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FEBBRAIO 2002 |
LEGENDA:
| ORGANO DI INFORMAZIONE | SIGLA |
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| RTE Radio 1 | RTE 1 |
| INDEPENDENT NETWORK NEWS | INN |
| IRISH NEWS | IN |
| BBC Northern Ireland News | BBC NI |
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Venerdì 1 febbraio 2002
IL GOVERNO DI DUBLINO ANNUNCIA LA DATA DEL REFERENDUM SULL'ABORTO: SI TERRÀ IL 6 MARZO.
Questa sera il Governo di Dublino ha annunciato che il 6
marzo prossimo si terrà il referendum sulla proposta governativa di inserire un
emendamento nella Costituzione che renda illegale l'aborto (oggi illegale in
Irlanda) anche per il futuro. Prima delle elezioni del 1997 Bertie Ahern, leader
del Fianna Fáil (FF, partito di
maggioranza relativa, populista di centro) aveva promesso l'emendamento
costituzionale ai gruppi di pressione cattolici attivi nel paese, e in
previsione delle elezioni del prossimo maggio ha deciso di mantenere la
promessa. Secondo la Costituzione irlandese in vigore (del 1937) ogni
emendamento alla Costituzione deve essere sottoposto all'approvazione popolare
tramite referendum, pertanto l'emendamento che vieterebbe esplicitamente
l'aborto (già proibito dalle leggi in vigore) nella Costituzione ha bisogno
dell'approvazione del 50% più uno dei votanti. Un ricorso alla Corte Suprema
contro il quesito formulato per il referendum verrà discusso la settimana
prossima: se il ricorso venisse accolto, la decisione di tenere un referendum
verrebbe annullata.
(IT; BBC)
LEALISTI CERCANO DI UCCIDERE UNA DONNA NAZIONALISTA INCINTA CON UNA BOMBA SOTTO L'AUTOMOBILE.
Il Servizio di Polizia dell'Irlanda del Nord (PSNI, ex RUC) ha ammesso che sono lealisti i
probabili responsabili di una bomba collocata ieri a Greystone (vicino a
Dungannon, nella Contea di Tyrone) sotto la macchina di una donna nazionalista
incinta. L'ordigno era stato scoperto dalla donna, insospettita da strani
movimenti intorno alla propria casa. La vittima mancata ha avvertito non il PSNI/RUC,
ma il Sinn Féin. I Repubblicani hanno
verificato che si trattava di un ordigno, e solo in seguito è stata chiamata la
polizia (prova della scarsa fiducia di cui essa gode tra i nazionalisti), la
quale se ne è lamentata. Michelle Gildernew, deputato astensionista eletto per
il collegio al parlamento di Westminster, aveva subito accusato i lealisti del
tentato assassinio, dicendo: "Da qualche tempo temevamo che i nazionalisti
della zona sarebbero stati oggetto di tentativi di omicidio da parte dei
lealisti, e credo che questo tentativo abbia delle implicazioni assai
sinistre". Gli artificieri dell'Esercito britannico e l'ispettore David
Boyd del PSNI/RUC hanno confermato che se la bomba non fosse stata scoperta la
donna sarebbe rimasta uccisa o gravemente ferita. La donna, di cui non è stata
rivelata l'identità, è al settimo mese di gravidanza, e dopo l'attentato è
andata a vivere provvisoriamente altrove: "Ho paura di tornare nella mia
casa. Non riesco a credere di essere stata scelta come obbiettivo, non riesco a
credere che oggi, in questo giorno e in quest'epoca, quando credevamo di esserci
lasciati alle spalle questa follia e tutti cercano di vivere normalmente, siamo
ancora degli obbiettivi - allora tutti sono un obbiettivo".
(BBC)
Sabato 2 febbraio 2002
ANCHE IL SDLP RICHIEDE UNA INDAGINE INDIPENDENTE SULLA STRAGE DI OMAGH.
Oggi il leader del Partito Socialdemocratico e Laburista (SDLP, il partito
nazionalista moderato delle Sei Contee), Mark Durkan, ha annunciato che il suo
partito appoggia la richiesta dell'Ombudsman sulla polizia dell'Irlanda del
Nord, Nuala O'Loan, per una nuova inchiesta sulla strage di Omagh del 1998 e sul
modo in cui la RUC ha condotto le indagini su di
essa, diretta da un ufficiale di polizia non facente parte del Servizio di
Polizia dell'Irlanda del Nord (PSNI, ex RUC).
Durkan ha insistito che la decisione del capo del PSNI, Sir Ronnie Flanagan, di
nominare un ufficiale della polizia del Merseyside (Inghilterra) come consulente
per le indagini non è sufficiente a "colmare la completa mancanza di
fiducia, non solo da parte delle famiglie delle vittime della strage di Omagh,
ma dell'insieme della comunità", nell'operato del PSNI/RUC, condannato nel
rapporto del 12 dicembre 2001 dell'Ombudsman. In questo modo il leader del
partito nazionalista moderato Durkan, dopo essersi incontrato col capo del
governo irlandese Bertie Ahern, si allinea sulla sua posizione.
(BBC; IT)
Domenica 3 febbraio 2002
SI AGGRAVANO LE FRATTURE NELLA ULSTER DEFENCE ASSOCIATION (UDA): IL KILLER MICHAEL STONE, SOSTENITORE DEL PROCESSO DI PACE, COSTRETTO A LASCIARE L'IRLANDA.
Sembra che, come avevamo annunciato (vedi Ultime Notizie del 21 gennaio
scorso), si stiano aggravando le divisioni interne nella Ulster Defence
Association (UDA),
l'organizzazione paramilitare lealista responsabile della maggior parte delle
violenze a danno di civili nazionalisti negli ultimi anni. Il giornale
domenicale di Dublino "Sunday Business Post" dà infatti la notizia
che il killer lealista Michael Stone è stato costretto a lasciare l'Irlanda da
altri membri della UDA. Tra i lealisti Michael Stone godeva della considerazione
di eroe popolare: assassino esperto già da molti anni, nel 1988 aveva
attaccato, da solo, con bombe a mano e pistole, nel cimitero di Milltown a
Belfast, la folla intervenuta al funerale dei tre Volontari dell'Esercito
Repubblicano Irlandese (IRA)
uccisi dallo 'Special Air Service' (S.A.S., le
'teste di cuoio' dell'Esercito britannico) a Gibilterra. La polizia unionista (RUC) lo aveva sottratto a fatica al linciaggio dopo
che era riuscito a uccidere tre dei partecipanti al funerale, tra i quali un
Volontario dell'IRA, e a ferire dozzine di persone. Condannato all'ergastolo,
era stato rilasciato nel 2000 per effetto degli Accordi di Belfast, e aveva
preso posizione in favore del processo di pace. Il comandante della Brigata di
Belfast Est della UDA, in maggioranza favorevole al processo di pace e che non
ha partecipato in prima fila alla campagna di violenze contro i nazionalisti
dell'ultimo anno e mezzo, è un uomo legato a Michael Stone. L'aggravarsi dello
scontro interno alla UDA ha però costretto il noto killer lealista a lasciare
l'Irlanda qualche settimana fa per non essere ucciso; infatti prima di partire
per l'esilio (in Spagna) Stone era stato assalito fisicamente in un bar
controllato dalla UDA, dopo che si era lamentato perché l'organizzazione
lealista è sempre più pesantemente coinvolta nel traffico di droga. Il fatto
che un 'eroe popolare' della UDA sia stato picchiato da membri della stessa
organizzazione e costretto ad andare in esilio sotto minaccia di morte rivela
che lo scontro tra le diverse fazioni interne del gruppo armato lealista sta
divenendo incontrollabile; indice, insieme ad altri fatti degli ultimi mesi
(come la dissoluzione del partito politico della UDA, lo UDP, e come il grottesco
balletto riguardo alle sigle di copertura usate per rivendicare gli attentati),
di una sempre maggiore incapacità, da parte dell'organizzazione, di individuare
una linea politica per il futuro.
(SBP)
DISORDINI NELLA CONTEA DI DOWN: QUATTRO AGENTI DEL P.S.N.I. FERITI, QUATTRO FERMATI INCRIMINATI.
Questa notte quattro agenti del Servizio di Polizia
dell'Irlanda del Nord (PSNI, ex RUC) sono stati
feriti in scontri con una trentina di persone che uscivano dai bar dopo la
chiusura nel villaggio di Killyleagh (Contea di Down). La polizia era
intervenuta, a dire della sua portavoce, per sedare una rissa. Quattro persone
fermate sono in seguito state denunciate per rissa e per avere attaccato la
polizia.
(BBC; IT)
L'ESERCITO BRITANNICO TROVA ARMI A BELFAST NORD.
L'Esercito britannico ha annunciato di avere trovato venerdì
delle armi (tra le quali un fucile da guerra, alcune doppiette e 400 pallottole)
in un terreno in disuso a Belfast Nord, nei pressi di Ballysillen Avenue.
(BBC; IT)
GRANDE MANIFESTAZIONE A DERRY PER COMMEMORARE LA 'DOMENICA DI SANGUE' DEL 1972.
Una grande folla (tra le 20 e le 30mila persone) ha
partecipato oggi a Derry alla manifestazione annuale che commemora la 'Domenica
di Sangue' del 30 gennaio 1972, quando al termine di una marcia per i diritti
civili i soldati britannici uccisero 14 dimostranti disarmati. La manifestazione
si è svolta lungo lo stesso percorso di 4 chilometri e mezzo della marcia del
1972, concludendosi al 'Free Derry Corner' ('Angolo della Libera Derry', luogo
in cui dal 1969 viene preservata la scritta "State entrando nella Libera
Derry"). I partecipanti provenivano da tutta l'Irlanda e dall'estero;
almeno cinquecento erano venuti apposta dagli Stati Uniti d'America. Gli oratori
al comizio finale sono stati Gerry Kelly del Sinn
Féin, Geraldine Doherty, nipote di una delle vittime della 'Domenica di
Sangue', e Alex Attwood del Partito Socialdemocratico e Laburista (SDLP).
(BBC; IT)
GERRY ADAMS (SINN FÉIN): LA RIUNIFICAZIONE DELL'IRLANDA DOVRÀ TENER CONTO DEI BISOGNI DEGLI UNIONISTI.
Parlando oggi a New York a un dibattito del Forum Economico
Mondiale (WEF) sul processo di pace in Irlanda, il presidente del Sinn Féin
Gerry Adams ha detto che per riunificare l'Irlanda sarà necessario tenere conto
del punto di vista degli Unionisti: "Il più difficile compito che noi che
vogliamo una Irlanda unita dobbiamo affrontare è fare i conti con la realtà
delle cose: che nell'isola di Irlanda c'è un 20 per cento che non vuole la
riunificazione del paese; e dobbiamo cercare di risolvere la situazione. Non
credo che possiamo imporre con la forza all'unionismo uno Stato unificato che
non abbia il loro assenso o il loro consenso, e che non sia la riflessione del
loro sentirsi a proprio agio, del fatto che essi abbiano in esso un posto e che
siano sicuri che quello Stato è anche loro". Gli altri partecipanti al
dibattito erano il leader del Partito Unionista dell'Ulster (UUP) David Trimble, quello del
Partito Socialdemocratico e Laburista (SDLP) Mark Durkan,
quello del lealista Partito Unionista Progressista (PUP) David Ervine e il
Senatore americano George Mitchell che aveva presieduto ai negoziati che avevano
portato alla firma degli Accordi di Belfast del 1998.
Partecipava inoltre al dibattito il consigliere speciale del Presidente
americano Bush, Richard Haass, che ha chiesto al Sinn Féin di desistere dal
boicottaggio del nuovo Servizio di Polizia dell'Irlanda del Nord (PSNI, ex RUC), mandando i propri rappresentanti
nella Commissione sulla Polizia (Police Board).
(BBC; IT)
Lunedì 4 febbraio 2002
L'AGGRESSIONE A DUE STUDENTI CATTOLICI A BELFAST SUD COMPIUTA DAI LEALISTI.
Il quotidiano d'informazione nazionalista moderato di Belfast
"The Irish News" sostiene oggi che l'aggressione compiuta sabato ai
danni di due studenti cattolici nella zona della Queen's University, Donegall
Road, Belfast Sud, da una banda armata introdottasi nella loro abitazione, che
ha causato ferite gravi alle vittime (una prognosi riservata per frattura della
base cranica, della mandibola e di entrambe le braccia per uno dei due, e varie
fratture meno preoccupanti per l'altro), fa parte di un tentativo della Ulster
Defence Association (UDA),
il gruppo armato lealista, di allontanare col terrore tutti gli studenti
nazionalisti dalla zona. Questo è quanto ha sostenuto anche il segretario del
Sindacato degli Studenti (Students' Union) della Queen's University, mentre
invece il Servizio di Polizia dell'Irlanda del Nord (PSNI, ex RUC) aveva affrettatamente commentato,
subito dopo l'attacco, che la causa non sembrava essere il "settarismo
religioso".
(IN)
DERRY: SCIOPERO DEI POSTINI PER MINACCE LEALISTE, RIENTRATO DOPO CHE LA U.D.A. SMENTISCE.
Ieri sera c'era stata a Derry una telefonata ai Samaritans
(uno dei servizi di 'telefono amico', spesso usati in Irlanda per minacciare o
rivendicare attentati) in cui un postino cattolico che lavora nel quartiere in
prevalenza unionista di Waterside veniva minacciato di morte da lealisti. La
minaccia non conteneva una frase di riconoscimento e non era a nome di un gruppo
armato, ma venendo tre settimane dopo l'assassinio del postino cattolico Daniel
McColgan a Belfast da parte della Ulster Defence Association/ Ulster Freedom
Fighters (UDA/UFF) era stata presa
estremamente sul serio. I lavoratori delle poste sono entrati immediatamente in
sciopero, così che stamattina in città la posta non è stata consegnata. Nel
pomeriggio la direzione delle poste ha ricevuto un comunicato della Brigata di
Antrim Nord/ Londonderry della UDA/UFF, in cui il gruppo armato lealista
smentiva di avere fatto alcuna minaccia, e negava che essa provenisse da
paramilitari lealisti. Il comunicato è stato letto ai lavoratori delle poste,
che hanno deciso di revocare lo sciopero e di ritornare al lavoro da domani, pur
rimanendo vigilanti. Come ha detto Bill Hannaway, segretario del sindacato dei
postelegrafonici, le preoccupazioni rimangono, e il postino cattolico cui era
stata rivolta la minaccia non lavorerà più nel quartiere di Waterside.
