di Silvio Cerulli
West Belfast 31 ottobre 2001|
Il contesto |
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Ma il leader unionista ed ex-premier del nord David Trimble aveva rifiutato l'offerta insistendo per una consegna delle armi davanti a media e tv per immortalare l'atto della resa repubblicana. Sin dal cessate il fuoco del 1994 gli unionisti hanno usato la questione delle armi per prevenire qualunque cambiamento e grazie al sostegno del governo inglese ci sono in gran parte riusciti, escludendo il Sinn Féin da negoziati prima e dalle istituzioni governative poi, bloccando i punti dell'Accordo di Pace del '98 (il Good Friday Agreement, GFA) che non riescono a digerire e dimettendosi dal parlamento locale sempre per lo stesso motivo: perché l'IRA non ha consegnato le armi alle condizioni dettate da Trimble, non dagli accordi. |
David Trimble |
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Il GFA non impone né precondizioni né scadenze;
tutto quello che riguarda il disarmo dei "gruppi paramilitari"
è racchiuso in poche righe, a pagina 20, le quali recitano testualmente
che tutti i partiti s'impegnano ad usare tutta la loro influenza per
convincere i gruppi paramilitari al disarmo. |
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La grande attesa |
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Gerry Adams |
Adams non avrebbe fatto un simile annuncio se non fosse stato certo di una risposta positiva e così la grande attesa comincia. Dopo l'annuncio, quando il leader repubblicano è ormai sulla Falls Road un vecchietto si rivolge garbatamente ad Adams: "Gerry, you have just sold us out", lo saluta e richiude il finestrino dell'auto. Nel suo discorso Adams aveva ammesso che "questa decisione porterà profondo dolore nelle case di molti repubblicani" ed aveva lanciato un forte appello all'unità: "questo è il momento di restare uniti, di affrontare questo passaggio importante con coraggio". |
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Finito il discorso, lungo la Falls Road battuta da un tiepido autunno, il primo pensiero torna al luglio del '97 quando Adams e McGuinness annunciarono di aver chiesto all'IRA la rientrata in vigore del cessate il fuoco (interrotto nel febbraio del '96 con il camion-bomba di Canary Wharf, a Londra). In quel caso passarono 24 ore e i due leader del Sinn Féin, in questo stesso Conway Mill, annunciarono la nuova tregua. L'annuncio di Adams è delle stesse proporzioni: qualcosa di impensabile sta per succedere. |
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E succede davvero |
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Meno di tre ore dopo il comunicato di P.O'Neill, lo pseudonimo usato per firmare i comunicati dell'IRA, il generale canadese De Chastelain capo della Commissione sul Disarmo, consegna il suo attesissimo rapporto ai governi di Londra e Dublino. De Chastelain sostiene di "aver messo completamente fuori uso un sostanziale quantitativo di armi, munizioni ed esplosivi" e la descrizione coincide con quella dei due ispettori internazionali; dunque potrebbe trattarsi dei due arsenali già compromessi. Dalle minute raccolte dagli unionisti durante il meeting con il generale, sappiamo ora che i depositi non sono stati sigillati con un tappo di cemento e che una sostanza chimica potrebbe averli neutralizzati. |
Il gen. de Chastelain |
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Il rapporto di De Chastelain viene accolto con sollievo da Londra, Dublino e Washington ma ora spetta agli unionisti; il loro leader si dice soddisfatto ma prende tempo e già detta che "questo dev'essere solo l'inizio del disarmo"; Trimble è costretto dagli eventi a revocare le dimissioni dei suoi ministri e questo, almeno per qualche giorno, basta per scongiurare il rischio di un'altra sospensione (sarebbe stata la quarta in 18 mesi) imposta unilateralmente e in aperta violazione di un trattato internazionale (il GFA) stipulato con un'altra nazione sovrana (l'Eire). Venerdì prossimo Trimble affronta una problematica rielezione per la quale sarà necessaria la maggioranza dei voti unionisti; la destra del suo partito si prepara a votare a fianco del DUP del reverendo Paisley contro la rielezione. E da questo punto di vista, come era ampiamente prevedibile, l'inizio del disarmo dell'IRA non ha trasformato la situazione. |
