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Sabato 1 gennaio 2000
 
 

LEALISTA PERCOSSO A MORTE DA BANDA ORGANIZZATA.

Antrim (Contea di Antrim). Denver Smith, 32 anni, sposato con tre figlie, protestante, membro del PUP, è stato assalito e percosso a morte da un gruppo di uomini alle quattro di mattina, mentre tornava dai festeggiamenti di Capodanno. Il rappresentante politico locale del PUP (e amico della vittima) Ken Wilkinson ha dichiarato che non si è trattato di un omicidio politico, ma di un “assassinio premeditato e del tutto disgustoso compiuto da elementi criminali”. Ma la stessa espressione usata dal politico del PUP (partito legato all`organizzazione paramilitare lealista UVF, in stato di cessate il fuoco dal 1994) permette di sospettare che la banda criminale cui allude possa essere uno dei gruppi paramilitari lealisti contrari al processo di pace. La polizia (RUC), che ha subito fermato varie persone per interrogarle, non esclude infatti il movente politico.
(IT - IN)


Martedì 4 gennaio 2000
 
 

INDIGNAZIONE REPUBBLICANA PER L`ARRESTO DI ANGELO FUSCO

Il Sinn Féin ha condannato con indignazione l`arresto di Angelo Fusco, 43 anni, di Belfast, avvenuto ieri sera a un posto di blocco stradale nella Contea di Kerry, e il tentativo di estradarlo nell'Irlanda del Nord. Il famoso guerrigliero dell`IRA era ufficialmente ricercato nella Repubblica irlandese dal 1998, quando la Corte Suprema decise, al termine di una battaglia legale durata sei anni, che fosse estradato nell'Irlanda del Nord per scontare una condanna all`ergastolo per l`uccisione di un capitano del Special Air Service (SAS), la forza speciale dell`Esercito britannico. Di fatto, però, da allora era sempre vissuto apertamente a Tralee. L`arresto “casuale” a un posto di blocco fa sospettare una provocazione a opera di qualche membro della Garda Siochana avverso al processo di pace. L`esecuzione dell`estradizione è stata bloccata all`ultimo momento da un ricorso dei suoi avvocati all`Alta Corte: il giudice Finnegan ha sospeso l`estradizione, stabilendo un`udienza per la mattina dell`Epifania. Il Governo irlandese e quello britannico sono in imbarazzo per questo intempestivo arresto, perché comunque entro giugno tutti i prigionieri dell`IRA dovranno essere liberati, secondo quanto prevede l'"Accordo del Venerdì Santo".
Angelo Fusco aveva fatto parte di una unità autosufficiente dell`IRA, composta da volontari provenienti dal quartiere di Ballymurphy a Belfast Ovest e dotata di mitragliatrice pesante M60, che in una serie di imboscate urbane aveva abbattuto tra 1979 e 1980 almeno cinque tra membri della RUC e soldati britannici. Per una soffiata, gli Inglesi furono in grado di preparare una contro-imboscata nel maggio 1980. Una unità composta da 8 uomini del SAS si mosse verso la casa in cui erano appostati i volontari dell`IRA; il comandante inglese, il capitano Herbert Westmacott, venne falciato da una raffica. La casa venne circondata dai soldati britannici, e l`unità dell`IRA, composta da 7 volontari, si arrese solo dopo l`arrivo di un prete che garantisse la loro incolumità. Un anno dopo, al processo, quattro dei sette arrestati vennero condannati per omicidio e reati concorrenti a pene tra i 18 e i 30 anni, mentre Fusco, Robert Campbell e Paul "Dingus" Magee ricevettero l`ergastolo. Ma la mattina della lettura della sentenza i sette, e un altro prigioniero dell`IRA, fuggirono dopo una sparatoria con le guardie (erano riusciti a procurarsi delle pistole) dalla prigione di Crumlin Road e si rifugiarono nella Repubblica. Angelo Fusco e altri del gruppo vennero in seguito arrestati dai Gardaí, e condannati dalla Corte Criminale Speciale a 10 anni di prigione da scontare nel carcere di Portlaoise, nella contea di Laois. Scontata la sentenza, dal gennaio del 1992 Fusco dovette affrontare una lunga battaglia legale contro l`ordine di estradizione nell'Irlanda del Nord. L`Alta Corte di Dublino nel 1995 cassò l`ordine di estradizione, ma nel 1998 la Corte Suprema decise che Fusco doveva essere estradato: per un mese il combattente dell`IRA di origine italiana dovette nascondersi, ma poi sopraggiunse la firma degli Accordi di Belfast, in seguito ai quali tutti i suoi compagni sono stati da allora liberati.
(IT - IN)


Mercoledì 5 gennaio 2000
 
 

COMUNICATO DI CAPODANNO DELL`IRA.

