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Ultime notizie OTTOBRE 1999


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Venerdì 1 ottobre 1999
 
 

FERMATE DALLA GARDA PERSONE INDIZIATE DI ATTIVITÀ CLANDESTINA

La polizia del Sud ha fermato cinque uomini e una donna sospettati di essere vicini a una formazione repubblicana clandestina contraria al processo di pace in corso nel Nord dell'Irlanda. I sei, sospettati di avere rapporti con il cosiddetto RIRA, sono stati prelevati dalle loro abitazioni in diversi centri delle contee di Wicklow e di Wexford intorno alle ore 7 (ora locale) di questa mattina.
Nelle ultime settimane la RUC e la Garda hanno dichiarato che temono una riorganizzazione delle organizzazioni clandestine repubblicane dissidenti sotto un'unica sigla e una ripresa da parte loro di una campagna di attentati nelle 'sei contee' del Nord e, secondo alcuni, in Gran Bretagna.
(RTE 1 - INN - RTE T)
 

INCONTRO FRA UUP E SF A STORMONT

I rappresentanti del UUP e di SF si sono incontrati oggi a Stormont, alle porte di Belfast, nell'ambito della revisione dell' "Accordo del Venerdì Santo", presieduta dal senatore statunitense George Mitchell. Al termine dell'incontro, durato circa un'ora e un quarto, il leader del UUP David Trimble ha dichiarato di aver posto alcune domande specifiche a SF, ma di aver ottenuto solo risposte evasive. Il leader unionista non ha peraltro specificato il contenuto delle domande poste a Gerry Adams e agli altri membri della delegazione repubblicana. Trimble ha detto ai giornalisti che, in presenza di circostanze diverse, l'Esecutivo di Belfast "potrebbe essere istituito nel giro di una settimana". In serata, il leader di SF Adams ha risposto alle dichiarazioni di Trimble dicendo che, se il leader Unionista ritiene che sarebbe sufficiente una settimana, l'Esecutivo dovrebbe essere istituito. Adams ha ribadito che SF si opporrà a qualsiasi tentativo di riscrivere l'"Accordo del Venerdì Santo".
(RTE 1 - INN - RTE T)


Lunedì 4 ottobre 1999
 
 

RILASCIATE CINQUE DELLE SEI PERSONE FERMATE NEL SUD

La Garda ha rilasciato cinque delle sei persone fermate lo scorso venerdì nelle contee di Wicklow e Wexford, nel sud est dell'Irlanda, nell'ambito delle indagini su presunte attività clandestine negli ambienti repubblicani dissidenti. La sesta persona fermata, il 31enne Conor McGrath, è stato invece accusato formalmente di far parte della formazione repubblicana dissidente che i mezzi di informazione indicano ormai concordemente con il nome Óglaigh na hÉireann, e rinviato a giudizio.
Il nome irlandese Óglaigh na hÉireann significa letteralmente "Volontari d'Irlanda" e fu dato all'organizzazione armata fondata nel 1913 a Dublino e protagonista, tre anni più tardi, dell'insurrezione armata della Pasqua del 1916. Óglaigh na hÉireann è tuttora il nome ufficiale, in Irlandese, dell'IRA (e anche, per la cronaca, dell'Esercito 'regolare' della Repubblica d'Irlanda).
Secondo la RUC e la Garda, sotto questo nome si riconoscerebbero i membri del cosiddetto RIRA, quelli del CIRA e alcuni membri dissidenti dell'INLA. Sempre secondo fonti delle polizie del Nord e del Sud, citati dai mezzi di informazione, questa nuova organizzazione clandestina avrebbe nominato un proprio comando militare e starebbe preparando una nuova campagna di attentati nelle 'sei contee' del Nord e, secondo alcuni, in Gran Bretagna.
Oggi la Garda ha reso noto inoltre di aver sequestrato armi e materiale esplosivo in un bosco nei pressi di Wexford. Il sequestro avrebbe fruttato una piccola quantità di esplosivo Semtex, 3 pistole e alcune munizioni.
(RTE T - RTE 1 - INN)
 

