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Ultime notizie FEBBRAIO 2002

 


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Venerdì 1 febbraio 2002

IL GOVERNO DI DUBLINO ANNUNCIA LA DATA DEL REFERENDUM SULL'ABORTO: SI TERRÀ IL 6 MARZO.

Questa sera il Governo di Dublino ha annunciato che il 6 marzo prossimo si terrà il referendum sulla proposta governativa di inserire un emendamento nella Costituzione che renda illegale l'aborto (oggi illegale in Irlanda) anche per il futuro. Prima delle elezioni del 1997 Bertie Ahern, leader del Fianna Fáil (FF, partito di maggioranza relativa, populista di centro) aveva promesso l'emendamento costituzionale ai gruppi di pressione cattolici attivi nel paese, e in previsione delle elezioni del prossimo maggio ha deciso di mantenere la promessa. Secondo la Costituzione irlandese in vigore (del 1937) ogni emendamento alla Costituzione deve essere sottoposto all'approvazione popolare tramite referendum, pertanto l'emendamento che vieterebbe esplicitamente l'aborto (già proibito dalle leggi in vigore) nella Costituzione ha bisogno dell'approvazione del 50% più uno dei votanti. Un ricorso alla Corte Suprema contro il quesito formulato per il referendum verrà discusso la settimana prossima: se il ricorso venisse accolto, la decisione di tenere un referendum verrebbe annullata.
(IT; BBC)

LEALISTI CERCANO DI UCCIDERE UNA DONNA NAZIONALISTA INCINTA CON UNA BOMBA SOTTO L'AUTOMOBILE.

Il Servizio di Polizia dell'Irlanda del Nord (PSNI, ex RUC) ha ammesso che sono lealisti i probabili responsabili di una bomba collocata ieri a Greystone (vicino a Dungannon, nella Contea di Tyrone) sotto la macchina di una donna nazionalista incinta. L'ordigno era stato scoperto dalla donna, insospettita da strani movimenti intorno alla propria casa. La vittima mancata ha avvertito non il PSNI/RUC, ma il Sinn Féin. I Repubblicani hanno verificato che si trattava di un ordigno, e solo in seguito è stata chiamata la polizia (prova della scarsa fiducia di cui essa gode tra i nazionalisti), la quale se ne è lamentata. Michelle Gildernew, deputato astensionista eletto per il collegio al parlamento di Westminster, aveva subito accusato i lealisti del tentato assassinio, dicendo: "Da qualche tempo temevamo che i nazionalisti della zona sarebbero stati oggetto di tentativi di omicidio da parte dei lealisti, e credo che questo tentativo abbia delle implicazioni assai sinistre". Gli artificieri dell'Esercito britannico e l'ispettore David Boyd del PSNI/RUC hanno confermato che se la bomba non fosse stata scoperta la donna sarebbe rimasta uccisa o gravemente ferita. La donna, di cui non è stata rivelata l'identità, è al settimo mese di gravidanza, e dopo l'attentato è andata a vivere provvisoriamente altrove: "Ho paura di tornare nella mia casa. Non riesco a credere di essere stata scelta come obbiettivo, non riesco a credere che oggi, in questo giorno e in quest'epoca, quando credevamo di esserci lasciati alle spalle questa follia e tutti cercano di vivere normalmente, siamo ancora degli obbiettivi - allora tutti sono un obbiettivo".
(BBC)


Sabato 2 febbraio 2002

ANCHE IL SDLP RICHIEDE UNA INDAGINE INDIPENDENTE SULLA STRAGE DI OMAGH.

Oggi il leader del Partito Socialdemocratico e Laburista (SDLP, il partito nazionalista moderato delle Sei Contee), Mark Durkan, ha annunciato che il suo partito appoggia la richiesta dell'Ombudsman sulla polizia dell'Irlanda del Nord, Nuala O'Loan, per una nuova inchiesta sulla strage di Omagh del 1998 e sul modo in cui la RUC ha condotto le indagini su di essa, diretta da un ufficiale di polizia non facente parte del Servizio di Polizia dell'Irlanda del Nord (PSNI, ex RUC). Durkan ha insistito che la decisione del capo del PSNI, Sir Ronnie Flanagan, di nominare un ufficiale della polizia del Merseyside (Inghilterra) come consulente per le indagini non è sufficiente a "colmare la completa mancanza di fiducia, non solo da parte delle famiglie delle vittime della strage di Omagh, ma dell'insieme della comunità", nell'operato del PSNI/RUC, condannato nel rapporto del 12 dicembre 2001 dell'Ombudsman. In questo modo il leader del partito nazionalista moderato Durkan, dopo essersi incontrato col capo del governo irlandese Bertie Ahern, si allinea sulla sua posizione.
(BBC; IT)


Domenica 3 febbraio 2002

SI AGGRAVANO LE FRATTURE NELLA ULSTER DEFENCE ASSOCIATION (UDA): IL KILLER MICHAEL STONE, SOSTENITORE DEL PROCESSO DI PACE, COSTRETTO A LASCIARE L'IRLANDA.

Sembra che, come avevamo annunciato (vedi Ultime Notizie del 21 gennaio scorso), si stiano aggravando le divisioni interne nella Ulster Defence Association (UDA), l'organizzazione paramilitare lealista responsabile della maggior parte delle violenze a danno di civili nazionalisti negli ultimi anni. Il giornale domenicale di Dublino "Sunday Business Post" dà infatti la notizia che il killer lealista Michael Stone è stato costretto a lasciare l'Irlanda da altri membri della UDA. Tra i lealisti Michael Stone godeva della considerazione di eroe popolare: assassino esperto già da molti anni, nel 1988 aveva attaccato, da solo, con bombe a mano e pistole, nel cimitero di Milltown a Belfast, la folla intervenuta al funerale dei tre Volontari dell'Esercito Repubblicano Irlandese (IRA) uccisi dallo 'Special Air Service' (S.A.S., le 'teste di cuoio' dell'Esercito britannico) a Gibilterra. La polizia unionista (RUC) lo aveva sottratto a fatica al linciaggio dopo che era riuscito a uccidere tre dei partecipanti al funerale, tra i quali un Volontario dell'IRA, e a ferire dozzine di persone. Condannato all'ergastolo, era stato rilasciato nel 2000 per effetto degli Accordi di Belfast, e aveva preso posizione in favore del processo di pace. Il comandante della Brigata di Belfast Est della UDA, in maggioranza favorevole al processo di pace e che non ha partecipato in prima fila alla campagna di violenze contro i nazionalisti dell'ultimo anno e mezzo, è un uomo legato a Michael Stone. L'aggravarsi dello scontro interno alla UDA ha però costretto il noto killer lealista a lasciare l'Irlanda qualche settimana fa per non essere ucciso; infatti prima di partire per l'esilio (in Spagna) Stone era stato assalito fisicamente in un bar controllato dalla UDA, dopo che si era lamentato perché l'organizzazione lealista è sempre più pesantemente coinvolta nel traffico di droga. Il fatto che un 'eroe popolare' della UDA sia stato picchiato da membri della stessa organizzazione e costretto ad andare in esilio sotto minaccia di morte rivela che lo scontro tra le diverse fazioni interne del gruppo armato lealista sta divenendo incontrollabile; indice, insieme ad altri fatti degli ultimi mesi (come la dissoluzione del partito politico della UDA, lo UDP, e come il grottesco balletto riguardo alle sigle di copertura usate per rivendicare gli attentati), di una sempre maggiore incapacità, da parte dell'organizzazione, di individuare una linea politica per il futuro.
(SBP)

DISORDINI NELLA CONTEA DI DOWN: QUATTRO AGENTI DEL P.S.N.I. FERITI, QUATTRO FERMATI INCRIMINATI.

Questa notte quattro agenti del Servizio di Polizia dell'Irlanda del Nord (PSNI, ex RUC) sono stati feriti in scontri con una trentina di persone che uscivano dai bar dopo la chiusura nel villaggio di Killyleagh (Contea di Down). La polizia era intervenuta, a dire della sua portavoce, per sedare una rissa. Quattro persone fermate sono in seguito state denunciate per rissa e per avere attaccato la polizia.
(BBC; IT)

L'ESERCITO BRITANNICO TROVA ARMI A BELFAST NORD.

L'Esercito britannico ha annunciato di avere trovato venerdì delle armi (tra le quali un fucile da guerra, alcune doppiette e 400 pallottole) in un terreno in disuso a Belfast Nord, nei pressi di Ballysillen Avenue.
(BBC; IT)

GRANDE MANIFESTAZIONE A DERRY PER COMMEMORARE LA 'DOMENICA DI SANGUE' DEL 1972.

Una grande folla (tra le 20 e le 30mila persone) ha partecipato oggi a Derry alla manifestazione annuale che commemora la 'Domenica di Sangue' del 30 gennaio 1972, quando al termine di una marcia per i diritti civili i soldati britannici uccisero 14 dimostranti disarmati. La manifestazione si è svolta lungo lo stesso percorso di 4 chilometri e mezzo della marcia del 1972, concludendosi al 'Free Derry Corner' ('Angolo della Libera Derry', luogo in cui dal 1969 viene preservata la scritta "State entrando nella Libera Derry"). I partecipanti provenivano da tutta l'Irlanda e dall'estero; almeno cinquecento erano venuti apposta dagli Stati Uniti d'America. Gli oratori al comizio finale sono stati Gerry Kelly del Sinn Féin, Geraldine Doherty, nipote di una delle vittime della 'Domenica di Sangue', e Alex Attwood del Partito Socialdemocratico e Laburista (SDLP).
(BBC; IT)

GERRY ADAMS (SINN FÉIN): LA RIUNIFICAZIONE DELL'IRLANDA DOVRÀ TENER CONTO DEI BISOGNI DEGLI UNIONISTI.

Parlando oggi a New York a un dibattito del Forum Economico Mondiale (WEF) sul processo di pace in Irlanda, il presidente del Sinn Féin Gerry Adams ha detto che per riunificare l'Irlanda sarà necessario tenere conto del punto di vista degli Unionisti: "Il più difficile compito che noi che vogliamo una Irlanda unita dobbiamo affrontare è fare i conti con la realtà delle cose: che nell'isola di Irlanda c'è un 20 per cento che non vuole la riunificazione del paese; e dobbiamo cercare di risolvere la situazione. Non credo che possiamo imporre con la forza all'unionismo uno Stato unificato che non abbia il loro assenso o il loro consenso, e che non sia la riflessione del loro sentirsi a proprio agio, del fatto che essi abbiano in esso un posto e che siano sicuri che quello Stato è anche loro". Gli altri partecipanti al dibattito erano il leader del Partito Unionista dell'Ulster (UUP) David Trimble, quello del Partito Socialdemocratico e Laburista (SDLP) Mark Durkan, quello del lealista Partito Unionista Progressista (PUP) David Ervine e il Senatore americano George Mitchell che aveva presieduto ai negoziati che avevano portato alla firma degli Accordi di Belfast del 1998. Partecipava inoltre al dibattito il consigliere speciale del Presidente americano Bush, Richard Haass, che ha chiesto al Sinn Féin di desistere dal boicottaggio del nuovo Servizio di Polizia dell'Irlanda del Nord (PSNI, ex RUC), mandando i propri rappresentanti nella Commissione sulla Polizia (Police Board).
(BBC; IT)


Lunedì 4 febbraio 2002

L'AGGRESSIONE A DUE STUDENTI CATTOLICI A BELFAST SUD COMPIUTA DAI LEALISTI.

Il quotidiano d'informazione nazionalista moderato di Belfast "The Irish News" sostiene oggi che l'aggressione compiuta sabato ai danni di due studenti cattolici nella zona della Queen's University, Donegall Road, Belfast Sud, da una banda armata introdottasi nella loro abitazione, che ha causato ferite gravi alle vittime (una prognosi riservata per frattura della base cranica, della mandibola e di entrambe le braccia per uno dei due, e varie fratture meno preoccupanti per l'altro), fa parte di un tentativo della Ulster Defence Association (UDA), il gruppo armato lealista, di allontanare col terrore tutti gli studenti nazionalisti dalla zona. Questo è quanto ha sostenuto anche il segretario del Sindacato degli Studenti (Students' Union) della Queen's University, mentre invece il Servizio di Polizia dell'Irlanda del Nord (PSNI, ex RUC) aveva affrettatamente commentato, subito dopo l'attacco, che la causa non sembrava essere il "settarismo religioso".
(IN)

DERRY: SCIOPERO DEI POSTINI PER MINACCE LEALISTE, RIENTRATO DOPO CHE LA U.D.A. SMENTISCE.

Ieri sera c'era stata a Derry una telefonata ai Samaritans (uno dei servizi di 'telefono amico', spesso usati in Irlanda per minacciare o rivendicare attentati) in cui un postino cattolico che lavora nel quartiere in prevalenza unionista di Waterside veniva minacciato di morte da lealisti. La minaccia non conteneva una frase di riconoscimento e non era a nome di un gruppo armato, ma venendo tre settimane dopo l'assassinio del postino cattolico Daniel McColgan a Belfast da parte della Ulster Defence Association/ Ulster Freedom Fighters (UDA/UFF) era stata presa estremamente sul serio. I lavoratori delle poste sono entrati immediatamente in sciopero, così che stamattina in città la posta non è stata consegnata. Nel pomeriggio la direzione delle poste ha ricevuto un comunicato della Brigata di Antrim Nord/ Londonderry della UDA/UFF, in cui il gruppo armato lealista smentiva di avere fatto alcuna minaccia, e negava che essa provenisse da paramilitari lealisti. Il comunicato è stato letto ai lavoratori delle poste, che hanno deciso di revocare lo sciopero e di ritornare al lavoro da domani, pur rimanendo vigilanti. Come ha detto Bill Hannaway, segretario del sindacato dei postelegrafonici, le preoccupazioni rimangono, e il postino cattolico cui era stata rivolta la minaccia non lavorerà più nel quartiere di Waterside.
(BBC; IT)

TRIBUNALE SULLA 'BLOODY SUNDAY', INIZIANO LE DEPOSIZIONI DEGLI AGENTI DELLA R.U.C., CHE CHIEDONO DI TESTIMONIARE COL VOLTO COPERTO.

