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DICEMBRE 2004 |
LEGENDA:
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Mercoledì 1 Dicembre 2004
NONOSTANTE LE AFFERMAZIONI SUL DISARMO DELLO I.R.A. FATTE DAL LEADER DEL D.U.P. PAISLEY, CONTINUANO LE TRATTATIVE.
Il Governo britannico e quello irlandese restano fiduciosi
che si arrivi nei prossimi giorni a un accordo tra il Partito Unionista
Democratico (DUP, il maggiore partito unionista)
e il Sinn Féin (il maggiore partito
nazionalista) che permetta di rimettere in funzione le istituzioni dell’Irlanda
del Nord previste dagli Accordi di Belfast del 1998, nonostante le affermazioni
del leader del DUP Paisley di qualche giorno fa sul disarmo dell’Esercito
Repubblicano Irlandese (IRA)
Provisional, da lui ripetute ieri, considerate estremamente offensive dai
Repubblicani. I contenuti del discorso di Sabato scorso del Reverendo Paisley al
suo partito che avevano suscitato le ire dei Repubblicani sono stati infatti
ribaditi ieri dal leader del DUP a Londra, all’uscita da un incontro con Tony
Blair, riaffermando anche che la messa fuori uso (‘Decommissioning’) delle armi
dello IRA deve essere completa, definitiva e trasparente, e con documentazione
fotografica del fatto che i depositi di armi siano stati davvero distrutti. “È
ora o mai più”, ha detto Paisley rivolgendosi ai Repubblicani, “Dovete disfarvi
del tutto delle vostre armi. Dovete abbandonarle per sempre. Tutti devono essere
convinti che il completamento del vostro disarmo è avvenuto davvero. Ma dovete
indossare abiti di sacco e coprirvi il capo di cenere per quello che avete fatto
negli ultimi decenni, fino a che la memoria dei vostri crimini non si sia
cancellata”. Inoltre Paisley sembra avere reso più perentorie le sue richieste,
dicendo: “Mi aspetto che il Primo Ministro onori il suo impegno riguardo alla
messa fuori uso delle armi. Io voglio vedere le fotografie non il prossimo
Marzo, ma subito dopo che essa è avvenuta”. L’idea dei due Governi riguardo alle
fotografie era infatti che esse fossero consegnate al generale canadese John de
Chastelain, capo della Commissione Indipendente Internazionale sulla Messa fuori
uso delle armi (IICD), e che però, onde smussare la sensazione di ‘resa’ tra i
militanti repubblicani, venissero rese pubbliche solo dopo il ristabilimento
pieno dell’Esecutivo (=Governo) dell’Irlanda del Nord, previsto per Marzo. Di
nuovo Gerry Adams e Martin McGuinness del Sinn Féin hanno reagito duramente,
invocando l’uso di un linguaggio meno offensivo e di “umiltà e generosità”
invece che di “umiliazione”. Sembra inoltre che la dirigenza del Sinn Féin non
sia ancora riuscita a convincere lo IRA a permettere che il completamento della
distruzione delle sue armi venga fotografato. Oggi è stato il turno di Adams di
incontrare Tony Blair; l’incontro è durato un’ora e mezzo, e alla fine Adams ha
letto ai giornalisti una dichiarazione scritta, in cui il Sinn Féin dice che
ormai i Governi conoscono perfettamente e nei dettagli la posizione del partito
indipendentista riguardo alle loro proposte del 17 Novembre, e che un’intesa
sarà possibile solo entro il quadro degli Accordi di
Belfast del 1998. Riguardo al DUP di Paisley, lo si invita a “unirsi alla
sfida collettiva di creare la pace”; ma si aggiunge che “il suo rifiuto di
discutere con noi rende ciò molto, molto difficile, e le sue recenti
affermazioni hanno aumentato questa difficoltà”, concludendo, riguardo al
disarmo dello IRA, che “Un accordo è ancora possibile, ma un compromesso, un
associarsi tra uguali non si può costruire tramite un procedimento di
umiliazione”.
(BBC, RTÉ, UTV).
NEL CASO SI GIUNGA ALL’ACCORDO IN IRLANDA DEL NORD IL GOVERNO IRLANDESE LIBERERÀ I QUATTRO VOLONTARI DELLO I.R.A. CHE UCCISERO IL POLIZIOTTO McCABE NEL 1996, DETENUTI PERALTRO IN VIOLAZIONE DEGLI ACCORDI DI BELFAST DEL 1998.
Suscitando un vespaio di reazioni contrarie oggi il Taoiseach
(=Capo del Governo) irlandese Bertie Ahern ha annunciato al Dáil (=Parlamento)
che i quattro Volontari dell’Esercito Repubblicano Irlandese (IRA)
Provisional in prigione nella Repubblica per l’uccisione di un detective della
polizia irlandese nel 1996 verranno liberati nel caso si giunga all’accordo per
il ristabilimento delle istituzioni dell’Irlanda del Nord. In passato Ahern
aveva più volte escluso la possibilità di un rilascio dei quattro, ma oggi ha
affermato che la liberazione farebbe parte di una soluzione complessiva che
comprenderebbe il disarmo definitivo dello IRA. I quattro Provisional (Kevin
Walsh, Pearse McCauley, Jerry Sheehy e Michael O’Neill, condannati a pene tra
gli undici e i quattordici anni di carcere; un quinto, condannato a una pena
minore, è stato liberato nel 2003) avevano ucciso il detective della
Garda Síochana Jerry McCabe nel corso di una
rapina fallita a un ufficio postale di Adare (Contea di Limerick) compiuta per
finanziare l’organizzazione, nella fase di ripresa delle ostilità dello IRA
(Febbraio 1996-Luglio 1997) per l’arresto imposto al processo di pace dal
governo del conservatore inglese John Major. L’omicidio non era premeditato (per
l’Ordine permanente n. 8, stabilito dallo IRA per le proprie operazioni dal
1948, i suoi Volontari dovevano evitare scontri armati con le forze – esercito e
Garda - dello Stato delle 26 Contee). In prima battuta lo IRA aveva smentito che
la rapina fosse stata tentata su ordine dei propri vertici, poi lo aveva
ammesso. Nonostante che i cinque fossero Volontari dello IRA Provisional, e che
l’azione fosse avvenuta nel quadro del conflitto, per contenere l’ira dei Gardaí
e mantenere il loro sostegno il Governo di Bertie Ahern decise di fare
un’eccezione alle regole per il rilascio previste dagli
Accordi del 1998, o meglio di commettere una flagrante violazione degli
stessi Accordi, e che i cinque Provisional scontassero la condanna per intero
(anche se le sentenze sono state comparativamente lievi, e i quattro ancora
detenuti sono nel carcere di minima sicurezza di Castlerea, non in quello di
massima e alta sicurezza di Portlaoise). Ahern oggi ha detto, rispondendo a una
domanda di Enda Kenny, leader del Fine Gael
(FG, il maggior partito di opposizione nella Repubblica), che “Come parte di un
accordo completo, il Governo prenderebbe in considerazione il rilascio
anticipato, e io sosterrei la proposta”, aggiungendo che il rilascio sarebbe
necessario “se ci servisse a ottenere la messa fuori uso delle armi detenute
dalla dirigenza dello IRA e che vengano date particolari istruzioni ai Volontari
dello IRA”. Immediate le reazioni violentemente negative da parte della vedova
del poliziotto ucciso, del sindacato di categoria dei Gardaí (Garda
Representative Association, che ha accusato il Governo di essersi rimangiato la
parola data), e dello stesso Enda Kenny.
(UTV).
ASSOLTO A BELFAST UN REPUBBLICANO IMPUTATO DI APPARTENENZA AL R.I.R.A. E DI AVERE FATTO SALTARE IN ARIA UNA STAZIONE DI POLIZIA NEL 2000.
Al Tribunale speciale antiterrorismo (Crown Court) di Belfast
è stato oggi assolto il ventiseienne Brendan Gerard O’Connor di Pomeroy (Contea
di Derry), imputato di avere fatto saltare in aria la stazione di polizia
(allora chiamata RUC) di Stewartstown il 9
Luglio 2000, di possesso di sostanze esplosive e di appartenenza al ‘Vero’
Esercito Repubblicano Irlandese (RIRA).
Il giudice ha detto che quanto addotto dall’accusa non garantiva oltre
ragionevole dubbio che O’Connor fosse colpevole di essere uno dei membri della
squadra del RIRA che aveva portato l’autobomba sull’obbiettivo (un guanto con
tracce di DNA dell’imputato era stato trovato dalla RUC nei resti bruciati
dell’auto usata dalla squadra per fuggire). La sentenza è stata accolta dagli
applausi del pubblico.
(UTV).
Giovedì 2 Dicembre 2004
RILASCIATO SU CAUZIONE UNO DEI CINQUE MEMBRI DELLA U.D.A.
ACCUSATI DI PREPARARE UNA RAPINA IN BANCA CON SEQUESTRO DI PERSONA.
(Vedi Ultime Notizie del 30 Novembre 2004).
Uno dei cinque membri dell’organizzazione armata lealista
Associazione per la Difesa dell’Ulster (U.D.A.)
imputati Lunedì scorso di tentato sequestro di persona e tentata rapina, il
trentaseienne Alan McClean, è stato oggi rilasciato su cauzione, perché al
giudice ‘non risultava’ che ci fosse il coinvolgimento di una organizzazione
paramilitare. Il portavoce sulle questioni della giustizia del partito
nazionalista irlandese
S.D.L.P., Alban
Maginness, ha dichiarato: “Anche i cani per la strada sanno che c’era il
coinvolgimento dei paramilitari lealisti. Questo mette del tutto in ridicolo il
riconoscimento del cessate il fuoco della UDA da parte del Governo. Il Governo
sta facendo di tutto per evitare di dire che la tentata rapina era una
violazione di quel cessate il fuoco. Il cercare di evitare imbarazzi al Ministro
per l’Irlanda del Nord non riesce a nascondere ciò che i nazionalisti di tutto
il Nord sanno: che la UDA costituisce una minaccia paramilitare ancora molto
attiva. Gerry Kelly, Membro dell’Asssemblea del
Sinn Féin per Belfast Nord, ha rincarato
la dose commentando: “I Repubblicani conoscono fin troppo bene la natura faziosa
e partigiana della magistratura nelle Sei Contee. Molto spesso dirigenti o
membri molto noti della UDA compaiono in tribunale e vengono automaticamente
rilasciati su cauzione, e se condannati ricevono sentenze minime. Fate il
confronto con i repubblicani e i nazionalisti. Ci sono innumerevoli casi di
persone che hanno passato anni in carcere in attesa di giudizio, senza nessuna
possibilità di rilascio su cauzione. Non c’è paragone tra la severità delle
condanne inflitte ai repubblicani e di quelle di qualsiasi altro gruppo. Che
questo ben noto lealista oggi sia rilasciato su cauzione serve a far ricordare
alla gente comune quanto lavoro ancora dobbiamo fare per trasformare il sistema
attuale in un sistema di cui i nazionalisti e i repubblicani possano fidarsi”.
(UTV).
Venerdì 3 Dicembre 2004
QUATTRO (EX) GIOVANI DI DERRY CHE FURONO INGIUSTAMENTE COSTRETTI A VENTI ANNI DI LATITANZA FANNO CAUSA ALLO STATO BRITANNICO PER ESSERE RISARCITI.
Quattro uomini di Derry che furono costretti a passare venti
anni delle loro vite in latitanza hanno annunciato che faranno causa per danni
alla polizia nordirlandese con il sostegno del
Pat Finucane Centre.