(BBC; IT)
TRIBUNALE SULLA 'BLOODY SUNDAY', INIZIANO LE DEPOSIZIONI DEGLI AGENTI DELLA R.U.C., CHE CHIEDONO DI TESTIMONIARE COL VOLTO COPERTO.
Oggi ha deposto a Derry davanti al Tribunale sulla 'Domenica
di Sangue' del 30 gennaio 1972 (quando i soldati britannici uccisero 14
dimostranti nazionalisti disarmati), presieduto da Lord Saville, il primo agente
della Squadra Politica della RUC, William George
Hunter, oggi in pensione. Egli aveva ottenuto di poter testimoniare da dietro
uno schermo, in modo da non essere visto dalle famiglie delle vittime e dal
pubblico. Hunter ha ripetuto ciò che aveva sostenuto nel 1972 all'Inchiesta
Widgery (istituita allora dal Governo britannico nel tentativo di discolpare
l'Esercito britannico per la strage), di avere sentito quel giorno, subito prima
che i soldati inglesi si mettessero a sparare, gli scoppi di una decina di bombe
a chiodi e le raffiche di un fucile mitragliatore Thompson (arma allora usata
dall'Esercito Repubblicano Irlandese); cosa assolutamente esclusa da tutti i
testimoni civili e da quelli che allora facevano parte dello IRA. La veridicità della
testimonianza di Hunter è stato messa in dubbio dagli avvocati dei parenti
delle vittime, ma l'ex agente ha insistito a sostenerla. Ora anche altri
testimoni facenti parte quel giorno della polizia unionista RUC hanno chiesto di
poter testimoniare senza essere visti dal pubblico. Lord Saville ha rimandato la
prossima udienza a giovedì, chiedendo che essi facciano le loro richieste per
iscritto entro martedì, in modo che il Tribunale abbia il modo di deliberare in
proposito.
(BBC; IT)
ASSEMBLEA DELL'IRLANDA DEL NORD: DEPUTATO UNIONISTA RITIRA CALUNNIA CONTRO DEPUTATO DEL SINN FÉIN.
Il deputato unionista anti-processo di pace Norman Boyd, che
la settimana scorsa aveva detto che il deputato del Sinn Féin Gerry McHugh era stato condannato
per avere assassinato un postino, ha oggi ritirato la calunnia dopo che il
deputato del S.F. era intervenuto all'Assemblea dicendo che essa era
"falsa, avventata e stupida". McHugh ha detto: "Non sono mai
stato incriminato o condannato per l'assassinio di nessuno, men che mai di un
lavoratore delle poste. I commenti che ha fatto Boyd sono assolutamente privi di
fondamento, e le sue accuse non hanno alcun legame con alcun fatto o con la
realtà". Il presidente dell'Assemblea dell'Irlanda del Nord, Lord
Alderdice, ha allora ammonito i deputati a non avvalersi del privilegio
parlamentare per dichiarazioni irresponsabili, dicendo che esso non può essere
usato, come aveva fatto Boyd, per mettere in pericolo la vita di altri deputati:
"Mettere in pericolo la vita di un altro deputato è un tentativo
criminale. La conseguenza inevitabile di accuse false è infatti mettere in
pericolo l'accusato, e in questo caso accusato del tutto ingiustamente, e la sua
famiglia", aggiungendo che Boyd avrebbe dovuto controllare la veridicità
delle sue affermazioni prima di parlare.
(BBC)
Martedì 5 febbraio 2002
VERRANNO COSTRUITI NUOVI 'MURI DELLA PACE' (PEACELINES) IN IRLANDA DEL NORD.
Ieri sera Jane Kennedy, Ministro per la Sicurezza
dell'Ufficio per l'Irlanda del Nord (N.I.O., l'amministrazione britannica nelle
Sei Contee del nord-est, diretta dal Segretario di Stato John Reid), ha
annunciato che in cinque località verranno costruiti nuovi 'muri della pace' ('peacelines',
muri o palizzate metallici posti a cominciare dal 1969 al confine tra vari
quartieri cattolici e protestanti, per impedire scontri e attacchi motivati dal
settarismo religioso), per una spesa complessiva di 670.000 lire sterline.
Queste misure di sicurezza seguono discussioni tra il NIO e gli agenti del PSNI/RUC e tra il
NIO e i rappresentanti dei gruppi di residenti coinvolti nelle tensioni e nei
disordini tra le diverse comunità. Le cinque località sono 1) Belfast Nord
(nuove palizzate o estensione di quelle esistenti in tre diversi punti, specie a
Glenbryn, vicino alla scuola cattolica per bambine della Holy Cross, teatro
della notoria 'protesta' lealista); 2) Belfast Ovest (estensione di due diverse
palizzate al confine tra il quartiere nazionalista delle Falls e quello lealista
di Shankill); 3) Belfast Est (una strada verrà sbarrata con un muro); 4)
Portadown, Contea di Armagh (diverse misure di sicurezza nella zona della
Corcrain Road, al confine tra il quartiere nazionalista di Garvaghy Road e il
resto - lealista - della città); e 5) Derry (modifica a una palizzata già
esistente). La Kennedy ha deplorato il fatto che queste costruzioni siano
purtroppo ancora necessarie per tutelare la sicurezza fisica dei cittadini.
(BBC; IT)
LA COMMISSIONE SULLA POLIZIA (POLICING BOARD) DELL'IRLANDA DEL NORD INCONTRA - SEPARATAMENTE - L'OMBUDSMAN SULLA POLIZIA NUALA O'LOAN E IL CAPO DEL P.S.N.I. (EX RUC) RONNIE FLANAGAN, QUEST'ULTIMO SOSTENUTO DAGLI UNIONISTI.
Oggi la Commissione sulla Polizia dell'Irlanda del Nord (Policing
Board), composta da 19 membri, nella propria inchiesta preliminare sulla rissa
riguardo alle indagini sulla strage di Omagh del 1998 ha incontrato le due parti
in causa, prima per quattro ore l'Ombudsman sulla Polizia, Nuala O'Loan, poi per
tre ore e mezza il capo del riformato Servizio di Polizia (PSNI, ex RUC), Sir
Ronnie Flanagan. L'Ombudsman, che era accompagnata da Dave Wood, direttore delle
indagini del suo ufficio e ex ufficiale della 'Metropolitan Police' inglese, e
dal vice-direttore delle indagini dell'ufficio Martin Bridger, si è rifiutata
di parlare coi giornalisti (così come ha fatto, poi, anche Flanagan); ma, a
quanto questi sono riusciti ad appurare, ha chiesto alla Commissione sulla
polizia di imporre al PSNI (ex RUC) una nuova indagine guidata da un ufficiale
di polizia estraneo a esso e venuto da fuori, la raccomandazione chiave
contenuta nel suo rapporto del 12 dicembre scorso, che condannava il modo in cui
la RUC e il suo capo, Flanagan, avevano condotto le indagini su Omagh. Flanagan
ha sostenuto la sua posizione anche davanti alla Commissione sulla Polizia: il
rapporto dell'Ombudsman è incorretto, e l'indagine su Omagh è in buone mani.
Sulla risoluzione di questo scontro la Commissione sulla Polizia, di cui fanno
parte anche rappresentanti dei partiti unionisti e del nazionalista Partito
Socialdemocratico e Laburista (SDLP; ma non del Sinn Féin, che si è rifiutato
di nominare i propri due delegati perché il PSNI è ancora troppo simile alla
polizia unionista RUC), gioca il suo futuro: se essa non riuscirà a trovare una
soluzione alla disputa e a imporsi sul PSNI e sul Governo britannico, mostrerà
che il Sinn Féin aveva ragione riguardo alla riforma della polizia. Riguardo
alla materia del contendere, poi, i rappresentanti unionisti nella Commissione
sulla Polizia hanno oggi dimostrato di mettere la difesa dell'operato della
polizia unionista RUC e del suo capo Flanagan prima dell'esigenza dei parenti
delle vittime di una indagine seria che porti alla condanna dei responsabili
della strage di Omagh. Infatti i rappresentanti unionisti, tanto quelli
favorevoli al processo di pace quanto quelli contrari, si sono scatenati contro
le proposte dell'Ombudsman (sostenute dal capo del governo di Dublino, Bertie
Ahern, e dal SDLP),
invitandola a dimettersi, ancora prima di averla sentita. Su questa linea si è
scatenato per il Partito Unionista dell'Ulster (UUP) Lord Kilclooney (al secolo
John Taylor, dimessosi l'anno scorso dal Parlamento di Westminster per non
essere sconfitto dal candidato del partito unionista rivale DUP, e premiato col titolo di pari d'Inghilterra),
con toni particolarmente violenti: "L'Ombudsman sulla polizia ha
chiaramente oltrepassato i suoi poteri. Il suo rapporto era pieno di
inaccuratezze, e mi sembra che abbia danneggiato la polizia in Irlanda del Nord.
Credo che dovrebbe dimettersi, e di sicuro in quanto membro della Commissione
sulla Polizia io non ho alcuna fiducia nella signora O'Loan come
Ombudsman". Su questa linea John Taylor era stato preceduto, tra i membri
della Commissione, dal collega di partito Fred Cobain (lo UUP è favorevole al
processo di pace), e da Sammy Wilson e Ian Paisley Junior del Partito Unionista
Democratico (DUP, invece contrario al processo di pace). La Commissione sulla
Polizia si riunirà in seduta pubblica giovedì prossimo, e dovrà decidere su
Omagh poco dopo.
(BBC; IT; "The Belfast Newsletter")
APPARTENENZA AL R.I.R.A.: DUE GIOVANI CONDANNATI E IMPRIGIONATI A DUBLINO DAL TRIBUNALE SPECIALE.
Oggi la Corte Criminale Speciale di Dublino, da sempre
incaricata della repressione dei Repubblicani nello Stato irlandese del sud, ha
condannato a 18 mesi di galera Laurence Keane, di 23 anni, e Stephen O'Rourke,
di 22, entrambi di Athy, Contea di Kildare, per avere ammesso, durante un
interrogatorio di polizia, "di essere membri di una organizzazione illegale
che si fa chiamare l'Esercito Repubblicano Irlandese, ovvero Oglaigh na
hÉireann, ovvero 'il Vero' I.R.A. (RIRA), il 24 luglio
2001". I due erano stati arrestati in quella data mentre in una zona di
torbiera della Contea di Kildare prendevano parte a un campo di addestramento
del RIRA, gruppo armato repubblicano contrario al processo di pace e autore
della strage di Omagh del 1998, scissosi dallo IRA nel 1997. La sentenza è
stata clemente perché i due erano entrati nel RIRA solo in occasione dello
sfortunato campo d'addestramento, e perché sono pesci piccoli.
(IT)
MUORE A 82 ANNI SARAH CLARKE, LA SUORA CHE AVEVA SOSTENUTO DAGLI ANNI SETTANTA I PRIGIONIERI IRLANDESI IN INGHILTERRA.
È morta improvvisamente a 82 anni Suor Sarah Clarke,
dell'ordine della Unione Santa, autrice del libro autobiografico 'No Faith in
the System: A Search for Justice' (Cork, 1995). Suor Clarke aveva sostenuto
dall'inizio degli anni Settanta i prigionieri politici irlandesi detenuti in
Inghilterra, e la sua azione di collegamento tra prigionieri e avvocati era
stata indispensabile anche per smascherare gli 'errori giudiziari' compiuti
dallo Stato inglese ai danni di civili irlandesi scambiati per Volontari dell'IRA e detenuti ingiustamente per
quasi 20 anni, come i Sei di Birmingham e i Quattro di Guilford, rilasciati
infine anche per effetto della campagna di opinione guidata dalla stessa Sarah
Clarke.
(IT)
UN ALTRO STUDENTE CATTOLICO CACCIATO DA BELFAST SUD DALLA ULSTER DEFENCE ASSOCIATION (U.D.A.).
Il quotidiano d'informazione nazionalista moderato di Belfast
"The Irish News" riporta oggi con grande rilievo che il gruppo armato
lealista Ulster Defence Association (UDA) ha costretto un altro
studente cattolico ad andarsene dalla zona universitaria del Village, Belfast
Sud, dopo avere sabato scorso massacrato di botte altri due studenti
nazionalisti allo stesso scopo. Il quotidiano esprime la sua preoccupazione per
l'evidente tentativo del temibile gruppo lealista di estendere le sue attività
di 'pulizia confessionale' al Village, quartiere di studenti finora non toccato
dal settarismo religioso violento.
(IN)
Mercoledì 6 febbraio 2002
MENTRE LA COMMISSIONE SULLA POLIZIA DISCUTE, I PARENTI DELLE VITTIME DI OMAGH APPOGGIANO UNA NUOVA INDAGINE INDIPENDENTE.
Oggi anche i parenti delle vittime della strage di Omagh,
dopo il capo del governo irlandese di Dublino Bertie Ahern e dopo il Partito
Socialdemocratico e Laburista (SDLP, nazionalista
moderato) delle Sei Contee, hanno preso posizione sulla richiesta dell'Ombudsman
sulla Polizia, Nuala O'Loan, di una nuova indagine su Omagh guidata da un
ufficiale di polizia che non faccia parte del PSNI
(ex RUC), sostenendola. Nel frattempo la Commissione sulla Polizia dell'Irlanda
del Nord sta ancora discutendo su che decisione prendere; un gruppo di quattro
suoi membri a ciò delegati per l'occasione, composto da tre rappresentanti dei
partiti (UUP, SDLP e DUP) e da un membro indipendente, è stato
incaricato di proporre alla Commissione intera (19 membri) una decisione.
(BBC; IT)
Giovedì 7 febbraio 2002
IL TRIBUNALE SULLA 'DOMENICA DI SANGUE' DI DERRY CONCEDE CHE VENTI POLIZIOTTI DELLA R.U.C. DEPONGANO CELATI DA SCHERMI.
Il Tribunale sulla 'Domenica di Sangue' del 30 gennaio 1972
(quando a Derry i soldati inglesi uccisero 14 manifestanti nazionalisti
disarmati), presieduto da Lord Saville, ha deciso di accettare la richiesta di
20 poliziotti della RUC. di deporre senza venire
visti dalle famiglie delle vittime e dal pubblico, perché -così sostenevano-
le loro vite sarebbero state poste in pericolo se le loro fattezze fossero state
riconosciute. I poliziotti deporranno nascosti alla vista del pubblico da
paratie, come ha già fatto il loro collega William G. Hunter. Altri due di loro
hanno chiesto di poter testimoniare in Inghilterra, come i soldati inglesi. Ma i
loro nomi sono tutti di dominio pubblico.
