Glassdrummond, South Armagh

di Silvio Cerulli

10 novembre 2001

La zona del South Armagh

Non solo i militaristi britannici nostalgici di un impero che si è ormai dissolto ma anche accordi segreti, delicati rapporti tra superpotenze e spionaggio internazionale. Potrebbe trattarsi di un'altra spiegazione per il rifiuto inglese, malgrado il disarmo dell'IRA e la promessa di una "risposta generosa", di onorare gli Accordi di Pace in materia di demilitarizzazione e che a lungo termine potrebbe rivelarsi fatale.

Un posto di osservazione a Glassdrummond

Equivale al marchio dell'occupazione britannica, a una barriera per prevenire la pace: è il confine tra le ventisei contee della Repubblica d'Irlanda e le sei del nord imposto da Londra esattamente 80 anni orsono. Allora fu l'impaziente compromesso di un impero costretto alla ritirata, oggi è l'ultimo sussurro di un aggressore che rifiuta di andarsene. Si chiama South Armagh ed è la regione che forse più di ogni altra simboleggia l'ingiustizia di questo confine artificiale ma soprattutto, il South Armagh è una delle vere chiavi dell'intero processo di pace. O del suo fallimento.

Meno di trenta miglia di frontiera, da una parte 23 mila abitanti a maggioranza nazionalista, dall'altra 5 basi del British Army, 14 fortini sulla vetta delle montagne, 33 watchtowers, un eliporto a Bessbrook con oltre 450 voli al giorno e uno schieramento di forze speciali da girone infernale: Royal Marines, paracadutisti, teste di cuoio del SAS, servizi di sicurezza, squadre speciali di esercito e RUC, per un totale di oltre 4 mila effettivi. La prima fortificazione fu costruita da sir Norris nel lontano 1601, l'ultima da Tony Blair nel gennaio scorso; entrambe, sia le rovine soffocate nel muschio di Moyry Castle che la nuova watchtower costruita sette anni dopo la fine della guerra, si ergono come un monumento al fallimento inglese in Irlanda. Dal 1994 il British Army ha sfruttato la tregua dell'IRA per ammodernare le proprie postazioni lungo il confine utilizzando l'area come palestra-laboratorio e la gente che vi abita come cavie umane; alla faccia di tutti gli accordi sulla demilitarizzazione oggi qui vi sono più installazioni militari di quante non ve ne fossero sette anni fa.

In quattro diverse occasioni, con la firma del Good Friday Agreement, nel 1999, nel maggio 2000 e lo scorso ottobre in seguito alla messa fuori uso di alcuni arsenali da parte dell'IRA, Blair ha promesso l'avvio di un processo di "normalizzazione e demilitarizzazione" del South Armagh e di altre aree nazionaliste.

Un paracadutista inglese mentre pattuglia un paese del South Armagh

I repubblicani si sono sbarazzati di armi ed esplosivi perché ritengono di essere in grado di poter raggiungere i loro obiettivi politicamente ma è ormai chiaro che il discorso è diverso per il governo di Londra: due giorni dopo lo storico annuncio dell'IRA il segretario di stato inglese ha annunciato la chiusura della base di Magherafelt (nella parte della contea di Derry a maggioranza unionista) e la chiusura di una torretta della base di Newtownhamilton (ma la base resta operativa) e di due watchtowers in South Armagh, anch'esse parte di postazioni che rimangono al loro posto. Tutto qui. Niente riduzione delle truppe britanniche, attualmente 14 mila circa (esclusi i servizi di sicurezza), nessuno smantellamento di installazioni militari nei quartieri repubblicani di Belfast o della contea di Tyrone.

Ma quando una guerra lascia il passo ad una soluzione politica i due eserciti abbandonano il campo di battaglia; gli inglesi vogliono che l'IRA si ritiri ma allo stesso tempo vogliono mantenere l'occupazione militare, in particolare qui in South Armagh: chiudere tre torrette "è solo un esercizio di propaganda, di disinformazione, per far credere al mondo che gli inglesi stiano finalmente affrontando la questione della demilitarizzazione, la quale è una trave portante dell'Accordo di pace", hanno commentato dal South Armagh Farmers & Residents Committee che si batte per il totale smantellamento dell'industria della guerra inglese nella regione.

