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AGOSTO 1998 |
Lo sciagurato gesto terroristico della Real Ira nella cittadina di Omagh ha suscitato grande interesse sulle principali testate italiane. Per giorni i quotidiani del nostro paese hanno dedicato ampio spazio ai resoconti e alle cronache del folle gesto, rivisitando in taluni casi i trascorsi del conflitto irlandese. Non sono tuttavia mancate, purtroppo, le consuete approssimazioni.
17 AGOSTO
La morte torna nell'Ulster
Antonio Polito da Omaght
I nuovi ultrà delle bombe a ogni costo contro la pace
Antonio Polito da Omagh
Nel box in cima alla pagina contenente una sintesi dei più gravi fatti di sangue degli ultimi 30 anni in Nord Irlanda è presente una data assolutamente sballata in riferimento al Bloody Sunday: non 4 dicembre 1971, bensì 30 gennaio 1972
Assassini vi prenderemo
da Belfast
Coro di condanne da parte di tutti i leader politici
Questi sono nostri nemici il Sinn Féin vuole la pace
Raffaella Menichini
Intervista a Mitchell McLaughlin presidente di Sinn Féin
Gli irriducibili della guerra
Antonio Polito da Omagh
Viene da chiedersi se Polito abbia le idee chiare riguardo alla situazione della quale così spesso si trova a scrivere. In un primo momento infatti afferma, riferendosi alle marce orangiste, che sono state e sono "la causa della guerra, perché all'origine della discriminazione odiosa che per secoli ha tenuto i cattolici nordirlandesi in uno stato di apartheid". Affermazione indiscutibile e doverosa. Ma è forse la carica emotiva e l'atmosfera post-apocalittica di Omagh che porta in seguito Polito ad affermare, con scarsa lucidità, che "è stato il terrore repubblicano a cominciare la guerra in Ulster". A nostro avviso la storia non si presta in tal senso a interpretazioni: la battaglia di Bogside e i pogrom di Belfast del 1969 non sono stati causati dall'Ira ma viceversa, sono tra le principali cause della rinascita dell'organizzazione armata.
18 AGOSTO
Nord Irlanda, sott'accusa la famiglia del terrore
Alessio Altichieri da Londra
Profilo di Michael McKevitt, compagno della sorella di Bobby Sands e presunto leader della Real Ira, l'organizzazione paramilitare responsabile della strage. Altichieri si pone come giudice inappellabile accusando McKevitt di essere un "bombarolo di professione", attribuendo anche alla medesima attività degli improbabili risvolti lucrativi. A tale scopo si precisa infatti che il compagno della Sands ha una "bella casa a Blackrock" e una
"Bmw".
I profeti dell'orrore
Ettore Mo da Belfast
Breve editoriale di Mo di taglio prettamente nostalgico. Interessante parallelo tra il dominio austriaco in Italia e quello britannico in Irlanda; ciò che semmai si manca di far notare è che i presupposti del primo sono venuti meno da un secolo e mezzo, mentre quelli del secondo resistono tuttora. Assolutamente non condivisibile l'affermazione secondo la quale "le circostanze storiche hanno stabilito che il paese fosse diviso in due". O quantomeno riduttiva: sono stati gli inglesi con la loro politica coloniale a creare i presupposti e ad attuare nella pratica la divisione artificiale del paese, con le conseguenze funeste visibili tuttora. Ovvio che i giudizi sugli attentatori di Omagh non fanno una piega, ma appare assai semplicistico affermare che la maggioranza nell'Ulster (sic!) vuole rimanere col Regno Unito; assolutamente inesatte infine le cifre di cui si parla (un milione di protestanti e cinquecentomila
cattolici.
Nella "terra dei banditi", dove la polizia non entra
Renzo Cianfanelli da Crossmaglen
La pace negata all'Irlanda
Orsola Casagrande da Londra
Ombre nere sull'attentato
Orsola Casagrande da Londra
La "Vera Ira": dopo gli accordi di Mitchell, la scissione dal Sinn Féin
Un processo di pace lungo 5 anni e ormai concluso. Dissensi e rotture tra gli estremisti
Breve excursus sul processo di pace, sostanzialmente corretto. Eccetto un curioso "Good Friday" tradotto frettolosamente con "Venerdì buono".
19 AGOSTO
"Non volevamo uccidere". La Real Ira chiede scusa
Stefano Citati
Carlo visita la "strada della morte"
da Omagh
"Una barbarie che nessuno dimenticherà"
Riflessione di Tony Blair tratta da "Irish News". Blair individua chiaramente fin da subito nella volontà di "sabotare l'accordo stipulato il Venerdì Santo" il movente del folle gesto terroristico.