(BBC; IT)
LA COMMISSIONE SULLA POLIZIA DECIDE SULLA CONTROVERSIA RIGUARDO A OMAGH DANDO TORTO A FLANAGAN: NUOVA INCHIESTA, DIRETTA DA POLIZIOTTO ESTRANEO ALLA RUC/PSNI.
Alle ore 20.00 di oggi la Commissione sulla Polizia (Policing
Board) dell'Irlanda del Nord ha finalmente deciso riguardo alle indagini sulla
strage di Omagh del 1998, controversia che vedeva l'Ombudsman sulla Polizia
Nuala O'Loan, i parenti delle vittime dell'attentato, il Governo di Dublino e i
partiti nazionalisti delle Sei Contee chiedere una nuova inchiesta, diretta da
un poliziotto estraneo alla RUC e al PSNI che a essa è succeduto, contro il capo del
PSNI/RUC, Ronnie Flanagan, e i partiti unionisti. La Commissione è costituita
da 19 membri, 9 dei quali rappresentanti dei partiti. Dal momento che il partito
repubblicano Sinn Féin ha rifiutato di
nominarvi i 2 rappresentanti cui aveva diritto, non ritenendo che sia stata
compiuta una riforma seria della polizia, i tre partiti SDLP (nazionalista
moderato), UUP (unionista
pro-Accordi) e DUP (unionista anti-Accordi) vi
hanno 3 rappresentanti ciascuno. La Commissione sulla Polizia ha deciso di
nominare un alto ufficiale di una delle forze di polizia della Gran Bretagna
alla direzione di una nuova inchiesta che avrà il compito di fare ripartire le
indagini su Omagh. Questo alto ufficiale dovrà rispondere alla Commissione, e
la sua inchiesta avrà il compito di esaminare quali risorse e quali abilità
siano state impiegate finora nelle indagini e quali occorrano, di concludere le
stesse indagini con l'incriminazione degli attentatori, di valutare il modo in
cui le indagini erano state condotte dalla RUC, di collegarsi riguardo a Omagh
con la polizia della Repubblica irlandese, la Garda
Siochana, di identificare gli ostacoli a una conclusione positiva
dell'indagine, e di riferire a intervalli stabiliti alla stessa Commissione
sulla Polizia.
(BBC; IT)
Venerdì 8 febbraio 2002
SECONDINO DEL CARCERE DI MAGILLIGAN FERITO GRAVEMENTE DA ORDIGNO ANTI-UOMO DI REPUBBLICANI DISSIDENTI.
Un secondino quarantenne del carcere di Magilligan, vicino a
Derry, è stato gravemente ferito da un ordigno anti-uomo che la polizia (PSNI, ex RUC) sostiene essere stato posto da
Repubblicani dissidenti, per protestare contro la visita in corso nelle Sei
Contee dell'erede al trono britannico, il principe Charlie Windsor. L'ordigno
era collocato sul perimetro che divide il carcere da un centro di addestramento
dell'Esercito britannico; l'uomo è stato ferito mentre lo stava esaminando.
(BBC; IT)
LA DECISIONE DELLA COMMISSIONE SULLA POLIZIA NON ACCONTENTA NESSUNO.
La decisione presa ieri dalla Commissione sulla Polizia
(Policing Board) di nominare un alto ufficiale di polizia inglese per
sovrintendere alle indagini sulla strage di Omagh del 1998 non sembra soddisfare
in realtà nessuno. I partiti unionisti e quelle nazionalista moderato, che
hanno rappresentanti nella Commissione, hanno cercato di presentare la decisione
come una vittoria per la propria parte. Così il Partito Socialdemocratico e
Laburista (SDLP,
il partito nazionalista moderato) e il quotidiano d'informazione "The Irish
News" di Belfast, che lo sostiene, hanno descritto la decisione della
Commissione come "senza precedenti", cercando di far credere che essa
dimostra che la Commissione permetterà di controllare democraticamente
l'operato della polizia (PSNI, ex RUC), e
presentandola come un atto di sostegno all'Ombudsman Nuala O'Loan contro il capo
del PSNI Flanagan; mentre invece i due partiti unionisti UUP e DUP
e il quotidiano unionista di Belfast "The Belfast Newsletter" si
congratulano perché a loro dire la Ombudsman sarebbe stata in tal modo
"doppiamente sconfitta", e perché il controllo operativo delle
indagini resterebbe nelle mani di Flanagan e del PSNI. Evidentemente la
decisione presa dalla Commissione non può essere al tempo stesso una cosa e il
suo contrario: pertanto o la nuova inchiesta lascia di fatto le cose come
stanno, o una delle due parti mente spudoratamente. Il partito repubblicano Sinn
Féin, che si era rifiutato di nominare i propri rappresentanti nella
Commissione per sfiducia nella riforma della polizia dell'Irlanda del Nord, ha
notato che studierà a fondo la decisione, ma che sembra che la Commissione non
abbia affrontato il ruolo giocato nel dirottamento delle indagini su Omagh dalla
Squadra Politica della RUC. Intanto Michael
Gallagher, che nella strage di Omagh perse il figlio, ha dichiarato di non
capire in che cosa consista la decisione della Commissione, e che non si capisce
come le indagini potranno procedere, aggiungendo di essere comunque scontento
del risultato: "Non so per quanto potrà ancora andare avanti questa
controversia. La sola cosa che avevamo chiesto era che venissero accettate le
sei raccomandazioni contenute nel rapporto indipendente [del 12 dicembre 2001]
dell'Ombudsman Nuala O'Loan - perché mai non sono state accettate, così che
potessimo procedere?".
(BBC; IT; IN; "The Belfast Newsletter")
Sabato 9 febbraio 2002
LA DECISIONE DELLA COMMISSIONE SULLA POLIZIA SU OMAGH SIGNIFICA O'LOAN - FLANAGAN ZERO A ZERO, MENTRE I POLIZIOTTI VOGLIONO FARE CAUSA ALLA OMBUDSMAN.
Oggi i commenti dei mezzi d'informazione inglesi (la BBC e il
quotidiano "The Guardian") e irlandesi (la UTV e i quotidiani
"The Irish Times" e "The Belfast Telegraph") sulla decisione
della Commissione sulla Polizia dell'Irlanda del Nord riguardo alle indagini
sulla strage di Omagh del 1998 sono unanimi. Si sarebbe trattato di un
"giudizio salomonico", che accogliendo solo alcune delle
raccomandazioni del rapporto di dicembre dell'Ombudsman Nuala O'Loan (che
condannava l'operato della RUC/PSNI e del suo capo Ronnie Flanagan nelle indagini
sulla strage), e lasciando d'altro canto la condotta operativa delle indagini
nelle mani dello stesso Flanagan, non prende le parti di nessuno dei due,
rafforzando però molto il potere della stessa Commissione sulla Polizia. I due
contendenti, Flanagan e la O'Loan, hanno infatti accettato entrambi la decisione
della Commissione, "con riserve". La decisione di nominare un alto
ufficiale di polizia inglese scelto dalla Commissione alla guida di una indagine
sull'indagine, e di affiancare, con gli stessi poteri, il sovrintendente capo
del corpo di polizia inglese del Merseyside, Philip Jones, scelto da Flanagan,
all'uomo posto alla guida operativa delle indagini dallo stesso Flanagan non ha
convinto i parenti delle vittime, come Michael Gallagher, che ha detto: "Ci
sembra che questa presenza di troppi cuochi rischi di rovinare il brodo. Nessuno
saprà chi ha la responsabilità delle indagini. L'autorità di tutte queste
persone risulterà diminuita, perché nessuno sa chi sia al timone di
comando". Nel frattempo l'Associazione di Polizia (Police Association), che
riunisce come associazione di categoria gli 11.500 agenti della RUC (e oggi del
PSNI), ha chiesto all'Alta Corte di Belfast che venga avviata una inchiesta
giudiziaria contro la Ombudsman O'Loan, per le "inaccuratezze" ai
danni della polizia e di Flanagan che sarebbero contenute nel suo rapporto di
dicembre.
(BBC; IT; "The Guardian"; BT; UTV)
TROVATA ARMA DA FUOCO NELLA CONTEA DI TYRONE.
In seguito a un allerta causato da segnalazioni di cui non è
stata rivelata l'origine, il PSNI (ex RUC) e l'Esercito britannico hanno bloccato la
strada tra Aughnacloy, Contea di Tyrone, e il confine con la Contea di Monaghan
(una delle 26 della Repubblica), conducendo ricerche nella zona, e scoprendo
un'arma da fuoco.
(BBC)
Domenica 10 febbraio 2002
UNO DEGLI ASSASSINI DI PAT FINUCANE STA COLLABORANDO CON L'INCHIESTA STEVENS SULLA COLLUSIONE TRA FORZE BRITANNICHE E SQUADRE DELLA MORTE LEALISTE (E ALCUNE NOSTRE CONSIDERAZIONI).
Un articolo pubblicato oggi in "The Sunday Times",
edizione domenicale de "The Times" di Londra, quotidiano che è
portavoce ufficioso dei servizi segreti inglesi, conferma che uno degli
assassini dell'avvocato nazionalista Pat Finucane (ucciso il 12 febbraio 1989
dalla UDA/UFF) sta collaborando con
l'indagine di polizia guidata da Sir John Stevens sulla collusione tra forze
britanniche e squadre della morte lealiste nel corso del conflitto in Irlanda.
L'uomo, Ken Barrett, aveva ammesso la sua partecipazione al crimine nel corso di
una conversazione, segretamente registrata, con tre agenti della Squadra
Politica della RUC nell'ottobre 1991. Ken
Barrett era all'epoca un dirigente del gruppo armato lealista Ulster Defence
Association/ Ulster Freedom Fighters (UDA/UFF), ma aveva contattato la Squadra
Politica della polizia unionista RUC, dicendosi disposto a diventarne un agente
infiltrato e a rivelare tutto ciò che sapeva riguardo alla UDA, perché aveva
bisogno di denaro per sanare grossi debiti di gioco. Uno dei tre agenti della
RUC, Johnstone Brown, ha denunciato nel 2001 all'inchiesta Stevens e alla stampa
che i suoi superiori, invece di cercare di incriminare Barrett per l'omicidio di
Finucane sulla base della registrazione, decisero di usarlo come infiltrato e
delatore nella UDA, e che fecero sparire il nastro (e Brown ha anche detto che
teme di essere ucciso dai suoi ex colleghi). Tre inchieste indipendenti, tutte
dirette da Stevens, alto funzionario della Metropolitan Police inglese, hanno
già portato alla luce che almeno due delle persone coinvolte nell'assassinio di
Finucane erano agenti delle forze di Sua Maestà infiltrati nella UDA/UFF. Il
primo, Brian Nelson, era un agente della 'Force Research Unit' (FRU) del
'Military Intelligence' dell'Esercito britannico, l'unità diretta dal generale
di brigata dell'Esercito britannico John Gordon Kerr (oggi addetto militare
dell'Ambasciata inglese a Pechino, e che verrà finalmente interrogato da
Stevens il mese prossimo), incaricata tra gli anni Ottanta e i cessate il fuoco
del 1994 di indirizzare, mediante infiltrazione di propri agenti, i gruppi
paramilitari lealisti guidandoli ad assassinare militanti repubblicani. Della
FRU faceva parte il capitano 'Megs', al secolo Margaret Walshaw (ancora
ufficiale dell'Esercito britannico), che aveva spinto la UDA/UFF a uccidere il
vecchio repubblicano Francesco Notarantonio per proteggere un dirigente
dell'Esercito Repubblicano Irlandese (IRA) che la UDA/UFF intendeva
fare fuori: ma quell'uomo dello IRA era in realtà un altro delatore e
infiltrato al soldo degli Inglesi (col nome di battaglia 'Coltello da bistecca',
Steakknife). E della FRU faceva parte l'uomo che va sotto il soprannome di
'Martin Ingram', oggi parte del gruppo 'La Talpa', composto da ex spioni
'pentiti' e inferociti col Ministero della Difesa britannico che li avrebbe
abbandonati, il quale prima coi giornali e poi con gli investigatori di Stevens
ha cominciato a fare luce sulle attività della FRU, omicidio Notarantonio
compreso. Il secondo spione coinvolto nell'assassinio di Finucane scoperto
dall'inchiesta Stevens, William Stobie, che era invece un agente infiltrato
della Squadra Politica della RUC, è stato convenientemente ucciso dalla stessa
UDA/UFF il 12 dicembre 2001. Sembra che l'uccisione di Willie Stobie sia stato
il motivo che ha spinto Ken Barrett a uscire allo scoperto, convincendolo a
collaborare con l'inchiesta Stevens: era infatti convinto che tanto la Squadra
Politica della RUC quanto i suoi camerati della UDA/UFF, che aveva tradito,
intendessero ammazzarlo. Ora gli investigatori di Stevens lo hanno trasferito in
una località segreta in Inghilterra, in custodia protettiva. Secondo anonime
fonti dei servizi 'di sicurezza' citate da "The Sunday Times" il
rischio che Barrett correva era reale: "È più che probabile che se la
squadra di Stevens non lo avesse fatto sparire Barrett sarebbe stato
rintracciato e avrebbe fatto la stessa fine di Stobie". Le informazioni che
Barrett può fornire all'inchiesta Stevens sono di grande valore, e possono fare
luce sul come la Squadra Politica della RUC gestisse i propri agenti infiltrati.
Il fatto che sia stato "The Sunday Times", in questa come in altre
occasioni, a rivelare particolari sulla collusione tra forze della Corona e
terroristi lealisti negli assassinii oggetto delle indagini di Stevens (e
nell'aprile prossimo un giudice non britannico di un paese del Commonwealth
dovrà decidere se l'indagine sull'omicidio Finucane debba trasformarsi in una
inchiesta pubblica) deve però fare riflettere. Infatti l'insieme delle
rivelazioni sulla 'Guerra Sporca' condotta dagli Inglesi in Irlanda sembra
essere il prodotto, certamente voluto da almeno una delle parti, di una faida
all'interno dei diversi organismi di 'intelligence' inglesi, in corso dal 1994.
