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openbook.gif    APRILE 1998

L’ACCORDO DEL VENERDÌ SANTO


10 APRILE 1998

La Repubblica

L’Irlanda sull’orlo della pace
Antonio Polito da Belfast

La Pasqua della Storia attesa da trecento anni
Antonio Polito da Belfast
Apprezzabile la variazione sul tema offerta da Polito in questi due pezzi. La guerra civile si trasforma inspiegabilmente nell’“ultima guerra di religione” in Europa.


11 APRILE 1998

La Stampa italiana si è occupata ampiamente degli avvenimenti del 10 aprile 1998 che segnano una potenziale svolta nella situazione nordirlandese. Gli approcci alla vicenda sono però radicalmente diversi. "La Repubblica" punta essenzialmente sulla fine di una assurda guerra tribale, soprattutto con Antonio Polito, ribadendo la sua atavica tendenza a romanzare gli avvenimenti. Per Polito è la Stampa la maggior responsabile della svolta nel Irlanda del Nord("I caschi blu del gran circo mediatico hanno ripetuto l'impresa della Somalia e della Bosnia, spianando le loro telecamere contro i nemici della pace.") che è riuscita a sconfiggere la miopia dei politici locali ("L'ultimatum [...] si è trasformato in un'ordalia irresistibile per un manipolo di politici di provincia"). Immancabile il riferimento alle collusioni tra movimento repubblicano e criminalità organizzata ("Famiglie distrutte , ragazzi attirati alla droga dai teppisti con le armi che spacciano eroina e nazionalismo."). Ricorrente poi negli articoli di "Repubblica" la definizione del conflitto come "Guerra civile". Lettura sbagliata poiché il conflitto è tra la comunità repubblicana e l'esercito britannico, con la comunità lealista che agisce per vendetta e per intimidazione. 
Numerosi errori si riscontrano poi nella ricostruzione storica degli ultimi ottanta anni di storia. Ad esempio:
- "1916, nascono[...] l'Ira e il movimento protestante pro-inglese "Black and Tans""
(Black and Tans è il nome affibbiato dalla popolazione irlandese agli ausiliari semi-irregolari reclutati in Inghilterra dal governo britannico nel corso della guerra anglo-irlandese degli anni 1919-'21 per rimpolpare le fila della polizia regolare RIC decimate dagli scontri con le formazioni dell'IRA) 
- "Vengono create le "no-go areas" contro i cattolici"
(Le "no-go areas" vennero create dai nazionalisti per difendere i loro quartieri, successivamente sorsero anche "no-go areas" lealiste)
- "Nel 1970 viene ucciso il primo soldato inglese: è la prima vittima delle quasi 3500 vittime della guerra civile"
(La prima vittima del conflitto nordirlandese fu Francis McCloskey, 67 anni, cattolico, ucciso dalla polizia nel 1969. Il primo soldato britannico ucciso fu Robert Curtis, il 6 febbraio 1971. Le vittime del conflitto, dal 1969 a oggi, sono state circa 3650) 
- "Nel 1973 cade il governo di Stormont, frutto dell'accordo firmato cinque mesi prima a Sunningdale"
(Il governo di Stormont fu esautorato dal parlamento di Westminster nel 1972. Nel 1974 invece, cadde L'assemblea nordirlandese formata da UUP, SDLP e Alliance, a causa degli scioperi unionisti che bloccarono il paese nel maggio di quell'anno e che bocciarono gli accordi di Sunningdale)

La Repubblica

La forza del futuro
Antonio Polito da Belfast 

Pace in Irlanda l'accordo è Storia
Antonio Polito da Belfast 

La grande gioia di Londra "E' bellissimo" dice la regina
Paolo Filo della Torre da Londra
Filo della Torre ribadisce la tipica visione della stampa italiana per la Gran Bretagna sarebbe semplice spettatrice del conflitto nordirlandese: "anche gli inglesi che non hanno nulla a che fare con l'Irlanda hanno festeggiato"

Il rosso e il bruno di Belfast fratelli-nemici di una sola terra
Raffaella Menichini
Colpisce la curiosità della Menichini nel notare che Gerry Adams non usa il termine "Ulster" bensì "6 contee". L'uso del termine "Ulster" è realmente incorretto poiché essa è una regione comprendente 9 contee, tre delle quali -Donegal, Monaghan e Cavan- appartengono alla Repubblica d'Irlanda

Clinton: "L'inverno è finito""
Arturo Zampaglione da New York

Il Manifesto

La forza del futuro
Antonio Polito da Belfast

Un sospiro di sollievo 
Gerry Adams

Un nuovo inizio per l'isola di smeraldo
Orsola Casagrande

"Non sappiamo com'è la pace" - Intervista a Eoin McNamee

Corriere della Sera

La lezione di Stormont
Franco Venturini
Nell'editoriale del Corriere della Sera Venturini analizza le cause e le responsabilità degli accordi di pace omettendo colpevolmente il ruolo dei partiti nordirlandesi

