di una dichiarazione preliminare di ritiro dall'Irlanda da parte degli Inglesi come condizione per la risoluzione del conflitto. Il RSF mantiene il programma federalista "Éire Nua", abbandonato dal Movimento Repubblicano Provisional nel 1983, che prevede un'Irlanda federale fondata su parlamenti delle quattro regioni storiche (Ulster, Connacht, Munster e Leinster), con ulteriore devoluzione dei poteri alle comunità locali di grado inferiore in base al principio di sussidiarietà. Organo di stampa del movimento è il mensile "Saoirse - Irish Freedom". |
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23 Ottobre 2001
Il tradimento da parte dei Provos è il peggiore mai avvenuto - senza
precedenti nella storia irlandese. Nel corso dei decenni altri, come il Cumann na nGaedheal/Fine Gael1, il Fianna Fáil e il Workers' Party, hanno di certo tradito i
principii repubblicani e hanno accettato il dominio inglese in Irlanda, ma
nessuno di essi si era mai abbassato fino al punto di distruggere delle armi che
erano state loro date al fine di ottenere l'indipendenza nazionale irlandese.
Naturalmente c'è un prezzo da pagare all'Establishment britannico per tutto
ciò, includendo in questo la pubblicità massiccia e fino alla nausea data oggi
al fatto dai mezzi di informazione. Il prezzo sarà unirsi agli Inglesi per
reprimere i Repubblicani rimasti fedeli, che continuano a lottare per gli ideali
imperituri del Repubblicanesimo irlandese.
24 Ottobre 2001
L'atto di distruggere le armi da parte del Movimento Provisional, che ci si aspettava da lungo
tempo, non cambia in alcun modo la situazione fondamentale delle Sei Contee.
Naturalmente esso aiuta a rendere più solido il dominio inglese in Irlanda,
riducendo il potenziale per la resistenza alle forze di occupazione britanniche.
La questione di fondo, che il Governo inglese controlla parte dell'Irlanda,
rimane, e la storia irlandese ci insegna che fintanto che questo stato di cose
continua ci sarà sempre resistenza contro di esso.
Inoltre ci sono coloro che hanno preso parte alla lotta nel corso dei decenni e
che oggi non sono politicamente schierati [con noi o con i Provos], ma che
sostengono che i Provos non hanno il diritto di distruggere quelle armi. Essi
asseriscono con fermezza che le armi erano state date ai Provisionals per
ottenere l'indipendenza nazionale irlandese, e che dal momento che ora i Provos
sostengono attivamente il dominio britannico, tale armamento non appartiene più
a loro.
Già questa mattina un membro della nuova "autorità di polizia"
coloniale ha richiesto pubblicamente che i Provos vengano ammessi nelle fila
della RUC, cui è stato soltanto dato un nuovo
nome [Police Service of Northern Ireland, NdT].
Questo conferma quanto i Repubblicani hanno sempre sostenuto. I Provos
compiranno l'intera parabola, e si uniranno alle forze britanniche cui una volta
si opponevano. A quel punto il loro compito sarà reprimere i loro vecchi
compagni che continuano la lotta, come fecero i Broy Harriers2 nelle 26 Contee.
L'atto di ieri è davvero una resa umiliante alla pressione degli Inglesi e
degli Unionisti. Come ogni altra mossa politica da parte dei Provos a partire
dal 1986, esso è stato determinato dalla inevitabilità insita nel gradualismo.
In futuro, col progredire della controrivoluzione e mano a mano che i Provos
vengono pienamente assorbiti nel sistema del dominio britannico in Irlanda, ci
possiamo aspettare ulteriori mosse della medesima natura in relazione agli
aspetti politici e militari della situazione.
La comprensione e la solidarietà del Republican Sinn Féin vanno alle famiglie
che hanno subìto sacrifici così grandi dal 1969 solo per vedere i Provos
accettare meno di quanto veniva offerto dall'Accordo
di Sunningdale di 30 anni fa.
2 Novembre 2001
La presente (Venerdì 2 Novembre) crisi nel palazzo di
Stormont3 sottolinea ancora
una volta il fatto che gli Accordi di tre anni e mezzo
fa non possono funzionare, perché hanno promesso, agli Unionisti da una parte e
ai nazionalisti dall'altra, obbiettivi finali del tutto incompatibili. Il
dominio britannico e l'indipendenza nazionale irlandese non si possono
conciliare, e alla fine o l'uno, o l'altra dovrà necessariamente soccombere.
Nel tentativo di governare uno staterello artificiale in una parte dell'Irlanda
sottoposta al dominio inglese si è aggiunta artificio ad artificio, con la
redesignazione a 'Unionista'4
della Womens' Coalition. C'è poi
la prospettiva di ulteriori trucchetti, con la possibilità che anche alcuni
membri dell'Alliance Party a Stormont
si ridefiniscano anch'essi 'Unionisti'5,
mentre invece la verità nuda e cruda è che la maggioranza di quelli che sono
stati eletti a quell'assemblea quali Unionisti non vogliono far funzionare gli
Accordi.