Anche l'avere abbandonato, dopo il 1998, i propri agenti infiltrati irlandesi
alla potenziale vendetta delle loro vittime non sembra essere stato frutto di
stupidità burocratica da parte dei servizi inglesi: era infatti prevedibile che
come naturale reazione essi si sarebbero messi a rivelare ai quattro venti
quanto sapevano, con ricattatorie minaccie di rivelazioni ulteriori, come i
membri del gruppo 'La Talpa' stanno appunto facendo. Una possibile
interpretazione -suffragata da indizi- potrebbe essere che un settore dei
servizi segreti britannici (probabilmente concentrato nel servizio di spionaggio
esterno MI-6) abbia deciso, dopo i cessate il fuoco del 1994, di ridimensionare
il potere dei colleghi del controspionaggio (MI-5) e dei soldati dei servizi
segreti dell'Esercito ('Military Intelligence'), cresciuto a dismisura per
effetto del conflitto in Irlanda. Infatti prima del cessate il fuoco dello IRA
sembra che almeno il 70 per cento degli agenti del MI-5, responsabile per la
sicurezza interna del Regno Unito (contro la quale la minaccia più grave
sembrava rappresentata dai guerriglieri indipendentisti irlandesi), fossero
ormai impegnati esclusivamente nel conflitto in Irlanda; e che di fatto quasi
tutti i soldati dei servizi segreti dell'Esercito (Military Intelligence)
fossero assegnati alla gestione delle operazioni controinsurrezionali in Irlanda
(la FRU era solo una parte di questo sforzo). Al contrario lo MI-6, lo
spionaggio estero inglese, in teoria non era presente nel conflitto in Irlanda
del Nord, ma solo nella Repubblica di Dublino; e dal momento che fino ai cessate
il fuoco del 1994 la guerra in Irlanda era stata considerata, per un quarto di
secolo, prioritaria per gli interessi dello Stato britannico, si può
comprendere come i suoi uomini si sentissero relegati ai margini. Dopo il crollo
del blocco di Varsavia e dopo i cessate il fuoco, questo settore dei servizi
segreti britannici ha probabilmente cercato di riasserire il proprio primato.
Già un paio di mesi prima dei cessate il fuoco del 1994, un elicottero che
portava a una riunione in Scozia ventisette (oltre ai due piloti) tra i più
importanti operatori della Squadra Politica della RUC, del 'Military
Intelligence' dell'Esercito, e del MI-5 (ma nessuno del MI-6), si era
misteriosamente schiantato nella penisola scozzese di Kintyre (le indagini e
controindagini continuano). Può darsi che si sia trattato di un incidente
casuale; ma può darsi anche che qualcuno ci abbia messo una manina. La
ridefinizione degli interessi strategici dello Stato britannico ha anche una
ricaduta immediata in termini di assegnazione delle risorse finanziarie, e di
posti di lavoro, non solo in termini di potere. Per modificare radicalmente
quegli interessi così costituitisi in un trentennio, si capisce come il creare
una situazione in cui molte e gravi rivelazioni sulla 'Guerra Sporca' condotta
dagli Inglesi in Irlanda diventano di dominio pubblico colpisca al cuore i
settori, militari e dei servizi segreti, che l'avevano direttamente gestita, e
renda una ripresa di quella medesima guerra molto poco praticabile, almeno negli
stessi termini (cioè Stato britannico contro repubblicanesimo indipendentista
irlandese) in cui era stata condotta. Occorre quindi tenere presente che la
causa principale delle rivelazioni sulla 'Guerra Sporca' con cui gli Inglesi
avevano cercato di contrastare il nazionalismo irlandese è con ogni
probabilità uno scontro di potere all'interno degli apparati di sicurezza dello
Stato britannico; ma questo smascheramento è comunque benvenuto.
(ST; altre fonti)
ANCHE UN SECONDO SPIONE AVEVA AVVERTITO IL SERVIZIO DI CONTROSPIONAGGIO INGLESE DI UN ATTENTATO A OMAGH.
Il giornale domenicale di Dublino "Sunday Business
Post" ha potuto accertare, tramite i documenti consegnati alla difesa in un
processo in corso e tramite contatti con ignoti membri della polizia della
Repubblica irlandese, la Garda Siochana, che
non solo l'infiltrato 'Kevin Fulton', ma un altro spione infiltrato tra i
Repubblicani irlandesi aveva nel 1998 informato in anticipo gli apparati di
sicurezza inglesi della probabilità di un attentato a Omagh. Come nota il
giornale domenicale, questa informazione non era stata passata dagli uomini del
controspionaggio inglese MI-5 alla Squadra Politica della RUC o ai poliziotti irlandesi della Garda, e, in
seguito, alla Ombudsman sulla Polizia dell'Irlanda del Nord, Nuala O'Loan: il
rapporto della O'Loan del 12 dicembre 2001, che condanna l'operato delle forze
di sicurezza britanniche e del capo della polizia delle Sei Contee Ronnie
Flanagan, sarebbe stato altrimenti ancora più sferzante. Lo spione in questione
è il gigante obeso David Rupert, che oggi ha 52 anni, americano nato nello
Stato di New York al confine col Canada, due metri di altezza per 140 chili di
peso. L'uomo, che prima di intraprendere la carriera di spia non aveva
assolutamente alcun legame, familiare o culturale, con l'Irlanda, era in
precedenza un truffatore professionista. David Rupert era infatti riuscito ad
andare in bancarotta per quattro volte, accumulando quasi 20 (venti) milioni di
dollari di debiti. I creditori vittime delle sue frodi sono più di 200
(duecento); le imprese che aveva fatto partire e portato alla bancarotta erano
una catena di bar, un motel, una fabbrica di vestiti, e diverse compagnie di
trasporti (l'ultima di queste, la Transport Arrangements Inc, era andata in
bancarotta alla fine del 1993 lasciando debiti di 2 milioni e quattrocentomila
dollari). In tutte queste occasioni Rupert era riuscito a scomparire senza
danni; ma un conto è frodare i cittadini degli USA, un altro e ben diverso
conto è frodare lo Zio Sam, come già imparò a sue spese Al Capone. Infatti
Rupert non aveva pagato settecentomila dollari di tasse all'ufficio federale del
fisco (Internal Revenue Service) degli Stati Uniti; e nel 1994 lo venne a
visitare l'agente del Federal Bureau of Investigations (FBI) Ed Buckley, da anni
impegnato nella sorveglianza e repressione delle reti di sostegno americane alla
lotta di liberazione in Irlanda, che gli propose un affare: se voleva evitare un
lunghissimo soggiorno in un penitenziario federale per evasione fiscale, sarebbe
dovuto diventare una spia dello FBI in servizio all'estero. Inutile dire che
David Rupert accettò la proposta con debita gratitudine, e si ritrovò in
Irlanda del sud, col compito di infiltrare i Repubblicani contrari al processo
di pace. Inutile anche dire che lo FBI informò la Squadra Politica della Garda Siochana della presenza del suo agente, e
che questi venne messo in contatto operativo con un dirigente di essa.
All'organismo antisovversivo della Garda Siochana venne però celato, secondo
quanto rivela il "Sunday Business Post", che secondo le istruzioni
dello FBI Rupert non doveva dare conto alla Squadra Politica irlandese, ma
principalmente al servizio di controspionaggio inglese MI-5 (il legame con la
Garda era soprattutto ispirato a motivi di diplomazia). È difficile capire come
lo spione americano Rupert sia poi riuscito, secondo i piani, a ingraziarsi i
Repubblicani tradizionalisti del Republican Sinn Féin (RSF) e del C.I.R.A.,
contrari al processo di pace: la sola spiegazione, come suggerisce il
"Sunday Business Post", è la sua incredibile faccia tosta di
truffatore navigato. Sta di fatto che Rupert, che nella Repubblica viveva a
Bundoran, nella Contea di Donegal, era riuscito a infiltrarsi nel CIRA
(Consiglio Supremo di Continuità - Esercito Repubblicano Irlandese). Dopo la
strage di Omagh del 15 agosto 1998 compiuta dal RIRA (il 'Vero' Esercito
Repubblicano Irlandese, scissosi dallo IRA nel novembre 1997) i suoi gestori
americani e inglesi gli ordinarono di infiltrarsi invece in questo ultimo
gruppo, che appariva più minaccioso. In modo ancora più incredibile, David
Rupert era così riuscito poi a guadagnarsi la fiducia degli uomini del RIRA,
fino al punto di essere invitato alle riunioni dell'organismo dirigente di quel
gruppo armato (!), che provvedeva a registrare diligentemente con 'cimici'
nascoste. Nel marzo del 2001 il suo ruolo di infiltrato è giunto a compimento,
con l'arresto di Michael McKevitt da parte della Garda Siochana. McKevitt è
accusato di essere stato fino a quella data il capo di stato maggiore del RIRA,
e di avere diretto il terrorismo di quel gruppo armato. Principale testimone a
carico, per l'appunto lo spione americano David Rupert. La difesa ha richiesto,
e ottenuto, di potere esaminare le comunicazioni (tramite e-mail) tra Rupert e i
suoi datori di lavoro, FBI americano, Squadra Politica irlandese e
controspionaggio inglese MI-5. Queste comunicazioni hanno rivelato che quattro
mesi prima della strage di Omagh, nell'aprile 1998, David Rupert aveva avvertito
lo MI-5 che alcuni militanti del CIRA (in seguito passati al RIRA, che sembrava
loro più efficace nella sua opposizione armata al processo di pace) della
contea di Donegal avevano pianificato un attentato con autobomba nel centro di
Omagh; e che subito dopo egli stesso aveva guidato la vettura di appoggio per
collocare una autobomba nella cittadina in un primo tentativo, fallito. I suoi
gestori nello MI-5 (col consenso dello FBI) avevano ordinato a Rupert di non
informare assolutamente la Garda Siochana della cosa, e di tenersi ben alla
larga dalla sua Squadra Politica. Quattro mesi dopo alcuni di quegli stessi
militanti del CIRA, passati al RIRA, avrebbero contribuito a organizzare lo
sventurato attentato, tradottosi in una strage di civili. Risulta anche che
Rupert abbia ammesso con i suoi gestori dello MI-5 di avere suggerito per primo
a quei militanti la città di Omagh come obbiettivo. Dopo la strage il
controspionaggio inglese MI-5 si era premurato di nascondere con cura alla
squadra investigativa della RUC che conduceva le indagini sull'attentato
l'avvertimento e le altre informazioni passategli da David Rupert. Di
conseguenza Nuala O'Loan, la Ombudsman dell'Irlanda del Nord, conducendo più
tardi la sua inchiesta sulle indagini sulla strage di Omagh, era completamente
ignara del fatto che oltre agli avvertimenti di 'Kevin Fulton' gli organi di
sicurezza inglesi avevano ricevuto quelli, molto più dettagliati, dello spione
americano. Il "Sunday Business Post" ha controllato queste
comunicazioni con agenti della Squadra Politica della Garda Siochana i quali, a
posteriori inviperiti per il comportamento del controspionaggio inglese MI-5, di
cui ignoravano il primato nella gestione dello spione Rupert, hanno confermato
tutto. Le comunicazioni tra lo FBI, lo MI-5 e l'agente doppio (e triplo, e
quadruplo) David Rupert erano state infatti passate alla Garda Siochana solo
alla fine di dicembre 1999, dopo che lo stesso MI-5 inglese aveva informato
Rupert che sarebbe dovuto diventare presto il principale testimone contro Mickey
McKevitt. Il processo a McKevitt, presso la Corte Criminale Speciale, si terrà
a Dublino nel giugno prossimo; ma, come fa notare il "Sunday Business
Post", sarà tutto giocato sulla credibilità del supertestimone Rupert,
che potrà risultare "fonte di profondo imbarazzo per tutte le parti in
causa".
(SBP)
INTERVISTA ALLA DIRIGENZA DELL'ESERCITO DI LIBERAZIONE NAZIONALE IRLANDESE (I.N.L.A.), CHE OFFRE TRATTATIVE DI PACE ALLA ASSOCIAZIONE DI DIFESA DELL'ULSTER (U.D.A.) LEALISTA.
"Sunday Life", edizione domenicale del quotidiano
d'informazione unionista di Belfast "The Belfast Telegraph", pubblica
oggi un'intervista esclusiva con la dirigenza dell'Esercito di Liberazione
Nazionale Irlandese (INLA), gruppo armato
repubblicano contrario agli Accordi di Belfast, ma in
stato di cessate il fuoco dal 22 agosto 1998. Il
piccolo gruppo repubblicano-marxista, segnalatosi per l'uccisione di lealisti
(come quella del leader della LVF
Billy Wright, ammazzato da membri dello INLA nel carcere di Long Kesh nel
dicembre 1997), offre a sorpresa trattative di pace ai paramilitari lealisti
della Ulster Defence Association (UDA). "Siamo disposti a
incontrare la dirigenza della UDA per giungere a una soluzione pacifica. Avevamo
già proposto in passato un patto di non aggressione reciproca - una iniziativa
che permetterebbe alle comunità operaie protestanti e cattoliche di coesistere
in pace, con la creazione di meccanismi per accordarsi senza l'intervento di
gruppi armati - e siamo disposti a discuterne con chiunque". Ma lo INLA
esprime anche dei dubbi: "Ci chiediamo però se davvero esista un Consiglio
Interno della UDA che abbia il controllo dell'organizzazione, e che sia
interessato a creare le condizioni per la pace. I comandanti della UDA regnano
incontrastati nelle loro rispettive zone, controllano i propri piccoli imperi, e
fanno gelosamente la guardia alle proprie basi di potere. Ma sappiamo anche che
ci sono tra di loro lealisti che riconoscono che occorre raggiungere una
soluzione pacifica". Il rissoso gruppo armato nazionalista sostiene che,
pur non sostenendo gli Accordi di Belfast e la politica del Sinn Féin, esso
incoraggia la popolazione a prendere parte attiva nella vita politica:
"Fino a che esisterà lo Stato dell'Irlanda del Nord, ci sarà sempre
violenza; ma riconosciamo che il tacere di tutte le armi da fuoco è un
obbiettivo cui aspirano tutte le persone ragionevoli". Nell'intervista lo
INLA nega che un deposito di armi trovato a Belfast Nord l'altra settimana fosse
suo, e sostiene che il proprio cessate il fuoco è intatto. "Ma
consideriamo con preoccupazione crescente i sempre più gravi attacchi contro la
classe operaia nazionalista compiuti da lealisti pieni d'odio, e dobbiamo
avvertire che tali attacchi stanno sottoponendo i repubblicani a una tensione
ormai non più sostenibile; a meno che questi attacchi non cessino, una risposta
repubblicana sarà inevitabile". Non meglio specificate "fonti dei
servizi di sicurezza' interrogate dal giornale hanno confermato che "La
base dello INLA avrebbe voluto a tutti i costi reagire agli attacchi con una
rappresaglia contro la UDA, ma la dirigenza dello INLA, che ora sembra essere
più unita e disciplinata che in passato, è riuscita a persuadere i militanti a
trattenersi. Ma se la UDA uccidesse, dopo il postino McColgan, un altro
nazionalista, una risposta militare da parte dello INLA sarebbe pressoché
inevitabile". Lo INLA ha anche smentito con decisione di avere fatto
minacce ai lavoratori unionisti.