Come ogni anno, il messaggio di Capodanno dell`Esercito Repubblicano Irlandese (IRA) è stato ricevuto dal settimanale repubblicano An Phoblacht/Republican News. Esso era quest`anno particolarmente atteso, vista la fase cruciale che sta attraversando il processo di pace. Anche se l`IRA sottolinea la “occasione senza precedenti di lasciarci alle spalle i fallimenti del passato”, e afferma il suo impegno a proseguire il lavoro con la Commissione Internazionale Indipendente per la Messa fuori uso delle armi diretta da De Chastelain, il comunicato contiene una dura protesta contro le nuove condizioni che il partito unionista UUP cerca di imporre, e verso le inadempienze del Governo britannico rispetto alla demilitarizzazione prevista dagli Accordi di Belfast.
Si veda la nostra traduzione del testo integrale del comunicato.
(IT - APRN)


Giovedì 6 gennaio 2000
 
 

PROTESTE A DUBLINO PER IL MANCATO RILASCIO DI ANGELO FUSCO

Si è svolta oggi a Dublino l`udienza dell`Alta Corte sul caso di Angelo Fusco. Mentre il giudice Joseph Finnegan ha fissato un`udienza dopo la fine del mese per la discussione del ricorso di Fusco contro l`estradizione nell'Irlanda del Nord, ha insieme rifiutato di concedergli la libertà provvisoria. Le proteste da parte del pubblico hanno fatto sì che il giudice minacciasse di far sgomberare l`aula dalla forza pubblica. Alcune centinaia di sostenitori del Sinn Féin erano presenti per l`udienza, e tra essi il presidente del partito, Gerry Adams. Dopo l`udienza, fuori dall`aula si sono verificati tafferugli tra i Gardaí e i sostenitori di Angelo Fusco; più di cinquanta di essi hanno cercato invano di fermare il veicolo che riportava il noto guerrigliero dell`IRA in prigione. Non vi sono stati comunque feriti o fermati.
La difesa di Fusco aveva sostenuto che non aveva senso estradare il prigioniero in Irlanda del Nord, dato che a norma degli Accordi di Belfast sarebbe stato comunque liberato in poche settimane.


Giovedì 6 gennaio 2000
 
 

IL LEALISTA UCCISO A CAPODANNO: INCRIMINAZIONI, ATTENTATO ED ESODO

Antrim (Contea di Antrim). La RUC ha reso noto che fino a oggi cinque giovani sono stati arrestati e incriminati per l`uccisione di Denver Smith, il lealista del PUP bastonato a morte nelle prime ore del nuovo anno ad Antrim.
Poche ore prima una pipe bomb (ordigno costituito da un tubo di ferro riempito di esplosivo e oggetti metallici) era esplosa, senza danni alle persone, nel quartiere lealista Stiles, vicino al luogo dove Smith era stato ucciso, sul retro di una casa abitata da una famiglia di conoscenti dei presunti assassini.
Sembra che nella zona la tensione stia crescendo. Risulta che una trentina di persone, e tra esse intere famiglie, ritenute collegate ai presunti assassini, siano temporaneamente fuggite dal quartiere, noto come luogo di spaccio di droga. Joe McDonnell, obbiettivo presunto dell`esplosione, ha detto ai giornalisti: “C`è un sacco di gente spaventata nel quartiere, che teme rappresaglie per ciò che è accaduto a Capodanno.” McDonnell ha anche detto: “Sembra che a tutti quelli connessi con gli incriminati per l`uccisione del membro del PUP sia stato ordinato di andarsene” (presumibilmente dalla UVF, l`organizzazione paramilitare collegata al PUP).
Ken Wilkinson del PUP ha chiesto che non vi siano altre rappresaglie. Sembra ormai chiaro che gli assassini facevano parte di una banda di spacciatori di droga, come conferma la dichiarazione del rappresentante del Sinn Féin per il Sud della Contea di Antrim, Martin Meehan, che si è appellato a “tutti gli unionisti e i nazionalisti perché si uniscano per isolare questa gente: sono parassiti e devono essere spazzati via”.
(IT - IN)