Nonostante disarmo ed accordi la repressione militare nella regione continuerà: continui checkpoints, maltrattamenti della popolazione, violente aggressioni in particolare dal battaglione di paracadutisti di stanza in South Armagh, non sembrano destinati a terminare. I bambini di una scuola elementare nel villaggio di Forkhill, la Oliver Plunkett Primary, continueranno a subire altre umiliazioni dai soldati che attraversano le loro aule per rientrare "coperti" nella base adiacente la scuola: gli abitanti del paesino di Jonesborough resteranno ancora esposti alle radiazioni del bombardamento di onde, raggi, emanate dalle apparecchiature di controllo montate sul fortino che sovrasta il centro abitato; le famiglie che abitano nella piazza di Crossmaglen potranno ancora gioire degli elicotteri che atterrano nel loro back-garden: gli allevatori, alla prossima catastrofe inglese esportata in Irlanda (prima la mucca pazza, poi l'afta epizootica, senza dimenticare Sellafield a pochi chilometri in linea d'aria da qui) dovranno ancora difendersi dalla malvagità dei brits che volontariamente trasportano le infezioni (sotto gli scarponi) di fattoria in fattoria.

Amputato dal suo retroterra naturale dalla Partition (l'atto di divisione del 1921), escluso dalle mappe per il suo forte connotato repubblicano perché ritenuto un territorio ostile dove la gente sta sempre pianificando il prossimo attacco contro la presenza inglese, depredato da una povertà neanche intaccata dal processo di pace, il South Armagh non ha potuto godere dei seppur relativi vantaggi che gli Accordi hanno portato per esempio a Belfast o Derry.

Bambini che giocano sotto le fortificazioni di Jonesborough

Una situazione forse riassunta dalla vicenda di un allevatore locale, Henry McElroy, un caso che oscilla tra crudeltà e paradosso: "I miei ovili? Sono completamente deserti. Le pecore impazzivano, si suicidavano contro i recinti, molte si ferivano e dovevano essere abbattute. Abbiamo presentato una denuncia formale ma il British Army ha risposto che possono atterrare dove vogliono". I brits infatti usano la terra di Henry per sbarcare uomini e materiale per la vicina watchtower ma vi sono stati casi in cui i piloti hanno inseguito le greggi di proposito. "Ma le greggi non hanno credo politico e così ci siamo rivolti alla Ulster Society for the Prevention of Cruelty to Animals (USPCA) e dopo due anni di udienze il Northern Ireland Office (il governo inglese in Nord Irlanda) è stato condannato a pagare risarcimenti per le attività degli elicotteri, denaro che verrà preso ai contribuenti, i quali allo stesso tempo devono pagare per mantenere le fortezze. Gli inglesi adorano far vedere quanto tengono agli animali, vi sono spesso programmi tv come Animal Hospital e raccolta di fondi per cani o gatti abbandonati, allo stesso tempo pagano di tasca loro per mantenere in volo gli elicotteri che decimano greggi e mandrie. Noi non vogliamo risarcimenti ma una vita normale, senza queste mostruosità", aggiunge Henry rivolgendo lo sguardo alla torretta. Da oltre trent'anni ed ancora oggi -sette anni dopo la tregua dell'IRA- il British Army "è costretto" ad usare il cielo per qualunque spostamento, persino per portar via la spazzatura dalle basi.

Un Chinook fotografato mentre effettua un rifornimento ad una base inglese nel South Armagh

Henry ha vissuto in prima persona la normalizzazione promessa da Blair: "Invece che ritirarsi il British Army ha approfittato della tregua dell'IRA per estendere e rafforzare le sue postazioni ed erigerne di nuove; se vogliono provocare la fine della tregua o creare dissidenti, gli inglesi sono sulla strada giusta in questa regione. La realtà è che Londra non ha ancora cominciato ad affrontare il nodo della demilitarizzazione. Né qui né altrove". I fatti sembrano dar ragione ad Henry McElroy. Nel 1999 l'allora segretario di stato Peter Mandelson pubblica il primo piano di disarmo: vengono chiuse un paio di caserme in città unioniste e ritirati 500 soldati.