(BT)
CANI CHE ABBAIANO, MA CHE MORDONO ANCHE: LA BRIGATA DI ANTRIM NORD/ DERRY DELLA U.D.A. DICE "SIAMO PRONTI ALLA GUERRA".
John Dee, corrispondente dall'Irlanda del Nord del giornale
di Boston (USA) "The Boston Herald", ha intervistato il 'generale di
brigata' che comanda la Brigata di Antrim Nord/ Londonderry della organizzazione
paramilitare lealista UDA.,
noto col nomignolo di 'Il Messicano', e i suoi tre luogotenenti. La Brigata si
è distinta nell'ultimo anno e mezzo per gli attacchi continui contro civili
cattolici. Gli intervistati hanno sostenuto che i lealisti non hanno guadagnato
assolutamente nulla dal processo di pace ("La nostra condizione di sudditi
britannici è oggi più in pericolo di quanto non sia mai stata"), e che
loro stanno solo aspettando che si riaprano totalmente le ostilità. Essi
accusano il governo britannico di avere svenduto gli unionisti ai repubblicani e
ai nazionalisti irlandesi, e di essersi segretamente accordato con quelli per
riunificare l'Irlanda. Ma se gli Inglesi dovessero ritirarsi tra 10 o 20 anni
"L'unica cosa che potremmo fare sarebbe di ricominciare a combattere. E
sarebbe uno scontro molto più duro di quanto non sia mai stato. Gli altri non
si immaginano nemmeno che cosa potremmo fare". I capi della Brigata
sostengono che "Ci sono due nazioni nell'isola d'Irlanda: la nazione
gaelica e la nazione britannica, ulsteriano-scozzese. E noi combatteremo per
sopravvivere. Se l'Inghilterra dovesse annunciare che si ritira, è sicuro che
ci sarebbe una guerra civile totale". Gli uomini dell'UDA sperano però che
la violenza non si trasformi in scontro aperto prima delle elezioni
dell'Assemblea dell'Irlanda del Nord del maggio 2003, in quanto credono che gli
unionisti anti-Accordi potranno in quell'occasione ottenere la maggioranza e
affossare il processo di pace; ma pronosticano che questa estate sarà comunque
caldissima, sostenendo che la tensione è così alta che "una piccolissima
scintilla potrebbe scatenare un enorme incendio". Uno dei luogotenenti del
'Messicano' ha detto al giornalista statunitense: "I miei uomini continuano
a premere: 'Possiamo partire? Possiamo partire?' E non appena il mio comandante
me lo ordina, scatteremo tutti - e sarà la fine del processo di pace!".
("The Boston Herald", quotidiano di Boston, USA)
Lunedì 11 febbraio 2002
DERRY: IL TRIBUNALE SULLA 'DOMENICA DI SANGUE' DEL 1972 SOSPENDE LE SEDUTE PER ESAMINARE IL RICORSO DELLE FAMIGLIE DELLE VITTIME CONTRO LA RICHIESTA DEI POLIZIOTTI DELLA R.U.C. DI TESTIMONIARE A VOLTO COPERTO.
Oggi a Derry il Tribunale sulla 'Domenica di Sangue' (il 30
gennaio 1972, quando le truppe britanniche uccisero 14 dimostranti nazionalisti
disarmati), diretto da Lord Saville, è stato costretto a sospendere le sedute
per il ricorso presentato dai legali delle famiglie delle vittime contro la
decisione dello stesso Lord Saville, la settimana scorsa, di accogliere la
richiesta di 20 agenti della polizia unionista RUC
di poter testimoniare a volto coperto, nascosti da schermi. La legittimità del
ricorso delle famiglie era stato accettato dall'Alta Corte di Belfast, che aveva
ordinato che il Tribunale Saville non procedesse con le deposizioni degli agenti
della RUC celati da paratie, e che attendesse la decisione sul ricorso della
stessa Alta Corte. I poliziotti avevano sostenuto che il venire visti dal
pubblico avrebbe messo le loro vite in pericolo. Le famiglie avevano fatto
ricorso contro la decisione di Lord Saville, sostenendo che tale decisione
avrebbe costituito un precedente, permettendo ai soldati britannici (che già
hanno ottenuto di non venire a deporre a Derry, ma di essere interrogati in
Inghilterra) di chiedere anch'essi di testimoniare dietro paratie. Tre legali
dei soldati hanno ammesso che alcuni dei loro clienti intendevano infatti
presentare la stessa richiesta.
(BBC; IT)
NEL 13° ANNIVERSARIO DELL'OMICIDIO LA VEDOVA DELL'AVVOCATO NAZIONALISTA PAT FINUCANE, ASSASSINATO DAI LEALISTI CON LA COLLUSIONE DELLE FORZE DELLA CORONA, PROTESTA CONTRO IL RITARDO NELLA NOMINA DI UN GIUDICE INDIPENDENTE.
Geraldine Finucane, vedova di Pat Finucane, l'avvocato
nazionalista di Belfast assassinato 13 anni fa da killer lealisti della UDA/UFF coordinati da agenti
infiltrati delle forze della Corona, oggi, alla vigilia dell'anniversario
dell'omicidio, ha criticato il Governo britannico e quello di Dublino per il
ritardo nella nomina di un giudice indipendente che dovrà decidere in aprile se
ci sarà una inchiesta pubblica sul caso Finucane. La famiglia di Finucane aveva
richiesto che si tenesse una inchiesta pubblica indipendente sull'omicidio, ma
alle trattative sul processo di pace tenutesi nell'agosto scorso a Weston Park
tra i due Governi e i partiti dell'Irlanda del Nord era stato concordata la
nomina di un giudice indipendente, di un paese del Commonwealth britannico ma
non inglese, che avrebbe dovuto decidere se tale inchiesta pubblica fosse
necessaria. Ora, sei mesi dopo, i due Governi non hanno ancora nominato il
giudice, e, come ha fatto notare, adirata, Geraldine Finucane, "Finora il
Governo britannico e quello irlandese non si sono nemmeno incontrati per
discutere della nomina". Subito prima Geraldine Finucane aveva incontrato a
Stormont il leader del Sinn Féin Gerry
Adams e quello del SDLP
Mark Durkan, che appoggiano le richieste della famiglia. "Sosterremo le
richieste della famiglia, come abbiamo sempre fatto", ha detto Gerry Adams,
aggiungendo che è importantissimo che la verità sull'omicidio di Pat Finucane
e sulla collusione dei servizi di sicurezza britannici venga rivelata.
(IT; BBC)
BELFAST NORD: I LEALISTI ATTACCANO LA POPOLAZIONE CATTOLICA, MA IL PSNI FERMA TRE NAZIONALISTI, MENTRE VENGONO INSTALLATE TELECAMERE DI SICUREZZA AD ARDOYNE.
Per il terzo giorno consecutivo si sono verificati disordini
a Belfast Nord, sulla Whitewell Road, iniziati ogni volta da attacchi di gruppi
di lealisti contro le abitazioni cattoliche. Questa mattina un gruppo di
lealisti del quartiere protestante di White City aveva gettato fuochi
d'artificio e pietre contro le case del vicino quartiere cattolico di Longlands.
Gli abitanti erano scesi in strada, ed erano in corso scontri tra loro e i
lealisti quando la polizia (PSNI, ex RUC) è arrivata. Il PSNI sostiene che l'intervento
dei suoi agenti aveva fatto cessare i disordini, ma che in un secondo tempo, nel
pomeriggio, un gruppo di abitanti del quartiere nazionalista di Longlands li
aveva attaccati. Sta di fatto che i tre fermati dal PSNI durante i disordini
(uno poi incriminato per adunata sediziosa, 'riotous behaviour') sono tutti
nazionalisti. Tre macchine sono state bruciate nel corso degli incidenti. Negli
scontri delle due notti precedenti erano state lanciate otto bottiglie molotov.
Nel frattempo questa mattina una telecamera di sicurezza è stata installata dal
PSNI nel quartiere di Ardoyne, sempre a Belfast Nord, all'incrocio tra la
Ardoyne Road e Alliance Avenue, luogo della 'protesta' lealista contro le
bambine della scuola cattolica della Holy Cross e frequente terreno di scontro,
nella speranza di prevenire i disordini.
(BBC; IT)
Martedì 12 febbraio 2002
LA POLIZIA INGLESE CONTINUA A INTERROGARE UN SOSPETTO PER ATTENTATI DEL R.I.R.A. IN INGHILTERRA.
La Squadra Antiterroristica (Anti-Terrorist Branch) di
Scotland Yard, parte della sua Squadra Politica della polizia inglese, sta
ancora detenendo a Londra per interrogatori un ventiquattrenne fermato dal PSNI (ex RUC), su
sua richiesta, in Irlanda del Nord sabato scorso. Per la legge d'emergenza
inglese sulla 'prevenzione del terrorismo' (Prevention of Terrorism Act 1974,
rinnovato annualmente) un sospetto può essere detenuto senza contatti con il
suo avvocato per 7 giorni. Il giovane è sospettato di avere avuto parte in tre
attentati con autobomba compiuti tra marzo e novembre dell'anno scorso in
Inghilterra - a Londra e Birmingham, con un bilancio di 12 feriti - dal R.I.R.A. ('Vero' IRA), il
gruppo armato repubblicano dissidente avverso al processo di pace.
(BBC; IT)
UN PRIGIONIERO DELLO I.N.L.A. NELLA REPUBBLICA CHIEDE DI ESSERE LIBERATO PER EFFETTO DEGLI ACCORDI DI BELFAST.
Michael McHugh, quarantunenne di Crossmaglen nella Contea di
Armagh, che sta scontando una condanna a quarant'anni di galera nella prigione
di Portlaoise nella Contea di Laois (il carcere della Repubblica ove sono
detenuti i Repubblicani dissidenti) per avere ucciso nel corso di una rapina
nella Contea di Louth, il 27 giugno 1985, un sergente della Garda Siochana, la polizia irlandese, ha ottenuto
dall'Alta Corte di Dublino una ingiunzione al Ministero della Giustizia perché
esso prenda in esame la sua richiesta di essere liberato per effetto degli Accordi di Belfast del 1998. Come nel caso - ancora in
sospeso - del più noto Dessie O'Hara, McHugh all'epoca dei fatti era membro
dell'Esercito Irlandese di Liberazione Nazionale (I.N.L.A.,
piccolo gruppo repubblicano marxista oggi in stato di cessate il fuoco), e come
tale era stato condannato dalla Corte Criminale Speciale (il tribunale speciale
usato dallo Stato Libero d'Irlanda per condannare i Repubblicani). Ma, di nuovo
come Dessie O'Hara, nel 1987 aveva abbandonato l'organizzazione, e pertanto dopo
il cessate il fuoco dell'INLA dell'agosto 1998 egli non aveva beneficiato del
rilascio dei prigionieri politici di organizzazioni in stato di cessate il fuoco
previsto dagli Accordi di Belfast. McHugh aveva richiesto più volte, fin dal
luglio del 2000, che il Ministero considerasse il suo caso, ma non aveva mai
ricevuto risposta.
(II)
SI SONO SVOLTI OGGI A GALWAY I FUNERALI DI SUOR SARAH CLARKE, PALADINA DEI PRIGIONIERI IRLANDESI IN INGHILTERRA.
Oggi le spoglie di Suor Sarah Clarke, morta a Londra il 4
febbraio a 82 anni di età, sono ritornate in Irlanda, accolte all'aeroporto di
Dublino dal Taoiseach (capo del governo irlandese) Bertie Ahern, dal suo
predecessore Albert Reynolds, e da vari ministri del governo in carica. La
suora, nata a Galway, aveva instancabilmente difeso dal 1974 a oggi i diritti
dei prigionieri irlandesi nelle carceri inglesi e delle loro famiglie, e aveva
condotto la campagna - vittoriosa solo dopo quasi venti anni - per la
liberazione dei Quattro di Guildford, dei Sei di Birmingham e dei Sette Maguire,
civili irlandesi ingiustamente condannati dai tribunali britannici per attentati
dello I.R.A. di cui erano
assolutamente innocenti. Nel 1995 aveva pubblicato la sua autobiografia,
intitolata 'No Faith in the System' (Nessuna fede nel sistema). La
"Giovanna d'Arco delle prigioni", come era stata definita da Paddy
Hill, il più noto tra i Sei di Birmingham, si era dedicata a trovare assistenza
legale per i prigionieri, a visitarli in prigione, a tenere i contatti con le
loro famiglie, e ad accompagnare con la sua macchina i parenti che andavano a
visitarli, denunciando la persecuzione cui questi ultimi erano sottoposti da
parte delle autorità britanniche, che nel vano tentativo di isolare i
prigionieri cercavano di umiliarne i famigliari, arrestandoli, interrogandoli,
minacciandoli e in qualche caso facendoli spogliare nudi. La salma è poi
proseguita per Galway, ove nel pomeriggio si sono svolti i funerali.
(IT; RTE; altre fonti)
Mercoledì 13 febbraio 2002
DUE SOSPETTI MEMBRI DEL R.I.R.A. INCRIMINATI A LONDRA IN STATO DI DETENZIONE PER ATTENTATI CON AUTOBOMBA DEL 2001 IN INGHILTERRA.
Due uomini, uno di 33 e uno di 24 anni di età, che erano
stati fermati la settimana scorsa in Irlanda del Nord dal P.S.N.I. (ex RUC) su richiesta della Squadra
Anti-Terrorista di Scotland Yard, sono oggi stati rinviati a giudizio (la prima
udienza si terrà a Londra domani) in stato di detenzione per gli attentati con
autobomba commessi in Inghilterra, a Londra e Birmingham, nel corso del 2001, si
ritiene dai Repubblicani dissidenti avversi al processo di pace del ‘Vero’
Esercito Repubblicano Irlandese (R.I.R.A., che non
rivendica le proprie azioni). Tra i reati imputati ai due, dei quali non è
stato fatto il nome, vi sono tre esplosioni con autobomba (con un bilancio di 12
feriti lievi), possesso di sostanze esplosive, possesso di una granata da
guerra, possesso di un arma da fuoco con l’intenzione di mettere in pericolo
vite umane, e cospirazione per provocare esplosioni.
(BBC; IT)
IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DI DUBLINO ANNUNCIA CHE VERRÀ ISTITUITO UN TRIBUNALE D’INCHIESTA SUI COMPORTAMENTI CRIMINALI DELLA GARDA SIOCHÁNA.