Martedì 11 gennaio 2000
 
 

COMANDANTE DELLA UVF UCCISO DA LEALISTI ANTI-ACCORDO

Portadown (Contea di Armagh). Ieri sera alle sette il comandante della UVF per l`Ulster Centrale è stato ucciso a colpi di pistola mentre rientrava in macchina a casa sua, situata in una zona isolata a nove chilometri dalla città di Portadown, nota come luogo di nascita dell`Ordine d`Orange, come teatro della disputa sulla parata di Drumcree, e come punto di forza della LVF, il gruppo paramilitare avverso al processo di pace, nato come scissione della stessa UVF. I killer sono fuggiti in macchina. L`uomo, Richard Jameson, 46enne, tre figli, costruttore edile, appartenente a una nota famiglia lealista, era rimasto ferito il 27 dicembre 1999, quando uno scontro tra membri della UVF e membri della LVF al Portadown Football Social Club si era concluso con un bilancio di 12 feriti, di cui due gravi. Lo scontro era stato solo l`ultimo episodio di una faida strisciante tra le due organizzazioni (oggi entrambe ufficialmente in stato di cessate il fuoco) risalente alla scissione della UVF e alla nascita della LVF, ad opera di Billy Wright, nel 1996. Come nel caso del lealista ucciso a Capodanno ad Antrim, i rappresentanti del partito vicino alla UVF, il PUP, hanno accusato del delitto bande criminali, riferendosi però ai lealisti contrari agli Accordi. Billy Hutchinson e David Ervine, i due deputati del PUP all`Assemblea dell`Irlanda del Nord, hanno l`uno accusato "gangsters e criminali", aggiungendo "Sarebbe ora che la gente li costringesse ad andarsene dalla città"; l`altro ha detto, più esplicitamente, che il delitto si deve attribuire a "un gruppo composito i cui membri si travestono da lealisti, e che serve a dare copertura alla nefanda attività del traffico di droga". I famigliari di Jameson, pur negando il ruolo paramilitare dell`ucciso, hanno additato la stessa direzione: "Richard combatteva per una sola causa, e questa era la lotta contro lo spaccio di droga. Combatteva contro le droghe e contro la delinquenza di Portadown. Detestava le droghe e quelli che le spacciano. Questa gente sta rovinando la vita dei giovani. È ora che si faccia qualcosa. La polizia li conosce e dovrebbe metterli dentro". La LVF, sospettata dell`omicidio anche dalla polizia, dopo l`uccisione del suo fondatore Billy Wright nel carcere di Maze nel dicembre 1997 si è trasformata in effetti in un conglomerato di gruppi lealisti locali, spesso dediti allo spaccio di droga, come quello che a Capodanno ha ucciso ad Antrim il membro del PUP Denver Smith. Nel maggio 1998 la LVF ha dichiarato il cessate il fuoco, e nel dicembre di quell`anno è stata l`unica organizzazione paramilitare che ha consegnato alcune armi alla Commissione De Chastelain, ma si ritiene si tratti di una finzione, con l`obbiettivo (raggiunto) di ottenere la liberazione dei propri prigionieri secondo i termini dell`Accordo di Belfast.
Si sospetta infatti che le due sigle usate per firmare numerosi attentati e alcuni omicidi (Red Hand Defenders e Orange Volunteers) dal 1998 ad oggi siano solo nomi di copertura della LVF, ritenuta responsabile anche dell'assassinio dell`avvocato nazionalista Rosemary Nelson nel marzo 1999.
Nella città di Portadown, dove la LVF è nata ed è più radicata, e dove l`Ordine d`Orange prosegue la sua agitazione per il diritto di marciare nel quartiere nazionalista di Garvaghy Road, la tensione tra LVF e UVF (accusata di `tradimento` in quanto favorevole al processo di pace) ha portato negli ultimi anni a numerosi incidenti tra le due organizzazioni, anche se meno pubblicizzati della rissa di dicembre. In città si prevedeva che per rappresaglia (nello scontro i suoi uomini avevano avuto la peggio) la LVF avrebbe cercato di uccidere un dirigente della UVF. Ora la situazione a Portadown è molto tesa, anche se la UVF ha fatto sapere ufficiosamente che la vendetta avverrà solo dopo il funerale di Jameson. La RUC ha fermato otto membri della LVF per interrogarli riguardo all`omicidio.
(IN - IT - BT - II - APRN)