L'ultima sfida nelle strade dell'odio
Riccardo Orizio

Il passato non sia un'arma. Bisogna parlare con i nemici
Gianni Riotta

Irlanda del Nord, la prima Pasqua di pace
Riccardo Orizio da Belfast

Guerre di religione e povertà, le ferite dell'isola divisa
Matteo Persivale
In questo articolo di Persivale riaffiora la tendenza ad identificare il conflitto nordirlandese come una guerra religiosa. In realtà l'aspetto religioso è sempre stato utilizzato per creare una divisione netta tra le due comunità. Le divisioni derivano da questioni sociali, economiche e di identità nazionale

L'Unità

È caduto un altro muro
Renzo Foa
La definizione di guerra di religione ricorre anche negli articoli dell' "Unità". Nel fondo di Renzo Foa si parla anche di cieco terrorismo nazionalista.. In realtà le statistiche dei 29 anni di conflitto, nella loro crudezza, evidenziano che gli obbiettivi principali dell'IRA sono stati le forze armate e la polizia

Ulster, finalmente è pace
Alfio Bernabei da Londra

Blair: trionfi il coraggio e gli ex nemici si tendano la mano
da Belfast

Trimble: Ora i terroristi devono deporre le armi e accettare la democrazia
da Belfast

La Stampa

Conclusa la missione impossibile 
Aldo Rizzo
"La Stampa" è il quotidiano che coglie maggiormente i nodi della questione nordirlandese. Giusta la sottolineatura del ruolo del governo britannico: "I cattolici dovevano rinunciare, per un futuro prevedibile, al "ritorno" nella madrepatria irlandese, i protestanti dovevano rassegnarsi alla fine di un potere "britannico" , che non era stato privo di aspetti coloniali"; corretta la valutazione dell'apporto dei partiti in causa nell'arrivare agli accordi di pace: "E forse nulla sarebbe accaduto se non fosse stato per la svolta storica del Sinn Fein e dell'IRA, con la loro rinuncia alla politica della lotta armata"; inusuale infine l'attribuzione di responsabilità non marginali alla comunità unionista: "Gli stessi unionisti si sono spaccati: comprensibilmente, dal momento che per loro qualsiasi compromesso significa la rinuncia a privilegi che duravano da secoli. L'uguaglianza per qualcuno è meno uguale che per altri.".
Perfetta l'analisi dei rischi che il DUP (Democratic Unionist Party del reverendo Paisley) e il CAC (Continuity Army Council, curiosamente tradotto Consiglio per la Continuità) rappresentano per la pace futura.
Inspiegabile invece la minimizzazione degli avvenimenti del 1689 che rappresentano la vittoria protestante in Irlanda e la sconfitta definitiva di Giacomo II re di Inghilterra: "I protestanti dell'Ulster sono una strana tribù, con i loro peculiari rituali, le loro marcette che celebrano la vittoria del protestante re Guglielmo III in un'oscura scaramuccia sul fiume Boyne nel 1689.

Il miracolo di Pasqua: la pace
Fabio Galvano da Londra

La lunga notte di Clinton 
da Washington

Il capolavoro di Blair 
Fabio Galvano da Londra

Ma già nasce un nuovo muro 
Francois Sergent (Liberation) da Belfast

Gli estremisti non sono battuti 
Robert Fox da Londra

Il Sole 24 ore

L'Ulster firma la pace del coraggio 
Marco Niada da Londra
Nonostante l'analisi del processo di pace renda giustizia a tutte le parti in causa sottolineandone il ruolo determinante, e nonostante il Sole 24 ore sia un giornale molto attento agli aspetti economici, non manca il riferimento al conflitto nordirlandese come guerra di religione

Il Giornale

Dopo 30 anni pace nell'Ulster
Belfast

Vittoria dell'UE e di Tony Blair
Alberto Pasolini Zanelli

Un odio lungo più di tre secoli
Tony Damascelli
Questo articolo del noto giornalista calcistico Tony Damascelli è talmente pieno di approssimazioni e vere e proprie falsità da costituire una vera pietra miliare della "disinformazione" che la stampa italiana è consueta fornire riguardo ai fatti irlandesi. L'odio cui si accenna nel titolo è, secondo Damascelli, "di religione, non di classe". Le date che si citano sono sbagliate dalla prima all'ultima. Gli esempi più gravi: a Lord Mountbatten si tolgono ben 7 anni di vita affermando che l'IRA lo ha ucciso nel 1972 invece che nel 1979. Bobby Sands morì dopo 66 giorni di digiuno e non -come si legge- dopo 56, e i nove militanti compagni dello stesso Sands, più che essere "a rischio" come afferma il disinformato giornalista, scelsero di morire come lui. L'attentato alla Thatcher a Brighton non fu nel 1982, ma due anni dopo. Veramente intollerabile è infine, quanto si dice riguardo la pasionaria cattolica Bernadette Devlin McAliskey la quale, secondo Damascelli, sarebbe stata uccisa da una bomba nel gennaio del 1981. Attualmente, la signora McAliskey non solo è viva e vegeta, ma circa un anno fa è persino venuta in Italia per partecipare a un dibattito sulla situazione del suo paese.


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ultima modifica 27 luglio 1998