I quattro, Gerry McGowan, Michael Toner, Gerard Kelly e Stephen Crumlish, nel
Marzo 1979 vennero accusati dell’uccisione di un soldato britannico avvenuta il
mese prima. Essi vennero costretti a firmare confessioni false, che
rappresentarono l’unica prova contro di loro. Rilasciati su cauzione, i quattro
si diedero alla latitanza, passando i vent’anni successivi fuori dall’Irlanda
del Nord, pur continuando ad affermare la propria innocenza. Solo nel Dicembre
1998 i quattro vennero assolti da tutte le imputazioni, ma non ricevettero scuse
per i maltrattamenti subiti per mano della Régia Polizia dell’Ulster (RUC,
la polizia unionista ora trasformata in PSNI) e
per l’esilio forzato. Ora intendono fare causa per danni allo Stato britannico
per essere risarciti.
(«The Derry Journal»).
Sabato 4 Dicembre 2004
IL LEADER DEL DEMOCRATIC UNIONIST PARTY (D.U.P.) PAISLEY ACCUSA I REPUBBLICANI DI RITARDARE LA CONCLUSIONE DELL’ACCORDO.
Oggi il leader del DUP, il
maggiore partito unionista, Ian Paisley, dopo avere incontrato il Capo del
Servizio di Polizia dell’Irlanda del Nord (PSNI)
Hugh Orde ha detto che la possibilità di un accordo in Irlanda del Nord che
permetta il ristabilimento delle istituzioni politiche non dipende dal DUP, ma
dal Sinn Féin: “Questo non è un negoziato
che faccio col Sinn Féin. È un ultimatum che pongo al Sinn Féin. Volete
continuare a fare i terroristi o invece intendete abbandonare la via del
terrorismo?”. Riguardo alle proteste del Sinn Féin contro il suo discorso di una
settimana fa, in cui Paisley chiedeva che i Repubblicani si vestissero di tela
di sacco e si coprissero il capo di cenere, il leader del DUP ha detto che nel
caso si giunga a un accordo: “Dovrò ingoiare molte cose, e dovrò in futuro
mordermi spesso le labbra. Ma sono disposto a farlo, a condizione che essi
cessino di essere terroristi”. Più tardi, dopo avere incontrato per più di
un’ora il capo della Commissione Indipendente Internazionale sulla Messa fuori
uso delle armi (IICD), il generale canadese John de Chastelain, Paisley ha detto
che i Repubblicani stanno ritardando la conclusione di un accordo, dal momento
che l’Esercito Repubblicano Irlandese (IRA)
non ha ancora ripreso i contatti con la Commissione riguardo al futuro disarmo:
“Questo processo sta venendo ritardato dal Movimento Repubblicano, ed essi
devono invece riprendere immediatamente i contatti con la IICD, oppure sapremo
che si è trattato soltanto di un inganno da parte del Sinn Féin/ IRA. Oggi essi
non hanno a che fare con David Trimble”. Il leader del DUP ha aggiunto che “Non
ci faremo ingannare e non compreremo nulla a scatola chiusa in una materia che
deciderà la vita delle generazioni presenti e future del popolo dell’Ulster”.
Dal canto suo il Presidente del Sinn Féin, Gerry Adams, dopo avere ribadito che
i Repubblicani non accetteranno di essere umiliati (“Non ci sarà umiliazione. I
giorni dell’umiliazione sono finiti”), ha al contrario invitato il DUP ad
affrettarsi a concludere un accordo: “Credo che la cosa importante sia che Ian
Paisley dica ‘Sì’, ma deve dire ‘Sì’ ora”.
(UTV).
IL SERVIZIO DI POLIZIA DELL’IRLANDA DEL NORD (PSNI) USA IL GAS LACRIMOGENO CS IN UN QUARTIERE NAZIONALISTA DI BELFAST.
Ieri notte verso la una il PSNI
è intervenuto nel quartiere nazionalista di Ardoyne per sedare una rissa che
coinvolgeva circa quaranta persone in Baltic Avenue. La folla, cresciuta fino a
200 persone, ha allora attaccato la polizia con sassi e bottiglie. I poliziotti
hanno risposto col gas lacrimogeno CS in forma di spray, e hanno fermato quattro
uomini e due donne. Una portavoce del Sinn
Féin ha accusato il PSNI di un uso eccessivo della forza, e ha detto che il
partito porterà il caso all’attenzione della Ombudsman per la Polizia Nuala O’Luan.
(BBC).
Domenica 5 Dicembre 2004
SPARI CONTRO UNA STAZIONE DEL SERVIZIO DI POLIZIA DELL’IRLANDA DEL NORD NELLA CONTEA DI FERMANAGH.
Alcuni colpi d’arma da fuoco sono stati diretti alla stazione
del Servizio di Polizia dell’Irlanda del Nord (PSNI)
di Belleek, nella Contea di Fermanagh, senza peraltro causare danni rilevanti o
feriti. Poco dopo una macchina bruciata è stata rinvenuta subito oltre il
confine con la Repubblica irlandese.
(UTV).
LO SCONTRO SULLE FOTOGRAFIE DEL DISARMO DELLO I.R.A. MINACCIA LA POSSIBILITÀ DI CONCLUDERE L’ACCORDO.
Il leader del Partito Unionista Democratico (DUP)
Ian Paisley, che domani incontrerà il Primo Ministro inglese Tony Blair a
Londra, continua a chiedere che ci sia la prova fotografica dell’avvenuto
disarmo dell’Esercito Repubblicano Irlandese (IRA)
Provisional. La questione delle fotografie sembra oggi essere il punto più
critico per la conclusione dell’accordo. I dirigenti del DUP hanno fatto sapere
che senza prove fotografiche della distruzione dell’arsenale dello IRA non ci
sarà nessun accordo: “Non possiamo presentarci all’elettorato unionista senza
avere la prova fotografica del fatto che le armi dello IRA sono state messe
fuori uso. Senza le fotografie non ci sarà nessun accordo”. Nei mesi scorsi
c’erano stati accenni, da parte repubblicana, alla possibilità che il disarmo
dello IRA venga fotografato, ma si è sempre escluso che tali foto, nel caso,
potessero mai essere rese pubbliche. Il Sinn
Féin sostiene che la questione delle fotografie deve restare una materia di
esclusiva competenza dello IRA e della Commissione diretta dal generale canadese
de Chastelain. Il Governo inglese e quello irlandese hanno suggerito che le foto
vengano mostrate a Paisley in privato. La questione non sembra però sia stata
ancora risolta.
(«The Observer» di Londra).
PERICOLO DI UNA FAIDA TRA I GRUPPI ARMATI LEALISTI L.V.F. E U.V.F. DOPO UNA SPARATORIA A BELFAST NORD IL FINE SETTIMANA SCORSO.
Secondo il settimanale unionista «The Sunday Life» (edizione
domenicale un po’ scandalistica del più compassato quotidiano «The Belfast
Telegraph»), che ha molti contatti tra i paramilitari lealisti, a Belfast Nord
sta crescendo la tensione tra i due gruppi armati lealisti Forza Volontaria
dell’Ulster (UVF) e Forza
Volontaria Lealista (LVF),
fino al punto da far temere il possibile riprendere della faida di lunga durata
che ha diviso i due gruppi fin dalla nascita, per scissione, della LVF dalla UVF
nel 1996. Il fine settimana scorso due membri della UVF avrebbero sparato alcuni
colpi di pistola contro una macchina su cui erano alcuni ragazzi vicini alla LVF
(tra cui la figlia di un capo della LVF); ma la UVF ha fatto sapere che si
trattava del seguito di un episodio accaduto la notte prima, in cui un membro
della LVF aveva ferito col calcio di una pistola un simpatizzante della UVF. La
LVF ha richiesto che i due pistoleri della UVF vengano puniti dalla stessa UVF.
La UVF si è sempre rifiutata di trattare con la LVF; l’ultimo episodio
sanguinoso della faida tra le due organizzazioni si era avuto nel Maggio scorso,
quando la UVF aveva ucciso a Castlereagh il capo della LVF per Belfast Est e
Nord Down, Brian Stewart. A Belfast Nord la situazione è resa più volatile dal
fatto che gran parte dei membri attuali della LVF provengono dalla
UDA (il maggiore gruppo
armato lealista), nella quale erano seguaci di Johnny Adair prima che questi
venisse sconfitto.
(«The Sunday Life»).
IMMIGRATO PORTOGHESE ASSALITO A BALLYMENA: SI SOSPETTA SIA UN’AGGRESSIONE XENOFOBA.
Un immigrato portoghese di ventisei anni è stato aggredito in
un albergo di Ballymena (Contea di Antrim) in cui era in corso una festa di
Natale; colpito a testate, ha riportato un taglio al sopracciglio e estese
contusioni, venendo portato in ospedale. Il Servizio di Polizia dell’Irlanda del
Nord (PSNI) sospetta che si tratti di
un’aggressione razzista. Negli ultimi sei mesi si sono registrati in Irlanda del
Nord 312 attentati razzisti o xenofobi ai danni di immigrati.
(UTV).
Lunedì 6 Dicembre 2004
IL LEADER DEL D.U.P. PAISLEY INSISTE: ‘VOGLIO LA PROVA CHE IL DISARMO DELLO I.R.A. SIA AVVENUTO DAVVERO’.
Stasera il leader del Partito Unionista Democratico (DUP),
il reverendo Ian Paisley, ha ribadito che l’Esercito Repubblicano Irlandese (IRA)
deve accettare che vengano pubblicate le foto della messa fuori uso del suo
arsenale, se vuole che si giunga a un accordo per il ristabilimento delle
istituzioni politiche dell’Irlanda del Nord. Deve esserci la prova chiara che lo
IRA ha disarmato, ha detto Paisley, uscendo dall’incontro a Londra col Primo
Ministro inglese Tony Blair: “Se tu pecchi pubblicamente devi pentirti
pubblicamente. Dobbiamo avere la completa messa fuori uso delle armi. Essa deve
venire documentato. Bisogna che ne siano prese fotografie. La gente deve vederle
e sapere che è stato portato a termine”. Riguardo alla ‘umiliazione’ dei
Repubblicani, Paisley ha altresì ripetuto: “Non si tratta di una questione di
umiliazione, ma di una questione di realtà. Se lo IRA/
Sinn Féin è onesto e affronta le proprie
responsabilità deve accettare e l’umiltà, e l’umiliazione”.
(UTV).
LA POLIZIA IRLANDESE ARRESTA TRE REPUBBLICANI DISSIDENTI E SOSTIENE DI AVERE SVENTATO UN ATTENTATO ESPLOSIVO PER IMPEDIRE L’ACCORDO IN IRLANDA DEL NORD.
Ieri sera la Squadra Politica della polizia irlandese, la
Garda Síochana (pronunzia approssimativa
‘gàrda scicóna’), e la unità antiterrorismo della stessa Garda, la Emergency
Response Unit (ERU), hanno arrestato tre sospetti membri del ‘Vero’ Esercito
Repubblicano Irlandese (RIRA),
scissosi dallo IRA Provisional
nel 1997, nel corso di un’operazione preventiva – a quanto hanno detto - per
impedire che i Repubblicani contrari al processo di pace scatenassero una nuova
campagna di attentati per mandare all’aria l’accordo che ci si attende in
Irlanda del Nord. Il primo atto dell’operazione di polizia è stato fermare nella
Contea di Longford una macchina diretta da Dublino al Donegal, con due uomini a
bordo, uno di Dublino e uno del Donegal. Nella macchina c’erano otto timer
adatti a ordigni esplosivi a tempo, e i due sono stati arrestati. Poi vi è stata
una serie di perquisizioni domiciliari a Dublino, nel Donegal e nella Contea di
Westmeath; un terzo uomo è stato arrestato a Dublino nel quartiere di Inchicore.
L’operazione era stata preparata da alcuni giorni. Un dirigente della Squadra
Politica ha detto al giornale anti-repubblicano di Dublino «The Irish
Independent»: “L’aspetto più significativo dell’operazione è che abbiamo mandato
all’aria i piani di un gruppo del RIRA di Derry e del Donegal per una nuova
campagna di attentati con bombe che sarebbe cominciata quasi immediatamente”.