Ieri sera il Ministro della Giustizia del Governo irlandese,
John O’Donoghue, ha annunciato che entro il mese di marzo verranno varate le
misure legislative necessarie per l’istituzione di un Tribunale d’Inchiesta
sui comportamenti criminali e anti-etici di cui sono accusati i poliziotti della
Divisione della Contea di Donegal della Garda
Siochána, e che l’inchiesta potrà così partire all’inizio dell’estate.
Il giudice Morris, già presidente dell’Alta Corte, ha accettato di presiedere
il Tribunale d’Inchiesta. Il rapporto finale sulle azioni dei Gardaí del
Donegal verrà però posticipato fino a quando tutte le cause penali collegate
all’inchiesta indipendente saranno state giudicate. Infatti le raccapriccianti
imprese dei Gardaí del Donegal, alcuni dei quali membri della famigerata
Squadra Politica antirepubblicana, sono oggi materia di 30 cause civili
intentate dalle vittime contro i Gardaí, e di 6 cause penali che vedono
poliziotti incriminati. Tra le imprese dei poliziotti corrotti, svoltesi nel
corso degli anni Novanta, si segnala la persecuzione contro la famiglia di un
proprietario di bar che non andava loro a genio, accusata ingiustamente dalla
Garda, con false testimonianze fatte firmare con minacce o lusinghe a
delinquenti comuni, di avere assassinato mediante percosse un uomo che era stato
invece vittima di un pirata della strada; la persecuzione e la rovina economica
causata a un’altra famiglia di agricoltori, accusata ingiustamente di essere
dello I.R.A. e di avere armi
nascoste sotto un vivaio di alberi (alberi tutti morti dopo la vana
perquisizione); e l’avere usato armi trovate in depositi dello I.R.A. per
fingere di avere scoperto altri depositi d’armi dei Repubblicani, e per fare
così carriera. Il Governo irlandese è così costretto a istituire questo
Tribunale d’Inchiesta indipendente, pagando per la riluttanza mostrata nell’applicare
le clausole sui diritti umani e sul controllo sulla polizia nella Repubblica,
come richiedevano esplicitamente gli Accordi di Belfast
del 1998.
(IT; «Magill», mensile d’informazione di Dublino; altre fonti)
Giovedì 14 febbraio 2002
IL CAPO DEL P.S.N.I. (EX R.U.C.) RONNIE FLANAGAN SI RITIRA IL 28 FEBBRAIO PROSSIMO: I PARENTI DELLE VITTIME DI OMAGH NE SONO CONTENTI.
Il 28 febbraio prossimo andrà in pensione Sir Ronnie
Flanagan, capo della polizia unionista R.U.C.
dal novembre 1996 e capo del Servizio di Polizia dell’Irlanda del Nord (PSNI) che a quella è succeduto dal novembre 2001.
Annunciando il 30 novembre scorso le sue dimissioni (prima, quindi, del rapporto
della Ombudsman Nuala O’Loan del 12 dicembre, che condannava l’operato suo e
della forza da lui guidata nelle indagini sulla strage di Omagh del 1998), pare
che Flanagan contasse che la Commissione sulla Polizia (Policing Board) gli
avrebbe chiesto di restare. Dopo la violenta controversia tra la O’Loan e
Flanagan, fonti interne alla Commissione hanno comunicato ai mezzi d’informazione
che essa non chiederà al capo del PSNI di soprassedere, e che egli dovrà
quindi andarsene. I parenti delle vittime della strage di Omagh, per bocca di
Michael Gallagher, portavoce del Gruppo delle Vittime di Omagh (Omagh Victims
Group), si sono detti felici della possibilità che Flanagan vada in pensione
alla fine del mese, sperando che il suo ritiro segni “un nuovo inizio”.
(IT; BBC)
L’ASSOCIAZIONE DI CATEGORIA DEI POLIZIOTTI DEL PSNI E DELLA RUC INIZIA LA CAUSA CONTRO LA OMBUDSMAN NUALA O’LOAN.
L’Associazione di Polizia (Police Association),
associazione di categoria dei poliziotti della RUC
e ora del PSNI, ha intrapreso davanti all’Alta
Corte di Belfast un’azione legale al fine di fare dichiarare “nullo,
illegale, seriamente viziato da errori procedurali, e al di là dei poteri e
delle funzioni dell’Ombudsman” il rapporto del 12 dicembre 2001 con cui l’Ombudsman
sulla Polizia, Nuala O’Loan, condannava il modo in cui la RUC e il suo capo,
Ronnie Flanagan, avevano condotto le indagini sulla strage di Omagh. L’azione
legale, sostenuta anche dallo stesso Sir Ronnie, verrà discussa in una prima
udienza la settimana prossima.
(BBC)
BALLYMENA (CONTEA DI ANTRIM): IL P.S.N.I. (EX R.U.C.) SCOPRE ORDIGNI ESPLOSIVI E ARMI DEI LEALISTI.
Oggi nella cittadina di Ballymena, nella Contea di Antrim,
roccaforte dei lealisti, una serie di perquisizioni domiciliari condotte dal PSNI (ex R.U.C.) ha portato alla scoperta di una
‘pipe bomb’ già pronta e di altre due in allestimento, di un fucile a canna
mozza, di una pistola automatica e di munizioni varie. Le ‘pipe bombs’,
bombe a tubo, consistono in un tubo di metallo riempito di esplosivo e
sigillato, dotato di miccia; costruite artigianalmente dai lealisti delle
organizzazioni paramilitari UDA/UFF e LVF, vengono usate per la loro
campagna di terrore contro nazionalisti e cattolici. Fino a questo momento non c’è
stato alcun fermo.
(BBC)
Venerdì 15 febbraio 2002
IL LEALISTA JOHNNY ADAIR INTERROGATO SULLA FAIDA U.D.A.-U.V.F. DEL 2000 (E ORGANIGRAMMA DELLA DIRIGENZA DELLA 'ASSOCIAZIONE PER LA DIFESA DELL'ULSTER', U.D.A.).
Il capo paramilitare lealista Johnny Adair, della
Associazione per la Difesa dell'Ulster (U.D.A.), il gruppo armato
lealista ormai in maggioranza contrario al processo di pace, è stato prelevato
dal carcere di Maghaberry (vicino a Lisburn, Contea di Antrim) dal P.S.N.I. (ex RUC), e portato in una vicina
stazione di polizia per esservi interrogato rispetto ai reati compiuti durante
la faida del 2000 tra la UDA e l'altro grande gruppo armato lealista, la Forza
Volontaria dell'Ulster (U.V.F.,
favorevole però al processo di pace), faida che portò a 7 uccisioni in pochi
mesi. Adair, liberato per effetto degli Accordi di Belfast del 1998, era stato
fatto arrestare dall'allora Segretario di Stato britannico per l'Irlanda del
Nord Peter Mandelson (e riportato in galera a scontare la sua condanna a 16 anni
per avere diretto atti di terrorismo) proprio per fare cessare la faida, che lo
stesso Adair era sospettato di avere organizzato. Nell'ultimo paio di settimane
articoli di giornale hanno rivelato l'identità di tutti e sei i 'generali di
brigata' che costituiscono il 'Consiglio Interno' (Inner Council) che dirige la
UDA (vedi nostre Ultime Notizie del 21 Gennaio 2002), e intendiamo informarne i
nostri lettori. Riveliamo qui le identità dei Sei, indicando la Brigata che
ciascuno dei 6 'generali di brigata' comanda, e la posizione che ciascuna
Brigata attualmente si dice tenga rispetto al processo di pace, correggendo nel
caso gli errori rispetto al nostro precedente articolo.
1) Brigata di Belfast Ovest della UDA (avversa al processo di pace, ed
estremamente attiva negli ultimi due anni negli attacchi contro i nazionalisti).
'Generale di brigata' è (contrariamente a quanto avevamo detto) Mo Courtney,
ufficialmente 'community worker', ovvero attivo a tempo pieno in un centro
sociale. Mo Courtney sostituisce provvisoriamente come 'generale di brigata' il
suo amico Johnny Adair, che resterà in galera fino al marzo prossimo - sempre
che le indagini sulla faida del 2000 tra le organizzazioni lealiste non lo
costringano a un soggiorno più lungo. La 'Compagnia C' di Shankill, che in
effetti è il centro di questa intera Brigata della UDA, sembra sia ora guidata
da Jim Potts, altro 'community worker' e amico di Adair (che avevamo dato,
sbagliando, per 'generale' dell'intera Brigata in precedenza).
2) Brigata del Sud-Est Antrim della UDA (fortemente avversa al processo di pace,
e sospettata di avere assassinato il postino cattolico McColgan il 12 gennaio di
quest'anno). 'Generale di brigata' è, come avevamo detto, il gigante tatuato
John 'Grug' Gregg, già condannato e imprigionato per l'attentato compiuto dalla
UDA contro il presidente del Sinn Féin Gerry Adams nel 1984.
3) Brigata di Nord Antrim/ Londonderry (quest'ultima designazione geografica
viene data talvolta con la specificazione, non corrispondente a nulla, di 'Est'
o invece di 'Sud' Londonderry) della UDA (totalmente avversa al processo di
pace, ed estremamente attiva). Il 'generale di brigata' che la controlla, noto
col nomignolo de 'Il Messicano', è al secolo Billy McFarland, intervistato
qualche giorno fa dal quotidiano americano "The Boston Herald" insieme
ai suoi tre luogotenenti (vedi Ultime Notizie del 10 Febbraio 2002).
4) Brigata di Belfast Est della UDA (favorevole al processo di pace, ma con
fortissime tensioni interne). Il suo 'generale di brigata' è Jim Gray, uomo
legato all'eroe popolare lealista Michael Stone (autore della strage al cimitero
di Milltown nel 1988). Il fatto che lo stesso Stone sia stato costretto
all'esilio da altri settori della UDA attivi nella stessa zona (vedi Ultime
Notizie del 3 Febbraio 2002) fa dubitare che questo Jim Gray sia destinato a
durare molto a lungo.
5) Brigata di Belfast Nord della UDA (favorevole al processo di pace). Jim
Simpson, che ha di recente subito un infarto, è il suo 'generale di brigata'.
6) Brigata di Belfast Sud della UDA (favorevole al processo di pace, ma in preda
a violente faide interne). 'Generale di brigata' fin dagli anni Settanta è
Jackie McDonald, uomo prudente, legato a Gary McMichael, leader del disciolto
partito politico UDP che
rappresentava politicamente la UDA fino al novembre scorso.
(BBC; IT; APRN; altre fonti)
LO SPIONE 'KEVIN FULTON', CHE AVEVA PREANNUNCIATO LA BOMBA DI OMAGH, CHIEDE PROTEZIONE AL TRIBUNALE DI BELFAST.
L'agente doppio noto sotto il nome di 'Kevin Fulton',
infiltrato per anni nello IRA
e in seguito nel 'Vero' IRA (RIRA), che aveva
preannunciato nel 1998 alla polizia unionista RUC
l'attentato con autobomba di Omagh (che causò 29 vittime civili il 15 agosto
1998), ha oggi vinto una prima sentenza nel suo ricorso contro la decisione del
capo della stessa RUC (e ora del PSNI), Ronnie
Flanagan, di non concedergli il porto d'armi. Lo spione e delatore 'Fulton' (che
insieme ad altri si ritiene abbandonato dal Governo britannico, e ha costituito
il gruppo 'La Talpa') aveva collaborato con la 'Force Research Unit' del
'Military Intelligence' dell'Esercito britannico, e con la Squadra Politica e la
Squadra omicidii (CID) della RUC. L'avvocato di 'Fulton' ha sostenuto che
probabilmente la decisione di non concedere al suo assistito il porto d'armi per
difendersi da "serie minacce" alla sua vita è legata alla
controversia tra Flanagan e la Ombudsman Nuala O'Loan sulla gestione poliziesca
della strage di Armagh; si può supporre che il capo del PSNI/RUC Flanagan
nutrisse per 'Fulton' una "notevole dose di animosità". L'udienza
sulla richiesta di protezione e porto d'armi da parte dello spione si dovrebbe
tenere il primo marzo.
(BBC)
CARLO D'INGHILTERRA, 'PESCE PILOTA' PER LA REGINA, PARLA DELLA "LUNGA STORIA DI SOFFERENZA" DEL POPOLO IRLANDESE (!).
Oggi il Principe di Galles (erede al trono d'Inghilterra)
Charlie Windsor ha concluso una visita di due giorni nella Repubblica irlandese,
abbreviata rispetto ai programmi precedenti per la morte della zia Margaret
Windsor. Sembra che il vero scopo della visita (la seconda da parte di Charlie a
Dublino) sia stato il preparare il terreno per una visita della "Regina di
Gran Bretagna e Irlanda del Nord" Elizabeth (o 'ElizaBrit') II Windsor in
quelle 26 Contee d'Irlanda che a differenza delle altre 6 non sono più parte
del Regno Unito, o Colonia della Corona. Si tratterebbe della prima visita di un
regnante inglese a Dublino da quella di Re Edoardo VII nel lontanissimo 1911. La
sola protesta formale contro la visita del Principe inglese è stata compiuta
dal partito repubblicano tradizionalista RSF. Per meglio preparare
l'opinione pubblica irlandese all'idea di una visita della mamma (la quale è
Comandante in capo onorario dell'Esercito britannico, così come lo stesso
Charlie è Comandante onorario del Reggimento dei Paracadutisti responsabile
della strage di Derry del 1972, la 'Domenica di Sangue'), il Principe di Galles
ha stupito profondamente gli astanti con un discorso tenuto a Glencree, nella
Contea di Wicklow, in cui ha detto di conoscere "fin troppo bene la lunga
storia di sofferenza del popolo irlandese, non solo in questi ultimi decenni, ma
nel corso della sua storia". A Glencree, in una caserma costruita nel 1799
dagli Inglesi per combattere la guerriglia repubblicana condotta dallo
'Irlandese Unito' Michael Dwyer, ha sede da circa un quarto di secolo uno dei
vari progetti di 'pace e riconciliazione' in Irlanda. Non si capisce perché il
Principe non chieda alla regale mamma, a questo punto, di rinunciare per sé e
per i propri discendenti a ogni pretesa alla Corona d'Irlanda: il che senza
dubbio ridurrebbe la sofferenza, passata e presente, del popolo irlandese.
(IT)
I DUE INCRIMINATI PER LE BOMBE DEL 2001 DEL R.I.R.A. IN INGHILTERRA COMPAIONO ALL'UDIENZA.