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Il tremendo significato del gesto |
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Una bambina della scuola Holy Cross di Ardoyne |
Un gesto reso ancor più significativo e rischioso alla luce dei continui attacchi lealisti contro la popolazione nazionalista in aree dove questa è più vulnerabile: nelle contee di Antrim e Armagh e, soprattutto, nella North Belfast dove gli scontri si protraggono ormai da giugno e dove bambine di una scuola elementare vi devono arrivare passando ogni giorno attraverso lealisti che lanciano insulti, pietre, bottiglie, sacchi di urine ed escrementi e in due casi, granate. Una situazione, quella della Holy Cross di Ardoyne, che ricorda a tutti quanto possa essere difficile trasformare l'occupazione britannica attraverso un processo democratico. |
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L'avvio del disarmo ovviamente non significa che tutti i problemi si siano dissipati nella tramontana di Belfast; da solo, senza una degna risposta di Blair e Trimble, non rimuove le condizioni d'ingiustizia che avevano costretto i repubblicani alla resistenza armata, non tampona le falle del peace process e non avvicina la pace; il nord Irlanda rimane uno stato lacerato da una profonda divisione settaria e fin quando cattolici e protestanti saranno così lontani una pace stabile e duratura sarà difficile da raggiungere. |
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Repubblicani confusi |
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Dal Republican Sinn Féin -considerato il braccio politico di Continuity IRA (C.IRA)- sottolineano come "nessun altro movimento repubblicano si era piegato in questo modo ai brits. Ma la resistenza armata continuerà perché, qualunque paese la Gran Bretagna abbia occupato, questa è risultata l'unica via percorribile per sbarazzarsene". All'indomani del disarmo sia C.IRA che Real IRA (R.IRA) hanno promesso di intensificare le loro campagne; il primo gruppo si è già reso responsabile del sequestro di un bus abbandonato davanti una caserma inglese a West Belfast con 5 kg di esplosivo a bordo, il secondo dell'omicidio di un ex-prigioniero lealista nella città di Strabane1. |
Un arsenale |
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Tuttavia sia C.IRA che R.IRA sono stati decapitati con l'arresto di figure-chiave e pesantemente infiltrati dalle security forces su entrambi i versanti del confine. Non v'è dubbio che la loro attuale "debolezza" sia stato un altro fattore decisivo nella decisione dell'IRA, contenendo così ai minimi termini il rischio di ulteriori defezioni. A meno che neanche stavolta Londra mantenga i patti: in tal caso però non ci sarebbe bisogno di rischiare l'arresto per unirsi ai dissidenti perché a quel punto sarebbe la stessa IRA a dover rivedere la sua posizione. |
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Una risposta generosa? |
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Blair aveva promesso una risposta "generosa ed
immaginativa" al gesto dell'IRA ma per ora la generosità inglese
ha lasciato a dir poco perplessi: sul fronte politico (la stabilità
delle istituzioni prescritte dagli Accordi), Reid e Trimble stanno già
alzando nuove barricate e l'ombra di una nuova sospensione continuerà a
galleggiare su Stormont anche se il leader unionista sarà rieletto. Per
i repubblicani l'Equality Agenda è ben più importante delle
istituzioni perché garantirebbe diritti fondamentali ma i diplomatici
di Hillsborough (residenza dei consoli inglesi in Irlanda) sembra si
rifiutino di stilare una legislazione che affronterebbe finalmente la
disoccupazione, la discriminazione, la carenza di case e servizi di