(II, UTV).
AGGRESSIONE A BELFAST NORD CONTRO UN CATTOLICO: 40 PUNTI DI SUTURA.
Un diciottenne cattolico di Belfast Nord è stato aggredito da
tre uomini, colpito con un martello a granchio e accoltellato nella notte tra
Sabato e Domenica, venendo poi ricoverato in ospedale e ricevendo ben quaranta
punti di sutura e una prognosi di un mese. La polizia ha detto di ritenere che
l’aggressione sia stata motivata da odio religioso da parte di lealisti.
(UTV).
Martedì 7 Dicembre 2004
LO I.R.A. INCONTRA IL GENERALE DE CHASTELAIN, CAPO DELLA COMMISSIONE SUL ‘DECOMMISSIONING’, MA SEMBRANO SVANIRE LE SPERANZE CHE DOMANI SI ARRIVI A UN ACCORDO IN IRLANDA DEL NORD.
Oggi l’Esercito Repubblicano Irlandese (I.R.A.)
ha rilasciato un telegrafico comunicato di una sola frase: “La dirigenza dello
IRA conferma che il nostro rappresentante è stato in contatto col generale de
Chastelain capo della Commissione Indipendente Internazionale sulla Messa fuori
uso delle armi (IICD), e che lo ha incontrato”. Lo scontro sul disarmo dello IRA
però rimane: Ian Paisley, leader del DUP, il
maggiore partito unionista, continua a richiedere, come condizione per un
accordo che permetta di ristabilire le istituzioni politiche in Irlanda del
Nord, che il disarmo venga documentato con fotografie; ma anche oggi il
presidente del Sinn Féin Gerry Adams ha
escluso questa possibilità, dicendo che lo IRA era disposto a riprendere il
processo di messa fuori uso delle armi, ma che non avrebbe accettato condizioni
intese a umiliare i Repubblicani: “Riconosco che alcuni Unionisti hanno
preoccupazioni genuine riguardo alla verifica del fatto che le armi siano state
messe fuori uso, ma Ian Paisley a sua volta deve riconoscere che lo IRA, come ho
detto già più volte, non si sottometterà a un processo di umiliazione”. Da
indiscrezioni sembra che le proposte per un accordo dei due Governi, britannico
e irlandese, contengano la richiesta allo IRA di permettere che le fotografie
vengano prese. Per quello il Partito Unionista Democratico (DUP) continua ad
accusare i Repubblicani di cercare di prendere solo le parti dell’accordo
proposto che gradiscono, evitando le altre, come ha oggi ribadito il leader in
seconda del DUP, Peter Robinson: “Questo è un accordo complessivo: o tutto, o
niente. Se il Movimento Repubblicano non è disposto ad accettarlo, penso sia un
peccato. In Irlanda del Nord la gente avrebbe potuto svegliarsi domani
trovandosi in una nuova era, ma i Repubblicani non hanno avuto il coraggio di
farlo”. Domani i due Primi Ministri, inglese e irlandese, arrivano a Belfast per
annunciare i termini dell’accordo, qualora venga raggiunto, e per rendere in
ogni caso pubbliche le proposte dei due Governi su cui esso si basa. Il DUP e il
Sinn Féin dovevano entro le 18,00 di oggi far sapere ai due Governi di essere
disposti all’accordo, ma sembra che ciò non sia avvenuto: a quanto si è saputo
il DUP è restato fermo nella sua richiesta di prove fotografiche del disarmo
dello IRA, e lo IRA dal canto suo le ha rifiutate, ritenendole umilianti. Già
stamattina il Capo del Governo irlandese, Bertie Ahern, si era mostrato
pessimista, dicendo in Parlamento: “C’è ancora una importante difficoltà da
risolvere, e a essere sincero non vedo come possa essere risolta. Se non vi sarà
l’accordo entro le prossime 48 ore, o meno ancora, ci troveremo in una posizione
molto difficile”.
(BBC, «The Guardian» di Londra).
Mercoledì 8 Dicembre 2004
FALLISCE IL PIANO PER UN ACCORDO IN IRLANDA DEL NORD: I CAPI DEL GOVERNO BRITANNICO, TONY BLAIR, E DI QUELLO IRLANDESE, BERTIE AHERN, COME PROMESSO NE PUBBLICANO L’ESATTO CONTENUTO.
È sfumata la possibilità di giungere entro oggi a un accordo
che permettesse di ripristinare le istituzioni politiche dell’Irlanda del Nord,
e i capi dei due Governi, britannico e irlandese, Tony Blair e Bertie Ahern, si
sono comunque recati a Belfast, come promesso, ove hanno reso pubbliche il piano
su cui si basava l’accordo abortito, cioè le
Proposte dei Governi britannico e irlandese per un accordo complessivo
[scaricabile nell’originale inglese]. In apparenza l’intesa è naufragata sulla
questione del disarmo dell’Esercito Repubblicano Irlandese (IRA):
il DUP di Paisley ha continuato a insistere
nella richiesta che la distruzione degli arsenali venisse documentata
fotograficamente, mentre il Sinn Féin ha
continuato a rifiutare l’idea delle fotografie, perché lo IRA non si sarebbe
lasciato umiliare. I Repubblicani temevano che Paisley usasse le fotografie per
umiliare il Sinn Féin e aumentare i voti del suo partito nella prossima campagna
elettorale per il Parlamento di Westminster. In mattinata Ian Paisley aveva
incontrato il capo della Commissione Indipendente Internazionale sulla Messa
fuori uso delle armi (IICD), il generale canadese John de Chastelain. All’uscita
dall’incontro il leader del DUP ha dichiarato: “È del tutto chiaro che lo IRA
non metterà le sue armi fuori servizio. Esso non ha concordato nessun piano per
il disarmo con la IICD. Non solo le fotografie, ma niente altro è stato discusso
o concordato con la IICD, né la presenza di testimoni indipendenti, né
l’inventario di armi ed esplosivi, né tutte le cose che a noi interessano. La
situazione è questa: lo IRA è del tutto deciso a tenersi le sue armi e a
continuare la politica di doppiezza di IRA/ Sinn Féin, il doppio binario di
democrazia e terrorismo”. Jeffrey Donaldson, deputato del DUP, ha aggiunto: “Ora
che abbiamo una possibilità di costruire la pace in Irlanda del Nord, e ci
occorre qualche fotografia, all’improvviso i Repubblicani non vogliono più le
fotografie”. Dal canto suo il Sinn Féin ha negato, per bocca del suo Membro
dell’Assemblea per Belfast Nord Gerry Kelly, di avere mai accettato di discutere
la questione delle fotografie riguardo al disarmo dello IRA: “Questo argomento è
stato sollevato da Ian Paisley e fatto proprio dai due Governi, ma come tutte le
altre cose che riguardano la questione delle armi era di esclusiva competenza
dello IRA e della IICD”. Nel pomeriggio nella Waterfront Hall di Belfast il
Primo Ministro britannico Tony Blair e il Capo del Governo irlandese Bertie
Ahern hanno rese pubbliche le loro proposte per l’accordo che non c’è stato,
insieme alle bozze delle dichiarazioni che sarebbero state fatte dallo IRA,
dalla IICD, dal Sinn Féin e dal DUP in caso di una conclusione favorevole di
questo processo, che prevedeva che il totale disarmo dello IRA avvenisse entro
la fine dell’anno e che le istituzioni venissero ripristinate il prossimo Marzo.
Lo IRA avrebbe in quel caso dichiarato, secondo i due capi di governo, che il
conflitto si era concluso, e che si apriva una nuova era in cui esso avrebbe
abbandonato ogni violenza, dicendo tra l’altro: “A tutti i Volontari dello IRA
sono state date istruzioni specifiche perché non intraprendano alcuna attività
che possa in alcun modo mettere in pericolo il nuovo accordo. Abbiamo anche reso
chiaro che in questo nuovo contesto la dirigenza dello IRA porterà a compimento
il processo di messa fuori uso di tutte le sue armi in modo verificabile e
completo”. Blair e Ahern hanno comunque sottolineato che le bozze delle
dichiarazioni di IRA, SF, DUP e IICD rappresentano ciò che secondo i due Governi
quelle organizzazioni avrebbero dovuto dire nel caso si fosse arrivati a
un’intesa. Secondo le proposte per un accordo dei due Governi, lo IRA avrebbe
permesso che due rappresentanti del clero, uno cattolico e uno protestante, e un
fotografo assistessero al completamento del suo disarmo. In particolare riguardo
alle fotografie le Proposte prevedevano che lo IRA permettesse a un fotografo di
fama internazionale di documentare l’intero processo di disarmo, che queste
fotografie venissero mostrate confidenzialmente ai principali politici unionisti
in Gennaio (quando l’Assemblea dell’Irlanda del Nord sarebbe stata riconvocata,
nel caso si fosse raggiunta l’intesa), e che esse venissero rese pubbliche in
Marzo, lo stesso giorno dello stabilimento dell’Esecutivo consociativo diretto
da DUP e Sinn Féin da parte dell’Assemblea. Il Primo Ministro britannico Tony
Blair ha esonerato lo IRA Provisional da qualsiasi accusa di malafede, negando
implicitamente che esso avesse manifestato di essere d’accordo a che il disarmo
venisse fotografato: “Qui non vi è alcuna ipotesi di malafede. Non diciamo che
le parti siano giunte a un accordo e poi siano venute meno agli impegni presi…
Ciò che abbiamo fatto in questo documento [le Proposte] è stato di chiedere ciò
[che venissero prese fotografie del disarmo] sulla base di quella che pensiamo
sarebbe stata una via ragionevole riguardo alla questione. Crediamo che sarebbe
stato un compromesso ragionevole fare ciò nella maniera che abbiamo descritto,
dire cioè [al DUP] tu prendi le fotografie ma non le pubblichi se non dopo
essere entrato nell’Esecutivo dell’Irlanda del Nord”. “L’accordo sembrava
vicinissimo”, ha continuato Blair, “Credo che ormai questo processo sia
inevitabile, che ormai sia irreversibile. Non credo che il processo possa
tornare indietro, ma so che occorrerà uno sforzo ulteriore per concludere questo
viaggio”. “Un accordo complessivo è un accordo complessivo”, ha detto il
Taoiseach Bertie Ahern, “Significa che tutti gli aspetti vengono accettati da
tutti, altrimenti è un accordo a pezzetti, cioè sulle questioni maggiori non c’è
accordo. Se avessimo seguito un’impostazione simile, non ci sarebbe stato il
progresso che abbiamo visto in questi anni”. Riguardo alle armi dello IRA Ahern
ha detto: “Le forme di trasparenza che vengono indicate nelle proposte dei due
Governi, come ha qui riaffermato il Primo Ministro Blair, non hanno nulla a che
fare con una resa o un’umiliazione. Certezza e chiarezza non sono a senso unico,
ricordiamocene. Esse si applicano allo stesso modo alla politica di condivisione
dei poteri come al processo di messa fuori uso delle armi”. I due Capi di
Governo hanno fatto sapere alla stampa di ritenere che l’accordo sia comunque
ancora possibile nel prossimo futuro.
(BBC, UTV, RTÉ, altri mezzi d’informazione).
CONDANNATI DAL TRIBUNALE SPECIALE DI DUBLINO TRE MEMBRI DEL C.I.R.A. PER POSSESSO DI ESPLOSIVI.