FAIT CHIUDE

L'organizzazione pacifista nordirlandese Families Against Intimidation and Terror (FAIT, "Famiglie Contro l'Intimidazione e il Terrore") ha chiuso i battenti dopo circa 9 anni di attività, in seguito alle dimissioni del proprio direttore Sam Cushnahan.
FAIT venne fondata nel 1990 da Nancy Gracey, una signora di Downpatrick nella contea di Down, in seguito all'aggressione subita dal figlio, gambizzato dall'IRA. Fino dalla sua fondazione, FAIT ha concentrato l'attenzione sugli episodi di intimidazione e di violenza subiti dagli abitanti dei quartieri maggiormente interessati dai 'troubles' per mano dei membri delle organizzazioni paramilitari, in particolare sulle frequenti 'missioni punitive'. A causa di questa particolare prospettiva, l'organizzazione è stata spesso criticata, soprattutto da Sinn Féin, che la accusava di prestare eccessiva attenzione all'attività paramilitare dell'IRA e di mantenere d’altra parte uno strano silenzio di fronte agli episodi di violenza gratuita dovuti ai membri delle forze di sicurezza. SF punta il dito sul fatto che FAIT sia generosamente sovvenzionata dal governo britannico; nell'ottobre dello scorso anno un portavoce del Ministero per l'Irlanda del Nord (NIO) fissava la somma a circa 95 milioni di lire annuali.
La storia di FAIT è costellata di liti e dissapori che hanno spesso raggiunto toni di forte acrimonia; nell'aprile 1996 il comitato esecutivo di FAIT espresse un voto di sfiducia nei confronti della stessa fondatrice Nancy Gracey, accusata di avere usato i fondi dell'organizzazione per uso personale durante una visita negli Stati Uniti; Gracey fu costretta alle dimissioni e lasciò la carica di direttrice. Esattamente un anno fa Cushnahan rassegnò per la prima volta le dimissioni in aperto dissenso con uno dei suoi funzionari, il membro dell'Alliance Party of Northern Ireland (APNI) Glyn Roberts. Nello stesso periodo un ex volontario dell'IRA passato a criticare aspramente i repubblicani, Vincent McKenna, assunse il ruolo di portavoce di FAIT contribuendo ad attirare grande attenzione sull'organizzazione. Nel febbraio di quest'anno Cushnahan entrò in conflitto con McKenna quando questi decise di fare i nomi di due persone da lui indicate fra i responsabili della strage di Omagh. Cushnahan definì l'exploit di McKenna "inutile", prendendo le distanze rispetto alle dichiarazioni del proprio portavoce.
In seguito al diverbio McKenna lasciò FAIT e verso la fine di aprile fondò una propria organizzazione, Northern Ireland Human Rights Bureau (NIHRB, "Ufficio per i Diritti Umani dell'Irlanda del Nord").
Nel comunicato pubblicato ieri FAIT cita come ragione principale della chiusura le condizioni di salute del direttore Cushnahan, che sarebbe stato recentemente vittima di una crisi cardiaca, ma anche il disagio creato fra i membri dell'organizzazione dal capitolo dell'"Accordo del Venerdì Santo" riguardante il rilascio anticipato dei detenuti politici.
(IN - IT - ST - T - RTE T)


Martedì 5 ottobre 1999
 
 

LEALISTA FERITO A CRAIGAVON

Intorno alle 22.30 (ora locale) Malcolm McKeown (34), noto per le sue frequentazioni degli ambienti paramilitari lealisti, è stato ferito da un colpo di pistola sparato allo stomaco nella sua abitazione del quartere lealista di Parkmore. Dalla ricostruzione dei fatti sembra che McKeown sia stato colpito da un colpo di arma da fuoco allo stomaco sparato attraverso i vetri della porta di casa sua. L'uomo è stato ricoverato in ospedale in condizioni non gravi.
Negli anni '80 un fratello di Malcolm McKeown, Cifford, si pentì e testimoniò contro altri membri del UVF nei processi imperniati sulle testimonianze dei cosiddetti supergrasses. Un altro fratello, Trevor, fu condannato all'ergastolo lo scorso giugno per l'omicidio di Bernadette Martin, avvenuto nel luglio 1997 ad Aghalee (contea di Antrim).
L'attentato alla vita di McKeown ha fatto pensare all'esplosione di tensioni all'interno del LVF e ha sollevato timori sullo stato della tregua annunciata nel maggio 1998 dall'organizzazione paramilitare filobritannica e il quotidiano di Belfast Irish News ha avanzato l'ipotesi che l'attentato sia legato a questioni di droga.
(IN - IT - BT - BBC NI)