Oggi sono comparsi a Londra alla Belmarsh Magistrates' Court
i due uomini dell'Irlanda settentrionale incriminati ieri per le bombe esplose
in Inghilterra nel 2001 e attribuite al 'Vero' Esercito Repubblicano Irlandese (RIRA), il gruppo
indipendentista dissidente avverso al processo di pace. I loro nomi sono stati
così rivelati: si tratta di James Patrick McCormack, trentatreenne, di Dundalk
(Contea di Louth), e di Aiden Patrick Hulme, venticinquenne. I due sono imputati
di avere organizzato gli attentati con altri due rinviati a giudizio in stato di
detenzione in Inghilterra, Robert Hulme e Noel Maguire. Il processo si aprirà
il 21 febbraio prossimo allo Old Bailey, sempre a Londra.
(IT)
UNO DEI RICORSI DI PRIGIONIERI DELLO I.N.L.A. NELLA REPUBBLICA AL FINE DI ESSERE LIBERATI SECONDO GLI ACCORDI DI BELFAST VIENE RESPINTO DALLA CORTE SUPREMA DI DUBLINO.
La Corte Suprema di Dublino ha deciso che il Ministero della
Giustizia irlandese aveva il diritto di non definire come "eleggibile per
il rilascio secondo gli Accordi di Belfast del 1998" un prigioniero che
all'epoca dei fatti per cui era stato condannato era membro dell'Esercito
Irlandese di Liberazione Nazionale (INLA,
gruppo repubblicano marxista in stato di cessate il fuoco dall'agosto 1998). La
Corte Suprema, che è composta da 5 giudici (tra i quali presiede il giudice
Keane, ex marito di Terry Keane, l'amante di Charlie Haughey, il più corrotto
tra i capi di governo irlandesi), ha infatti deliberato che occorre valutare di
caso in caso se i reati per cui un prigioniero è stato condannato fossero
collegati alla situazione in Irlanda del Nord. Dato che per la legge (Criminal
Justice -Release of Prisoners- Act, 1998) che ha fatto valere nella Repubblica
irlandese la clausola sul rilascio dei prigionieri degli Accordi di Belfast
spettava al Ministro della Giustizia decidere quali casi fossero 'eleggibili',
la Corte Suprema ha sentenziato che il Ministero della Giustizia era
assolutamente libero di non dichiarare 'eleggibile' il cinquantenne Henry
Doherty, che sta scontando nel carcere di Portlaoise una condanna a 8 anni di
prigione per possesso di armi da fuoco e altri reati. Infatti, secondo il
giudice Keane, soltanto il Ministero aveva il diritto di decidere chi tra i
prigionieri politici fosse eleggibile; e dal momento che Henry Doherty non era
incarcerato per reati collegati alla situazione in Irlanda del Nord, la legge
del 1998 sul rilascio dei prigionieri non lo riguardava. Doherty, uno dei
fondatori nel 1974 del Partito Socialista Repubblicano Irlandese (IRSP) e dello INLA a
esso collegato, mentre si trovava imprigionato a Portlaoise negli anni Ottanta
per una rapina in banca condotta per l'organizzazione era uscito dal partito e
dal suo gruppo armato. Incarcerato nuovamente nel 1995 per reati che includevano
il possesso di armi da fuoco, Doherty sarà comunque liberato l'agosto prossimo;
l'esito negativo del suo ricorso è quindi importante solo in quanto rappresenta
un precedente per gli analoghi ricorsi presentati da altri ex membri dello INLA,
come Dessie O'Hara e Michael McHugh, ancora imprigionati a Portlaoise.
(IT; altre fonti)
Sabato 16 febbraio 2002
IL REVERENDO PAISLEY (D.U.P.) RIPETE AI SUOI: "NON CI ARRENDEREMO", E IL SUO MINISTRO ROBINSON DICE CHE LE ISTITUZIONI DEL NORD SONO SOLO UNO SPRECO.
Oggi il Reverendo Ian Paisley, leader del Partito Unionista
Democratico (D.U.P.), partito ufficialmente
contrario agli Accordi di Belfast del 1998 e al
processo di pace, in un discorso tenuto alla Queen's University di Belfast, ove
stava avendo luogo il congresso dell'organizzazione giovanile del partito, ha
ripetuto che il compito dei membri del DUP è essere "i cani da guardia
dell'Unione con la Gran Bretagna. Dobbiamo chiamare a raccolta le forze della
resistenza, una resistenza decisa a tutto ciò che sta succedendo oggi".
Rispondendo negativamente all'offerta di dialogo tra Repubblicani e Unionisti
fatta a New York da Gerry Adams, presidente del Sinn Féin, Paisley ha ribadito
che anche in futuro "noi continueremo a dire No alla distruzione
dell'Unione". Nel frattempo Peter Robinson, collega (e probabile
successore) del settantaseienne Reverendo nel DUP, e Ministro per lo Sviluppo
Regionale nell'Esecutivo consociativo dell'Irlanda del Nord (il DUP, pur
contrario al processo di pace, non si schifa dei posti cui ha diritto secondo
gli Accordi di Belfast), ha dichiarato che le istituzioni create in Irlanda del
Nord dagli Accordi sono troppo costose, e rappresentano soltanto uno spreco che
risucchia milioni di lire sterline. Robinson ha chiesto che il numero dei Membri
dell'Assemblea dell'Irlanda del Nord e dei Ministri dell'Esecutivo venga
drasticamente ridimensionato, accusando Trimble (Primo Ministro dell'Irlanda del
Nord e leader dello UUP, il
partito unionista rivale del DUP e in maggioranza favorevole al processo di
pace) di avere voluto creare il Ministero del Primo e Vice-Primo Ministro al
fine di collocarvi clientelisticamente i suoi amici.
(IT; BBC)
Domenica 17 febbraio 2002
FORMALMENTE RINVIATI A GIUDIZIO I TRE REPUBBLICANI ARRESTATI IN COLOMBIA L'AGOSTO SCORSO.
I pubblici ministeri colombiani hanno ieri l'altro
formalmente incriminato e rinviato a giudizio (con l'accusa di avere addestrato
all'uso di esplosivi i guerriglieri colombiani delle Forze Armate Rivoluzionarie
di Colombia, FARC) i tre Repubblicani irlandesi catturati l'agosto scorso in
un'operazione organizzata dai servizi segreti americani e britannici. I tre, Jim
Monaghan, Martin McCauley e Niall Connolly, erano stati catturati mentre
lasciavano una zona controllata dai guerriglieri marxisti delle FARC; se
condannati, potrebbero scontare una pena di 8 anni nelle carceri colombiane. Per
la legge colombiana, i tre hanno diritto di fare appello contro le imputazioni
presentate dai pubblici ministeri, e hanno detto che lo faranno. Il giudice
federale dovrà a quel punto decidere se dare ragione a loro o ai pubblici
ministeri, e nel secondo caso fissare anche la data del processo. I tre
Repubblicani irlandesi hanno negato del tutto le accuse a loro danno, e hanno
comprato una pagina di un giornale colombiano la settimana scorsa per dire che
le accuse sono state una montatura a loro danno, allo scopo di danneggiare tanto
il processo di pace colombiano, quanto quello irlandese.
(IT; BBC)
CRESCE LA PAURA TRA I PARTITI DELLA REPUBBLICA IRLANDESE: I SONDAGGI INDICANO UNA GRANDE AVANZATA DEL SINN FÉIN ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE.
I partiti tradizionali della Repubblica irlandese, Fianna Fáil (populista e nazionalista
moderato, al governo), Irish Labour
Party e Fine Gael (entrambi
antinazionalisti di centro-destra, all'opposizione), sono sempre più
preoccupati per la pronosticata avanzata elettorale del Sinn Féin (repubblicano indipendentista)
alle prossime elezioni politiche delle 26 Contee, che si terranno in maggio, e i
mezzi d'informazione -come "The Irish Independent"- appartenenti al
gruppo editoriale del magnate Tony O'Reilly, fatto baronetto dalla Regina
d'Inghilterra, sono sempre più in preda all'isteria, cercando di mobilitare i
lettori contro i Repubblicani. In questo contesto una sintesi di vari sondaggi
d'opinione commissionati dai partiti, pubblicata da "The Sunday
Tribune", settimanale domenicale di Dublino, indica oggi che il Sinn Féin
- che ha per ora un solo deputato, Caoimhghin O'Caolain del collegio di
Cavan/Monaghan, nel Dáil, il parlamento della Repubblica - otterrà
probabilmente un successo superiore alle aspettative, conquistando almeno sei
seggi parlamentari.
(IT)
Lunedì 18 febbraio 2002
IL PSNI/RUC TROVA UN FUCILE ANTICARRO DEI REPUBBLICANI DISSIDENTI NELLA CONTEA DI TYRONE: QUATTRO I FERMATI.
Al termine di una operazione di polizia che il portavoce del PSNI (ex RUC) ha descritto come "eccellente
operazione investigativa", la polizia dell'Irlanda del Nord ha confiscato
un fucile anticarro RPG 22, completo di proiettile, a circa 20 metri dal retro
di alcune abitazioni in un quartiere fortemente repubblicano di Coalisland,
nella Contea di Tyrone. Quattro persone, descritte come "Repubblicani
dissidenti", sono state fermate nella zona. L'operazione è stata seguita
da perquisizioni a Coalisland e a Dungannon (sempre nella Contea di Tyrone).
(BBC; IT)
IL TAOISEACH BERTIE AHERN (FIANNA FÁIL) IN CAMPAGNA ELETTORALE: "NON ANDREMO AL GOVERNO COL SINN FÉIN". GLI UNIONISTI GLI DANNO DELL'IPOCRITA, MINACCIANDO TONY BLAIR - CHE OGGI LO HA INCONTRATO - DI FARE CROLLARE IL PROCESSO DI PACE.
Intervistato a Londra dalla BBC prima dell'incontro di oggi
col Primo Ministro inglese Tony Blair, il capo del governo (Taoiseach) della
Repubblica irlandese Bertie Ahern ha ripetuto che il suo partito, il
nazionalista moderato e populista Fianna
Fáil, esclude la possibilità di un governo di coalizione con il partito
repubblicano indipendentista Sinn Féin
dopo le elezioni politiche del prossimo maggio. Ahern ha detto che prima di
poter entrare al governo a Dublino il Sinn Féin dovrà avere completato la
trasformazione in normale partito politico, abbandonando ogni legame con lo I.R.A. e riconoscendo l'Esercito
nazionale irlandese e la Garda Siochána. Gli
Unionisti dello UUP si sono
inviperiti per queste affermazioni, accusando il capo del governo irlandese di
ipocrisia: infatti Ahern vuole che il Sinn Féin sia presente nel governo
dell'Irlanda del Nord, l'Esecutivo, ma rifiuta di averlo nel governo a Dublino.
Ahern ha poi detto che entro ottobre prossimo sarà stato portato a termine un
riesame delle riforme della polizia in Irlanda del Nord, e che tale riesame
dovrà sfociare in ulteriori provvedimenti legislativi (ovvero, traducendo dal
linguaggio cifrato, nella piena applicazione delle raccomandazioni del Rapporto Patten del settembre 1999, come richiesto
dal Sinn Féin), provvedimenti che egli spera rendano possibile la nomina di
rappresentanti del Sinn Féin alla Commissione sulla Polizia (Policing Board).
L'incontro tra Ahern e Blair ha trattato la questione della riforma della
polizia; l'amnistia per i Volontari dello IRA latitanti, concordata nelle
trattative di Weston Park nell'agosto del 2001; le inchieste indipendenti sugli
avvocati nazionalisti Finucane e Nelson assassinati dai lealisti con sospetto
coinvolgimento delle forze della Corona; la demilitarizzazione da parte
dell'Esercito britannico; la prossima 'Stagione delle Parate' orangiste; e la
micidiale centrale nucleare di riciclaggio delle scorie di Windscale/
Sellafield, in Cumbria, che dalla fine degli anni Quaranta avvelena il mare
d'Irlanda, e di cui tutti i partiti irlandesi (Unionisti compresi) chiedono la
chiusura. Al termine dell'incontro, il primo del 2002, cui erano presenti anche
il Segretario di Stato britannico per l'Irlanda del Nord John Reid e il Ministro
degli Esteri irlandese Brian Cowen, tanto Ahern quanto Blair non hanno voluto
approfondire coi mezzi d'informazione come esso fosse andato (Ahern incontrerà
domani il Sinn Féin per riferire in proposito). Nel frattempo diversi
rappresentanti del Partito Unionista dell'Ulster (UUP), tanto dell'ala
favorevole agli Accordi di Belfast (il consigliere
comunale di Belfast Fred Cobain) quanto di quella contraria (i deputati a
Westminster Jeffrey Donaldson e David Burnside), hanno minacciato Tony Blair e
il Governo britannico che faranno crollare il processo di pace se ci saranno
nuove "concessioni ai Repubblicani" sulla polizia, o sulla amnistia
per i ricercati.
(II; BT; BBC; IT)
SI RIUNISCE FINALMENTE IL 'CONSIGLIO INTERNO' DEL GRUPPO ARMATO LEALISTA U.D.A.: MA SOLO PER SMENTIRE LE FAIDE INTERNE.
L'organo dirigente - il cosiddetto 'Consiglio Interno' (Inner
Council) - dell'organizzazione armata lealista illegale 'Associazione per la
Difesa dell'Ulster' (U.D.A.)
si è finalmente riunito martedì 12 febbraio, a Belfast Est, per la prima volta
dopo mesi: ritardo che era sembrato confermare una spaccatura sempre più
profonda tra le diverse fazioni del gruppo. La riunione, che ha prodotto un
comunicato, sembra abbia avuto come scopo principale proprio il negare che si
stia profilando una faida entro la UDA tra le fazioni favorevoli (o non avverse)
al processo di pace e quelle, che oggi sembrano essere maggioranza, invece
contrarie a esso. Due recenti incendi di bar controllati dalla Brigata di
Belfast Sud della UDA avevano infatti fatto pensare che entro quell'unità gli
elementi contrari al processo di pace si fossero organizzati per far fuori il
suo 'generale di brigata' fin dagli anni Settanta, Jackie McDonald, uomo
prudente e legato a Gary McMichael (il leader del disciolto partito politico UDP che rappresentava
politicamente la UDA fino al novembre scorso). Gli oppositori di McDonald entro
la Brigata avevano infatti informato i giornalisti di volerlo fare fuori
(politicamente col cacciarlo dal comando, e fisicamente se avesse voluto
resistere alla destituzione), accusandolo di avere accettato la prospettiva di
una "Irlanda unita entro 15 anni". Altra voce che si era diffusa era
che il comandante della Brigata di Belfast Est della UDA (anch'essa finora
favorevole al processo di pace, ma con fortissime tensioni interne), Jim Gray,
fosse stato costretto a prendere la via dell'esilio, minacciato di morte dai
contrari agli Accordi nella sua stessa unità. Infatti qualche settimana fa
l'eroe popolare lealista Michael Stone (autore della strage al cimitero di
Milltown nel 1988), cui Jim Gray è molto legato, era stato costretto all'esilio
da altri settori della UDA attivi nella stessa zona (vedi Ultime Notizie del 3
Febbraio 2002). Il comunicato del 'Consiglio Interno' della UDA smentisce
recisamente queste voci: "Intendiamo smentire completamente i recenti,
indegni, resoconti apparsi sulla stampa riguardo alla nostra Brigata di Belfast
Sud. Il Consiglio Interno sostiene completamente il presente stato maggiore
della Brigata e il generale di brigata di Belfast Sud. Le persone che hanno
propalato questa propaganda ai giornalisti sono colpevoli di tradimento"; e
prosegue smentendo con apparente decisione anche le altre voci. McDonald e Gray
erano infatti presenti alla riunione del Consiglio Interno, e vi rappresentavano
le proprie rispettive Brigate. Fonti interne all'organizzazione lealista hanno
però sussurrato ai giornalisti che la spaccatura e la tensione interna alla UDA
continuano.