Oggi ha deposto a Derry davanti al Tribunale sulla 'Domenica di Sangue' del 30 gennaio 1972 (quando i soldati britannici uccisero 14 dimostranti nazionalisti disarmati), presieduto da Lord Saville, il primo agente della Squadra Politica della RUC, William George Hunter, oggi in pensione. Egli aveva ottenuto di poter testimoniare da dietro uno schermo, in modo da non essere visto dalle famiglie delle vittime e dal pubblico. Hunter ha ripetuto ciò che aveva sostenuto nel 1972 all'Inchiesta Widgery (istituita allora dal Governo britannico nel tentativo di discolpare l'Esercito britannico per la strage), di avere sentito quel giorno, subito prima che i soldati inglesi si mettessero a sparare, gli scoppi di una decina di bombe a chiodi e le raffiche di un fucile mitragliatore Thompson (arma allora usata dall'Esercito Repubblicano Irlandese); cosa assolutamente esclusa da tutti i testimoni civili e da quelli che allora facevano parte dello IRA. La veridicità della testimonianza di Hunter è stato messa in dubbio dagli avvocati dei parenti delle vittime, ma l'ex agente ha insistito a sostenerla. Ora anche altri testimoni facenti parte quel giorno della polizia unionista RUC hanno chiesto di poter testimoniare senza essere visti dal pubblico. Lord Saville ha rimandato la prossima udienza a giovedì, chiedendo che essi facciano le loro richieste per iscritto entro martedì, in modo che il Tribunale abbia il modo di deliberare in proposito.
(BBC; IT)

ASSEMBLEA DELL'IRLANDA DEL NORD: DEPUTATO UNIONISTA RITIRA CALUNNIA CONTRO DEPUTATO DEL SINN FÉIN.

Il deputato unionista anti-processo di pace Norman Boyd, che la settimana scorsa aveva detto che il deputato del Sinn Féin Gerry McHugh era stato condannato per avere assassinato un postino, ha oggi ritirato la calunnia dopo che il deputato del S.F. era intervenuto all'Assemblea dicendo che essa era "falsa, avventata e stupida". McHugh ha detto: "Non sono mai stato incriminato o condannato per l'assassinio di nessuno, men che mai di un lavoratore delle poste. I commenti che ha fatto Boyd sono assolutamente privi di fondamento, e le sue accuse non hanno alcun legame con alcun fatto o con la realtà". Il presidente dell'Assemblea dell'Irlanda del Nord, Lord Alderdice, ha allora ammonito i deputati a non avvalersi del privilegio parlamentare per dichiarazioni irresponsabili, dicendo che esso non può essere usato, come aveva fatto Boyd, per mettere in pericolo la vita di altri deputati: "Mettere in pericolo la vita di un altro deputato è un tentativo criminale. La conseguenza inevitabile di accuse false è infatti mettere in pericolo l'accusato, e in questo caso accusato del tutto ingiustamente, e la sua famiglia", aggiungendo che Boyd avrebbe dovuto controllare la veridicità delle sue affermazioni prima di parlare.
(BBC)


Martedì 5 febbraio 2002

VERRANNO COSTRUITI NUOVI 'MURI DELLA PACE' (PEACELINES) IN IRLANDA DEL NORD.

Ieri sera Jane Kennedy, Ministro per la Sicurezza dell'Ufficio per l'Irlanda del Nord (N.I.O., l'amministrazione britannica nelle Sei Contee del nord-est, diretta dal Segretario di Stato John Reid), ha annunciato che in cinque località verranno costruiti nuovi 'muri della pace' ('peacelines', muri o palizzate metallici posti a cominciare dal 1969 al confine tra vari quartieri cattolici e protestanti, per impedire scontri e attacchi motivati dal settarismo religioso), per una spesa complessiva di 670.000 lire sterline. Queste misure di sicurezza seguono discussioni tra il NIO e gli agenti del PSNI/RUC e tra il NIO e i rappresentanti dei gruppi di residenti coinvolti nelle tensioni e nei disordini tra le diverse comunità. Le cinque località sono 1) Belfast Nord (nuove palizzate o estensione di quelle esistenti in tre diversi punti, specie a Glenbryn, vicino alla scuola cattolica per bambine della Holy Cross, teatro della notoria 'protesta' lealista); 2) Belfast Ovest (estensione di due diverse palizzate al confine tra il quartiere nazionalista delle Falls e quello lealista di Shankill); 3) Belfast Est (una strada verrà sbarrata con un muro); 4) Portadown, Contea di Armagh (diverse misure di sicurezza nella zona della Corcrain Road, al confine tra il quartiere nazionalista di Garvaghy Road e il resto - lealista - della città); e 5) Derry (modifica a una palizzata già esistente). La Kennedy ha deplorato il fatto che queste costruzioni siano purtroppo ancora necessarie per tutelare la sicurezza fisica dei cittadini.
(BBC; IT)

LA COMMISSIONE SULLA POLIZIA (POLICING BOARD) DELL'IRLANDA DEL NORD INCONTRA - SEPARATAMENTE - L'OMBUDSMAN SULLA POLIZIA NUALA O'LOAN E IL CAPO DEL P.S.N.I. (EX RUC) RONNIE FLANAGAN, QUEST'ULTIMO SOSTENUTO DAGLI UNIONISTI.

Oggi la Commissione sulla Polizia dell'Irlanda del Nord (Policing Board), composta da 19 membri, nella propria inchiesta preliminare sulla rissa riguardo alle indagini sulla strage di Omagh del 1998 ha incontrato le due parti in causa, prima per quattro ore l'Ombudsman sulla Polizia, Nuala O'Loan, poi per tre ore e mezza il capo del riformato Servizio di Polizia (PSNI, ex RUC), Sir Ronnie Flanagan. L'Ombudsman, che era accompagnata da Dave Wood, direttore delle indagini del suo ufficio e ex ufficiale della 'Metropolitan Police' inglese, e dal vice-direttore delle indagini dell'ufficio Martin Bridger, si è rifiutata di parlare coi giornalisti (così come ha fatto, poi, anche Flanagan); ma, a quanto questi sono riusciti ad appurare, ha chiesto alla Commissione sulla polizia di imporre al PSNI (ex RUC) una nuova indagine guidata da un ufficiale di polizia estraneo a esso e venuto da fuori, la raccomandazione chiave contenuta nel suo rapporto del 12 dicembre scorso, che condannava il modo in cui la RUC e il suo capo, Flanagan, avevano condotto le indagini su Omagh. Flanagan ha sostenuto la sua posizione anche davanti alla Commissione sulla Polizia: il rapporto dell'Ombudsman è incorretto, e l'indagine su Omagh è in buone mani. Sulla risoluzione di questo scontro la Commissione sulla Polizia, di cui fanno parte anche rappresentanti dei partiti unionisti e del nazionalista Partito Socialdemocratico e Laburista (SDLP; ma non del Sinn Féin, che si è rifiutato di nominare i propri due delegati perché il PSNI è ancora troppo simile alla polizia unionista RUC), gioca il suo futuro: se essa non riuscirà a trovare una soluzione alla disputa e a imporsi sul PSNI e sul Governo britannico, mostrerà che il Sinn Féin aveva ragione riguardo alla riforma della polizia. Riguardo alla materia del contendere, poi, i rappresentanti unionisti nella Commissione sulla Polizia hanno oggi dimostrato di mettere la difesa dell'operato della polizia unionista RUC e del suo capo Flanagan prima dell'esigenza dei parenti delle vittime di una indagine seria che porti alla condanna dei responsabili della strage di Omagh. Infatti i rappresentanti unionisti, tanto quelli favorevoli al processo di pace quanto quelli contrari, si sono scatenati contro le proposte dell'Ombudsman (sostenute dal capo del governo di Dublino, Bertie Ahern, e dal SDLP), invitandola a dimettersi, ancora prima di averla sentita. Su questa linea si è scatenato per il Partito Unionista dell'Ulster (UUP) Lord Kilclooney (al secolo John Taylor, dimessosi l'anno scorso dal Parlamento di Westminster per non essere sconfitto dal candidato del partito unionista rivale DUP, e premiato col titolo di pari d'Inghilterra), con toni particolarmente violenti: "L'Ombudsman sulla polizia ha chiaramente oltrepassato i suoi poteri. Il suo rapporto era pieno di inaccuratezze, e mi sembra che abbia danneggiato la polizia in Irlanda del Nord. Credo che dovrebbe dimettersi, e di sicuro in quanto membro della Commissione sulla Polizia io non ho alcuna fiducia nella signora O'Loan come Ombudsman". Su questa linea John Taylor era stato preceduto, tra i membri della Commissione, dal collega di partito Fred Cobain (lo UUP è favorevole al processo di pace), e da Sammy Wilson e Ian Paisley Junior del Partito Unionista Democratico (DUP, invece contrario al processo di pace). La Commissione sulla Polizia si riunirà in seduta pubblica giovedì prossimo, e dovrà decidere su Omagh poco dopo.
(BBC; IT; "The Belfast Newsletter")

APPARTENENZA AL R.I.R.A.: DUE GIOVANI CONDANNATI E IMPRIGIONATI A DUBLINO DAL TRIBUNALE SPECIALE.

Oggi la Corte Criminale Speciale di Dublino, da sempre incaricata della repressione dei Repubblicani nello Stato irlandese del sud, ha condannato a 18 mesi di galera Laurence Keane, di 23 anni, e Stephen O'Rourke, di 22, entrambi di Athy, Contea di Kildare, per avere ammesso, durante un interrogatorio di polizia, "di essere membri di una organizzazione illegale che si fa chiamare l'Esercito Repubblicano Irlandese, ovvero Oglaigh na hÉireann, ovvero 'il Vero' I.R.A. (RIRA), il 24 luglio 2001". I due erano stati arrestati in quella data mentre in una zona di torbiera della Contea di Kildare prendevano parte a un campo di addestramento del RIRA, gruppo armato repubblicano contrario al processo di pace e autore della strage di Omagh del 1998, scissosi dallo IRA nel 1997. La sentenza è stata clemente perché i due erano entrati nel RIRA solo in occasione dello sfortunato campo d'addestramento, e perché sono pesci piccoli.
(IT)

MUORE A 82 ANNI SARAH CLARKE, LA SUORA CHE AVEVA SOSTENUTO DAGLI ANNI SETTANTA I PRIGIONIERI IRLANDESI IN INGHILTERRA.

È morta improvvisamente a 82 anni Suor Sarah Clarke, dell'ordine della Unione Santa, autrice del libro autobiografico 'No Faith in the System: A Search for Justice' (Cork, 1995). Suor Clarke aveva sostenuto dall'inizio degli anni Settanta i prigionieri politici irlandesi detenuti in Inghilterra, e la sua azione di collegamento tra prigionieri e avvocati era stata indispensabile anche per smascherare gli 'errori giudiziari' compiuti dallo Stato inglese ai danni di civili irlandesi scambiati per Volontari dell'IRA e detenuti ingiustamente per quasi 20 anni, come i Sei di Birmingham e i Quattro di Guilford, rilasciati infine anche per effetto della campagna di opinione guidata dalla stessa Sarah Clarke.
(IT)

UN ALTRO STUDENTE CATTOLICO CACCIATO DA BELFAST SUD DALLA ULSTER DEFENCE ASSOCIATION (U.D.A.).

Il quotidiano d'informazione nazionalista moderato di Belfast "The Irish News" riporta oggi con grande rilievo che il gruppo armato lealista Ulster Defence Association (UDA) ha costretto un altro studente cattolico ad andarsene dalla zona universitaria del Village, Belfast Sud, dopo avere sabato scorso massacrato di botte altri due studenti nazionalisti allo stesso scopo. Il quotidiano esprime la sua preoccupazione per l'evidente tentativo del temibile gruppo lealista di estendere le sue attività di 'pulizia confessionale' al Village, quartiere di studenti finora non toccato dal settarismo religioso violento.
(IN)


Mercoledì 6 febbraio 2002

MENTRE LA COMMISSIONE SULLA POLIZIA DISCUTE, I PARENTI DELLE VITTIME DI OMAGH APPOGGIANO UNA NUOVA INDAGINE INDIPENDENTE.

Oggi anche i parenti delle vittime della strage di Omagh, dopo il capo del governo irlandese di Dublino Bertie Ahern e dopo il Partito Socialdemocratico e Laburista (SDLP, nazionalista moderato) delle Sei Contee, hanno preso posizione sulla richiesta dell'Ombudsman sulla Polizia, Nuala O'Loan, di una nuova indagine su Omagh guidata da un ufficiale di polizia che non faccia parte del PSNI (ex RUC), sostenendola. Nel frattempo la Commissione sulla Polizia dell'Irlanda del Nord sta ancora discutendo su che decisione prendere; un gruppo di quattro suoi membri a ciò delegati per l'occasione, composto da tre rappresentanti dei partiti (UUP, SDLP e DUP) e da un membro indipendente, è stato incaricato di proporre alla Commissione intera (19 membri) una decisione.
(BBC; IT)


Giovedì 7 febbraio 2002

IL TRIBUNALE SULLA 'DOMENICA DI SANGUE' DI DERRY CONCEDE CHE VENTI POLIZIOTTI DELLA R.U.C. DEPONGANO CELATI DA SCHERMI.

Il Tribunale sulla 'Domenica di Sangue' del 30 gennaio 1972 (quando a Derry i soldati inglesi uccisero 14 manifestanti nazionalisti disarmati), presieduto da Lord Saville, ha deciso di accettare la richiesta di 20 poliziotti della RUC. di deporre senza venire visti dalle famiglie delle vittime e dal pubblico, perché -così sostenevano- le loro vite sarebbero state poste in pericolo se le loro fattezze fossero state riconosciute. I poliziotti deporranno nascosti alla vista del pubblico da paratie, come ha già fatto il loro collega William G. Hunter. Altri due di loro hanno chiesto di poter testimoniare in Inghilterra, come i soldati inglesi. Ma i loro nomi sono tutti di dominio pubblico.
(BBC; IT)

LA COMMISSIONE SULLA POLIZIA DECIDE SULLA CONTROVERSIA RIGUARDO A OMAGH DANDO TORTO A FLANAGAN: NUOVA INCHIESTA, DIRETTA DA POLIZIOTTO ESTRANEO ALLA RUC/PSNI.