In aree repubblicane, dove è concentrata gran parte dell'industria della guerra inglese, vengono smantellati un paio di fortini del valico di frontiera di Aughnacloy, contea di Tyrone; per la chiusura di Fort Jericho, la base inglese che dominava i rioni di Ballymurphy e Turf Lodge dalla collina che sovrasta West Belfast, vengono invitati media e tv senza mostrar loro l'enorme bunker che gli inglesi stanno costruendo lungo la stessa strada, Springfield Road, mezzo miglio più a valle. In South Armagh è la stessa musica: le telecamere immortalano la chiusura della torretta Borucky (dal nome del soldato inglese che morì spostando una bicicletta-bomba parcheggiata davanti) collegata alla base di Crossmaglen; tale base, detta Fort Alamo e così grande e fortificata da non avere spazio per l'atterraggio di tutti gli elicotteri che infatti usano il campo di football gaelico adiacente, è l'installazione inglese che è stata attaccata più di qualunque altra -persino gli anziani del paese sembrano aver perduto il conto- in 30 anni di Troubles; altra demolizione al checkpoint di Cloghogue dove passando lungo l'autostrada o la ferrovia oggi non si vede più il fortino sui fianchi della collina, la cui chiusura catturò le prime pagine, ma al suo posto si ergono tre watchtowers, delle quali nessuno aveva scritto nulla.

"Il South Armagh è una miniera d'oro per il governo britannico grazie all'industria della guerra, un training ground, e dunque una grande prigione aperta", aggiunge Henry, "dove gli inglesi hanno dovuto subire alcune delle più spettacolari azioni dell'IRA e da dove non se ne andranno senza prima avercela fatta pagare. Gente dell'IRA, allevatori, donne o bambini, per loro non fa differenza alcuna. Contiamo come i nostri animali, possono farci quel che vogliono". In 30 anni di guerra il British Army ha perso oltre 200 uomini in South Armagh, l'IRA appena 13; soltanto un pugno di repubblicani sono stati arrestati sebbene alcuni dei più "famosi" attacchi dei Troubles siano avvenuti lungo questo tratto di confine; quattordici elicotteri danneggiati dalla resistenza, oltre 1400 bombe detonate, con la locale brigata dell'IRA cui i servizi britannici ritengono dal 1986 sia stato affidato il "fronte inglese" e dunque -secondo loro- responsabile delle autobombe londinesi degli ultimi tre lustri.

Come per molti altri allevatori e agricoltori per Henry McElroy sinora il peace process è stato un autentico disastro, "Prima non potevano permettersi un simile livello di attività", ed al danno si è ora aggiunta la beffa quando l' USPCA, evidentemente bacchettata dal ministero della difesa inglese, gli ha scritto una lettera senza mezzi termini: "Quando la lessi la prima volta pensai ad uno scherzo: "Una sofferenza non necessaria potrà anche essere stata causata ma ovviamente il ministero, con considerevole giustificazione, replicherà che le attività degli elicotteri sono necessarie per il rischio di attentati e l'USPCA non desidera lanciare alcun procedimento contro tale ministero. È allo stesso tempo possibile che il signor McElroy divenga perseguibile per avere continuato ad esporre le greggi in un'area dove potrebbero soffrire, anche se non direttamente per causa sua". Ma io come faccio a sapere quando arrivano? Di certo non mi avvisano e non vi è nulla che io possa fare. E vogliono anche incriminarmi per quello che i loro elicotteri fanno ai miei animali."

Ognuna dotata di decine di obiettivi, telecamere, microfoni ed apparecchiature di controllo che sono la causa di un inquinamento magnetico che ha provocato casi di tumori, emorragie cerebrali, interruzione di gravidanze, dovute dalla continua esposizione alle radiazioni, le watchtowers sfigurano le montagne su cui sono annidate e il cielo che le sovrasta; soltanto alcuni fazzoletti di terra restano ancor oggi coperti all'occhio delle telecamere (oltre 2 mila secondo il British Army). Ufficialmente Londra sostiene che basi e fortezze debbano restare in South Armagh per la minaccia posta al peace process dai gruppi armati repubblicani contrari agli Accordi, arroccati lungo le zone di confine.

Telecamere spia

Ma l'unica minaccia al processo di pace qui in South Armagh, dove il 98% della popolazione aveva detto sì al referendum sull'Accordo e dove malgrado i rischi di scissione le unità dell'IRA osservano ancora una rigida tregua, sono proprio le truppe britanniche. Londra afferma di dover scongiurare una nuova strage come quella di Omagh in cui 29 persone morirono per un'autobomba del Real IRA (R.IRA) nell'agosto del '98, ma quell'ordigno fu confezionato appena oltre il confine del South Armagh e trasportato attraverso la ragnatela di basi e fortini senza essere intercettato.