Lunedì 17 gennaio 2000
 
 

RIUNIONE DELL`ASSEMBLEA DELL`IRLANDA DEL NORD: PASSA MOZIONE DI PAISLEY SULLE ARMI

Belfast. Si è riunita, per la prima volta nel nuovo anno, l`Assemblea dell`Irlanda del Nord. L`intera riunione dell`organo rappresentativo è stata dedicata alla discussione di due mozioni presentate da Ian Paisley, leader del DUP, che hanno ricevuto l`appoggio anche degli altri deputati unionisti, non solo dei gruppi contrari al processo di pace, ma del UUP. La prima mozione chiedeva che tutte le armi delle organizzazioni paramilitari venissero consegnate, e dichiarava inaccettabile qualunque forma di loro messa fuori uso che non fosse pubblica. La mozione naturalmente andava contro ciò che sancisce l'"Accordo del Venerdì Santo" e la 'revisione Mitchell' (la Commissione De Chastelain è l`unico organismo che ha diritto di stabilire le forme del Decommissioning), ma dato che l`Assemblea non ha competenza sulla materia, e che quindi tale mozione è del tutto vana, i due partiti nazionalisti, SDLP e SF, non hanno richiesto la procedura di voto speciale (per la quale una mozione per passare deve avere il sostegno di almeno il 40 per cento dei deputati di ciascuna delle due `designazioni`, unionista e nazionalista). Il SDLP ha comunque proposto un emendamento che sottolineava l`importanza della piena realizzazione degli Accordi di Belfast e della Revisione Mitchell: l`emendamento è stato bocciato (45 voti contro, 43 a favore). La mozione del DUP è poi passata (54 deputati unionisti a favore, 42 deputati nazionalisti contro). La seconda mozione presentata da Paisley condannava il Ministro della Sanità dell`Irlanda del Nord, Bairbre de Brún (del Sinn Féin) per non avere dato il permesso di innalzare la Union Jack (la bandiera britannica) presso gli uffici del suo dicastero a Natale. Anche questa mozione, naturalmente, era contraria a quanto sancito dagli Accordi; al voto essa è passata con 51 voti a favore, 32 contrari. Solo la mancanza di tempo per il dibattito ha impedito che venisse votata una terza mozione di Paisley, anch`essa contro quanto sancito dagli Accordi, in cui si chiedeva che il Ministro britannico per l`Irlanda del Nord, Peter Mandelson, respingesse le riforme del servizio di polizia indicate dal Rapporto Patten.


Martedì 18 gennaio 2000
 
 

PORTADOWN: SI PREPARA LA VENDETTA DELLA UVF

Portadown (Contea di Armagh). Mentre affiorano nuovi dettagli sull`assassinio del comandante della UVF per l`Ulster Centrale, Richard Jameson, ucciso il 10 gennaio da paramilitari lealisti contrari al processo di pace, cresce il timore della vendetta dell`organizzazione. Si è saputo che poche ore dopo l`uccisione di Richard Jameson la dirigenza della UVF si è riunita a Belfast, nel quartiere di Shankill Road, e ha deciso di scatenare la rappresaglia contro la LVF dopo i funerali di Jameson: "In quel momento certa gente scoprirà di non poter fare finire ciò che ha cominciato". La decisione della UVF si è subito risaputa a Portadown, e i personaggi più noti della LVF si sono nascosti. Tra questi, il pastore Kenny McClinton, già intermediario della LVF con la Commissione De Chastelain, che pure aveva mandato le sue condoglianze alla famiglia di Jameson. Si ritiene che cinque capi della LVF siano stati condannati a morte dalla UVF; tra di essi, oltre a McClinton e a Mark Fulton (al momento detenuto nel carcere di Maghaberry), due fratelli di Belfast ritenuti autori degli omicidi di cattolici dell`inizio del 1998. Si è anche saputo che dopo lo scontro dell`ultimo 27 dicembre tra UVF e LVF (in cui gli uomini della LVF, tra i quali alcuni prigionieri in licenza natalizia, avevano avuto la peggio) la dirigenza della LVF si era riunita e aveva deciso l`uccisione del comandante dell`UVF Jameson. Si prevede che l`uccisione di membri della LVF non verrà rivendicata ufficialmente dalla UVF, per non imbarazzare il partito politico che la rappresenta nell`Assemblea dell`Irlanda del Nord, il PUP.
(Examiner - IT)