Tre membri dell’Esercito Repubblicano Irlandese della
Continuità (C.I.R.A.)
sono stati condannati oggi dal tribunale speciale antiterrorismo (Special
Criminal Court) di Dublino a pesanti pene carcerarie per possesso di esplosivi e
appartenenza al CIRA. Il quarantenne Joe Fee della Contea di Monaghan è stato
condannato a 10 anni di carcere, e il quarantanovenne Seamus McKenna della
Contea di Louth a 6, per la prima accusa. Il terzo, il venticinquenne Eamonn
Matthews della Contea di Down, ha avuto invece 3 anni e 9 mesi per il secondo
reato. Un quarto uomo, il cinquantunenne Gerard Sweeney della Contea di Louth, è
stato condannato a 3 anni con la condizionale per avere nascosto informazioni
agli inquirenti. I quattro erano stati presi come risultato di un’operazione
della Squadra Politica della Garda Síochana
(la polizia irlandese, pronuncia approssimativa ‘gàrda scicóna’) contro il CIRA,
che aveva portato alla scoperta di una officina per la preparazione di ordigni
esplosivi nella Contea di Louth, vicino alla frontiera, il 13 Giugno scorso.
(II, UTV).
Giovedì 9 Dicembre 2004
TENTATIVI DI SALVARE IN EXTREMIS L’ACCORDO FALLITO: GERRY ADAMS CHIEDE A IAN PAISLEY DI INCONTRARSI FACCIA A FACCIA, E CON UN COMUNICATO LO I.R.A. DICE DI ESSERE DISPOSTO A COMPLETARE IL DISARMO PRIMA DI NATALE, MA A CONDIZIONE CHE L’EVENTO NON VENGA FOTOGRAFATO.
L’accordo per il ristabilimento delle istituzioni politiche
in Irlanda del Nord, fallito ieri, sembra ancora possibile, secondo quanto
indicano le mosse e le dichiarazioni delle parti in gioco. Un comunicato
dell’Esercito Repubblicano Irlandese (IRA)
Provisional, pubblicato oggi dal settimanale del Movimento Repubblicano
Provisional, «An Phoblacht/ Republican News», sembra confermarlo. Lo IRA infatti
si dice disposto a completare entro la fine dell’anno il proprio disarmo di
fronte a due testimoni membri del clero, alla sola condizione che l’evento non
venga fotografato, e accusa il DUP di Ian
Paisley per il fallimento dell’intesa (vedi
il testo integrale). Dal canto suo il presidente del Sinn Féin Provisional,
Gerry Adams, ha sfidato il reverendo Paisley a incontrarsi faccia a faccia per
salvare l’accordo. Come si sa, i rappresentanti del DUP di Paisley hanno
rifiutato di incontrare quelli del Sinn Féin
anche durante le recenti trattative. Adams ha detto: “Faccio appello oggi a Ian
Paisley quale leader dell’unionismo, come leader che rappresenta i suoi
elettori, perché venga e si incontri con me per discutere a fondo di tutte le
questioni. Faccio appello a tutti perché non lascino sfumare questo momento
decisivo nell’intero processo di pace, che alcuni di noi hanno lavorato
moltissimo tempo a costruire”. Riguardo al comunicato dello IRA Adams ha detto:
“Chi può non voler vedere la conclusione del processo di messa fuori uso
completa e verificabile di tutte le armi dello IRA?”, sottolineando poi come la
prospettiva del completo disarmo indicata dallo IRA sia un trauma per molti
Repubblicani. Adams ha aggiunto che le trattative hanno dimostrato che il DUP ha
accettato le fondamenta degli Accordi di Belfast del 1998, organi di governo per
tutta l’Irlanda e condivisione dei poteri compresi, e ha ripetuto che occorre
giungere a un’intesa subito: “Non si può ‘parcheggiare’ l’intesa. Penso che
questo sia il momento giusto, e che se lo perdiamo e cerchiamo di risolvere la
situazione più in là ciò sarà molto, ma molto più difficile”. Dal canto suo Ian
Paisley, leader del DUP, ha ribattuto che non intende trattare Adams e i
dirigenti del Sinn Féin come politici normali fino a che lo IRA non abbia smesso
di rappresentare una minaccia per l’Irlanda del Nord; il rifiuto dello IRA di
lasciare che il pubblico possa vedere il suo disarmo sarebbe “la prova che essi
non possono e non vogliono essere onesti riguardo alla questione della messa
fuori uso delle armi, e che pertanto essi non sono pronti per il processo
democratico, e non sono impegnati alla pace”. I due Governi si sono mostrati
ottimisti, e hanno organizzato nuove trattative tra i partiti per la settimana
prossima. Il Ministro inglese per l’Irlanda del Nord, Paul Murphy, ha riferito
al Parlamento britannico riguardo allo stato dei negoziati, dicendo tra l’altro
che “Le dirigenze del DUP e del Sinn Féin hanno negoziato instancabilmente e in
buona fede. Non ho alcun dubbio che esse vogliano raggiungere una sistemazione
definitiva”, e aggiungendo: “Sono assolutamente convinto che non è molto lontano
il giorno in cui metteremo al suo posto l’ultimo pezzo di questo gioco a
incastro”. Riguardo alla questione delle fotografie del disarmo, Murphy ha detto
che il suo Governo comprende le preoccupazioni di IRA e Sinn Féin riguardo al
possibile uso trionfalistico e propagandistico delle fotografie da parte di
Paisley, ma ha giustificato il fatto che esse fossero incluse nelle Proposte dei
due Governi dicendo “Ma allo stesso modo, a meno che non siamo in grado di
convincere tutta la popolazione dell’Irlanda del Nord che la messa fuori uso
delle armi è davvero avvenuta, l’intesa semplicemente non funzionerebbe”.
(BBC, UTV, RTÉ, «The Guardian» di Londra, tutti gli organi di stampa irlandesi).
EX-SOLDATO BRITANNICO CONDANNATO A SEI ANNI DI CARCERE PER VARI REATI E APPARTENENZA ALLA ULSTER DEFENCE ASSOCIATION (UDA).
Oggi la Corte della Corona (il tribunale speciale
anti-terrorismo) di Belfast ha condannato il trentenne inglese Mark John Piling,
per quattro anni soldato dell’Esercito britannico, trasferitosi dieci anni fa a
Derry, a sei anni di carcere per pianificazione di omicidio, intimidazione,
possesso di armi ed esplosivi e appartenenza alla Associazione per la Difesa
dell’Ulster (U.D.A.). La
sentenza è stata comparativamente lieve perché il tribunale, diretto dal giudice
Deeny, ha ritenuto che il giovane sentisse il bisogno di essere accettato, e che
si fosse avvicinato alla UDA per quello, dapprima fungendo da facciata per il
gruppo armato in un comitato di quartiere, poi, nell’Agosto 2001, entrandone a
far parte. Emettendo la sentenza il giudice Deeny del Tribunale speciale ha
detto tra l’altro a Piling (il quale ha fatto sapere di volersene tornare in
Inghilterra una volta scontata la sua pena): “Sembra che lei si sia fatto
coinvolgere nelle attività della UDA per un desiderio di essere accettato, o di
avere compagnia, per quanto strana la cosa possa apparire a un estraneo. Ma una
volta coinvolto è stato usato da gente più sinistra”. Il giudice ha riconosciuto
che Piling ha avuto solo un ruolo minore e periferico nei reati ascrittigli (tra
questi l’intimidazione di uno spacciatore di droga e di un nonno accusato di
pedofilia): “Lei né è stato il pianificatore di questi crimini, né aveva con sé
armi da fuoco, ma era soltanto un complice”, incaricato di fare sparire le prove
dei reati.
(UTV, II).
Venerdì 10 Dicembre 2004
ACCUSE DI TUTTI CONTRO TUTTI PER L’ACCORDO FALLITO: TRIMBLE DELLO U.U.P. ACCUSA PAISLEY DI AVERE FATTO TROPPE CONCESSIONI AI REPUBBLICANI, E DURKAN DELLO S.D.L.P. ACCUSA IL SINN FÉIN DI AVERE FATTO TROPPE CONCESSIONI AGLI UNIONISTI E AL GOVERNO BRITANNICO.
Come prevedibile, è cominciato il gioco delle accuse
reciproche per il fallimento dell’intesa ieri l’altro, ma accuse in questo caso
lanciate dai partiti minori in campo unionista e in campo nazionalista contro i
due maggiori, il Partito Unionista Democratico (DUP)
di Paisley e il Sinn Féin. David Trimble, leader del Partito Unionista
dell’Ulster (UUP), spodestato
dal DUP come maggiore partito unionista solo un anno fa, ha accusato il leader
del DUP Ian Paisley di avere ceduto ai Repubblicani ancora più terreno di quanto
fosse previsto dagli Accordi di Belfast del 1998 che lo stesso Paisley aveva
giurato di spazzare via. A detta di Trimble le Proposte dei due Governi
dimostrano che riguardo agli organi di governo per tutta l’Irlanda il DUP ha
accettato che essi vengano rafforzati, e che ha accettato la richiesta del
Sinn Féin della devoluzione dei poteri
riguardo a polizia e giustizia dal Governo di Londra all’Esecutivo dell’Irlanda
del Nord. Inoltre ha detto che sotto la sua guida l’Unionismo era riuscito a
strappare allo IRA tre atti di distruzione delle sue armi, mentre sotto quella
di Paisley finora non ne è stata messa fuori uso nessuna. “La trasparenza è meno
importante del fatto che le armi vengano messe fuori uso”, ha detto Trimble; “Il
DUP non ha affatto cambiato gli Accordi del 1998, ma solo alcune procedure, e ha
fatto grandissime concessioni ai Repubblicani”. Sull’altro versante politico, il
leader del Partito Social Democratico e Laburista (SDLP,
il partito nazionalista moderato spodestato elettoralmente dal Sinn Féin negli
ultimi quattro anni), Mark Durkan, ha sfidato il presidente del Sinn Féin Gerry
Adams a un dibattito pubblico sulla difesa dei contenuti degli Accordi del 1998
da parte del SF nelle ultime trattative, sostenendo che i Repubblicani hanno
fatto grosse concessioni all’Unionismo. Tra le accuse del leader del SDLP, il
fatto che il nuovo meccanismo per l’elezione dell’Esecutivo permetterebbe al DUP
un diritto di veto sui nomi dei Ministri nazionalisti e sulle loro decisioni, e
di non avere difeso l’istituzione di un’inchiesta davvero indipendente
sull’assassinio dell’avvocato nazionalista Pat Finucane in cambio della promessa
liberazione degli uccisori del poliziotto della Garda Síochana Jerry McCabe.
“Invece di preoccuparsi di fotografie che avrebbero umiliato lo IRA, il Sinn
Féin avrebbe dovuto preoccuparsi del diritto di veto che verrà usato in
continuazione dal DUP per umiliare i Ministri nazionalisti e la popolazione
nazionalista”, ha detto Durkan, “C’è un solo accordo davvero comprensivo. Esso è
l’Accordo del 1998. È umiliante per il popolo
irlandese, che votò per quell’Accordo, scoprire che il DUP e il Sinn Féin hanno
negoziato un nuovo cosiddetto ‘accordo complessivo’ che diminuisce il suo
diritto all’uguaglianza”. Riguardo allo scambio da lui denunciato (niente vera
inchiesta Finucane / liberazione degli uccisori di McCabe) Durkan ha detto:
“Come risulta chiaro da quanto è stato detto nel Dáil [il Parlamento della
Repubblica], il Sinn Féin ha posto gli interessi di un esercito privato al di
sopra degli interessi del popolo irlandese”. Riferendosi alla questione delle
fotografie del disarmo dello IRA, Durkan ha concluso ribadendo: “È il diritto di
veto sui Ministri nazionalisti il vero problema. È quello che davvero umilierà i
nazionalisti.
(BBC, UTV).
UN DEPUTATO CONSERVATORE INGLESE DECIDE DI PASSARE AL DEMOCRATIC UNIONIST PARTY (DUP) DI PAISLEY.