(BT)
Martedì 19 febbraio 2002
L’ALTA CORTE DI BELFAST DÀ RAGIONE AGLI AGENTI DELLA R.U.C. DELLA ‘DOMENICA DI SANGUE’ DEL 1972: POTRANNO TESTIMONIARE DIETRO A SCHERMI CHE NE NASCONDANO L’IDENTITÀ.
Oggi l’Alta Corte di Belfast ha respinto il ricorso
presentato dalla sorella di un civile ucciso nella ‘Domenica di Sangue’ del
30 gennaio 1972 (quando a Derry i soldati inglesi uccisero 14 dimostranti
nazionalisti disarmati) contro la decisione del Tribunale d’Inchiesta sulla
‘Bloody Sunday’ di accettare che una ventina di agenti della R.U.C. possano testimoniare a volto coperto. Il
ricorso era basato sul fatto che il permesso accordato ai poliziotti unionisti
andava contro al carattere pubblico dell’inchiesta; ma il giudice Kerr ha
deciso che essi potranno testimoniare dietro a paratie protettive perché se
venissero riconosciuti essi diventerebbero potenziali obbiettivi per terroristi
repubblicani. Il giudice ha respinto anche un’altra richiesta presentata in
subordine da tutte le famiglie delle vittime (esse richiedevano di poter vedere
in faccia i testimoni della RUC anche se la domanda di questi di venire nascosti
al pubblico fosse stata accettata), dicendo che i problemi logistici che causava
erano eccessivi. I legali delle famiglie delle vittime hanno tempo fino a
venerdì prossimo per presentare un contro-appello.
(BBC; IT)
CONFERMATO CHE IL CAPO DEL P.S.N.I. (EX R.U.C.) RONNIE FLANAGAN SE NE ANDRÀ ALLA FINE DEL MESE.
È stato oggi confermato che il capo del Servizio di Polizia
dell’Irlanda del Nord (P.S.N.I., ex R.U.C.),
Sir Ronnie Flanagan, coinvolto nel recente violento scontro con la Ombudsman
sulla Polizia Nuala O’Loan riguardo alla gestione delle indagini sulla strage
di Omagh del 1998, si dimetterà, poco rimpianto, il 28 febbraio prossimo. Per
indorargli la pillola Flanagan è stato nominato alla carica –in realtà
onoraria- di Ispettore dei Poliziotti di Sua Maestà, che eserciterà però in
Inghilterra.
(BBC; IT)
Mercoledì 20 febbraio 2002
I QUATTRO REPUBBLICANI FERMATI NELLA CONTEA DI TYRONE PER IL FUCILE ANTICARRO RINVIATI A GIUDIZIO: CINQUE FERITI QUANDO LA FOLLA SI SCONTRA CON LA POLIZIA DAVANTI AL TRIBUNALE.
I quattro Repubblicani fermati dal P.S.N.I. (ex R.U.C.) domenica 17 febbraio a
Coalisland (Contea di Tyrone) in seguito al ritrovamento di un fucile anticarro
RPG 22 con relativa granata sono stati oggi formalmente incriminati e rinviati a
giudizio in stato di detenzione dinanzi al tribunale di Cookstown. I quattro,
tutti della Contea di Tyrone, sono il trentunenne Donald Mullan di Dungannon, il
ventitreenne Brendan O’Connor di Pomeroy, il ventiquattrenne Sean Dillon e il
trentunenne Kevin Barry Murphy, entrambi di Coalisland; i due reati loro
imputati sono “porto abusivo di un fucile anticarro e della sua granata allo
scopo di mettere vite in pericolo”, e “cospirazione al fine di assassinare
membri delle forze di sicurezza”. Gli accusati si sono dichiarati innocenti.
Il processo inizierà il 19 marzo prossimo. Il P.S.N.I. sostiene che i quattro
siano Repubblicani dissidenti, forse del R.I.R.A., ma la cosa non
è affatto sicura; il deputato all’Assemblea del partito unionista
intransigente DUP per la zona, Willie McCrea, ha
sostenuto che essi sono invece membri dei Provisionals.
Una folla di una cinquantina di persone, sostenitori e parenti dei quattro
arrestati, si è scontrata con reparti del PSNI/RUC in assetto antisommossa
tanto prima dell’udienza che all’uscita: il bilancio è di cinque feriti -
quattro manifestanti e un agente del PSNI.
(IT; BBC; «The Belfast Newsletter»)
PRIMA DELL’INCONTRO CON BERTIE AHERN, GERRY ADAMS RIBADISCE I MOTIVI PER CUI IL SINN FÉIN NON RICONOSCE IL P.S.N.I. (EX R.U.C.).
Prima dell’incontro con il Taoiseach (capo del governo)
irlandese Bertie Ahern, che doveva informarlo riguardo ai colloqui di lunedì
scorso a Londra col Primo Ministro britannico Tony Blair, il presidente del
partito repubblicano indipendentista Sinn
Féin, Gerry Adams, ha ribadito che il suo partito non intende nominare i
suoi due rappresentanti nella Commissione sulla Polizia (Policing Board) dell’Irlanda
del Nord. Ahern, intervistato dalla BBC, aveva auspicato che invece il Sinn
Féin lo facesse presto. Nell’ottobre prossimo il Parlamento britannico dovrà
decidere su misure legislative che dovrebbero fare procedere e migliorare la
riforma della polizia. “Siamo stati chiarissimi riguardo al fatto che la nuova
legislazione sulla riforma della polizia dovrà contenere, e attenersi, alle
raccomandazioni del Rapporto Patten. Il
recepimento di Patten è la condizione minima perché nazionalisti e
repubblicani accettino di avere parte in questa riforma della polizia”, ha
detto Adams, aggiungendo che “le raccomandazioni del Rapporto Patten non sono
state fino a ora recepite, come è palese se si considera la completa impunità
con cui continua ad agire la Squadra Politica” della RUC (e ora del PSNI).
(BBC; IT)
MUORE EX MEMBRO DELLO I.N.L.A.: ENTRATO IN UNA STAZIONE DELLA GARDA SÍOCHÁNA A DUBLINO, SI ERA SPARATO IN TESTA.
Oggi è morto, dopo due giorni in rianimazione in un ospedale
di Dublino, l’ex militante dell’Esercito Irlandese di Liberazione Nazionale
(I.N.L.A., gruppo repubblicano marxista dal
1998 in stato di cessate il fuoco) Colm Peake, trentanovenne, di Belfast ma che
viveva da anni a Dublino. Lunedì pomeriggio l’uomo era entrato nella stazione
della Garda Síochána (la polizia irlandese)
di Fitzgibbon Street, a Dublino Nord, aveva estratto una pistola e si era
sparato in testa, di fronte a poliziotti e a membri della cittadinanza. Si
ignorano per ora i motivi del gesto. Colm Peake era negli anni Ottanta un noto
membro dello INLA, ed era stato condannato all’ergastolo per omicidio in base
alla testimonianza di un ‘super-pentito’, poi riconosciuta non attendibile.
Negli anni Novanta era stato incriminato per porto abusivo di armi da fuoco.
(BBC; IT)
Giovedì 21 febbraio 2002
BLOODY SUNDAY: RICORSO CONTRO DECISION DI PERMETTERE TESTIMONIANZA DIETRO UNO SCHERMO
Ieri un avvocato ha detto che si potrebbe presentare un
ricorso contro la decisione del giudice di permettere a venti poliziotti
testimoni del Bloody Sunday di testimoniare dietro uno schermo. La decisione è
stata contestata da Mary Doherty, sorella del diciassettenne, Gerard Donaghy,
uno delle quattordici vittime uccisi dai soldati inglesi. Mary Doherty ha detto
di volere vedere le facce e gli atteggiamenti dei testimoni perché è
importante per i famigliari per stabilire la verità sui motivi e le circostanze
in cui sono stati uccisi i loro cari. Il giudice Kerr ha dichiarato che gli è
stato detto che questo richiederà una elaborata procedura di controllo dato che
il gruppo comprende 120 persone. Ha aggiunto di non avere motivo per dubitare
della buona fede di Doherty ma è più importante la sicurezza dei testimoni.
(IT)
Venerdì 22 febbraio 2002
POLIZIA: OMICIDIO NON SETTARIO
La polizia ritiene che l' omicidio di un uomo avvenuto nella
contea di Down non è settario. Ieri Mathew Burns è stato ucciso e suo fratello
ferito quando la loro auto è stata raggiunta da proiettili ad alcuni metri
dalla loro casa vicino alla città di Castlewellan. Si ritiene che un gruppo
repubblicano sia responsabile dell' attacco. Sembra che Burns la scorsa estate
sia è stato vittima di un altro attacco a Newcastle.
(BBC NI)
Sabato 23 febbraio 2002
SERIE DI ALLARMI BOMBA A DERRY
Ieri notte la polizia e l'esercito britannico sono
intervenuti per una serie di allarmi bomba. Dopo diverse telefonate di
avvertimento sono state disinnescate due bombe di tubo nella zona di Coleraine.
La prima, trovata fuori della caserma della polizia di Kilrea, è stata
disinnescata alle 22,30, mentre un'altra, trovata a Garvagh, era un falso
allarme. Altri nove ordigni sono stati disinnescati nella zona di Magherafelt.
La polizia ritiene che un gruppo lealista sia responsabile dei tentati attacchi.
(UTV)
Domenica 24 febbraio 2002
FUNERALE DI MATHEW BURNS, L'UOMO UCCISO GIOVEDI
Oggi si è svolto il funerale di Mathew Burns che è stato assassinato giovedì scorso. Sabato il capo della polizia ha detto che è troppo presto per dire chi era responsabile ma ha aggiunto che non escluderebbe la possibilità che potrebbe essere opera dello PIRA. Mathew Burns, 26 anni, un noto spacciatore di droga, è stato ucciso nella sua macchina vicino a Castlewellan nella contea di Down.
Lunedì 25 febbraio 2002
GIORNALISTA CONTESTA LE DICHIARAZIONI DELL' ESERCITO INGLESE SUL BLOODY SUNDAY
Peter Pringle, ex giornalista del Sunday Times, ha testimoniato all' inchiesta del Bloody Sunday dicendo che non c'è prova per sostenere le dichiarazioni dell'esercito inglese secondo cui i soldati inglesi subirono un attacco armato dello IRA. Arthur Harvey, avvocato delle famiglie delle vittime, ha chiesto a Pringle se fosse conoscenza che i soldati inglesi avessero subito attacchi con fucili, bombe e molotov. Pringle ha risposto: "No". Pringle ha aggiunto di non avere trovato alcuna prova dal 1972 fino a oggi per sostenere tali dichiarazioni.
Martedì 26 febbraio 2002
DEPOSITO DI ARMI SCOPERTO NELLA CONTEA DI DONEGAL
Oggi la polizia irlandese sta esaminando le armi scoperte
ieri vicino a Stranolar (contea di Donegal). Le armi, che la polizia ritiene
appartenenti a un gruppo dissidente repubblicano, comprendono due fucili AK47,
mitragliatrici, lanciarazzi e detonatori. Non sono stati fatti arresti.
(UTV)
DEPUTATO DI SF RIFIUTA DI CHIEDERE ALLA GENTE DI DARE INFORMAZIONI SULLO IRA
In una intervista, Caoimhghin O Caolàin , SF, ha rifiutato di chiedere alla gente che
potrebbe avere informazioni sugli omicidi di poliziotti compiuti da
repubblicani, o su depositi di armi dello IRA, di farsi avanti. O Caolàin
ha detto che i depositi di armi dello IRA nella Repubblica dovrebbero essere
visti in un contesto storico. Ha aggiunto : " Vorrei vedere una situazione
in cui tutte le armi siano tolte dalla politica". In risposto alla domanda
sulla sua lealtà alla Repubblica, O Caolàin ha detto di aver giurato fedeltà
alla Repubblica dichiarata nella Pasqua del 1916.
(IT)
Mercoledì 27 febbraio 2002
ATTACCO MOLOTOV A WHITEHEAD (ANTRIM)
La polizia ha dichiarato che una molotov lanciata in un
appartamento a Whitehead ha causato danni superficiali. L'ordigno è stato
lanciato attraverso la finestra di un appartamento di Islandmagee Rd intorno
alle 23,00 della scorsa notte. L'appartamento, fortunatamente, era vuoto e solo
i tappeti e il soffitto hanno subito danno. La polizia ha lanciato un appello a
chiunque abbia informazioni in merito.
(UTV)
Giovedì 28 febbraio 2002
ATTENTATO DI OMAGH: VICE CAPO DELLA POLIZIA DI MERSEYSIDE GUIDERA LA INVESTIGAZIONE
E stato reso noto che il vice capo della polizia di
Merseyside (Liverpool) potrebbe iniziare una nuova indagine sull' attentato di
Omagh. Sembra che Mike Tonge potrebbe arrivare in Irlanda del Nord settimana
prossima per prendere l'incarico. Una portavoce della Commissione sulla Polizia,
formata da unionisti, nazionalisti e da membri indipendenti , ha confermata che
il trasferimento di Tonge sta per essere confermato. Questa notizie giunge dopo
le critiche fatte dall' Ombudsman, Nuala O' Loan, secondo cui la polizia non
avrebbe agito dopo aver ricevuto informazioni sull' attentato.
(UTV)