Mercoledì 19 gennaio 2000
 
 

MANDELSON, MINISTRO INGLESE PER L`IRLANDA DEL NORD, DÀ IL VIA AL NUOVO SERVIZIO DI POLIZIA CHE SOSTITUIRÀ LA RUC

Londra. Il Ministro britannico per l`Irlanda del Nord, Peter Mandelson, ha illustrato alla Camera dei Comuni il progetto governativo di riforma del servizio di polizia in Irlanda del Nord, che recepisce pressoché integralmente le raccomandazioni contenute nel Rapporto Patten. Il nome della polizia nordirlandese non sarà più Royal Ulster Constabulary (RUC), ma Police Service of Northern Ireland (PSNI), e i simboli ufficiali della polizia verranno mutati abolendone gli elementi legati alla tradizione unionista. Il numero dei poliziotti verrà ridotto a 7.500 (oggi i membri della RUC sono invece 13.000), e il 50 per cento di essi dovrà essere di religione cattolica. Il reclutamento dei nuovi poliziotti partirà questo autunno, e sostanziose liquidazioni verranno garantite ai membri dell`attuale RUC in eccedenza in seguito alla riforma. Tutti i membri della nuova polizia saranno istruiti al rispetto dei diritti umani, dovranno prestare un nuovo giuramento e seguire un nuovo codice etico. L`autorità che oggi ha il compito di supervisione della polizia, considerata di parte dai nazionalisti, verrà sostituita da un nuovo organismo più equilibrato, e da organi di controllo locali di cui faranno parte rappresentanti eletti. Unica concessione rilevante fatta agli Unionisti è che i membri dell`attuale RUC che faranno parte del futuro Servizio di Polizia dell`Irlanda del Nord non saranno costretti a prestare il nuovo giuramento.
Il Primo Ministro dell`Irlanda del Nord, e leader dello UUP, David Trimble, ha dichiarato che con la riforma annunciata oggi da Mandelson il Governo britannico si è disonorato. Il presidente della Police Federation (il sindacato dei poliziotti), Les Rodgers, ha detto che la riforma è un provvedimento “vendicativo e distruttivo”. Positive invece le reazioni nazionaliste: il capo del governo irlandese, Bertie Ahern, ha dato il benvenuto alla riforma, dicendo che essa “fa sì che il servizio di polizia potrà ottenere la fiducia della popolazione nazionalista”; anche il leader del partito nazionalista SDLP, John Hume, si è detto contento delle decisioni del Governo britannico, mentre il SF considera la riforma non sufficientemente radicale.
(RTE)


Giovedì 20 gennaio 2000
 
 

MEMBRO DELLA LVF INCRIMINATO PER L`ASSASSINIO DEL COMANDANTE UVF

Portadown (Contea di Armagh). Un giovane membro della LVF è stato oggi rimandato a giudizio, detenuto, per l`omicidio del comandante della UVF per l`Ulster Centrale Richard Jameson, avvenuto il 10 gennaio. Avrebbe dichiarato ai poliziotti che lo interrogavano di avere ricevuto dai killer la pistola con cui Jameson era stato ucciso, e di averla consegnata ad altri.


Lunedì 24 gennaio 2000
 
 

CASO FINUCANE / STEVENS CONSEGNA SEI NOMI DI INDIZIATI ALL'ACCUSA

Il quotidiano britannico The Independent scrive oggi che la squadra investigativa di John Stevens, da poco nominato Capo della Polizia Metropolitana di Londra, ha consegnato al Pubblic Ministero nordirlandese i nomi di sei membri dell'UDA, indiziati per l'assassinio dell'avvocato Pat Finucane, avvenuto nel febbraio 1989.
Gli inquirenti sarebbero inoltre in possesso di indizi (registrazioni su nastro, resoconti di testimoni e campioni di DNA) che danno corpo alle accuse rivolte alla RUC di non aver impedito l'assassinio, pur essendone stata preavvisata da due suoi informatori dell'UDA, Brian Nelson e William Stobie.
Secondo il quotidiano, la squadra di John Stevens sta tuttora indagando se la condotta della RUC sia da addebitare a 'negligenza' o ammonti di fatto a vera e propria collusione con i gruppi paramilitari lealisti.
Si veda il dossier di Irlanda Notizie sull'assassinio dell'avvocato Pat Finucane e l' interessante articolo di Ed Moloney sulla sua vertenza legale con la squadra Stevens
(RTE T - IT - The Independent)
 