Alle ore 20.00 di oggi la Commissione sulla Polizia (Policing Board) dell'Irlanda del Nord ha finalmente deciso riguardo alle indagini sulla strage di Omagh del 1998, controversia che vedeva l'Ombudsman sulla Polizia Nuala O'Loan, i parenti delle vittime dell'attentato, il Governo di Dublino e i partiti nazionalisti delle Sei Contee chiedere una nuova inchiesta, diretta da un poliziotto estraneo alla RUC e al PSNI che a essa è succeduto, contro il capo del PSNI/RUC, Ronnie Flanagan, e i partiti unionisti. La Commissione è costituita da 19 membri, 9 dei quali rappresentanti dei partiti. Dal momento che il partito repubblicano Sinn Féin ha rifiutato di nominarvi i 2 rappresentanti cui aveva diritto, non ritenendo che sia stata compiuta una riforma seria della polizia, i tre partiti SDLP (nazionalista moderato), UUP (unionista pro-Accordi) e DUP (unionista anti-Accordi) vi hanno 3 rappresentanti ciascuno. La Commissione sulla Polizia ha deciso di nominare un alto ufficiale di una delle forze di polizia della Gran Bretagna alla direzione di una nuova inchiesta che avrà il compito di fare ripartire le indagini su Omagh. Questo alto ufficiale dovrà rispondere alla Commissione, e la sua inchiesta avrà il compito di esaminare quali risorse e quali abilità siano state impiegate finora nelle indagini e quali occorrano, di concludere le stesse indagini con l'incriminazione degli attentatori, di valutare il modo in cui le indagini erano state condotte dalla RUC, di collegarsi riguardo a Omagh con la polizia della Repubblica irlandese, la Garda Siochana, di identificare gli ostacoli a una conclusione positiva dell'indagine, e di riferire a intervalli stabiliti alla stessa Commissione sulla Polizia.
(BBC; IT)


Venerdì 8 febbraio 2002

SECONDINO DEL CARCERE DI MAGILLIGAN FERITO GRAVEMENTE DA ORDIGNO ANTI-UOMO DI REPUBBLICANI DISSIDENTI.

Un secondino quarantenne del carcere di Magilligan, vicino a Derry, è stato gravemente ferito da un ordigno anti-uomo che la polizia (PSNI, ex RUC) sostiene essere stato posto da Repubblicani dissidenti, per protestare contro la visita in corso nelle Sei Contee dell'erede al trono britannico, il principe Charlie Windsor. L'ordigno era collocato sul perimetro che divide il carcere da un centro di addestramento dell'Esercito britannico; l'uomo è stato ferito mentre lo stava esaminando.
(BBC; IT)

LA DECISIONE DELLA COMMISSIONE SULLA POLIZIA NON ACCONTENTA NESSUNO.

La decisione presa ieri dalla Commissione sulla Polizia (Policing Board) di nominare un alto ufficiale di polizia inglese per sovrintendere alle indagini sulla strage di Omagh del 1998 non sembra soddisfare in realtà nessuno. I partiti unionisti e quelle nazionalista moderato, che hanno rappresentanti nella Commissione, hanno cercato di presentare la decisione come una vittoria per la propria parte. Così il Partito Socialdemocratico e Laburista (SDLP, il partito nazionalista moderato) e il quotidiano d'informazione "The Irish News" di Belfast, che lo sostiene, hanno descritto la decisione della Commissione come "senza precedenti", cercando di far credere che essa dimostra che la Commissione permetterà di controllare democraticamente l'operato della polizia (PSNI, ex RUC), e presentandola come un atto di sostegno all'Ombudsman Nuala O'Loan contro il capo del PSNI Flanagan; mentre invece i due partiti unionisti UUP e DUP e il quotidiano unionista di Belfast "The Belfast Newsletter" si congratulano perché a loro dire la Ombudsman sarebbe stata in tal modo "doppiamente sconfitta", e perché il controllo operativo delle indagini resterebbe nelle mani di Flanagan e del PSNI. Evidentemente la decisione presa dalla Commissione non può essere al tempo stesso una cosa e il suo contrario: pertanto o la nuova inchiesta lascia di fatto le cose come stanno, o una delle due parti mente spudoratamente. Il partito repubblicano Sinn Féin, che si era rifiutato di nominare i propri rappresentanti nella Commissione per sfiducia nella riforma della polizia dell'Irlanda del Nord, ha notato che studierà a fondo la decisione, ma che sembra che la Commissione non abbia affrontato il ruolo giocato nel dirottamento delle indagini su Omagh dalla Squadra Politica della RUC. Intanto Michael Gallagher, che nella strage di Omagh perse il figlio, ha dichiarato di non capire in che cosa consista la decisione della Commissione, e che non si capisce come le indagini potranno procedere, aggiungendo di essere comunque scontento del risultato: "Non so per quanto potrà ancora andare avanti questa controversia. La sola cosa che avevamo chiesto era che venissero accettate le sei raccomandazioni contenute nel rapporto indipendente [del 12 dicembre 2001] dell'Ombudsman Nuala O'Loan - perché mai non sono state accettate, così che potessimo procedere?".
(BBC; IT; IN; "The Belfast Newsletter")


Sabato 9 febbraio 2002

LA DECISIONE DELLA COMMISSIONE SULLA POLIZIA SU OMAGH SIGNIFICA O'LOAN - FLANAGAN ZERO A ZERO, MENTRE I POLIZIOTTI VOGLIONO FARE CAUSA ALLA OMBUDSMAN.

Oggi i commenti dei mezzi d'informazione inglesi (la BBC e il quotidiano "The Guardian") e irlandesi (la UTV e i quotidiani "The Irish Times" e "The Belfast Telegraph") sulla decisione della Commissione sulla Polizia dell'Irlanda del Nord riguardo alle indagini sulla strage di Omagh del 1998 sono unanimi. Si sarebbe trattato di un "giudizio salomonico", che accogliendo solo alcune delle raccomandazioni del rapporto di dicembre dell'Ombudsman Nuala O'Loan (che condannava l'operato della RUC/PSNI e del suo capo Ronnie Flanagan nelle indagini sulla strage), e lasciando d'altro canto la condotta operativa delle indagini nelle mani dello stesso Flanagan, non prende le parti di nessuno dei due, rafforzando però molto il potere della stessa Commissione sulla Polizia. I due contendenti, Flanagan e la O'Loan, hanno infatti accettato entrambi la decisione della Commissione, "con riserve". La decisione di nominare un alto ufficiale di polizia inglese scelto dalla Commissione alla guida di una indagine sull'indagine, e di affiancare, con gli stessi poteri, il sovrintendente capo del corpo di polizia inglese del Merseyside, Philip Jones, scelto da Flanagan, all'uomo posto alla guida operativa delle indagini dallo stesso Flanagan non ha convinto i parenti delle vittime, come Michael Gallagher, che ha detto: "Ci sembra che questa presenza di troppi cuochi rischi di rovinare il brodo. Nessuno saprà chi ha la responsabilità delle indagini. L'autorità di tutte queste persone risulterà diminuita, perché nessuno sa chi sia al timone di comando". Nel frattempo l'Associazione di Polizia (Police Association), che riunisce come associazione di categoria gli 11.500 agenti della RUC (e oggi del PSNI), ha chiesto all'Alta Corte di Belfast che venga avviata una inchiesta giudiziaria contro la Ombudsman O'Loan, per le "inaccuratezze" ai danni della polizia e di Flanagan che sarebbero contenute nel suo rapporto di dicembre.
(BBC; IT; "The Guardian"; BT; UTV)

TROVATA ARMA DA FUOCO NELLA CONTEA DI TYRONE.

In seguito a un allerta causato da segnalazioni di cui non è stata rivelata l'origine, il PSNI (ex RUC) e l'Esercito britannico hanno bloccato la strada tra Aughnacloy, Contea di Tyrone, e il confine con la Contea di Monaghan (una delle 26 della Repubblica), conducendo ricerche nella zona, e scoprendo un'arma da fuoco.
(BBC)


Domenica 10 febbraio 2002

UNO DEGLI ASSASSINI DI PAT FINUCANE STA COLLABORANDO CON L'INCHIESTA STEVENS SULLA COLLUSIONE TRA FORZE BRITANNICHE E SQUADRE DELLA MORTE LEALISTE (E ALCUNE NOSTRE CONSIDERAZIONI).

Un articolo pubblicato oggi in "The Sunday Times", edizione domenicale de "The Times" di Londra, quotidiano che è portavoce ufficioso dei servizi segreti inglesi, conferma che uno degli assassini dell'avvocato nazionalista Pat Finucane (ucciso il 12 febbraio 1989 dalla UDA/UFF) sta collaborando con l'indagine di polizia guidata da Sir John Stevens sulla collusione tra forze britanniche e squadre della morte lealiste nel corso del conflitto in Irlanda. L'uomo, Ken Barrett, aveva ammesso la sua partecipazione al crimine nel corso di una conversazione, segretamente registrata, con tre agenti della Squadra Politica della RUC nell'ottobre 1991. Ken Barrett era all'epoca un dirigente del gruppo armato lealista Ulster Defence Association/ Ulster Freedom Fighters (UDA/UFF), ma aveva contattato la Squadra Politica della polizia unionista RUC, dicendosi disposto a diventarne un agente infiltrato e a rivelare tutto ciò che sapeva riguardo alla UDA, perché aveva bisogno di denaro per sanare grossi debiti di gioco. Uno dei tre agenti della RUC, Johnstone Brown, ha denunciato nel 2001 all'inchiesta Stevens e alla stampa che i suoi superiori, invece di cercare di incriminare Barrett per l'omicidio di Finucane sulla base della registrazione, decisero di usarlo come infiltrato e delatore nella UDA, e che fecero sparire il nastro (e Brown ha anche detto che teme di essere ucciso dai suoi ex colleghi). Tre inchieste indipendenti, tutte dirette da Stevens, alto funzionario della Metropolitan Police inglese, hanno già portato alla luce che almeno due delle persone coinvolte nell'assassinio di Finucane erano agenti delle forze di Sua Maestà infiltrati nella UDA/UFF. Il primo, Brian Nelson, era un agente della 'Force Research Unit' (FRU) del 'Military Intelligence' dell'Esercito britannico, l'unità diretta dal generale di brigata dell'Esercito britannico John Gordon Kerr (oggi addetto militare dell'Ambasciata inglese a Pechino, e che verrà finalmente interrogato da Stevens il mese prossimo), incaricata tra gli anni Ottanta e i cessate il fuoco del 1994 di indirizzare, mediante infiltrazione di propri agenti, i gruppi paramilitari lealisti guidandoli ad assassinare militanti repubblicani. Della FRU faceva parte il capitano 'Megs', al secolo Margaret Walshaw (ancora ufficiale dell'Esercito britannico), che aveva spinto la UDA/UFF a uccidere il vecchio repubblicano Francesco Notarantonio per proteggere un dirigente dell'Esercito Repubblicano Irlandese (IRA) che la UDA/UFF intendeva fare fuori: ma quell'uomo dello IRA era in realtà un altro delatore e infiltrato al soldo degli Inglesi (col nome di battaglia 'Coltello da bistecca', Steakknife). E della FRU faceva parte l'uomo che va sotto il soprannome di 'Martin Ingram', oggi parte del gruppo 'La Talpa', composto da ex spioni 'pentiti' e inferociti col Ministero della Difesa britannico che li avrebbe abbandonati, il quale prima coi giornali e poi con gli investigatori di Stevens ha cominciato a fare luce sulle attività della FRU, omicidio Notarantonio compreso. Il secondo spione coinvolto nell'assassinio di Finucane scoperto dall'inchiesta Stevens, William Stobie, che era invece un agente infiltrato della Squadra Politica della RUC, è stato convenientemente ucciso dalla stessa UDA/UFF il 12 dicembre 2001. Sembra che l'uccisione di Willie Stobie sia stato il motivo che ha spinto Ken Barrett a uscire allo scoperto, convincendolo a collaborare con l'inchiesta Stevens: era infatti convinto che tanto la Squadra Politica della RUC quanto i suoi camerati della UDA/UFF, che aveva tradito, intendessero ammazzarlo. Ora gli investigatori di Stevens lo hanno trasferito in una località segreta in Inghilterra, in custodia protettiva. Secondo anonime fonti dei servizi 'di sicurezza' citate da "The Sunday Times" il rischio che Barrett correva era reale: "È più che probabile che se la squadra di Stevens non lo avesse fatto sparire Barrett sarebbe stato rintracciato e avrebbe fatto la stessa fine di Stobie". Le informazioni che Barrett può fornire all'inchiesta Stevens sono di grande valore, e possono fare luce sul come la Squadra Politica della RUC gestisse i propri agenti infiltrati. Il fatto che sia stato "The Sunday Times", in questa come in altre occasioni, a rivelare particolari sulla collusione tra forze della Corona e terroristi lealisti negli assassinii oggetto delle indagini di Stevens (e nell'aprile prossimo un giudice non britannico di un paese del Commonwealth dovrà decidere se l'indagine sull'omicidio Finucane debba trasformarsi in una inchiesta pubblica) deve però fare riflettere. Infatti l'insieme delle rivelazioni sulla 'Guerra Sporca' condotta dagli Inglesi in Irlanda sembra essere il prodotto, certamente voluto da almeno una delle parti, di una faida all'interno dei diversi organismi di 'intelligence' inglesi, in corso dal 1994. Anche l'avere abbandonato, dopo il 1998, i propri agenti infiltrati irlandesi alla potenziale vendetta delle loro vittime non sembra essere stato frutto di stupidità burocratica da parte dei servizi inglesi: era infatti prevedibile che come naturale reazione essi si sarebbero messi a rivelare ai quattro venti quanto sapevano, con ricattatorie minaccie di rivelazioni ulteriori, come i membri del gruppo 'La Talpa' stanno appunto facendo. Una possibile interpretazione -suffragata da indizi- potrebbe essere che un settore dei servizi segreti britannici (probabilmente concentrato nel servizio di spionaggio esterno MI-6) abbia deciso, dopo i cessate il fuoco del 1994, di ridimensionare il potere dei colleghi del controspionaggio (MI-5) e dei soldati dei servizi segreti dell'Esercito ('Military Intelligence'), cresciuto a dismisura per effetto del conflitto in Irlanda. Infatti prima del cessate il fuoco dello IRA sembra che almeno il 70 per cento degli agenti del MI-5, responsabile per la sicurezza interna del Regno Unito (contro la quale la minaccia più grave sembrava rappresentata dai guerriglieri indipendentisti irlandesi), fossero ormai impegnati esclusivamente nel conflitto in Irlanda; e che di fatto quasi tutti i soldati dei servizi segreti dell'Esercito (Military Intelligence) fossero assegnati alla gestione delle operazioni controinsurrezionali in Irlanda (la FRU era solo una parte di questo sforzo). Al contrario lo MI-6, lo spionaggio estero inglese, in teoria non era presente nel conflitto in Irlanda del Nord, ma solo nella Repubblica di Dublino; e dal momento che fino ai cessate il fuoco del 1994 la guerra in Irlanda era stata considerata, per un quarto di secolo, prioritaria per gli interessi dello Stato britannico, si può comprendere come i suoi uomini si sentissero relegati ai margini. Dopo il crollo del blocco di Varsavia e dopo i cessate il fuoco, questo settore dei servizi segreti britannici ha probabilmente cercato di riasserire il proprio primato. Già un paio di mesi prima dei cessate il fuoco del 1994, un elicottero che portava a una riunione in Scozia ventisette (oltre ai due piloti) tra i più importanti operatori della Squadra Politica della RUC, del 'Military Intelligence' dell'Esercito, e del MI-5 (ma nessuno del MI-6), si era misteriosamente schiantato nella penisola scozzese di Kintyre (le indagini e controindagini continuano). Può darsi che si sia trattato di un incidente casuale; ma può darsi anche che qualcuno ci abbia messo una manina. La ridefinizione degli interessi strategici dello Stato britannico ha anche una ricaduta immediata in termini di assegnazione delle risorse finanziarie, e di posti di lavoro, non solo in termini di potere. Per modificare radicalmente quegli interessi così costituitisi in un trentennio, si capisce come il creare una situazione in cui molte e gravi rivelazioni sulla 'Guerra Sporca' condotta dagli Inglesi in Irlanda diventano di dominio pubblico colpisca al cuore i settori, militari e dei servizi segreti, che l'avevano direttamente gestita, e renda una ripresa di quella medesima guerra molto poco praticabile, almeno negli stessi termini (cioè Stato britannico contro repubblicanesimo indipendentista irlandese) in cui era stata condotta. Occorre quindi tenere presente che la causa principale delle rivelazioni sulla 'Guerra Sporca' con cui gli Inglesi avevano cercato di contrastare il nazionalismo irlandese è con ogni probabilità uno scontro di potere all'interno degli apparati di sicurezza dello Stato britannico; ma questo smascheramento è comunque benvenuto.
(ST; altre fonti)