La resistenza che come un tratto somatico si tramanda da prima di Oliver Cromwell, gente di frontiera da secoli, oppressa come poche altre comunità al mondo, la popolazione del South Armagh sperava che il processo di pace avrebbe trasformato la situazione restituendo loro una vita normale. Questa è una terra dove non esiste criminalità, dove cattolici e protestanti seguono la stessa messa, è probabilmente uno degli unici posti delle Sei Contee dove dei protestanti votano per il Sinn Féin e, in questo caso, si battono per la demilitarizzazione inglese del South Armagh. Ma allora se come sostiene Londra le truppe britanniche sono ancora in nord Irlanda per proteggere la popolazione civile, qui in South Armagh chi devono proteggere esattamente? La popolazione locale non ha certo bisogno di essere protetta dall'IRA, ma dagli stessi inglesi.

I militaristi che ancora inseguono la sconfitta militare e politica dell'IRA dunque, appaiono ancora saldamente al timone del peace process irlandese. Qui la gente si chiede ormai se Tony Blair sia uno di loro o ne sia soltanto ostaggio. In realtà il premier inglese ha firmato un accordo e ha ripetuto impegni al ritiro militare dal nord sapendo che non li avrebbe mai onorati. Il problema non sono solo i "securocrati" inglesi o le valli del South Armagh, ma anche gli accordi segreti tra Downing Street e la American National Security Agency sugli sviluppi del sistema di spionaggio Echelon. Da pochi mesi, senza sbandierare l'evento o informare la popolazione, per ragioni geografiche più che economiche il governo di Dublino è infatti entrato a far parte del progetto anglo-americano: dopo il dispiegamento di truppe irlandesi a fianco di truppe Nato a partire dal Medio Oriente ora lo status di neutralità di cui la Repubblica andava fiera e che aveva resistito da prima del secondo conflitto mondiale, appare assai poco credibile.

Una watchtower nel South Armagh

Le conferme sono giunte direttamente dal ministero della difesa britannico il quale ha ammesso che le watchtowers sulla cresta delle montagne in South Armagh sono una parte vitale del sistema: esse consentono a Londra di intercettare tutte le comunicazioni telefoniche, fax o Internet in entrata e in uscita dall'Irlanda. Le torrette d'osservazione permettono agli inglesi una profonda incursione elettronica nella Repubblica d'Irlanda e tre di queste watchtowers, (Faughill Mountain, Glassdrummond e Crosslieve) sono dotate di un sistema di raccolta dati ribattezzato Mannequin che trasmette via satellite le intercettazioni al comando del British Army a Cheltenham, in Inghilterra, accessibile solo al personale dell'intelligence di sua maestà. L'esercito inglese sembrerebbe prepararsi a restare in South Armagh per ancora molto tempo piuttosto che prepararsi al rientro.

Abbattere una torretta da un paio di fortini per Londra è irrilevante, di certo non indebolisce le maglie e i reticolati che strangolano il confine. I motivi per cui Londra sembra dunque prepararsi a disonorare ancora una volta gli accordi -con le inevitabili conseguenze che ciò arrecherebbe- si spingono ben oltre la minaccia delle frange irriducibili dell'IRA: coinvolgono Washington e il futuro inglese nella Nato come nella Comunità Europea e difficilmente potranno essere messi in discussione dal processo di pace. La realtà è che i militaristi inglesi non abbandoneranno facilmente né il loro giocattolo da miliardi di sterline né la palestra-laboratorio del South Armagh. E senza il ritiro britannico il processo di pace potrebbe essere già fallito. Per i repubblicani, che avevano fatto della demilitarizzazione un punto non negoziabile, si tratta di un colpo durissimo da incassare: il confine, di fatto, sta divenendo politicamente inattaccabile.


Per maggiori informazioni sulla militarizzazione del territorio del Nord Irlanda si consiglia il nostro articolo: Le guarnigioni britanniche in Irlanda del Nord

Per altre notizie sul South Armagh è possibile visitare il sito: South Armagh ~ A Community Under Siege da cui sono tratte le foto dell'articolo.


back.gif torna alla pagina precedente

a cura di irlanda notizie - 18 novembre 2001