Per la prima volta in assoluto un deputato inglese ha
abbandonato il suo partito per passare al Partito Unionista Democratico (DUP)
del reverendo Paisley. Si tratta di Andrew Hunter, deputato conservatore al
Parlamento britannico di Westminster per il collegio di Basingstoke, che oggi è
entrato a far parte del gruppo parlamentare del DUP. Hunter è uno dei rari
membri inglesi dell’Ordine d’Orange, ed è uno dei pochi Conservatori che si sono
sempre opposti agli Accordi del 1998 per l’Irlanda del Nord. Così, nei sei mesi
rimasti, a quanto si prevede, a questa legislatura, il gruppo parlamentare del
DUP a Westminster potrà contare su sette deputati invece di sei (i sei eletti in
Irlanda del Nord sono il reverendo Ian Paisley, il suo vice Peter Robinson con
la moglie Iris, Nigel Dodds, Gregory Campbell e Jeffrey Donaldson).
(UTV).
Sabato 11 Dicembre 2004
MICHAEL McDOWELL DEI PROGRESSIVE DEMOCRATS (PDs), MINISTRO DEGLI INTERNI E DELLA GIUSTIZIA DI DUBLINO, ACCUSA LO I.R.A. PER IL FALLITO ACCORDO, E GERRY ADAMS GLI RISPONDE.
Il Ministro degli Interni e della Giustizia del Governo di
Dublino, Michael McDowell del partito di destra liberista Progressive Democrats
(PDs), ha accusato i
Repubblicani per il fallimento dell’intesa in Irlanda del Nord, sostenendo che
l’Esercito Repubblicano Irlandese (IRA)
si sarebbe rifiutato di impegnarsi a cessare le sue attività criminali.
L’antirepubblicano McDowell ha sostenuto che per l’intero Governo irlandese (in
cui i PDs sono il partner minore del Fianna
Fáil) il continuare delle attività criminali dello IRA è inaccettabile; e
che lo IRA avrebbe dovuto accettare le proposte dei due Governi, rinunziando a
ogni attività illegale. Inoltre ha detto che nel caso che tutte le attività
dello IRA cessassero nel quadro di un’intesa nel Nord accetterebbe, pur con
riluttanza, che venissero liberati gli uccisori del poliziotto irlandese Jerry
McCabe (vedi Ultime Notizie dell’1 Dicembre), ma che il
Sinn Féin dovrebbe chiarire se la rapina
in occasione della quale il poliziotto morì nel 1996 era stata autorizzata dalla
dirigenza dello IRA. Dal canto suo il Fine
Gael (FG), l’opposizione di destra, ha accusato il Governo perché tra le
proposte per un’intesa nel Nord veniva accolta una delle richieste del Sinn Féin,
che nel Senato irlandese (organo peraltro con funzioni meramente consultive)
venissero accolti formalmente Senatori in rappresentanza delle Sei Contee, senza
averne prima discusso con i presenti Senatori. Gerry Adams ha risposto al
Ministro McDowell che lo IRA col suo ultimo comunicato ha comunque detto di aver
dato istruzioni a tutti i suoi Volontari perché non siano coinvolti in alcun
genere di attività che possa mettere in pericolo il processo di pace, e ha
accusato McDowell e il suo partito, i PDs (‘Democratici Progressisti’), di
opportunismo politico.
(RTÉ).
Domenica 12 Dicembre 2004
IL CAPO DEL GOVERNO IRLANDESE BERTIE AHERN CONTINUA A SPERARE IN UN’INTESA, E CHIEDE ALLO I.R.A. DI DESISTERE DA TUTTE LE ATTIVITÀ ILLEGALI, MENTRE PAISLEY DEL D.U.P. INSISTE SULLE FOTOGRAFIE.
Oggi il Taoiseach (Capo del Governo) irlandese Bertie Ahern,
parlando alla radio di Stato RTÉ, ha espresso la speranza che l’intesa nel Nord
venga conclusa questa settimana, perché quando l’accordo è sfumato, Martedì
scorso, a suo dire si era a sole 10 ore dalla soluzione. Pur giudicando l’ultimo
comunicato dello IRA “un
segnale molto positivo”, Ahern ha chiesto all’Esercito Repubblicano Irlandese di
desistere da tutte le attività illegali: “Dovremo avere l’assoluta certezza e
chiarezza che non si tratti soltanto delle attività paramilitari. Parliamo di
rapine, di frodi, di contrabbando di alcolici e di carburante, e tutte le altre
attività che sono in corso, tutti sanno di che cosa si tratta”. Dal canto suo il
reverendo Ian Paisley, leader del Partito Unionista Democratico (DUP),
ha insistito che la sua posizione sulla necessità di fotografie che documentino
l’avvenuto disarmo dello IRA è assolutamente irremovibile: “Se non ci fossero
state già tre commedie di presunta messa fuori uso delle armi, non saremmo stati
costretti a essere così decisi su questa materia. Prima di tutto dobbiamo avere
osservatori indipendenti, e quegli osservatori indipendenti devono essere liberi
di fare quello che vogliono, cioè di avere un taccuino per gli appunti, di fare
un loro inventario delle armi, di dire quante armi sono state distrutte, e
quando. Devono essere assolutamente liberi ma, naturalmente, lo IRA non lo ha
mai concesso. Poi devono poter avere delle fotografie, scattate dalla
Commissione, non dallo IRA, su ogni stadio del processo di distruzione di quelle
armi: fotografie delle armi prima che vengano distrutte, fotografie delle armi
mentre vengono distrutte, fotografie delle armi dopo che sono state distrutte”.
Il Reverendo ha anche confermato la sua richiesta che i Repubblicani si umilino
pubblicamente: “Il loro peccato li attanaglia e deve esservi da parte loro un
pentimento pieno e la conversione”. Paisley ha anche risposto negativamente alla
richiesta del presidente del Sinn Féin
Gerry Adams di un incontro faccia a faccia: “Se il signor Adams vuole sentirmi
predicare, sarà il benvenuto. Le porte della chiesa dove predico gli sono
aperte. Può venire ad ascoltarmi quando vuole. Se venisse in questa stanza e mi
dicesse ‘Ian, voglio parlarti del peccato e di come liberarsene, di che cosa sia
il Vangelo’, io sarei disposto a parlare con lui. Ma non sarebbe un colloquio
politico. I negoziati sul futuro governo del paese sono una cosa completamente
diversa”.
(BBC, RTÉ, UTV).
INCENDIO DOLOSO XENOFOBO NELLA CONTEA DI TYRONE CONTRO UNA FAMIGLIA PORTOGHESE: OTTO SALVATI DALLA LORO CASA IN FIAMME.
Nuovo attentato xenofobo in Irlanda del Nord: stamattina poco prima delle 5 a Dungannon, nella Contea di Tyrone, zona in prevalenza nazionalista, un incendio doloso ha devastato una palazzina abitata da famiglie di lavoratori immigranti portoghesi. Alcuni bidoni della spazzatura e le centraline elettriche erano stati incendiati. Otto Portoghesi, tra cui un bambino, sono stati salvati dalla polizia, che ha detto che l’aggressione “ha motivi razzisti”. Il locale Membro dell’Assemblea, Tommy Gallagher del partito nazionalista moderato SDLP, ha condannato l’attentato.(BBC, RTÉ).
Martedì 14 Dicembre 2004
RIGUARDO ALLA QUESTIONE DELLE FOTOGRAFIE DEL DISARMO DELLO I.R.A. IL D.U.P. SI INDIGNA CON IL CAPO DEL GOVERNO IRLANDESE BERTIE AHERN, E GLI CHIEDE SCUSE PUBBLICHE.
Ieri la dirigenza del Sinn
Féin ha incontrato a Dublino il Taoiseach (= Capo del Governo) irlandese
Bertie Ahern, e poi si è trasferita in aereo a Londra, ove ha incontrato il
Primo Ministro britannico Tony Blair. Alla fine dell’incontro con la delegazione
del SF Bertie Ahern ha ammesso che l’idea di fotografare il disarmo dello
IRA era “inattuabile”,
lasciando intendere che il Sinn Féin aveva ragione a sostenere di non averla mai
discussa o approvata. Questa dichiarazione ha scatenato le ire di Ian Paisley,
il leader del DUP, che ieri ha detto che da quel
momento il suo partito si sarebbe rifiutato di incontrare il Governo di Dublino.
In serata lo stesso Bertie Ahern ha telefonato a Ian Paisley, e a detta del DUP
si è scusato col leader unionista. Ma Paisley oggi ha detto che per riprendere
relazioni normali col Governo di Ahern il DUP aspetta di sentire i chiarimenti
che Ahern darà domani davanti al Dáil (il Parlamento di Dublino). Solo dopo che
il Capo del Governo irlandese avrà in sostanza reiterato le sue scuse in quella
sede pubblica il DUP accetterà di incontrare a Belfast, nel pomeriggio, il
Ministro degli Esteri irlandese Dermot Ahern. Ha detto Jeffrey Donaldson,
deputato del DUP al Parlamento britannico: “Aspetteremo di vedere che cosa il
Taoiseach ha da dire, ma in base alle scuse che sono state fatte [nella
telefonata a Paisley] e ai chiarimenti che ci aspettiamo vengano dati domani,
l’incontro potrà tenersi”. Oggi il DUP incontra il Primo Ministro britannico
Tony Blair a Londra, e chiederà che il Governo britannico resti fermo nel
richiedere che il disarmo dello IRA venga fotografato.
(BBC, RTÉ).
Mercoledì 15 Dicembre 2004
IL CAPO DEL GOVERNO IRLANDESE BERTIE AHERN SI SCUSA COL D.U.P., DANDO LORO RAGIONE (E TORTO AL SINN FÉIN); MA PAISLEY TEME CHE LO I.R.A. DISARMI SUBITO DI NASCOSTO PER EVITARE LE FOTOGRAFIE.
Oggi il Taoiseach irlandese Bertie Ahern ha parlato dinanzi
al Dáil (= Parlamento) di Dublino, ripetendo implicitamente le scuse fatte
personalmente per telefono ieri l’altro a Ian Paisley, leader del partito
unionista DUP, per avere detto che la proposta
di fotografare il disarmo dell’Esercito Repubblicano Irlandese (IRA)
era “inattuabile”. Bertie Ahern ha dichiarato che il suo Governo desidera che lo
IRA permetta che vengano scattate le fotografie: quanto contenuto al proposito
nelle Proposte dei due Governi “continua a rappresentare un giudizio equanime e
ragionevole”, e nel contesto di un’intesa complessiva ciò “sarebbe dovuto essere
sufficiente per colmare le distanze riguardo a questa questione estremamente
delicata”. La frase chiave con cui Ahern ha smentito se stesso, dando ragione a
Paisley ma cercando al contempo di non offendere il
Sinn Féin, è stata “Devo chiarire che
abbiamo sempre compreso che la questione delle fotografie sarebbe stata
difficile per lo IRA. Comunque, nel contesto di un ‘pacchetto’ di pace
complessivo, ritenevamo che essi avrebbero preso in considerazione questa
proposta. Devono averlo fatto, naturalmente, dal momento che hanno detto di non
poterla accettare”. Allo stesso tempo, questa volta rimproverando implicitamente
il DUP, Ahern ha sottolineato che una delle principali raccomandazioni del
Rapporto sulla messa fuori uso delle armi (Gennaio 1996) del Senatore americano
George Mitchell, uno degli artefici del processo di pace, era stata l’impedire
la ‘umiliazione’ di qualunque delle parti in causa, o qualunque cosa potesse
venire percepita come una resa: “Per l’umiliazione non vi era alcun posto nelle
Proposte dei due Governi , e non può avere alcuna parte in questo processo”. Con
un gioco sottile di equilibrismo, il Capo del Governo irlandese è tornato a
rimproverare i Repubblicani, dicendo che il comunicato dello IRA della settimana
scorsa, pur confermando che il gruppo armato intende completare il disarmo, non
usava i termini chiari richiesti dai due Governi: “Si richiede chiarezza sul
fatto che l’impegno dello IRA sia davvero diretto alla completa cessazione del
paramilitarismo e di tutte le altre attività illegali. Noi siamo tenuti ad avere
la certezza riguardo a questo punto. Questa intera iniziativa si basa su questa
premessa vitale”. Il Taoiseach ha aggiunto che il suo Governo non intende
accontentarsi di una mezza soluzione, e che avendo accettato rischi politici per
la pace si aspetta che altri facciano lo stesso: “Ho sempre creduto che questa
fase finale sarebbe stata difficile. Ma il fatto che sia difficile e complicata
non significa che dobbiamo evitare di affrontare le questioni ancora aperte”.