ANCHE UN SECONDO SPIONE AVEVA AVVERTITO IL SERVIZIO DI CONTROSPIONAGGIO INGLESE DI UN ATTENTATO A OMAGH.

Il giornale domenicale di Dublino "Sunday Business Post" ha potuto accertare, tramite i documenti consegnati alla difesa in un processo in corso e tramite contatti con ignoti membri della polizia della Repubblica irlandese, la Garda Siochana, che non solo l'infiltrato 'Kevin Fulton', ma un altro spione infiltrato tra i Repubblicani irlandesi aveva nel 1998 informato in anticipo gli apparati di sicurezza inglesi della probabilità di un attentato a Omagh. Come nota il giornale domenicale, questa informazione non era stata passata dagli uomini del controspionaggio inglese MI-5 alla Squadra Politica della RUC o ai poliziotti irlandesi della Garda, e, in seguito, alla Ombudsman sulla Polizia dell'Irlanda del Nord, Nuala O'Loan: il rapporto della O'Loan del 12 dicembre 2001, che condanna l'operato delle forze di sicurezza britanniche e del capo della polizia delle Sei Contee Ronnie Flanagan, sarebbe stato altrimenti ancora più sferzante. Lo spione in questione è il gigante obeso David Rupert, che oggi ha 52 anni, americano nato nello Stato di New York al confine col Canada, due metri di altezza per 140 chili di peso. L'uomo, che prima di intraprendere la carriera di spia non aveva assolutamente alcun legame, familiare o culturale, con l'Irlanda, era in precedenza un truffatore professionista. David Rupert era infatti riuscito ad andare in bancarotta per quattro volte, accumulando quasi 20 (venti) milioni di dollari di debiti. I creditori vittime delle sue frodi sono più di 200 (duecento); le imprese che aveva fatto partire e portato alla bancarotta erano una catena di bar, un motel, una fabbrica di vestiti, e diverse compagnie di trasporti (l'ultima di queste, la Transport Arrangements Inc, era andata in bancarotta alla fine del 1993 lasciando debiti di 2 milioni e quattrocentomila dollari). In tutte queste occasioni Rupert era riuscito a scomparire senza danni; ma un conto è frodare i cittadini degli USA, un altro e ben diverso conto è frodare lo Zio Sam, come già imparò a sue spese Al Capone. Infatti Rupert non aveva pagato settecentomila dollari di tasse all'ufficio federale del fisco (Internal Revenue Service) degli Stati Uniti; e nel 1994 lo venne a visitare l'agente del Federal Bureau of Investigations (FBI) Ed Buckley, da anni impegnato nella sorveglianza e repressione delle reti di sostegno americane alla lotta di liberazione in Irlanda, che gli propose un affare: se voleva evitare un lunghissimo soggiorno in un penitenziario federale per evasione fiscale, sarebbe dovuto diventare una spia dello FBI in servizio all'estero. Inutile dire che David Rupert accettò la proposta con debita gratitudine, e si ritrovò in Irlanda del sud, col compito di infiltrare i Repubblicani contrari al processo di pace. Inutile anche dire che lo FBI informò la Squadra Politica della Garda Siochana della presenza del suo agente, e che questi venne messo in contatto operativo con un dirigente di essa. All'organismo antisovversivo della Garda Siochana venne però celato, secondo quanto rivela il "Sunday Business Post", che secondo le istruzioni dello FBI Rupert non doveva dare conto alla Squadra Politica irlandese, ma principalmente al servizio di controspionaggio inglese MI-5 (il legame con la Garda era soprattutto ispirato a motivi di diplomazia). È difficile capire come lo spione americano Rupert sia poi riuscito, secondo i piani, a ingraziarsi i Repubblicani tradizionalisti del Republican Sinn Féin (RSF) e del C.I.R.A., contrari al processo di pace: la sola spiegazione, come suggerisce il "Sunday Business Post", è la sua incredibile faccia tosta di truffatore navigato. Sta di fatto che Rupert, che nella Repubblica viveva a Bundoran, nella Contea di Donegal, era riuscito a infiltrarsi nel CIRA (Consiglio Supremo di Continuità - Esercito Repubblicano Irlandese). Dopo la strage di Omagh del 15 agosto 1998 compiuta dal RIRA (il 'Vero' Esercito Repubblicano Irlandese, scissosi dallo IRA nel novembre 1997) i suoi gestori americani e inglesi gli ordinarono di infiltrarsi invece in questo ultimo gruppo, che appariva più minaccioso. In modo ancora più incredibile, David Rupert era così riuscito poi a guadagnarsi la fiducia degli uomini del RIRA, fino al punto di essere invitato alle riunioni dell'organismo dirigente di quel gruppo armato (!), che provvedeva a registrare diligentemente con 'cimici' nascoste. Nel marzo del 2001 il suo ruolo di infiltrato è giunto a compimento, con l'arresto di Michael McKevitt da parte della Garda Siochana. McKevitt è accusato di essere stato fino a quella data il capo di stato maggiore del RIRA, e di avere diretto il terrorismo di quel gruppo armato. Principale testimone a carico, per l'appunto lo spione americano David Rupert. La difesa ha richiesto, e ottenuto, di potere esaminare le comunicazioni (tramite e-mail) tra Rupert e i suoi datori di lavoro, FBI americano, Squadra Politica irlandese e controspionaggio inglese MI-5. Queste comunicazioni hanno rivelato che quattro mesi prima della strage di Omagh, nell'aprile 1998, David Rupert aveva avvertito lo MI-5 che alcuni militanti del CIRA (in seguito passati al RIRA, che sembrava loro più efficace nella sua opposizione armata al processo di pace) della contea di Donegal avevano pianificato un attentato con autobomba nel centro di Omagh; e che subito dopo egli stesso aveva guidato la vettura di appoggio per collocare una autobomba nella cittadina in un primo tentativo, fallito. I suoi gestori nello MI-5 (col consenso dello FBI) avevano ordinato a Rupert di non informare assolutamente la Garda Siochana della cosa, e di tenersi ben alla larga dalla sua Squadra Politica. Quattro mesi dopo alcuni di quegli stessi militanti del CIRA, passati al RIRA, avrebbero contribuito a organizzare lo sventurato attentato, tradottosi in una strage di civili. Risulta anche che Rupert abbia ammesso con i suoi gestori dello MI-5 di avere suggerito per primo a quei militanti la città di Omagh come obbiettivo. Dopo la strage il controspionaggio inglese MI-5 si era premurato di nascondere con cura alla squadra investigativa della RUC che conduceva le indagini sull'attentato l'avvertimento e le altre informazioni passategli da David Rupert. Di conseguenza Nuala O'Loan, la Ombudsman dell'Irlanda del Nord, conducendo più tardi la sua inchiesta sulle indagini sulla strage di Omagh, era completamente ignara del fatto che oltre agli avvertimenti di 'Kevin Fulton' gli organi di sicurezza inglesi avevano ricevuto quelli, molto più dettagliati, dello spione americano. Il "Sunday Business Post" ha controllato queste comunicazioni con agenti della Squadra Politica della Garda Siochana i quali, a posteriori inviperiti per il comportamento del controspionaggio inglese MI-5, di cui ignoravano il primato nella gestione dello spione Rupert, hanno confermato tutto. Le comunicazioni tra lo FBI, lo MI-5 e l'agente doppio (e triplo, e quadruplo) David Rupert erano state infatti passate alla Garda Siochana solo alla fine di dicembre 1999, dopo che lo stesso MI-5 inglese aveva informato Rupert che sarebbe dovuto diventare presto il principale testimone contro Mickey McKevitt. Il processo a McKevitt, presso la Corte Criminale Speciale, si terrà a Dublino nel giugno prossimo; ma, come fa notare il "Sunday Business Post", sarà tutto giocato sulla credibilità del supertestimone Rupert, che potrà risultare "fonte di profondo imbarazzo per tutte le parti in causa".
(SBP)

INTERVISTA ALLA DIRIGENZA DELL'ESERCITO DI LIBERAZIONE NAZIONALE IRLANDESE (I.N.L.A.), CHE OFFRE TRATTATIVE DI PACE ALLA ASSOCIAZIONE DI DIFESA DELL'ULSTER (U.D.A.) LEALISTA.

"Sunday Life", edizione domenicale del quotidiano d'informazione unionista di Belfast "The Belfast Telegraph", pubblica oggi un'intervista esclusiva con la dirigenza dell'Esercito di Liberazione Nazionale Irlandese (INLA), gruppo armato repubblicano contrario agli Accordi di Belfast, ma in stato di cessate il fuoco dal 22 agosto 1998. Il piccolo gruppo repubblicano-marxista, segnalatosi per l'uccisione di lealisti (come quella del leader della LVF Billy Wright, ammazzato da membri dello INLA nel carcere di Long Kesh nel dicembre 1997), offre a sorpresa trattative di pace ai paramilitari lealisti della Ulster Defence Association (UDA). "Siamo disposti a incontrare la dirigenza della UDA per giungere a una soluzione pacifica. Avevamo già proposto in passato un patto di non aggressione reciproca - una iniziativa che permetterebbe alle comunità operaie protestanti e cattoliche di coesistere in pace, con la creazione di meccanismi per accordarsi senza l'intervento di gruppi armati - e siamo disposti a discuterne con chiunque". Ma lo INLA esprime anche dei dubbi: "Ci chiediamo però se davvero esista un Consiglio Interno della UDA che abbia il controllo dell'organizzazione, e che sia interessato a creare le condizioni per la pace. I comandanti della UDA regnano incontrastati nelle loro rispettive zone, controllano i propri piccoli imperi, e fanno gelosamente la guardia alle proprie basi di potere. Ma sappiamo anche che ci sono tra di loro lealisti che riconoscono che occorre raggiungere una soluzione pacifica". Il rissoso gruppo armato nazionalista sostiene che, pur non sostenendo gli Accordi di Belfast e la politica del Sinn Féin, esso incoraggia la popolazione a prendere parte attiva nella vita politica: "Fino a che esisterà lo Stato dell'Irlanda del Nord, ci sarà sempre violenza; ma riconosciamo che il tacere di tutte le armi da fuoco è un obbiettivo cui aspirano tutte le persone ragionevoli". Nell'intervista lo INLA nega che un deposito di armi trovato a Belfast Nord l'altra settimana fosse suo, e sostiene che il proprio cessate il fuoco è intatto. "Ma consideriamo con preoccupazione crescente i sempre più gravi attacchi contro la classe operaia nazionalista compiuti da lealisti pieni d'odio, e dobbiamo avvertire che tali attacchi stanno sottoponendo i repubblicani a una tensione ormai non più sostenibile; a meno che questi attacchi non cessino, una risposta repubblicana sarà inevitabile". Non meglio specificate "fonti dei servizi di sicurezza' interrogate dal giornale hanno confermato che "La base dello INLA avrebbe voluto a tutti i costi reagire agli attacchi con una rappresaglia contro la UDA, ma la dirigenza dello INLA, che ora sembra essere più unita e disciplinata che in passato, è riuscita a persuadere i militanti a trattenersi. Ma se la UDA uccidesse, dopo il postino McColgan, un altro nazionalista, una risposta militare da parte dello INLA sarebbe pressoché inevitabile". Lo INLA ha anche smentito con decisione di avere fatto minacce ai lavoratori unionisti.
(BT)

CANI CHE ABBAIANO, MA CHE MORDONO ANCHE: LA BRIGATA DI ANTRIM NORD/ DERRY DELLA U.D.A. DICE "SIAMO PRONTI ALLA GUERRA".