La vera strada per il futuro è una naturale condivisione del potere secondo le
maggioranza sul piano locale, in un Ulster di nove contee entro una Irlanda
federale di quattro regioni6,
invece di questo consociativismo forzato e innaturale entro i parametri in
continuo mutamento di Accordi che non possono funzionare.
Attraverso quante altre crisi ricorrenti dovremo passare, per imparare questa
semplice lezione: che in Irlanda l'artificio, e il dominio britannico, non
potranno mai funzionare?
NOTE:
1. Il
Cumann na nGaedheal (Lega dei Gaeli) è il nome mantenuto dal 1922 al 1933 dal
partito dei vincitori della Guerra Civile, i sostenitori del Trattato con la
Gran Bretagna del Dicembre 1921, guidati all'inizio da Michael Collins e Arthur
Griffith; nel 1933 il partito, unitosi alle Camicie Azzurre fasciste di Eoin
O'Duffy e al gruppo parlamentare National Centre Party, prese il nome di Fine
Gael (Famiglia dei Gaeli), che mantiene tuttora. Come qualcuno ha fatto notare,
il paragone fatto qui da Ruairí Ó Brádaigh non è però appropriato. Infatti
è verissimo che nel 1922 Michael Collins e la sua fazione non distrussero
alcuna delle proprie armi: ma, al contrario, essi ricevettero ingentissimi
quantitativi di armi dagli Inglesi, al fine di distruggere nella Guerra Civile i
propri compatrioti che si opponevano al Trattato, alla Partizione del paese, e
alla fondazione dello Stato Libero che distruggeva la Repubblica irlandese
proclamata nel 1916 e riconfermata nel 1919.
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2.
Broy Harriers. Nell'Agosto 1933, allo scopo di contrastare la minaccia golpista
delle Camicie Azzurre (Blueshirts) del generale O'Duffy, che si ritenevano
sostenute da settori della polizia e dell'esercito dello Stato Libero, il nuovo
Governo di De Valera dovette fare appello all'I.R.A. per reclutare nel giro di
una notte alcune centinaia di 'poliziotti supplementari' dalle file della
Brigata dello I.R.A. di Dublino. Negli anni successivi la nuova squadra politica
della polizia, costituita dai nuovi membri così reclutati, represse le Camicie
Azzurre consolidando il Governo De Valera; ma dal 1935 essi intrapresero la
repressione (particolarmente feroce durante la Seconda Guerra Mondiale) dei loro
vecchi compagni repubblicani. Comandati dal colonnello Ned Broy, venne dato loro
il nomignolo di 'Broy Harriers', dal nome di una particolare muta di cani da
caccia (come era avvenuto al tempo della guerra anglo-irlandese del 1919-1921 ai
'poliziotti supplementari' della polizia britannica in Irlanda, reclutati tra i
soldati smobilitati in Inghilterra, che vennero chiamati 'Black and Tans' dal
nome di un'altra celebre muta di cani da caccia). Vedi il nostro documento Breve storia dell'Irlanda 3.
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3.
L'Assemblea dell'Irlanda del Nord creata dagli Accordi di Belfast del 1998 si
riunisce a Belfast nel palazzo di Stormont, già sede del Governo e del
Parlamento autonomi unionisti delle Sei Contee fino al 1972. I Repubblicani
'tradizionalisti' (e gli Unionisti di David Trimble) si riferiscono ad essa come
'Stormont' per sottolinearne la continuità collo Stato unionista (1922-1972),
secondo le loro particolari interpretazioni.
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4. Si
tratta della clausola degli Accordi di Belfast che prevede che ogni Membro
dell'Assemblea dell'Irlanda del Nord dichiari la propria 'designazione'
(Unionista, Nazionalista o 'Altro'), per via del meccanismo di voto che può
richiedere la maggioranza dei voti in ciascuna delle due designazioni principali
(Unionista e Nazionalista: vedi il nostro documento sugli Accordi
di Belfast). Per salvare il processo di pace i due Membri dell'Assemblea
della Womens' Coalition (Coalizione delle Donne), con designazione 'Altro', si
erano ridesignate come 'Unioniste': ma il 2 Novembre 2001 ciò non è stato
sufficiente ad assicurare la rielezione di Trimble a Primo Ministro.
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5. La
previsione di Ruairí Ó Brádaigh si è in effetti rivelata giusta; il 6
Novembre 2001 tre Membri dell'Assemblea dello Alliance Party (APNI, i cui eletti
erano designati come 'Altri') si sono ridesignati 'Unionisti', fornendo a
Trimble (rieletto finalmente Primo Ministro dell'Irlanda del Nord) la richiesta
maggioranza dei voti unionisti nell'Assemblea, e salvando in extremis gli
Accordi di Belfast.
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6.
Riferimento al programma federalista "Éire Nua" del Republican Sinn
Féin.
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