Nel pomeriggio Ian Paisley ha incontrato a Belfast il Ministro degli Esteri
irlandese Dermot Ahern e il Ministro inglese per l’Irlanda del Nord Paul Murphy.
Dopo i colloqui il Reverendo ha accusato lo IRA di volere distruggere le sue
armi prima di Natale, completando così il disarmo senza concederne le prove
fotografiche: in quel caso, ha detto il leader del DUP, il suo partito si
rifiuterebbe di giungere a qualunque intesa per il ristabilimento delle
istituzioni in Irlanda del Nord. Paisley ha detto che al DUP non interessa che
tale disarmo venga confermato dalla Commissione Indipendente Internazionale
sulla Messa fuori uso delle armi (IICD) presieduta dal generale canadese John de
Chastelain, come previsto dagli Accordi di Belfast del 1998: o le fotografie, o
niente. Il sospetto di Paisley è stato smentito dal Ministro inglese per
l’Irlanda del Nord Paul Murphy, che ha detto di non saperne niente, e dal Sinn
Féin, che per bocca di Mitchel McLaughlin ha detto che quanto detto dal leader
del DUP “ha a che fare con Alice nel Paese delle Meraviglie”, e che è
paradossale, assurdo e ridicolo che Paisley dia “un ultimatum allo IRA perché
non completi finalmente il suo disarmo”.
(UTV, BBC, RTÉ).
I TRE REPUBBLICANI ARRESTATI IN COLOMBIA NEL 2001 CONDANNATI IN APPELLO A 17 ANNI DI PRIGIONE: IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRLANDESE DERMOT AHERN SI DICE ‘SORPRESO’ DAL VERDETTO, GERRY ADAMS DEL SINN FÉIN ‘INDIGNATO’.
Il giudizio di appello sui tre Repubblicani arrestati in
Colombia nell’Agosto 2001, assolti in primo grado dall’accusa di avere
addestrato alla fabbricazione di ordigni esplosivi i guerriglieri delle Fuerzas
Armadas Revolucionarias de Colombia (FARC, esercito comunista di guerriglia che
combatte da quaranta anni lo Stato colombiano), ha clamorosamente ribaltato,
oggi, la sentenza di primo grado, che lo scorso Aprile li aveva visti assolti
dall’accusa più grave, e condannati a pochi anni di carcere solo per uso di
documenti d’identificazione falsi. Ora i tre Repubblicani (Niall Connolly,
trentottenne di Dublino; Martin McCauley, quarantunenne di Lurgan, Contea di
Armagh; e James Monaghan, cinquantottenne della Contea di Donegal) sono stati
condannati invece a 17 anni di prigione da un tribunale colombiano; l’accusa
aveva presentato ricorso contro l’assoluzione in primo grado. Sono stati emessi
mandati d’arresto per i tre uomini, che dopo tre anni di galera a Bogotà lo
scorso Giugno erano stati liberati su cauzione in attesa del processo d’appello.
Il Ministro degli Esteri irlandese Dermot Ahern, del
Fianna Fáil, si è detto “sorpreso” della
severità della condanna (“La mia prima reazione è di sorpresa e per il
ribaltamento del verdetto, dato che in primo grado erano stati riconosciuti
completamente innocenti, e per la severità della sentenza”), e ha detto che c’è
ancora la possibilità di un altro grado di giudizio presentando un appello alla
Corte Suprema, e che il Governo irlandese deve attendere quindi il completamento
del processo giudiziario prima di agire in loro favore, anche se i suoi
funzionari contatteranno da subito le autorità colombiane. Al contrario Ian
Paisley Junior, del DUP, ha prevedibilmente
detto che la decisione del tribunale colombiano è stata giustissima, e che essa
“è stata un regalo di Natale del sistema giudiziario della Colombia al popolo
dell’Irlanda del Nord; questa decisione non riguarda solo il sistema giudiziario
colombiano, ma ha ramificazioni molto più estese”. Il deputato al Parlamento
britannico dello UUP David
Burnside, contrario agli Accordi del 1998, ha detto a sua volta: “È ora che si
accetti questa prova che la dirigenza repubblicana del
Sinn Féin pone ancora una minaccia
terroristica, è ancora coinvolta in una criminalità estesa a tutta l’Irlanda, e
ha legami con organizzazioni terroristiche internazionali. Non sono degni di
essere nel Governo dell’Irlanda del Nord. È ora che lo si capisca”. Il
presidente del Sinn Féin, Gerry Adams, si è invece detto “indignato” per la
condanna, che rappresenta “un grave errore giudiziario”.
(BBC, RTÉ, UTV).
Venerdì 17 Dicembre 2004
I TRE REPUBBLICANI CONDANNATI IN COLOMBIA SONO RIUSCITI A FUGGIRE PRIMA DEL VERDETTO.
Il procuratore capo della Colombia, Luis Camino Osorio, ha
detto oggi alla stampa internazionale che i tre Repubblicani irlandesi
condannati ieri a 17 anni di carcere per avere addestrato i guerriglieri
colombiani delle FARC sono irreperibili, e che devono avere già lasciato il
paese: “Sappiamo che sono usciti dalla Colombia, ma cercheremo di scoprire in
che paese hanno trovato rifugio per perseguirli anche là”. La magistratura
colombiana ha chiesto l’aiuto dell’Interpol per rintracciare i fuggitivi.
(BBC).
PROCESSO A BELFAST: ‘LO I.R.A. RESPONSABILE DI UN TENTATIVO DI ESTORSIONE’.
Oggi al tribunale di Belfast è stato incriminato per
estorsione e per appartenenza all’Esercito Repubblicano Irlandese (IRA)
“tra Settembre e Ottobre di quest’anno” il cinquantacinquenne Ronan Richard O’Donnell,
di Downpatrick (Contea di Down), imprenditore edile. Opponendosi al rilascio su
cauzione l’accusa ha sostenuto che O’Donnell aveva agito per conto dello IRA nel
cercare di estorcere a un uomo d’affari 300.000 sterline. La vittima del
tentativo di estorsione, che non è stata nominata se non come “Testimone A”, ha
dovuto abbandonare la propria casa ed è ora sottoposta con la famiglia a un
programma di protezione per via delle minacce di morte ricevute. O’Donnell
avrebbe accusato la vittima di furto, e pochi giorni dopo gli avrebbe ordinato
per conto dello IRA di consegnare le 300.000 sterline, pena la morte. Avrebbe
poi ridotto la sua richiesta a 100.000 sterline; il ‘pizzo’ gli era stato
consegnato, ma in banconote contrassegnate, e il Servizio di Polizia (PSNI)
aveva arrestato O’Donnell subito dopo il pagamento. La difesa ha detto che il
suo assistito nega le accuse e che le prove video e audio portate dall’accusa
non contengono niente che provi che il reato sia stato commesso per conto dello
IRA. Il giudice ha comunque negato il rilascio su cauzione a O’Donnell.
(UTV).
Domenica 19 Dicembre 2004
UN VOLONTARIO DELLO I.R.A. LATITANTE AVREBBE ORGANIZZATO LA FUGA DEI TRE REPUBBLICANI DALLA COLOMBIA; SE TROVATI IN IRLANDA, NON VERREBBERO COMUNQUE ESTRADATI.
Le Squadre Politiche della Garda Síochana
(la polizia irlandese) e del PSNI (Servizio di
Polizia dell’Irlanda del Nord) concorderebbero nel ritenere, secondo quanto
scrive Henry McDonald, il corrispondente da Belfast de «The Guardian» e «The
Observer» di Londra, che un Volontario dello IRA Provisional, latitante dal 1996
per l’uccisione del poliziotto irlandese Jerry McCabe, avrebbe organizzato la
fuga dalla Colombia dei tre Repubblicani irlandesi condannati Giovedì scorso a
Bogotà a 17 anni di prigione per avere, secondo l’accusa, addestrato i
guerriglieri delle FARC. Paul Damery, di Cork, la cui moglie è del Venezuela,
insieme a un altro Volontario dello
IRA è ancora latitante perché
ricercato per l’uccisione di McCabe (altri quattro, condannati, sono ancora in
prigione). Oggi i poliziotti del Nord e della Repubblica ritengono che Damery
abbia organizzato la fuga dalla Colombia dei tre Repubblicani, che avrebbero
attraversato il confine col Venezuela (controllato nella sua parte meridionale
dai guerriglieri delle FARC) già alcune settimane prima della sentenza d’appello
che li ha condannati; e ritengono che i tre si trovino a Cuba. La fuga di Niall
Connolly, Martin McCauley e James Monaghan imbarazza le autorità colombiane, dal
momento che risulta che da Giugno, quando i tre erano stati liberati su
cauzione, fino alla sentenza d’appello non si sia cercato di sapere dove essi
fossero; i tre avrebbero dovuto firmare ogni settimana a una stazione di
polizia, ma non lo hanno mai fatto. Il Governo colombiano dice di essere deciso
a trovare i tre e a fare loro scontare la condanna nelle carceri colombiane;
domani l’Interpol emetterà un mandato di cattura internazionale per loro. Se i
tre tornassero in Irlanda molto difficilmente potrebbero essere estradati in
Colombia; infatti la Repubblica irlandese non ha trattati di estradizione con la
Colombia. Oggi il Taoiseach (= Capo del Governo) irlandese Bertie Ahern ha
sottolineato che una richiesta di estradizione da parte della Colombia
incontrerebbe grossi problemi legali, aggiungendo inoltre: “Credo che la gente
ritenga che il giudice del primo grado di giudizio fosse ragionevolmente onesto.
Ma poi va a finire che in appello si beccano 17 anni, così mi sembra che
l’estradizione sia molto difficile”. Dal canto loro gli Unionisti hanno
avvertito che se il Governo di Dublino rifiuterà di estradare i tre le loro
relazioni con esso saranno gravemente compromesse.
(«The Observer» di Londra, UTV).
Lunedì 20 Dicembre 2004
REPUBBLICANO DISSIDENTE CONDANNATO DAL TRIBUNALE SPECIALE DI DUBLINO A TRE ANNI DI CARCERE PER FABBRICAZIONE DI UN ORDIGNO ESPLOSIVO.
Il Tribunale speciale anti-terrorismo di Dublino (Special Criminal Court) ha
oggi condannato a tre anni di carcere (di cui sei mesi con la condizionale) il
trentottenne Gregory Trainor di Armagh, confessatosi colpevole (da cui la
relativa mitezza della sentenza) di avere avuto parte, nel Giugno 2003, nella
fabbricazione di una grossa bomba a Inniskeen, nella Contea di Louth, vicino al
confine. Un raid della Garda Síochana, la
polizia irlandese, in una fattoria aveva portato alla cattura di due uomini che
stavano usando una betoniera per mescolare sostanze esplosive.
(UTV).
CONTINUA LA ‘CAMPAGNA DI NATALE’ DEL R.I.R.A.: TROVATI ALTRI ORDIGNI INCENDIARI IN NEGOZI DELL’IRLANDA DEL NORD.