John Dee, corrispondente dall'Irlanda del Nord del giornale di Boston (USA) "The Boston Herald", ha intervistato il 'generale di brigata' che comanda la Brigata di Antrim Nord/ Londonderry della organizzazione paramilitare lealista UDA., noto col nomignolo di 'Il Messicano', e i suoi tre luogotenenti. La Brigata si è distinta nell'ultimo anno e mezzo per gli attacchi continui contro civili cattolici. Gli intervistati hanno sostenuto che i lealisti non hanno guadagnato assolutamente nulla dal processo di pace ("La nostra condizione di sudditi britannici è oggi più in pericolo di quanto non sia mai stata"), e che loro stanno solo aspettando che si riaprano totalmente le ostilità. Essi accusano il governo britannico di avere svenduto gli unionisti ai repubblicani e ai nazionalisti irlandesi, e di essersi segretamente accordato con quelli per riunificare l'Irlanda. Ma se gli Inglesi dovessero ritirarsi tra 10 o 20 anni "L'unica cosa che potremmo fare sarebbe di ricominciare a combattere. E sarebbe uno scontro molto più duro di quanto non sia mai stato. Gli altri non si immaginano nemmeno che cosa potremmo fare". I capi della Brigata sostengono che "Ci sono due nazioni nell'isola d'Irlanda: la nazione gaelica e la nazione britannica, ulsteriano-scozzese. E noi combatteremo per sopravvivere. Se l'Inghilterra dovesse annunciare che si ritira, è sicuro che ci sarebbe una guerra civile totale". Gli uomini dell'UDA sperano però che la violenza non si trasformi in scontro aperto prima delle elezioni dell'Assemblea dell'Irlanda del Nord del maggio 2003, in quanto credono che gli unionisti anti-Accordi potranno in quell'occasione ottenere la maggioranza e affossare il processo di pace; ma pronosticano che questa estate sarà comunque caldissima, sostenendo che la tensione è così alta che "una piccolissima scintilla potrebbe scatenare un enorme incendio". Uno dei luogotenenti del 'Messicano' ha detto al giornalista statunitense: "I miei uomini continuano a premere: 'Possiamo partire? Possiamo partire?' E non appena il mio comandante me lo ordina, scatteremo tutti - e sarà la fine del processo di pace!".
("The Boston Herald", quotidiano di Boston, USA)


Lunedì 11 febbraio 2002

DERRY: IL TRIBUNALE SULLA 'DOMENICA DI SANGUE' DEL 1972 SOSPENDE LE SEDUTE PER ESAMINARE IL RICORSO DELLE FAMIGLIE DELLE VITTIME CONTRO LA RICHIESTA DEI POLIZIOTTI DELLA R.U.C. DI TESTIMONIARE A VOLTO COPERTO.

Oggi a Derry il Tribunale sulla 'Domenica di Sangue' (il 30 gennaio 1972, quando le truppe britanniche uccisero 14 dimostranti nazionalisti disarmati), diretto da Lord Saville, è stato costretto a sospendere le sedute per il ricorso presentato dai legali delle famiglie delle vittime contro la decisione dello stesso Lord Saville, la settimana scorsa, di accogliere la richiesta di 20 agenti della polizia unionista RUC di poter testimoniare a volto coperto, nascosti da schermi. La legittimità del ricorso delle famiglie era stato accettato dall'Alta Corte di Belfast, che aveva ordinato che il Tribunale Saville non procedesse con le deposizioni degli agenti della RUC celati da paratie, e che attendesse la decisione sul ricorso della stessa Alta Corte. I poliziotti avevano sostenuto che il venire visti dal pubblico avrebbe messo le loro vite in pericolo. Le famiglie avevano fatto ricorso contro la decisione di Lord Saville, sostenendo che tale decisione avrebbe costituito un precedente, permettendo ai soldati britannici (che già hanno ottenuto di non venire a deporre a Derry, ma di essere interrogati in Inghilterra) di chiedere anch'essi di testimoniare dietro paratie. Tre legali dei soldati hanno ammesso che alcuni dei loro clienti intendevano infatti presentare la stessa richiesta.
(BBC; IT)

NEL 13° ANNIVERSARIO DELL'OMICIDIO LA VEDOVA DELL'AVVOCATO NAZIONALISTA PAT FINUCANE, ASSASSINATO DAI LEALISTI CON LA COLLUSIONE DELLE FORZE DELLA CORONA, PROTESTA CONTRO IL RITARDO NELLA NOMINA DI UN GIUDICE INDIPENDENTE.

Geraldine Finucane, vedova di Pat Finucane, l'avvocato nazionalista di Belfast assassinato 13 anni fa da killer lealisti della UDA/UFF coordinati da agenti infiltrati delle forze della Corona, oggi, alla vigilia dell'anniversario dell'omicidio, ha criticato il Governo britannico e quello di Dublino per il ritardo nella nomina di un giudice indipendente che dovrà decidere in aprile se ci sarà una inchiesta pubblica sul caso Finucane. La famiglia di Finucane aveva richiesto che si tenesse una inchiesta pubblica indipendente sull'omicidio, ma alle trattative sul processo di pace tenutesi nell'agosto scorso a Weston Park tra i due Governi e i partiti dell'Irlanda del Nord era stato concordata la nomina di un giudice indipendente, di un paese del Commonwealth britannico ma non inglese, che avrebbe dovuto decidere se tale inchiesta pubblica fosse necessaria. Ora, sei mesi dopo, i due Governi non hanno ancora nominato il giudice, e, come ha fatto notare, adirata, Geraldine Finucane, "Finora il Governo britannico e quello irlandese non si sono nemmeno incontrati per discutere della nomina". Subito prima Geraldine Finucane aveva incontrato a Stormont il leader del Sinn Féin Gerry Adams e quello del SDLP Mark Durkan, che appoggiano le richieste della famiglia. "Sosterremo le richieste della famiglia, come abbiamo sempre fatto", ha detto Gerry Adams, aggiungendo che è importantissimo che la verità sull'omicidio di Pat Finucane e sulla collusione dei servizi di sicurezza britannici venga rivelata.
(IT; BBC)

BELFAST NORD: I LEALISTI ATTACCANO LA POPOLAZIONE CATTOLICA, MA IL PSNI FERMA TRE NAZIONALISTI, MENTRE VENGONO INSTALLATE TELECAMERE DI SICUREZZA AD ARDOYNE.

Per il terzo giorno consecutivo si sono verificati disordini a Belfast Nord, sulla Whitewell Road, iniziati ogni volta da attacchi di gruppi di lealisti contro le abitazioni cattoliche. Questa mattina un gruppo di lealisti del quartiere protestante di White City aveva gettato fuochi d'artificio e pietre contro le case del vicino quartiere cattolico di Longlands. Gli abitanti erano scesi in strada, ed erano in corso scontri tra loro e i lealisti quando la polizia (PSNI, ex RUC) è arrivata. Il PSNI sostiene che l'intervento dei suoi agenti aveva fatto cessare i disordini, ma che in un secondo tempo, nel pomeriggio, un gruppo di abitanti del quartiere nazionalista di Longlands li aveva attaccati. Sta di fatto che i tre fermati dal PSNI durante i disordini (uno poi incriminato per adunata sediziosa, 'riotous behaviour') sono tutti nazionalisti. Tre macchine sono state bruciate nel corso degli incidenti. Negli scontri delle due notti precedenti erano state lanciate otto bottiglie molotov. Nel frattempo questa mattina una telecamera di sicurezza è stata installata dal PSNI nel quartiere di Ardoyne, sempre a Belfast Nord, all'incrocio tra la Ardoyne Road e Alliance Avenue, luogo della 'protesta' lealista contro le bambine della scuola cattolica della Holy Cross e frequente terreno di scontro, nella speranza di prevenire i disordini.
(BBC; IT)


Martedì 12 febbraio 2002

LA POLIZIA INGLESE CONTINUA A INTERROGARE UN SOSPETTO PER ATTENTATI DEL R.I.R.A. IN INGHILTERRA.

La Squadra Antiterroristica (Anti-Terrorist Branch) di Scotland Yard, parte della sua Squadra Politica della polizia inglese, sta ancora detenendo a Londra per interrogatori un ventiquattrenne fermato dal PSNI (ex RUC), su sua richiesta, in Irlanda del Nord sabato scorso. Per la legge d'emergenza inglese sulla 'prevenzione del terrorismo' (Prevention of Terrorism Act 1974, rinnovato annualmente) un sospetto può essere detenuto senza contatti con il suo avvocato per 7 giorni. Il giovane è sospettato di avere avuto parte in tre attentati con autobomba compiuti tra marzo e novembre dell'anno scorso in Inghilterra - a Londra e Birmingham, con un bilancio di 12 feriti - dal R.I.R.A. ('Vero' IRA), il gruppo armato repubblicano dissidente avverso al processo di pace.
(BBC; IT)

UN PRIGIONIERO DELLO I.N.L.A. NELLA REPUBBLICA CHIEDE DI ESSERE LIBERATO PER EFFETTO DEGLI ACCORDI DI BELFAST.

Michael McHugh, quarantunenne di Crossmaglen nella Contea di Armagh, che sta scontando una condanna a quarant'anni di galera nella prigione di Portlaoise nella Contea di Laois (il carcere della Repubblica ove sono detenuti i Repubblicani dissidenti) per avere ucciso nel corso di una rapina nella Contea di Louth, il 27 giugno 1985, un sergente della Garda Siochana, la polizia irlandese, ha ottenuto dall'Alta Corte di Dublino una ingiunzione al Ministero della Giustizia perché esso prenda in esame la sua richiesta di essere liberato per effetto degli Accordi di Belfast del 1998. Come nel caso - ancora in sospeso - del più noto Dessie O'Hara, McHugh all'epoca dei fatti era membro dell'Esercito Irlandese di Liberazione Nazionale (I.N.L.A., piccolo gruppo repubblicano marxista oggi in stato di cessate il fuoco), e come tale era stato condannato dalla Corte Criminale Speciale (il tribunale speciale usato dallo Stato Libero d'Irlanda per condannare i Repubblicani). Ma, di nuovo come Dessie O'Hara, nel 1987 aveva abbandonato l'organizzazione, e pertanto dopo il cessate il fuoco dell'INLA dell'agosto 1998 egli non aveva beneficiato del rilascio dei prigionieri politici di organizzazioni in stato di cessate il fuoco previsto dagli Accordi di Belfast. McHugh aveva richiesto più volte, fin dal luglio del 2000, che il Ministero considerasse il suo caso, ma non aveva mai ricevuto risposta.
(II)

SI SONO SVOLTI OGGI A GALWAY I FUNERALI DI SUOR SARAH CLARKE, PALADINA DEI PRIGIONIERI IRLANDESI IN INGHILTERRA.

Oggi le spoglie di Suor Sarah Clarke, morta a Londra il 4 febbraio a 82 anni di età, sono ritornate in Irlanda, accolte all'aeroporto di Dublino dal Taoiseach (capo del governo irlandese) Bertie Ahern, dal suo predecessore Albert Reynolds, e da vari ministri del governo in carica. La suora, nata a Galway, aveva instancabilmente difeso dal 1974 a oggi i diritti dei prigionieri irlandesi nelle carceri inglesi e delle loro famiglie, e aveva condotto la campagna - vittoriosa solo dopo quasi venti anni - per la liberazione dei Quattro di Guildford, dei Sei di Birmingham e dei Sette Maguire, civili irlandesi ingiustamente condannati dai tribunali britannici per attentati dello I.R.A. di cui erano assolutamente innocenti. Nel 1995 aveva pubblicato la sua autobiografia, intitolata 'No Faith in the System' (Nessuna fede nel sistema). La "Giovanna d'Arco delle prigioni", come era stata definita da Paddy Hill, il più noto tra i Sei di Birmingham, si era dedicata a trovare assistenza legale per i prigionieri, a visitarli in prigione, a tenere i contatti con le loro famiglie, e ad accompagnare con la sua macchina i parenti che andavano a visitarli, denunciando la persecuzione cui questi ultimi erano sottoposti da parte delle autorità britanniche, che nel vano tentativo di isolare i prigionieri cercavano di umiliarne i famigliari, arrestandoli, interrogandoli, minacciandoli e in qualche caso facendoli spogliare nudi. La salma è poi proseguita per Galway, ove nel pomeriggio si sono svolti i funerali.
(IT; RTE; altre fonti)

Un ricordo di Suor Sarah Clarke nelle parole di un repubblicano irlandese ex prigioniero di guerra in Inghilterra


Mercoledì 13 febbraio 2002

DUE SOSPETTI MEMBRI DEL R.I.R.A. INCRIMINATI A LONDRA IN STATO DI DETENZIONE PER ATTENTATI CON AUTOBOMBA DEL 2001 IN INGHILTERRA.

Due uomini, uno di 33 e uno di 24 anni di età, che erano stati fermati la settimana scorsa in Irlanda del Nord dal P.S.N.I. (ex RUC) su richiesta della Squadra Anti-Terrorista di Scotland Yard, sono oggi stati rinviati a giudizio (la prima udienza si terrà a Londra domani) in stato di detenzione per gli attentati con autobomba commessi in Inghilterra, a Londra e Birmingham, nel corso del 2001, si ritiene dai Repubblicani dissidenti avversi al processo di pace del ‘Vero’ Esercito Repubblicano Irlandese (R.I.R.A., che non rivendica le proprie azioni). Tra i reati imputati ai due, dei quali non è stato fatto il nome, vi sono tre esplosioni con autobomba (con un bilancio di 12 feriti lievi), possesso di sostanze esplosive, possesso di una granata da guerra, possesso di un arma da fuoco con l’intenzione di mettere in pericolo vite umane, e cospirazione per provocare esplosioni.
(BBC; IT)

IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DI DUBLINO ANNUNCIA CHE VERRÀ ISTITUITO UN TRIBUNALE D’INCHIESTA SUI COMPORTAMENTI CRIMINALI DELLA GARDA SIOCHÁNA.