nazionalisti che risulterebbero così incamminati verso la parità di
diritti su cui si fonda il GFA. Se possibile la generosità inglese ha
lasciato ancor più a desiderare sul capitolo del sistema giudiziario:
l'apposita commissione aveva raccomandato una drammatica revisione e
l'abolizione delle Diplock Courts (i tribunali speciali senza giuria) ma
Westminster ha dichiarato che "tali raccomandazioni sono al di
fuori dei compiti dellla commissione". Nessun passo avanti neanche
per quanto riguarda i diritti umani: a maggio Blair si era impegnato
"a facilitare" inchieste pubbliche e indipendenti
sull'assassinio di due avvocati nazionalisti, Pat Finucane e Rosemary
Nelson, due dei più famosi e controversi casi di collusione tra
security forces inglesi e squadroni della morte lealisti, ma del suo
impegno sembra essersi smarrita ogni traccia; sempre nel contesto del
compromesso di maggio Londra ha fornito i nomi di alcuni ufficiali del
British Army sospettati di aver aiutato i lealisti nella strage di
Dublino e Monaghan del 1974, in cui 33 persone persero la vita. Quei
nominativi però, erano già di dominio pubblico e difficilmente
aiuteranno a svelare i retroscena di un attentato in cui ufficiali
inglesi fornirono gli esplosivi mentre quelli della RUCc guidarono i
killer al bersaglio e insabbiarono ogni tentativo d'inchiesta. |
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Una "watchtower" |
Nessun ritiro delle truppe, nessuna azione immediata nelle contee di Tyrone o Fermanagh e nelle città di Belfast e Derry; Reid ha annunciato solo la chiusura della base di Magherafelt (in territorio unionista nella contea di Derry), della torretta di una base (che resta al suo posto) e due watchtowers in South Armagh (e anche in questo caso le torrette fanno parte di un fortino che resterà operativo). La ragnatela che si posa su questo tratto di confine e composta da 5 basi, 14 fortini e altre 32 watchtowers lungo poche miglia di frontiera, non è stata minimamente intaccata e in South Armagh nessuno crede che questo sia solo l'inizio della demilitarizzazione: "sarebbe la prima volta che mantengono un impegno preso. Come si fa a creder loro? |
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Si tratta solo un esercizio di propaganda" sostiene la portavoce dei residenti nazionalisti; "in realtà la presenza inglese qui è un incitamento alla guerra". Non si dovrebbe dimenticare infatti che i militaristi inglesi resisteranno a qualunque tentativo di barattare il disarmo di un gruppo che Londra ritiene "terroristico" con il ritiro di un esercito "legale"; sarebbe ammettere che le armi inglesi sono illegali ed equivalgono a quelle dell'IRA, conferirebbe ai repubblicani quel riconoscimento politico che Londra ha sempre negato loro. E non ultimo esporrebbe le forze armate britanniche all'umiliazione di un'imbarazzante ritirata. |
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Unionisti e lealisti |
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Un'ultima annotazione riguarda i paramilitari lealisti chiamati ora a rispondere al gesto repubblicano: un'ipotesi questa già esclusa dallo UVF (Ulster Volunteer Force) il quale esige dall'IRA "la dichiarazione che la guerra sia finita e la promessa che nessun gruppo armato attaccherà la comunità protestante". In quanto all'Ulster Freedom Fighters (UFF), responsabile degli attacchi di North Belfast, esso è troppo occupato ad usare le armi ogni giorno. Armi lealiste che rimangono tuttavia una materia insidiosa e imbarazzante per il governo inglese dal momento che il loro arsenale è quasi interamente composto da potenti armi sudafricane sbarcate in Irlanda nei primi anni '90 grazie all'assistenza dei servizi britannici. |
Paramilitari del UFF |
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| 1.
Sembra che questo omicidio sia da attribuirsi al INLA piuttosto che al
RIRA, secondo le indagini effettuate dalla polizia. Questa notizia è
successiva alla stesura dell'articolo.(NdR). torna all'articolo |
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