La ‘campagna di Natale’ del ‘Vero’ Esercito Repubblicano Irlandese (RIRA)
prosegue in Irlanda del Nord. Il gruppo repubblicano contrario al processo di
pace è riuscito a incendiare il magazzino di un grande negozio di abbigliamento
a Lurgan (Contea di Armagh) ieri sera; per domare l’incendio, che ha causato
ingenti danni, ci sono volute otto ore, venti autopompe, e più di cento
pompieri. Stasera alle nove un altro ordigno incendiario – che ha però causato
pochi danni - ha reso necessaria l’evacuazione di un altro grande magazzino nel
quartiere di Waterside, a Derry. Un terzo ordigno aveva arrecato ben 100.000
sterline di danni ieri in un altro negozio, sempre a Derry; per spegnerlo ci
sono volute tre ore, e l’impegno di quaranta pompieri. L’altro ieri, Sabato, un
altro ordigno era stato trovato prima che esplodesse in un negozio di articoli
sportivi di Newry, nella Contea di Down.
(BBC).
RAPINA DEL SECOLO ALLA NORTHERN BANK DI BELFAST, CON SEQUESTRO DI PERSONE: RUBATI (PROBABILMENTE DA MEMBRI DI UN GRUPPO PARAMILITARE) PIÙ DI VENTI MILIONI DI STERLINE.
Oggi il Servizio di Polizia dell’Irlanda del Nord (PSNI)
ha comunicato che ieri sera più di 20 milioni di sterline (più di 30 milioni di
Euro) sono stati rubati in una rapina alla sede centrale della Northern Bank,
nel centro di Belfast. La cifra non è stata ancora determinata esattamente, ma
si sa già che si tratta di quell’ordine di cifre. Per entrare nella banca e
portare via il denaro la banda dei rapinatori, estremamente ben organizzata,
aveva sequestrato le famiglie di due funzionari della Northern Bank fin da
Domenica sera, una a Belfast Ovest e una a Downpatrick, nella Contea di Down. I
due funzionari bancari sono stati costretti, pena la vita dei loro famigliari, a
caricare ieri sera le grosse somme di denaro su un furgoncino rubato. Uno dei
vice-capi del PSNI, Sam Kinkaid, ha detto alla stampa che in questo momento la
polizia non può dire se la banda dei rapinatori faceva parte di un gruppo
paramilitare: “È evidente che si tratta di un grave crimine. Due famiglie hanno
subito un grande trauma causato dalle azioni di questi criminali. È ancora
troppo presto per dire quale particolare organizzazione paramilitare sia
coinvolta. Al momento non abbiamo ancora informazioni sufficienti per dire se la
banda criminale che ha compiuto la rapina sia collegata o meno a un gruppo
paramilitare”.
(UTV).
PREOCCUPAZIONE PER LA ‘CAMPAGNA DI NATALE’ DEL R.I.R.A.: UN ALTRO NEGOZIO DISTRUTTO DA UN ORDIGNO INCENDIARIO.
Il ‘Vero’ Esercito Repubblicano Irlandese (RIRA)
continua con gli attacchi incendiari della sua ‘Campagna di Natale’. Il gruppo
repubblicano avverso al processo di pace è riuscito a distruggere la notte
scorsa, con un ordigno incendiario a tempo, un altro negozio, questa volta a
Newtonabbey (Contea di Antrim), dopo i quattro attentati dello scorso fine
settimana. Il Servizio di Polizia dell’Irlanda del Nord (PSNI)
ha rinnovato il suo appello ai negozianti perché controllino che non vi siano
ordigni incendiari nei loro negozi. Il vice-Capo del PSNI, Peter Sheridan, ha
detto che questa campagna di attentati ha messo vite in pericolo, e che gli
attentatori non hanno nulla da offrire, se non la perdita di posti di lavoro.
Anche il sindacato dei commessi dei negozi ha protestato contro il RIRA, dicendo
che l’unico risultato degli attentati è di far chiudere i negozi, danneggiando i
lavoratori del settore. A Derry (dove sono esplosi due dei quattro ordigni dello
scorso fine settimana) Mitchel McLaughlin, locale Membro dell’Assemblea del
Sinn Féin, ha detto che i Repubblicani
dissidenti dovrebbero “mettere la testa a posto” e desistere immediatamente
dalle loro attività.
(BBC).
Giovedì 23 Dicembre 2004
IL SERVIZIO DI POLIZIA DELL’IRLANDA DEL NORD (P.S.N.I.) SOSPETTA I PROVISIONAL (O LORO EX-MEMBRI) DI AVERE COMPIUTO LA RAPINA GIGANTE A BELFAST: SOLO ESSI NE AVREBBERO AVUTO LA CAPACITÀ. LO I.R.A. NEGA DI ESSERE COINVOLTO.
Il Servizio di Polizia dell’Irlanda del Nord (PSNI)
ha impegnato nelle indagini sulla maxi-rapina di Lunedì scorso alla Northern
Bank di Belfast una squadra composta da 50 detective. Fonti nel PSNI hanno fatto
sapere alla stampa di essere convinti che la banda dei rapinatori era composta
di paramilitari o ex paramilitari, probabilmente dell’Esercito Repubblicano
Irlandese (IRA) Provisional;
solo essi, infatti, avrebbero avuto l’esperienza necessaria per compiere una
rapina così grande e coronata da successo, e i canali adatti per riciclare il
denaro sporco. I rapinatori inoltre dovevano avere un basista nel personale
della banca. Il totale della cifra rubata non è stato ancora stabilito, ma
sembra sia di ben 30 milioni di sterline (40 milioni di Euro). Sam Kinkaid, il
vice-capo del PSNI che dirige le indagini, ha detto alla stampa: “Non si è
trattato di un colpo di fortuna, ma di un crimine organizzato benissimo. Abbiamo
scoperto un autoveicolo bruciato che potrebbe essere il furgone usato per
portare via il denaro. Si è trattato di una delle rapine più audaci e più
meticolosamente preparate di cui io sia a conoscenza. È stata una operazione da
professionisti, condotta da criminali estremamente pericolosi”. Si è inoltre
saputo che la National Australia Bank, che è proprietaria della Northern Bank,
non aveva una polizza di assicurazione contro una rapina così grande, e che non
recupererà quindi la somma rubata. È stato inoltre rivelato che la maggior parte
delle banconote rubate erano banconote nuove (e quindi facilmente
rintracciabili), emesse dalla stessa Northern Bank (una delle tre banche
dell’Irlanda del Nord cui il Ministero del Tesoro britannico concede di emettere
moneta); il loro riciclaggio sarà quindi molto difficile per i rapinatori, a
meno che essi non dispongano di una rete internazionale che consenta loro di
riciclarle rapidamente in luoghi come i Balcani, la Russia o l’America Latina,
tramite banche compiacenti. Un poliziotto ha detto al quotidiano di Edimburgo
«The Scotsman» che se, come si sospetta, la rapina è stata compiuta da
paramilitari, è probabile che il gruppo coinvolto sia lo IRA Provisional: “Nel
corso del conflitto lo IRA Provisional era il più abile nel nascondere e
riciclare il denaro rubato”. La rapina, di cui sono state rivelate tutte le
fasi, è stata organizzata inoltre come una operazione militare attentamente
pianificata, per cui quasi certamente, secondo i detective del PSNI, è stata
opera di una organizzazione paramilitare. L’operazione era cominciata alle 22 di
Domenica sera, quando uomini della banda col volto coperto hanno preso il
controllo delle case di due funzionari di alto grado della Northern Bank, quella
di Kevin McMullan a Loughinisland (Contea di Down) e quella di Chris Ward a
Poleglass (un quartiere nazionalista di Belfast Ovest). Nel caso di McMullan i
rapinatori si sono presentati travestiti da agenti di polizia, e per entrare
nella casa gli hanno detto che un suo parente era morto in un incidente d’auto:
poi gli hanno puntato una pistola alla testa, si sono messi il passamontagna, e
lo hanno legato come un salame, portando via sua moglie Karen dopo averla
incappucciata. Contemporaneamente a Belfast un’altra squadra di rapinatori è
entrata nella casa dei Ward, che stavano guardando la TV. Ward è stato legato e
portato a casa di McMullan da uomini armati e mascherati, mentre altri membri
della banda tenevano prigionieri in casa per tutta la notte i suoi quattro
famigliari, ovvero suo padre, sua madre, suo fratello e la fidanzata del
fratello. In casa di McMullan ai due funzionari bancari è stato ordinato di
andare al lavoro come al solito alla sede centrale della Northern Bank alle 7,30
di Lunedì mattina, di parcheggiare la loro macchina, e di comportarsi
normalmente coi colleghi di ufficio – pena l’uccisione dei loro famigliari.
Anche la famiglia di Ward è stata portata via da casa all’alba dai
sequestratori, come già la moglie di McMullan. Alle 16.30 del pomeriggio, ora di
chiusura, membri della banda sono arrivati alla sede della banca con un furgone
bianco, lo hanno parcheggiato in uno dei parcheggi di servizio della Northern
Bank, e i due funzionari li hanno fatti entrare nel centro di distribuzione del
denaro contante alle filiali e alle macchinette distributrici. Il trasporto dei
pacchi di banconote dal centro di distribuzione (collocato sottoterra) al
furgone è durato quasi quattro ore. Alle 20.30 di sera i rapinatori si sono
allontanati col denaro e con i due funzionari; questi ultimi sono stati
rilasciati in un’altra zona della città alle 22.00, e contemporaneamente sono
stati rilasciati i loro famigliari, che erano stati tenuti tutto il giorno (e
nel caso della moglie di McMullan anche la notte precedente) prigionieri in zone
boscose. Karen McMullan è stata trasportata con la sua stessa macchina, sempre
incappucciata, nel parco forestale di Drumkeeragh quando i suoi sequestratori
sono stati avvisati per telefono che la rapina aveva avuto successo; è stata
abbandonata nel bosco, dove gli uomini della banda le hanno bruciato la vettura
per non lasciare tracce forensi, prima di allontanarsi su un’altra automobile.
La poveretta ha dovuto camminare al buio per un chilometro prima di trovare una
casa illuminata verso le 23.00, ed è stata ricoverata per ipotermia. Anche i
famigliari di Ward hanno dovuto chiedere aiuto agli automobilisti, dopo che i
rapitori verso le 22.00 se n’erano andati. In un altro sviluppo della vicenda,
oggi un noto dirigente dello IRA Provisional ha negato che il gruppo armato
repubblicano sia coinvolto nella rapina, dicendo che è falsa “ogni accusa o
ipotesi di un nostro coinvolgimento”.
(«The Scotsman» di Edimburgo, BBC).
DUE ALTRI ORDIGNI INCENDIARI DEL R.I.R.A. TROVATI IN DUE GRANDI MAGAZZINI DI BALLYMENA (CONTEA DI ANTRIM).
Un altro ordigno incendiario del ‘Vero’ Esercito Repubblicano Irlandese (RIRA)
è stato trovato stamattina in un grande magazzino di abbigliamento di Ballymena,
nella Contea di Antrim; mentre ieri notte un secondo ordigno aveva arrecato
danni a un altro negozio della città. Una pattuglia del
PSNI si era accorta dell’incendio in corso per
via del fumo, e aveva chiamato i pompieri.
(BBC).
Venerdì 24 Dicembre 2004
RAPINA DI BELFAST: PERQUISITE LE CASE E GLI UFFICI DI VARI REPUBBLICANI (TRA CUI UN DIRIGENTE). A BALLYMURPHY LA POPOLAZIONE LI DIFENDE, SCONTRI CON LA POLIZIA (CINQUE AGENTI FERITI).