Ieri sera il Ministro della Giustizia del Governo irlandese, John O’Donoghue, ha annunciato che entro il mese di marzo verranno varate le misure legislative necessarie per l’istituzione di un Tribunale d’Inchiesta sui comportamenti criminali e anti-etici di cui sono accusati i poliziotti della Divisione della Contea di Donegal della Garda Siochána, e che l’inchiesta potrà così partire all’inizio dell’estate. Il giudice Morris, già presidente dell’Alta Corte, ha accettato di presiedere il Tribunale d’Inchiesta. Il rapporto finale sulle azioni dei Gardaí del Donegal verrà però posticipato fino a quando tutte le cause penali collegate all’inchiesta indipendente saranno state giudicate. Infatti le raccapriccianti imprese dei Gardaí del Donegal, alcuni dei quali membri della famigerata Squadra Politica antirepubblicana, sono oggi materia di 30 cause civili intentate dalle vittime contro i Gardaí, e di 6 cause penali che vedono poliziotti incriminati. Tra le imprese dei poliziotti corrotti, svoltesi nel corso degli anni Novanta, si segnala la persecuzione contro la famiglia di un proprietario di bar che non andava loro a genio, accusata ingiustamente dalla Garda, con false testimonianze fatte firmare con minacce o lusinghe a delinquenti comuni, di avere assassinato mediante percosse un uomo che era stato invece vittima di un pirata della strada; la persecuzione e la rovina economica causata a un’altra famiglia di agricoltori, accusata ingiustamente di essere dello I.R.A. e di avere armi nascoste sotto un vivaio di alberi (alberi tutti morti dopo la vana perquisizione); e l’avere usato armi trovate in depositi dello I.R.A. per fingere di avere scoperto altri depositi d’armi dei Repubblicani, e per fare così carriera. Il Governo irlandese è così costretto a istituire questo Tribunale d’Inchiesta indipendente, pagando per la riluttanza mostrata nell’applicare le clausole sui diritti umani e sul controllo sulla polizia nella Repubblica, come richiedevano esplicitamente gli Accordi di Belfast del 1998.
(IT; «Magill», mensile d’informazione di Dublino; altre fonti)


Giovedì 14 febbraio 2002

IL CAPO DEL P.S.N.I. (EX R.U.C.) RONNIE FLANAGAN SI RITIRA IL 28 FEBBRAIO PROSSIMO: I PARENTI DELLE VITTIME DI OMAGH NE SONO CONTENTI.

Il 28 febbraio prossimo andrà in pensione Sir Ronnie Flanagan, capo della polizia unionista R.U.C. dal novembre 1996 e capo del Servizio di Polizia dell’Irlanda del Nord (PSNI) che a quella è succeduto dal novembre 2001. Annunciando il 30 novembre scorso le sue dimissioni (prima, quindi, del rapporto della Ombudsman Nuala O’Loan del 12 dicembre, che condannava l’operato suo e della forza da lui guidata nelle indagini sulla strage di Omagh del 1998), pare che Flanagan contasse che la Commissione sulla Polizia (Policing Board) gli avrebbe chiesto di restare. Dopo la violenta controversia tra la O’Loan e Flanagan, fonti interne alla Commissione hanno comunicato ai mezzi d’informazione che essa non chiederà al capo del PSNI di soprassedere, e che egli dovrà quindi andarsene. I parenti delle vittime della strage di Omagh, per bocca di Michael Gallagher, portavoce del Gruppo delle Vittime di Omagh (Omagh Victims Group), si sono detti felici della possibilità che Flanagan vada in pensione alla fine del mese, sperando che il suo ritiro segni “un nuovo inizio”.
(IT; BBC)

L’ASSOCIAZIONE DI CATEGORIA DEI POLIZIOTTI DEL PSNI E DELLA RUC INIZIA LA CAUSA CONTRO LA OMBUDSMAN NUALA O’LOAN.

L’Associazione di Polizia (Police Association), associazione di categoria dei poliziotti della RUC e ora del PSNI, ha intrapreso davanti all’Alta Corte di Belfast un’azione legale al fine di fare dichiarare “nullo, illegale, seriamente viziato da errori procedurali, e al di là dei poteri e delle funzioni dell’Ombudsman” il rapporto del 12 dicembre 2001 con cui l’Ombudsman sulla Polizia, Nuala O’Loan, condannava il modo in cui la RUC e il suo capo, Ronnie Flanagan, avevano condotto le indagini sulla strage di Omagh. L’azione legale, sostenuta anche dallo stesso Sir Ronnie, verrà discussa in una prima udienza la settimana prossima.
(BBC)

BALLYMENA (CONTEA DI ANTRIM): IL P.S.N.I. (EX R.U.C.) SCOPRE ORDIGNI ESPLOSIVI E ARMI DEI LEALISTI.

Oggi nella cittadina di Ballymena, nella Contea di Antrim, roccaforte dei lealisti, una serie di perquisizioni domiciliari condotte dal PSNI (ex R.U.C.) ha portato alla scoperta di una ‘pipe bomb’ già pronta e di altre due in allestimento, di un fucile a canna mozza, di una pistola automatica e di munizioni varie. Le ‘pipe bombs’, bombe a tubo, consistono in un tubo di metallo riempito di esplosivo e sigillato, dotato di miccia; costruite artigianalmente dai lealisti delle organizzazioni paramilitari UDA/UFF e LVF, vengono usate per la loro campagna di terrore contro nazionalisti e cattolici. Fino a questo momento non c’è stato alcun fermo.
(BBC)


Venerdì 15 febbraio 2002

IL LEALISTA JOHNNY ADAIR INTERROGATO SULLA FAIDA U.D.A.-U.V.F. DEL 2000 (E ORGANIGRAMMA DELLA DIRIGENZA DELLA 'ASSOCIAZIONE PER LA DIFESA DELL'ULSTER', U.D.A.).

Il capo paramilitare lealista Johnny Adair, della Associazione per la Difesa dell'Ulster (U.D.A.), il gruppo armato lealista ormai in maggioranza contrario al processo di pace, è stato prelevato dal carcere di Maghaberry (vicino a Lisburn, Contea di Antrim) dal P.S.N.I. (ex RUC), e portato in una vicina stazione di polizia per esservi interrogato rispetto ai reati compiuti durante la faida del 2000 tra la UDA e l'altro grande gruppo armato lealista, la Forza Volontaria dell'Ulster (U.V.F., favorevole però al processo di pace), faida che portò a 7 uccisioni in pochi mesi. Adair, liberato per effetto degli Accordi di Belfast del 1998, era stato fatto arrestare dall'allora Segretario di Stato britannico per l'Irlanda del Nord Peter Mandelson (e riportato in galera a scontare la sua condanna a 16 anni per avere diretto atti di terrorismo) proprio per fare cessare la faida, che lo stesso Adair era sospettato di avere organizzato. Nell'ultimo paio di settimane articoli di giornale hanno rivelato l'identità di tutti e sei i 'generali di brigata' che costituiscono il 'Consiglio Interno' (Inner Council) che dirige la UDA (vedi nostre Ultime Notizie del 21 Gennaio 2002), e intendiamo informarne i nostri lettori. Riveliamo qui le identità dei Sei, indicando la Brigata che ciascuno dei 6 'generali di brigata' comanda, e la posizione che ciascuna Brigata attualmente si dice tenga rispetto al processo di pace, correggendo nel caso gli errori rispetto al nostro precedente articolo.
1) Brigata di Belfast Ovest della UDA (avversa al processo di pace, ed estremamente attiva negli ultimi due anni negli attacchi contro i nazionalisti). 'Generale di brigata' è (contrariamente a quanto avevamo detto) Mo Courtney, ufficialmente 'community worker', ovvero attivo a tempo pieno in un centro sociale. Mo Courtney sostituisce provvisoriamente come 'generale di brigata' il suo amico Johnny Adair, che resterà in galera fino al marzo prossimo - sempre che le indagini sulla faida del 2000 tra le organizzazioni lealiste non lo costringano a un soggiorno più lungo. La 'Compagnia C' di Shankill, che in effetti è il centro di questa intera Brigata della UDA, sembra sia ora guidata da Jim Potts, altro 'community worker' e amico di Adair (che avevamo dato, sbagliando, per 'generale' dell'intera Brigata in precedenza).
2) Brigata del Sud-Est Antrim della UDA (fortemente avversa al processo di pace, e sospettata di avere assassinato il postino cattolico McColgan il 12 gennaio di quest'anno). 'Generale di brigata' è, come avevamo detto, il gigante tatuato John 'Grug' Gregg, già condannato e imprigionato per l'attentato compiuto dalla UDA contro il presidente del Sinn Féin Gerry Adams nel 1984.
3) Brigata di Nord Antrim/ Londonderry (quest'ultima designazione geografica viene data talvolta con la specificazione, non corrispondente a nulla, di 'Est' o invece di 'Sud' Londonderry) della UDA (totalmente avversa al processo di pace, ed estremamente attiva). Il 'generale di brigata' che la controlla, noto col nomignolo de 'Il Messicano', è al secolo Billy McFarland, intervistato qualche giorno fa dal quotidiano americano "The Boston Herald" insieme ai suoi tre luogotenenti (vedi Ultime Notizie del 10 Febbraio 2002).
4) Brigata di Belfast Est della UDA (favorevole al processo di pace, ma con fortissime tensioni interne). Il suo 'generale di brigata' è Jim Gray, uomo legato all'eroe popolare lealista Michael Stone (autore della strage al cimitero di Milltown nel 1988). Il fatto che lo stesso Stone sia stato costretto all'esilio da altri settori della UDA attivi nella stessa zona (vedi Ultime Notizie del 3 Febbraio 2002) fa dubitare che questo Jim Gray sia destinato a durare molto a lungo.
5) Brigata di Belfast Nord della UDA (favorevole al processo di pace). Jim Simpson, che ha di recente subito un infarto, è il suo 'generale di brigata'.
6) Brigata di Belfast Sud della UDA (favorevole al processo di pace, ma in preda a violente faide interne). 'Generale di brigata' fin dagli anni Settanta è Jackie McDonald, uomo prudente, legato a Gary McMichael, leader del disciolto partito politico UDP che rappresentava politicamente la UDA fino al novembre scorso.
(BBC; IT; APRN; altre fonti)

LO SPIONE 'KEVIN FULTON', CHE AVEVA PREANNUNCIATO LA BOMBA DI OMAGH, CHIEDE PROTEZIONE AL TRIBUNALE DI BELFAST.

L'agente doppio noto sotto il nome di 'Kevin Fulton', infiltrato per anni nello IRA e in seguito nel 'Vero' IRA (RIRA), che aveva preannunciato nel 1998 alla polizia unionista RUC l'attentato con autobomba di Omagh (che causò 29 vittime civili il 15 agosto 1998), ha oggi vinto una prima sentenza nel suo ricorso contro la decisione del capo della stessa RUC (e ora del PSNI), Ronnie Flanagan, di non concedergli il porto d'armi. Lo spione e delatore 'Fulton' (che insieme ad altri si ritiene abbandonato dal Governo britannico, e ha costituito il gruppo 'La Talpa') aveva collaborato con la 'Force Research Unit' del 'Military Intelligence' dell'Esercito britannico, e con la Squadra Politica e la Squadra omicidii (CID) della RUC. L'avvocato di 'Fulton' ha sostenuto che probabilmente la decisione di non concedere al suo assistito il porto d'armi per difendersi da "serie minacce" alla sua vita è legata alla controversia tra Flanagan e la Ombudsman Nuala O'Loan sulla gestione poliziesca della strage di Armagh; si può supporre che il capo del PSNI/RUC Flanagan nutrisse per 'Fulton' una "notevole dose di animosità". L'udienza sulla richiesta di protezione e porto d'armi da parte dello spione si dovrebbe tenere il primo marzo.
(BBC)

CARLO D'INGHILTERRA, 'PESCE PILOTA' PER LA REGINA, PARLA DELLA "LUNGA STORIA DI SOFFERENZA" DEL POPOLO IRLANDESE (!).

Oggi il Principe di Galles (erede al trono d'Inghilterra) Charlie Windsor ha concluso una visita di due giorni nella Repubblica irlandese, abbreviata rispetto ai programmi precedenti per la morte della zia Margaret Windsor. Sembra che il vero scopo della visita (la seconda da parte di Charlie a Dublino) sia stato il preparare il terreno per una visita della "Regina di Gran Bretagna e Irlanda del Nord" Elizabeth (o 'ElizaBrit') II Windsor in quelle 26 Contee d'Irlanda che a differenza delle altre 6 non sono più parte del Regno Unito, o Colonia della Corona. Si tratterebbe della prima visita di un regnante inglese a Dublino da quella di Re Edoardo VII nel lontanissimo 1911. La sola protesta formale contro la visita del Principe inglese è stata compiuta dal partito repubblicano tradizionalista RSF. Per meglio preparare l'opinione pubblica irlandese all'idea di una visita della mamma (la quale è Comandante in capo onorario dell'Esercito britannico, così come lo stesso Charlie è Comandante onorario del Reggimento dei Paracadutisti responsabile della strage di Derry del 1972, la 'Domenica di Sangue'), il Principe di Galles ha stupito profondamente gli astanti con un discorso tenuto a Glencree, nella Contea di Wicklow, in cui ha detto di conoscere "fin troppo bene la lunga storia di sofferenza del popolo irlandese, non solo in questi ultimi decenni, ma nel corso della sua storia". A Glencree, in una caserma costruita nel 1799 dagli Inglesi per combattere la guerriglia repubblicana condotta dallo 'Irlandese Unito' Michael Dwyer, ha sede da circa un quarto di secolo uno dei vari progetti di 'pace e riconciliazione' in Irlanda. Non si capisce perché il Principe non chieda alla regale mamma, a questo punto, di rinunciare per sé e per i propri discendenti a ogni pretesa alla Corona d'Irlanda: il che senza dubbio ridurrebbe la sofferenza, passata e presente, del popolo irlandese.
(IT)

I DUE INCRIMINATI PER LE BOMBE DEL 2001 DEL R.I.R.A. IN INGHILTERRA COMPAIONO ALL'UDIENZA.