ALL`ASSEMBLEA DELL`IRLANDA DEL NORD PASSA MOZIONE DI PAISLEY CONTRO IL RAPPORTO PATTEN

Belfast. Si è riunita nel palazzo di Stormont l`Assemblea Legislativa dell`Irlanda del Nord. Dopo cinque ore di accesa discussione, è passata con 50 voti contro 42 una mozione presentata da Ian Paisley, leader del DUP, il principale partito unionista avverso al processo di pace; ma la mozione è stata approvata anche dai deputati dello UUP del Primo Ministro dell`Irlanda del Nord, David Trimble.
La mozione chiede al Ministro britannico per l`Irlanda del Nord, Peter Mandelson, di respingere del tutto le raccomandazioni del rapporto Patten. Come era già avvenuto la settimana scorsa, il partito nazionalista SDLP non ha voluto invocare la procedura di voto speciale per impedirne l`approvazione, dal momento che, non avendo l`Assemblea competenza sulla materia, la vittoria della mozione è priva di alcun effetto. Sul piano politico, invece, l`approvazione nelle ultime due riunioni dell`Assemblea delle tre mozioni presentate da Paisley contro il contenuto degli Accordi di Belfast, con l`appoggio determinante dello UUP, è indizio dello slittamento dell`unionismo ‘moderato’ verso posizioni di assoluta intransigenza.
(IT - IN - BBC NI)


Mercoledì 26 gennaio 2000
 
 

UN INCRIMINATO PER LA SCOPERTA DI ARMI ED ESPLOSIVI DEL CIRA

Dublino. Alla Special Criminal Court (‘Corte Criminale Speciale’, uno dei tribunali eccezionali di cui gli Accordi di Belfast prevedono per il futuro l`abolizione) della Repubblica irlandese è stato formalmente incriminato per possesso e trasporto di armi Christopher Smith, 38 anni, di Limerick. L`uomo è detenuto dalla sera di domenica 23 gennaio, quando nel suo furgone, fermato a un posto di blocco della Garda Siochana a Cahir (Contea di Tipperary), sono stati trovati ordigni esplosivi e materiale per la fabbricazione di armi. Tra gli ordigni, 2 drogue bombs (‘bombe ad imbuto’ anticarro artigianali, inventate dall'IRA alla fine degli anni Ottanta, che arrivano sull`obbiettivo appese a un piccolo paracadute) già caricate con esplosivo Semtex, 17 involucri di bombe a mano artigianali non ancora caricate, e 11 granate da lancio per fucile. I gardaí, che nel corso delle indagini avevano fermato anche una coppia di quarantenni, poi rilasciati, hanno affermato di ritenere che le armi appartenessero al `Continuity` IRA, unica organizzazione armata repubblicana non in stato di cessate il fuoco. Altre fonti hanno riferito che la scoperta delle armi non è stata casuale, ma frutto di una operazione di sorveglianza ravvicinata dei dissidenti repubblicani.
(IT - IN - II - RTE)


Venerdì 28 gennaio 2000
 
 

ENTRA IN CARICA IL NUOVO MINISTRO DEGLI ESTERI IRLANDESE

Dublino. È entrato oggi in carica il nuovo Ministro degli Esteri della Repubblica irlandese Brian Cowen, subentrato a David Andrews, che ha dato le dimissioni per motivi personali all`inizio della settimana. La sua prima giornata di lavoro è stata dedicata alla crisi del processo di pace, con un incontro con i dirigenti del SDLP John Hume e Seamus Mallon (vice-Primo Ministro dell`Irlanda del Nord).
(IT - RTE)
 