Nell’ambito delle indagini sulla rapina alla Northern Bank di Lunedì scorso
sono stati perquisiti a Belfast – su mandato dei magistrati - le case e gli
uffici di diversi Repubblicani, tra cui alcuni noti dirigenti dello
IRA Provisional (che ieri
aveva negato di essere responsabile della rapina). Tra le altre quella di Eddie
Copeland, nel quartiere di Ardoyne, Belfast Nord, e quella di John Trainor a
Lenadoon (Belfast Ovest). Nella casa a tre piani del trentaquattrenne Copeland,
che è stata perquisita palmo a palmo per due ore, gli agenti del Servizio di
Polizia dell’Irlanda del Nord (PSNI) hanno
sequestrato indumenti, documenti, dischetti di foto digitali, telefoni cellulari
e 16 paia di scarpe, e hanno aperto 30 regali di Natale. Eddie Copeland, che ha
detto che stava dormendo quando è arrivata la polizia, ha protestato la sua
innocenza con la stampa: “Mi hanno voluto scegliere come obbiettivo perché sanno
che rappresento i Repubblicani nella zona. La cosa è politicamente motivata, e
stanno cercando di far credere che i Repubblicani siano responsabili di questa
rapina. Non avevano nessuna ragione di venire qui, proprio nessuna ragione, e io
non ho nulla da temere. Non ho niente a che fare con la rapina. La polizia può
venire quanto vuole… non che la cosa mi piaccia. Mi hanno portato via tutte le
scarpe, comprese quelle che mi erano state regalate per Natale. Tutto quello che
mi hanno lasciato è solo un paio di pantofole. E hanno anche aperto tutti i
regali di Natale. Li hanno aperti e ci hanno guardato dentro, ma è stata una
grave invasione della mia privacy”. Copeland ha aggiunto che farà fare un
reclamo dal suo avvocato. Durante le perquisizioni, condotte dagli uomini della
polizia scientifica in tuta bianca, agenti del PSNI armati presidiavano
l’esterno delle abitazioni prese di mira; in un caso, nel quartiere di
Ballymurphy, a Belfast Ovest, gruppi di abitanti della zona si sono scontrati
con la polizia che perquisiva la casa di un noto Repubblicano, lanciando pietre
e altri oggetti contro gli agenti e ferendone cinque. Il PSNI ha detto che la
possibilità che membri di un gruppo paramilitare abbiano compiuto la rapina è
“la principale linea d’indagine”, e hanno ristretto il campo dei sospettati a
due bande della criminalità organizzata e a tre gruppi armati politici (tra cui
lo IRA Provisional) che avrebbero la capacità di compiere una simile operazione.
Risulta che i rapinatori siano stati almeno una quindicina; gli ostaggi stanno
venendo interrogati e si cerca di individuare il basista. Ieri era venuto alla
luce che la polizia non aveva intercettato il furgone dei rapinatori per pochi
minuti; degli agenti si erano infatti recati davanti alla banca, dopo che era
stato segnalato un furgone con due uomini che si comportavano in modo sospetto,
ma il furgone era appena andato via. La Northern Bank ha comunicato i numeri di
serie di 150.000 banconote nuove da 10 sterline che sono tra quelle rubate,
perché le banche, i negozianti e i privati le possano individuare; e ha detto
che sta prendendo in considerazione l’idea di sostituire con una nuova emissione
tutte le banconote da essa stessa emesse, per impedire ai rapinatori di
riciclare il denaro. In questo caso si dovrebbero sostituire banconote per circa
300 milioni di sterline.
(UTV, BBC).
Sabato 25 Dicembre 2004
GERRY ADAMS PROTESTA COL GOVERNO BRITANNICO PER LE PERQUISIZIONI DI MEMBRI DEL MOVIMENTO REPUBBLICANO NELLE INDAGINI SULLA RAPINA.
Oggi il leader del Sinn Féin Gerry
Adams ha protestato con il Governo britannico per le perquisizioni delle case
dei Repubblicani nelle indagini sulla rapina di Lunedì scorso. Adams ha detto
che le perquisizioni sono state ideate da “securocrati” che intendono
distruggere il processo di pace, e che la rabbia sta crescendo nella comunità
repubblicana: “Lo scopo di quelli che hanno ordinato queste perquisizioni, e la
maniera pesante e aggressiva con cui sono state condotte, mostrano l’intento
deliberato di destabilizzare ulteriormente la situazione politica”. Riguardo ai
disordini di ieri a Ballymurphy, si hanno nuovi particolari. I cinque agenti
sono stati feriti quando le loro Land Rover – che si dirigevano verso la casa di
un Repubblicano che dovevano perquisire - sono state assalite da una folla di un
centinaio di persone, che hanno lanciato loro addosso pietre, bottiglie e altri
oggetti. Due degli agenti feriti sono stati ricoverati in ospedale; uno di loro
aveva perso i sensi, a quanto ha detto la polizia.
(BBC).
Domenica 26 Dicembre 2004
IL SERVIZIO DI POLIZIA DELL’IRLANDA DEL NORD (P.S.N.I.) È ORMAI CONVINTO CHE LA RAPINA DI BELFAST SIA STATA OPERA DELLO I.R.A. PROVISIONAL.
Secondo quanto riportato da «The Sunday Times» di Londra, organo ufficioso
dei servizi segreti e delle polizie britanniche, il Servizio di Polizia
dell’Irlanda del Nord (PSNI) sarebbe ormai
convinto che la rapina di Lunedì scorso – che ha fruttato ai rapinatori almeno
22 milioni di sterline (€ 31 milioni) sia stata quasi sicuramente opera
dell’Esercito Repubblicano Irlandese (IRA)
Provisional. Un dirigente del PSNI avrebbe detto al giornale che le prove finora
ottenute “sembrerebbe indicare lo IRA come autore. Il colpo è stato ben eseguito
e c’è ben poca gente con quel genere di esperienza e in grado di farla franca.
Non è l’ideale per il processo di pace, ma è troppo presto per dire che effetti
avrà”. Anche se fosse stata condotta dai Provisional, la rapina non rappresenta
tecnicamente una rottura del cessate il fuoco dello IRA (nessun colpo è stato
sparato), ma gli Unionisti la considererebbero prova della malafede dei
Repubblicani. Il Governo britannico e quello irlandese stanno ora considerando
le possibili ripercussioni della rapina sul processo di pace. Il giornale
britannico riporta che due dei Repubblicani perquisiti la vigilia di Natale,
Eddie Copeland e John Trainor, sarebbero dirigenti dello IRA: Copeland sarebbe
il comandante del battaglione dello IRA di Belfast Nord, mentre Trainor (già
incarcerato per possesso di esplosivi, e liberato per effetto degli Accordi del
1998) sarebbe il direttore dell’intelligence dell’intera Brigata di Belfast. Se
fosse lo IRA l’autore della rapina, essa avrebbe dovuto necessariamente essere
autorizzata al più alto livello. Il PSNI
sospetta che essa sia stata pianificata da Bobby Storey, che sarebbe membro
dello stato maggiore dell’Esercito Repubblicano e suo direttore
dell’intelligence per tutta l’Irlanda. Il giornale britannico fa notare che
nelle Proposte dei due Governi per un’intesa in Irlanda del Nord si chiedeva
allo IRA di emanare un comunicato in cui si impegnava, oltre che al disarmo, ad
abbandonare tutte le attività illegali e tutte le violazioni dei diritti umani;
e che il comunicato dello IRA del 9 Dicembre, pur accettando il disarmo in caso
di intesa per il ripristino delle istituzioni, non faceva parola delle attività
illegali di genere non direttamente politico. Ieri sera il leader in seconda del
Partito Unionista Democratico (DUP), Peter
Robinson, aveva comunque già indicato lo IRA Provisional come responsabile della
rapina, dicendo che questo mostrava la giustezza delle rigide richieste del suo
partito.
(«The Sunday Times»)
Lunedì 27 Dicembre 2004
A BELFAST POLIZIOTTI DISATTENTI: MENTRE PERQUISIVANO LE CASE DEI REPUBBLICANI SI SONO FATTI RUBARE UN’ARMA DA FUOCO E MUNIZIONI.
È stato rivelato oggi che il Servizio di Polizia dell’Irlanda del Nord (PSNI)
sta cercando una pistola e delle munizioni che sono state rubate da un suo
veicolo mentre gli agenti perquisivano la casa di un Repubblicano a Belfast
Ovest, la vigilia di Natale, in relazione alla maxi-rapina alla Northern Bank.
(UTV).
ALTRO ORDIGNO INCENDIARIO DEL R.I.R.A. TROVATO IN UN NEGOZIO DI NEWRY (CONTEA DI DOWN).
Anche se Natale è già passato, continua comunque la ‘Campagna di Natale’ del
‘Vero’ Esercito Repubblicano Irlandese (RIRA).
Un ordigno incendiario a tempo è stato trovato questo pomeriggio, prima che
esplodesse, in un negozio di articoli sportivi di Newry (Contea di Down), celato
nella tasca di uno degli indumenti in vendita; sono stati chiamati gli
artificieri dell’Esercito britannico.
(UTV, BBC).
Martedì 28 Dicembre 2004
IL LEADER DEL PARTITO NAZIONALISTA MODERATO MARK DURKAN CHIEDE AI DUE GOVERNI E AL SINN FÉIN DI ‘FARE DI PIÙ’ PER TROVARE I RESTI DEGLI ‘SCOMPARSI’.
Oggi il leader del partito nazionalista moderato
SDLP, Mark Durkan,
ha rivolto un appello al Governo britannico, a quello irlandese e al
Sinn Féin perché facciano di più per
trovare i resti di alcune persone rapite e uccise dallo
IRA nel corso del conflitto,
dicendo tra l’altro che in un caso la ricerca è stata abbandonata dopo sole sei
ore di scavi. Durkan ha aggiunto: “Le famiglie hanno bisogno di sapere dai due
Governi e dal Sinn Féin che nel corso del prossimo anno trovare questi corpi
avrà la priorità. Poter dare a un parente una sepoltura cristiana è il più
fondamentale dei diritti. Eppure per anni questo diritto è stato negato a queste
famiglie. Quest’anno dobbiamo tutti sperare che i loro diritti saranno
rispettati e che i corpi saranno finalmente trovati”. Nell’Ottobre del 2003
l’Esercito Repubblicano Irlandese (IRA) Provisional aveva diffuso un comunicato
di scuse per il dolore arrecato alle famiglie degli ‘scomparsi’. Nel corso del
conflitto, tra 1972 e inizio degli anni Ottanta, una decina di persone erano
scomparse senza lasciare traccia dopo essere state rapite dallo IRA. Finora sono
stati recuperati, tra il 1999 e il 2003, i resti di quattro di loro a opera
della Commissione per il Recupero dei Resti delle Vittime, cui i Provisional
hanno dato informazioni; ma non si è riusciti a trovare quelli di altri sei.
(UTV).
LA POLIZIA DELL’IRLANDA DEL NORD CONCLUDE L’ESAME FORENSE DELLE CASE DEI DUE OSTAGGI NELLE INDAGINI SULLA RAPINA DI BELFAST (E CERCA INVANO LA PISTOLA CHE LE È STATA RUBATA).
Oggi il Servizio di Polizia dell’Irlanda del Nord (PSNI)
ha concluso l’esame forense delle due abitazioni delle persone prese in ostaggio
dal gruppo che ha compiuto la rapina milionaria la scorsa settimana. Dopo la
rapina le case del ventiquattrenne Chris Ward, nel quartiere nazionalista di
Poleglass a Belfast Ovest, e di Kevin McMullan, a Loughinisland nella Contea di
Down, erano state sigillate per gli esami della polizia scientifica, per cui gli
ostaggi e le loro famiglie avevano dovuto passare il Natale fuori casa. Si
prevede che potranno rientrare nelle loro abitazioni domani. Nel frattempo lo
stesso PSNI continua a cercare la pistola e le munizioni rubate da una delle sue
Land Rover la vigilia di Natale, mentre venivano effettuate perquisizioni nelle
case di alcuni Repubblicani.
(UTV).