Oggi sono comparsi a Londra alla Belmarsh Magistrates' Court i due uomini dell'Irlanda settentrionale incriminati ieri per le bombe esplose in Inghilterra nel 2001 e attribuite al 'Vero' Esercito Repubblicano Irlandese (RIRA), il gruppo indipendentista dissidente avverso al processo di pace. I loro nomi sono stati così rivelati: si tratta di James Patrick McCormack, trentatreenne, di Dundalk (Contea di Louth), e di Aiden Patrick Hulme, venticinquenne. I due sono imputati di avere organizzato gli attentati con altri due rinviati a giudizio in stato di detenzione in Inghilterra, Robert Hulme e Noel Maguire. Il processo si aprirà il 21 febbraio prossimo allo Old Bailey, sempre a Londra.
(IT)

UNO DEI RICORSI DI PRIGIONIERI DELLO I.N.L.A. NELLA REPUBBLICA AL FINE DI ESSERE LIBERATI SECONDO GLI ACCORDI DI BELFAST VIENE RESPINTO DALLA CORTE SUPREMA DI DUBLINO.

La Corte Suprema di Dublino ha deciso che il Ministero della Giustizia irlandese aveva il diritto di non definire come "eleggibile per il rilascio secondo gli Accordi di Belfast del 1998" un prigioniero che all'epoca dei fatti per cui era stato condannato era membro dell'Esercito Irlandese di Liberazione Nazionale (INLA, gruppo repubblicano marxista in stato di cessate il fuoco dall'agosto 1998). La Corte Suprema, che è composta da 5 giudici (tra i quali presiede il giudice Keane, ex marito di Terry Keane, l'amante di Charlie Haughey, il più corrotto tra i capi di governo irlandesi), ha infatti deliberato che occorre valutare di caso in caso se i reati per cui un prigioniero è stato condannato fossero collegati alla situazione in Irlanda del Nord. Dato che per la legge (Criminal Justice -Release of Prisoners- Act, 1998) che ha fatto valere nella Repubblica irlandese la clausola sul rilascio dei prigionieri degli Accordi di Belfast spettava al Ministro della Giustizia decidere quali casi fossero 'eleggibili', la Corte Suprema ha sentenziato che il Ministero della Giustizia era assolutamente libero di non dichiarare 'eleggibile' il cinquantenne Henry Doherty, che sta scontando nel carcere di Portlaoise una condanna a 8 anni di prigione per possesso di armi da fuoco e altri reati. Infatti, secondo il giudice Keane, soltanto il Ministero aveva il diritto di decidere chi tra i prigionieri politici fosse eleggibile; e dal momento che Henry Doherty non era incarcerato per reati collegati alla situazione in Irlanda del Nord, la legge del 1998 sul rilascio dei prigionieri non lo riguardava. Doherty, uno dei fondatori nel 1974 del Partito Socialista Repubblicano Irlandese (IRSP) e dello INLA a esso collegato, mentre si trovava imprigionato a Portlaoise negli anni Ottanta per una rapina in banca condotta per l'organizzazione era uscito dal partito e dal suo gruppo armato. Incarcerato nuovamente nel 1995 per reati che includevano il possesso di armi da fuoco, Doherty sarà comunque liberato l'agosto prossimo; l'esito negativo del suo ricorso è quindi importante solo in quanto rappresenta un precedente per gli analoghi ricorsi presentati da altri ex membri dello INLA, come Dessie O'Hara e Michael McHugh, ancora imprigionati a Portlaoise.
(IT; altre fonti)


Sabato 16 febbraio 2002

IL REVERENDO PAISLEY (D.U.P.) RIPETE AI SUOI: "NON CI ARRENDEREMO", E IL SUO MINISTRO ROBINSON DICE CHE LE ISTITUZIONI DEL NORD SONO SOLO UNO SPRECO.

Oggi il Reverendo Ian Paisley, leader del Partito Unionista Democratico (D.U.P.), partito ufficialmente contrario agli Accordi di Belfast del 1998 e al processo di pace, in un discorso tenuto alla Queen's University di Belfast, ove stava avendo luogo il congresso dell'organizzazione giovanile del partito, ha ripetuto che il compito dei membri del DUP è essere "i cani da guardia dell'Unione con la Gran Bretagna. Dobbiamo chiamare a raccolta le forze della resistenza, una resistenza decisa a tutto ciò che sta succedendo oggi". Rispondendo negativamente all'offerta di dialogo tra Repubblicani e Unionisti fatta a New York da Gerry Adams, presidente del Sinn Féin, Paisley ha ribadito che anche in futuro "noi continueremo a dire No alla distruzione dell'Unione". Nel frattempo Peter Robinson, collega (e probabile successore) del settantaseienne Reverendo nel DUP, e Ministro per lo Sviluppo Regionale nell'Esecutivo consociativo dell'Irlanda del Nord (il DUP, pur contrario al processo di pace, non si schifa dei posti cui ha diritto secondo gli Accordi di Belfast), ha dichiarato che le istituzioni create in Irlanda del Nord dagli Accordi sono troppo costose, e rappresentano soltanto uno spreco che risucchia milioni di lire sterline. Robinson ha chiesto che il numero dei Membri dell'Assemblea dell'Irlanda del Nord e dei Ministri dell'Esecutivo venga drasticamente ridimensionato, accusando Trimble (Primo Ministro dell'Irlanda del Nord e leader dello UUP, il partito unionista rivale del DUP e in maggioranza favorevole al processo di pace) di avere voluto creare il Ministero del Primo e Vice-Primo Ministro al fine di collocarvi clientelisticamente i suoi amici.
(IT; BBC)


Domenica 17 febbraio 2002

FORMALMENTE RINVIATI A GIUDIZIO I TRE REPUBBLICANI ARRESTATI IN COLOMBIA L'AGOSTO SCORSO.

I pubblici ministeri colombiani hanno ieri l'altro formalmente incriminato e rinviato a giudizio (con l'accusa di avere addestrato all'uso di esplosivi i guerriglieri colombiani delle Forze Armate Rivoluzionarie di Colombia, FARC) i tre Repubblicani irlandesi catturati l'agosto scorso in un'operazione organizzata dai servizi segreti americani e britannici. I tre, Jim Monaghan, Martin McCauley e Niall Connolly, erano stati catturati mentre lasciavano una zona controllata dai guerriglieri marxisti delle FARC; se condannati, potrebbero scontare una pena di 8 anni nelle carceri colombiane. Per la legge colombiana, i tre hanno diritto di fare appello contro le imputazioni presentate dai pubblici ministeri, e hanno detto che lo faranno. Il giudice federale dovrà a quel punto decidere se dare ragione a loro o ai pubblici ministeri, e nel secondo caso fissare anche la data del processo. I tre Repubblicani irlandesi hanno negato del tutto le accuse a loro danno, e hanno comprato una pagina di un giornale colombiano la settimana scorsa per dire che le accuse sono state una montatura a loro danno, allo scopo di danneggiare tanto il processo di pace colombiano, quanto quello irlandese.
(IT; BBC)

CRESCE LA PAURA TRA I PARTITI DELLA REPUBBLICA IRLANDESE: I SONDAGGI INDICANO UNA GRANDE AVANZATA DEL SINN FÉIN ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE.

I partiti tradizionali della Repubblica irlandese, Fianna Fáil (populista e nazionalista moderato, al governo), Irish Labour Party e Fine Gael (entrambi antinazionalisti di centro-destra, all'opposizione), sono sempre più preoccupati per la pronosticata avanzata elettorale del Sinn Féin (repubblicano indipendentista) alle prossime elezioni politiche delle 26 Contee, che si terranno in maggio, e i mezzi d'informazione -come "The Irish Independent"- appartenenti al gruppo editoriale del magnate Tony O'Reilly, fatto baronetto dalla Regina d'Inghilterra, sono sempre più in preda all'isteria, cercando di mobilitare i lettori contro i Repubblicani. In questo contesto una sintesi di vari sondaggi d'opinione commissionati dai partiti, pubblicata da "The Sunday Tribune", settimanale domenicale di Dublino, indica oggi che il Sinn Féin - che ha per ora un solo deputato, Caoimhghin O'Caolain del collegio di Cavan/Monaghan, nel Dáil, il parlamento della Repubblica - otterrà probabilmente un successo superiore alle aspettative, conquistando almeno sei seggi parlamentari.
(IT)


Lunedì 18 febbraio 2002

IL PSNI/RUC TROVA UN FUCILE ANTICARRO DEI REPUBBLICANI DISSIDENTI NELLA CONTEA DI TYRONE: QUATTRO I FERMATI.

Al termine di una operazione di polizia che il portavoce del PSNI (ex RUC) ha descritto come "eccellente operazione investigativa", la polizia dell'Irlanda del Nord ha confiscato un fucile anticarro RPG 22, completo di proiettile, a circa 20 metri dal retro di alcune abitazioni in un quartiere fortemente repubblicano di Coalisland, nella Contea di Tyrone. Quattro persone, descritte come "Repubblicani dissidenti", sono state fermate nella zona. L'operazione è stata seguita da perquisizioni a Coalisland e a Dungannon (sempre nella Contea di Tyrone).
(BBC; IT)

IL TAOISEACH BERTIE AHERN (FIANNA FÁIL) IN CAMPAGNA ELETTORALE: "NON ANDREMO AL GOVERNO COL SINN FÉIN". GLI UNIONISTI GLI DANNO DELL'IPOCRITA, MINACCIANDO TONY BLAIR - CHE OGGI LO HA INCONTRATO - DI FARE CROLLARE IL PROCESSO DI PACE.

Intervistato a Londra dalla BBC prima dell'incontro di oggi col Primo Ministro inglese Tony Blair, il capo del governo (Taoiseach) della Repubblica irlandese Bertie Ahern ha ripetuto che il suo partito, il nazionalista moderato e populista Fianna Fáil, esclude la possibilità di un governo di coalizione con il partito repubblicano indipendentista Sinn Féin dopo le elezioni politiche del prossimo maggio. Ahern ha detto che prima di poter entrare al governo a Dublino il Sinn Féin dovrà avere completato la trasformazione in normale partito politico, abbandonando ogni legame con lo I.R.A. e riconoscendo l'Esercito nazionale irlandese e la Garda Siochána. Gli Unionisti dello UUP si sono inviperiti per queste affermazioni, accusando il capo del governo irlandese di ipocrisia: infatti Ahern vuole che il Sinn Féin sia presente nel governo dell'Irlanda del Nord, l'Esecutivo, ma rifiuta di averlo nel governo a Dublino. Ahern ha poi detto che entro ottobre prossimo sarà stato portato a termine un riesame delle riforme della polizia in Irlanda del Nord, e che tale riesame dovrà sfociare in ulteriori provvedimenti legislativi (ovvero, traducendo dal linguaggio cifrato, nella piena applicazione delle raccomandazioni del Rapporto Patten del settembre 1999, come richiesto dal Sinn Féin), provvedimenti che egli spera rendano possibile la nomina di rappresentanti del Sinn Féin alla Commissione sulla Polizia (Policing Board). L'incontro tra Ahern e Blair ha trattato la questione della riforma della polizia; l'amnistia per i Volontari dello IRA latitanti, concordata nelle trattative di Weston Park nell'agosto del 2001; le inchieste indipendenti sugli avvocati nazionalisti Finucane e Nelson assassinati dai lealisti con sospetto coinvolgimento delle forze della Corona; la demilitarizzazione da parte dell'Esercito britannico; la prossima 'Stagione delle Parate' orangiste; e la micidiale centrale nucleare di riciclaggio delle scorie di Windscale/ Sellafield, in Cumbria, che dalla fine degli anni Quaranta avvelena il mare d'Irlanda, e di cui tutti i partiti irlandesi (Unionisti compresi) chiedono la chiusura. Al termine dell'incontro, il primo del 2002, cui erano presenti anche il Segretario di Stato britannico per l'Irlanda del Nord John Reid e il Ministro degli Esteri irlandese Brian Cowen, tanto Ahern quanto Blair non hanno voluto approfondire coi mezzi d'informazione come esso fosse andato (Ahern incontrerà domani il Sinn Féin per riferire in proposito). Nel frattempo diversi rappresentanti del Partito Unionista dell'Ulster (UUP), tanto dell'ala favorevole agli Accordi di Belfast (il consigliere comunale di Belfast Fred Cobain) quanto di quella contraria (i deputati a Westminster Jeffrey Donaldson e David Burnside), hanno minacciato Tony Blair e il Governo britannico che faranno crollare il processo di pace se ci saranno nuove "concessioni ai Repubblicani" sulla polizia, o sulla amnistia per i ricercati.
(II; BT; BBC; IT)

SI RIUNISCE FINALMENTE IL 'CONSIGLIO INTERNO' DEL GRUPPO ARMATO LEALISTA U.D.A.: MA SOLO PER SMENTIRE LE FAIDE INTERNE.

L'organo dirigente - il cosiddetto 'Consiglio Interno' (Inner Council) - dell'organizzazione armata lealista illegale 'Associazione per la Difesa dell'Ulster' (U.D.A.) si è finalmente riunito martedì 12 febbraio, a Belfast Est, per la prima volta dopo mesi: ritardo che era sembrato confermare una spaccatura sempre più profonda tra le diverse fazioni del gruppo. La riunione, che ha prodotto un comunicato, sembra abbia avuto come scopo principale proprio il negare che si stia profilando una faida entro la UDA tra le fazioni favorevoli (o non avverse) al processo di pace e quelle, che oggi sembrano essere maggioranza, invece contrarie a esso. Due recenti incendi di bar controllati dalla Brigata di Belfast Sud della UDA avevano infatti fatto pensare che entro quell'unità gli elementi contrari al processo di pace si fossero organizzati per far fuori il suo 'generale di brigata' fin dagli anni Settanta, Jackie McDonald, uomo prudente e legato a Gary McMichael (il leader del disciolto partito politico UDP che rappresentava politicamente la UDA fino al novembre scorso). Gli oppositori di McDonald entro la Brigata avevano infatti informato i giornalisti di volerlo fare fuori (politicamente col cacciarlo dal comando, e fisicamente se avesse voluto resistere alla destituzione), accusandolo di avere accettato la prospettiva di una "Irlanda unita entro 15 anni". Altra voce che si era diffusa era che il comandante della Brigata di Belfast Est della UDA (anch'essa finora favorevole al processo di pace, ma con fortissime tensioni interne), Jim Gray, fosse stato costretto a prendere la via dell'esilio, minacciato di morte dai contrari agli Accordi nella sua stessa unità. Infatti qualche settimana fa l'eroe popolare lealista Michael Stone (autore della strage al cimitero di Milltown nel 1988), cui Jim Gray è molto legato, era stato costretto all'esilio da altri settori della UDA attivi nella stessa zona (vedi Ultime Notizie del 3 Febbraio 2002). Il comunicato del 'Consiglio Interno' della UDA smentisce recisamente queste voci: "Intendiamo smentire completamente i recenti, indegni, resoconti apparsi sulla stampa riguardo alla nostra Brigata di Belfast Sud. Il Consiglio Interno sostiene completamente il presente stato maggiore della Brigata e il generale di brigata di Belfast Sud. Le persone che hanno propalato questa propaganda ai giornalisti sono colpevoli di tradimento"; e prosegue smentendo con apparente decisione anche le altre voci. McDonald e Gray erano infatti presenti alla riunione del Consiglio Interno, e vi rappresentavano le proprie rispettive Brigate. Fonti interne all'organizzazione lealista hanno però sussurrato ai giornalisti che la spaccatura e la tensione interna alla UDA continuano.
(BT)


Martedì 19 febbraio 2002

L’ALTA CORTE DI BELFAST DÀ RAGIONE AGLI AGENTI DELLA R.U.C. DELLA ‘DOMENICA DI SANGUE’ DEL 1972: POTRANNO TESTIMONIARE DIETRO A SCHERMI CHE NE NASCONDANO L’IDENTITÀ.