DURO MONITO DI GERRY ADAMS AGLI UNIONISTI E AL GOVERNO BRITANNICO

Newry (Contea di Armagh). In un discorso tenuto in occasione dell`inaugurazione della nuova sede del SF a Newry Gerry Adams, il presidente del partito, ha ammonito il leader unionista David Trimble, Primo Ministro dell`Irlanda del Nord, e il Governo britannico, sulle conseguenze che potrebbe avere la dissoluzione dell`Esecutivo e delle altre istituzioni introdotte dagli Accordi di Belfast minacciata dagli Unionisti dello UUP. Come noto, il generale De Chastelain, presidente della Commissione Indipendente Internazionale sulla Messa fuori uso delle armi, renderà pubblico un rapporto sulle prospettive del processo di decommissioning (da completarsi, secondo gli Accordi di Belfast, entro il maggio 2000) entro il primo febbraio; Trimble e gli altri tre ministri unionisti dello UUP nell`Esecutivo dell`Irlanda del Nord, da parte loro, minacciano di dimettersi (e di fare così saltare gli Accordi) qualora il rapporto del generale non affermi che l`IRA ha già iniziato la distruzione delle armi. In queste settimane vari organi di stampa hanno ipotizzato che in tale caso, prima delle dimissioni dei ministri unionisti, il Governo britannico dovrebbe ‘sospendere’ l`Esecutivo e le altre istituzioni dell`Irlanda del Nord e riprendere il controllo diretto della provincia, onde impedire la distruzione del processo di pace. Riaffermando il proprio impegno per il disarmo di tutti i gruppi paramilitari, rivolgendosi al Governo britannico Adams ha fatto notare che una ‘sospensione’ dell`Esecutivo e un ritorno al controllo politico diretto andrebbero del tutto contro gli Accordi, non essendo motivati da alcuna inadempienza oggettiva da parte repubblicana; così come sarebbe immotivato il crollo dell`Esecutivo in seguito alle dimissioni dei ministri dello UUP. “Spero che il senso comune prevalga, e che Trimble e i suoi colleghi continuino a far parte dell`Esecutivo”.
La questione del decommissioning è affidata dagli Accordi alla Commissione De Chastelain, unica competente in materia: le minacce, gli ultimatum, la fissazione di nuove date e le nuove condizioni che lo UUP cerca di imporre vanno nella forma e nella sostanza contro gli Accordi di Belfast, sono inaccettabili, e sono utili soltanto ai nemici del processo di pace. Tanto il crollo dell`Esecutivo quanto la sua ‘sospensione’ preventiva da parte del Governo britannico “creerebbero di nuovo un vuoto politico, rinforzerebbero e incoraggerebbero gli unionisti avversi al processo di pace, metterebbero l`intero processo di pace in pericolo, e renderebbero la prospettiva della messa fuori uso delle armi ancora più difficoltosa di quanto non sia ora”.
Il testo integrale del discorso si trova sul sito del Sinn Féin.
(IT - IN - II - BT)


Lunedì 31 gennaio 2000
 
 

CONTATTI FRENETICI MENTRE IL RAPPORTO DE CHASTELAIN RITARDA

Belfast. Alle 24.00 di stasera il rapporto sugli sviluppi del processo di disarmo da parte delle organizzazioni paramilitari, che doveva essere consegnato oggi ai due Governi di Londra e di Dublino, e all`Esecutivo di Belfast, dalla Commissione Indipendente Internazionale sulla Messa fuori servizio delle armi (Decommissioning) presieduta dal generale canadese De Chastelain, non era ancora comparso. Come è noto il suo contenuto è considerato decisivo per gli sviluppi del processo di pace, in quanto il Primo Ministro dell`Irlanda del Nord David Trimble e gli altri tre ministri del Partito unionista 'moderato' (UUP) nell`Esecutivo hanno minacciato di dimettersi, e di fare così crollare le nuove istituzioni, previste dall'"Accordo del Venerdì Santo" ma insediate solo lo scorso dicembre, nel caso l`atteso rapporto De Chastelain non comunicasse che l`Esercito Repubblicano Irlandese (IRA) ha effettivamente iniziato la distruzione dei suoi armamenti.
La scadenza rappresentata da questo rapporto di De Chastelain è stata unilateralmente decisa dallo UUP, al di fuori e contro gli Accordi di Belfast e la revisione Mitchell, che fissano invece come scadenza per la messa fuori uso delle armi il maggio del 2000. Sembra che, nel tentativo di evitare le conseguenze dell`ultimatum unionista, sia in corso un frenetico sforzo diplomatico da parte del Governo di Dublino e di quello di Londra per convincere l`IRA a compiere anche all`ultimo minuto, o nei prossimi giorni, un atto simbolico di distruzione di armi, e per ammorbidire la posizione unionista. Emissari del Governo di Dublino sono, si dice, da giorni in continuo contatto con la dirigenza dell`IRA.
(RTE – BBC NI – IT – IN – BT)



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ultima modifica 31 gennaio 2000