Oggi l’Alta Corte di Belfast ha respinto il ricorso presentato dalla sorella di un civile ucciso nella ‘Domenica di Sangue’ del 30 gennaio 1972 (quando a Derry i soldati inglesi uccisero 14 dimostranti nazionalisti disarmati) contro la decisione del Tribunale d’Inchiesta sulla ‘Bloody Sunday’ di accettare che una ventina di agenti della R.U.C. possano testimoniare a volto coperto. Il ricorso era basato sul fatto che il permesso accordato ai poliziotti unionisti andava contro al carattere pubblico dell’inchiesta; ma il giudice Kerr ha deciso che essi potranno testimoniare dietro a paratie protettive perché se venissero riconosciuti essi diventerebbero potenziali obbiettivi per terroristi repubblicani. Il giudice ha respinto anche un’altra richiesta presentata in subordine da tutte le famiglie delle vittime (esse richiedevano di poter vedere in faccia i testimoni della RUC anche se la domanda di questi di venire nascosti al pubblico fosse stata accettata), dicendo che i problemi logistici che causava erano eccessivi. I legali delle famiglie delle vittime hanno tempo fino a venerdì prossimo per presentare un contro-appello.
(BBC; IT)

CONFERMATO CHE IL CAPO DEL P.S.N.I. (EX R.U.C.) RONNIE FLANAGAN SE NE ANDRÀ ALLA FINE DEL MESE.

È stato oggi confermato che il capo del Servizio di Polizia dell’Irlanda del Nord (P.S.N.I., ex R.U.C.), Sir Ronnie Flanagan, coinvolto nel recente violento scontro con la Ombudsman sulla Polizia Nuala O’Loan riguardo alla gestione delle indagini sulla strage di Omagh del 1998, si dimetterà, poco rimpianto, il 28 febbraio prossimo. Per indorargli la pillola Flanagan è stato nominato alla carica –in realtà onoraria- di Ispettore dei Poliziotti di Sua Maestà, che eserciterà però in Inghilterra.
(BBC; IT)


Mercoledì 20 febbraio 2002

I QUATTRO REPUBBLICANI FERMATI NELLA CONTEA DI TYRONE PER IL FUCILE ANTICARRO RINVIATI A GIUDIZIO: CINQUE FERITI QUANDO LA FOLLA SI SCONTRA CON LA POLIZIA DAVANTI AL TRIBUNALE.

I quattro Repubblicani fermati dal P.S.N.I. (ex R.U.C.) domenica 17 febbraio a Coalisland (Contea di Tyrone) in seguito al ritrovamento di un fucile anticarro RPG 22 con relativa granata sono stati oggi formalmente incriminati e rinviati a giudizio in stato di detenzione dinanzi al tribunale di Cookstown. I quattro, tutti della Contea di Tyrone, sono il trentunenne Donald Mullan di Dungannon, il ventitreenne Brendan O’Connor di Pomeroy, il ventiquattrenne Sean Dillon e il trentunenne Kevin Barry Murphy, entrambi di Coalisland; i due reati loro imputati sono “porto abusivo di un fucile anticarro e della sua granata allo scopo di mettere vite in pericolo”, e “cospirazione al fine di assassinare membri delle forze di sicurezza”. Gli accusati si sono dichiarati innocenti. Il processo inizierà il 19 marzo prossimo. Il P.S.N.I. sostiene che i quattro siano Repubblicani dissidenti, forse del R.I.R.A., ma la cosa non è affatto sicura; il deputato all’Assemblea del partito unionista intransigente DUP per la zona, Willie McCrea, ha sostenuto che essi sono invece membri dei Provisionals. Una folla di una cinquantina di persone, sostenitori e parenti dei quattro arrestati, si è scontrata con reparti del PSNI/RUC in assetto antisommossa tanto prima dell’udienza che all’uscita: il bilancio è di cinque feriti - quattro manifestanti e un agente del PSNI.
(IT; BBC; «The Belfast Newsletter»)

PRIMA DELL’INCONTRO CON BERTIE AHERN, GERRY ADAMS RIBADISCE I MOTIVI PER CUI IL SINN FÉIN NON RICONOSCE IL P.S.N.I. (EX R.U.C.).

Prima dell’incontro con il Taoiseach (capo del governo) irlandese Bertie Ahern, che doveva informarlo riguardo ai colloqui di lunedì scorso a Londra col Primo Ministro britannico Tony Blair, il presidente del partito repubblicano indipendentista Sinn Féin, Gerry Adams, ha ribadito che il suo partito non intende nominare i suoi due rappresentanti nella Commissione sulla Polizia (Policing Board) dell’Irlanda del Nord. Ahern, intervistato dalla BBC, aveva auspicato che invece il Sinn Féin lo facesse presto. Nell’ottobre prossimo il Parlamento britannico dovrà decidere su misure legislative che dovrebbero fare procedere e migliorare la riforma della polizia. “Siamo stati chiarissimi riguardo al fatto che la nuova legislazione sulla riforma della polizia dovrà contenere, e attenersi, alle raccomandazioni del Rapporto Patten. Il recepimento di Patten è la condizione minima perché nazionalisti e repubblicani accettino di avere parte in questa riforma della polizia”, ha detto Adams, aggiungendo che “le raccomandazioni del Rapporto Patten non sono state fino a ora recepite, come è palese se si considera la completa impunità con cui continua ad agire la Squadra Politica” della RUC (e ora del PSNI).
(BBC; IT)

MUORE EX MEMBRO DELLO I.N.L.A.: ENTRATO IN UNA STAZIONE DELLA GARDA SÍOCHÁNA A DUBLINO, SI ERA SPARATO IN TESTA.

Oggi è morto, dopo due giorni in rianimazione in un ospedale di Dublino, l’ex militante dell’Esercito Irlandese di Liberazione Nazionale (I.N.L.A., gruppo repubblicano marxista dal 1998 in stato di cessate il fuoco) Colm Peake, trentanovenne, di Belfast ma che viveva da anni a Dublino. Lunedì pomeriggio l’uomo era entrato nella stazione della Garda Síochána (la polizia irlandese) di Fitzgibbon Street, a Dublino Nord, aveva estratto una pistola e si era sparato in testa, di fronte a poliziotti e a membri della cittadinanza. Si ignorano per ora i motivi del gesto. Colm Peake era negli anni Ottanta un noto membro dello INLA, ed era stato condannato all’ergastolo per omicidio in base alla testimonianza di un ‘super-pentito’, poi riconosciuta non attendibile. Negli anni Novanta era stato incriminato per porto abusivo di armi da fuoco.
(BBC; IT)


Giovedì 21 febbraio 2002

BLOODY SUNDAY: RICORSO CONTRO DECISION DI PERMETTERE TESTIMONIANZA DIETRO UNO SCHERMO

Ieri un avvocato ha detto che si potrebbe presentare un ricorso contro la decisione del giudice di permettere a venti poliziotti testimoni del Bloody Sunday di testimoniare dietro uno schermo. La decisione è stata contestata da Mary Doherty, sorella del diciassettenne, Gerard Donaghy, uno delle quattordici vittime uccisi dai soldati inglesi. Mary Doherty ha detto di volere vedere le facce e gli atteggiamenti dei testimoni perché è importante per i famigliari per stabilire la verità sui motivi e le circostanze in cui sono stati uccisi i loro cari. Il giudice Kerr ha dichiarato che gli è stato detto che questo richiederà una elaborata procedura di controllo dato che il gruppo comprende 120 persone. Ha aggiunto di non avere motivo per dubitare della buona fede di Doherty ma è più importante la sicurezza dei testimoni.
(IT)


Venerdì 22 febbraio 2002

POLIZIA: OMICIDIO NON SETTARIO

La polizia ritiene che l' omicidio di un uomo avvenuto nella contea di Down non è settario. Ieri Mathew Burns è stato ucciso e suo fratello ferito quando la loro auto è stata raggiunta da proiettili ad alcuni metri dalla loro casa vicino alla città di Castlewellan. Si ritiene che un gruppo repubblicano sia responsabile dell' attacco. Sembra che Burns la scorsa estate sia è stato vittima di un altro attacco a Newcastle.
(BBC NI)


Sabato 23 febbraio 2002

SERIE DI ALLARMI BOMBA A DERRY

Ieri notte la polizia e l'esercito britannico sono intervenuti per una serie di allarmi bomba. Dopo diverse telefonate di avvertimento sono state disinnescate due bombe di tubo nella zona di Coleraine. La prima, trovata fuori della caserma della polizia di Kilrea, è stata disinnescata alle 22,30, mentre un'altra, trovata a Garvagh, era un falso allarme. Altri nove ordigni sono stati disinnescati nella zona di Magherafelt. La polizia ritiene che un gruppo lealista sia responsabile dei tentati attacchi.
(UTV)


Domenica 24 febbraio 2002

FUNERALE DI MATHEW BURNS, L'UOMO UCCISO GIOVEDI

Oggi si è svolto il funerale di Mathew Burns che è stato assassinato giovedì scorso. Sabato il capo della polizia ha detto che è troppo presto per dire chi era responsabile ma ha aggiunto che non escluderebbe la possibilità che potrebbe essere opera dello PIRA. Mathew Burns, 26 anni, un noto spacciatore di droga, è stato ucciso nella sua macchina vicino a Castlewellan nella contea di Down.


Lunedì 25 febbraio 2002

GIORNALISTA CONTESTA LE DICHIARAZIONI DELL' ESERCITO INGLESE SUL BLOODY SUNDAY

Peter Pringle, ex giornalista del Sunday Times, ha testimoniato all' inchiesta del Bloody Sunday dicendo che non c'è prova per sostenere le dichiarazioni dell'esercito inglese secondo cui i soldati inglesi subirono un attacco armato dello IRA. Arthur Harvey, avvocato delle famiglie delle vittime, ha chiesto a Pringle se fosse conoscenza che i soldati inglesi avessero subito attacchi con fucili, bombe e molotov. Pringle ha risposto: "No". Pringle ha aggiunto di non avere trovato alcuna prova dal 1972 fino a oggi per sostenere tali dichiarazioni.


Martedì 26 febbraio 2002

DEPOSITO DI ARMI SCOPERTO NELLA CONTEA DI DONEGAL

Oggi la polizia irlandese sta esaminando le armi scoperte ieri vicino a Stranolar (contea di Donegal). Le armi, che la polizia ritiene appartenenti a un gruppo dissidente repubblicano, comprendono due fucili AK47, mitragliatrici, lanciarazzi e detonatori. Non sono stati fatti arresti.
(UTV)

DEPUTATO DI SF RIFIUTA DI CHIEDERE ALLA GENTE DI DARE INFORMAZIONI SULLO IRA

In una intervista, Caoimhghin O Caolàin , SF, ha rifiutato di chiedere alla gente che potrebbe avere informazioni sugli omicidi di poliziotti compiuti da repubblicani, o su depositi di armi dello IRA, di farsi avanti. O Caolàin ha detto che i depositi di armi dello IRA nella Repubblica dovrebbero essere visti in un contesto storico. Ha aggiunto : " Vorrei vedere una situazione in cui tutte le armi siano tolte dalla politica". In risposto alla domanda sulla sua lealtà alla Repubblica, O Caolàin ha detto di aver giurato fedeltà alla Repubblica dichiarata nella Pasqua del 1916.
(IT)


Mercoledì 27 febbraio 2002

ATTACCO MOLOTOV A WHITEHEAD (ANTRIM)

La polizia ha dichiarato che una molotov lanciata in un appartamento a Whitehead ha causato danni superficiali. L'ordigno è stato lanciato attraverso la finestra di un appartamento di Islandmagee Rd intorno alle 23,00 della scorsa notte. L'appartamento, fortunatamente, era vuoto e solo i tappeti e il soffitto hanno subito danno. La polizia ha lanciato un appello a chiunque abbia informazioni in merito.
(UTV)


Giovedì 28 febbraio 2002

ATTENTATO DI OMAGH: VICE CAPO DELLA POLIZIA DI MERSEYSIDE GUIDERA LA INVESTIGAZIONE

E stato reso noto che il vice capo della polizia di Merseyside (Liverpool) potrebbe iniziare una nuova indagine sull' attentato di Omagh. Sembra che Mike Tonge potrebbe arrivare in Irlanda del Nord settimana prossima per prendere l'incarico. Una portavoce della Commissione sulla Polizia, formata da unionisti, nazionalisti e da membri indipendenti , ha confermata che il trasferimento di Tonge sta per essere confermato. Questa notizie giunge dopo le critiche fatte dall' Ombudsman, Nuala O' Loan, secondo cui la polizia non avrebbe agito dopo aver ricevuto informazioni sull' attentato.
(UTV)


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ultima modifica 28 febbraio 2002