Venerdì 8 ottobre 1999
 
 

CONGRESSO DEL UUP A ENNISKILLEN

Si è aperto questa mattina a Enniskillen, nella contea di Fermanagh, il congresso annuale del Partito Unionista dell'Ulster (UUP). Il leader del partito Trimble ha tenuto il suo discorso, attaccando il dissenso all'interno del UUP e ribadendo la sua posizione riguardo al processo di revisione dell' "Accordo del Venerdì Santo", presieduto dal senatore statunitense George Mitchell.
Trimble ha ripetuto che il UUP non acconsentirà alla formazione dell'esecutivo, come prescritto nell'Accordo, prima dell'inizio del decommissioning da parte dei gruppi paramilitari, concludendo con lo slogan ripetuto spesso da vari membri del partito, "niente armi, niente governo".
(RTE T - RTE 1)
 

GAFFE DI CLINTON SUL PROCESSO DI PACE

Il presidente statunitense Bill Clinton ha commesso una gaffe, definendo il conflitto nel Nord dell'Irlanda una guerra di religione e paragonando i politici impegnati nel processo di pace a due 'ubriaconi' che non riescono a smettere di bere.
Nel corso dell'inaugurazione di una nuova ambasciata USA a Ottawa, in Canada, Clinton ha abbandonato per un momento il copione e, gesticolando con fare accondiscendente, ha detto "Ho dedicato talmente tanto tempo al compito di aiutare la gente dell'Irlanda del Nord, da cui provengono i miei avi, a superare 600 anni di battaglie religiose, e ogni volta che riescono a stringere un accordo si comportano come due ubriachi che decidono di lasciare il bar per l'ultima volta, arrivano alla porta girevole, fanno un giro completo e rientrano, dicendo 'Non ci riesco proprio'. In casi simili è davvero difficile smettere".
Poche ore dopo, le parole di Clinton hanno suscitato le prime reazioni al di qua dell'Atlantico. Il leader del DUP Ian Paisley le ha definite "un insulto per la gente dell'Irlanda del Nord" e ha aggiunto che Clinton non è nella posizione di tenere lezioni di moralità a nessuno. Più comprensivi nei confronti del presidente USA Joe Hendron del SDLP e David Ervine del PUP, che hanno sostanzialmente giustificato lo 'sfogo' di Clinton per la mancanza di progressi nel processo politico in corso al Nord.
Contemporaneamente alle reazioni sono giunte anche le scuse di Clinton, che in un comunicato affidato al suo ufficio stampa ha detto "ho usato una metafora fuori luogo. Desidero scusarmi con chiunque sia stato offeso dalle mie osservazioni".
(RTE 1 - IN - IT - ET - Washington Post)


Domenica 10 ottobre 1999
 
 

DECEDUTO MEMBRO DELL'INLA FERITO A DUBLINO

Patrick Campbell (22), originario di Belfast ma residente a Dublino, è morto oggi in un ospedale della capitale in cui era stato ricoverato mercoledì sera in gravissime condizioni dopo un pestaggio subito nella zona di Tallaght, alla periferia ovest della città.
Nella serata di mercoledì 6 ottobre la Garda è stata avvertita dell'accaduto da un testimone e ha soccorso Campbell, che presentava ferite gravissime alle gambe, provocate da un bastone armato di chiodi, e alla testa. Più tardi, un altro giovane ferito nel corso della stessa aggressione si è presentato allo stesso ospedale ed è stato ricoverato. Secondo il testimone, una terza persona è stata ferita insieme ai primi due, ma non si è presentata all'ospedale.
Secondo la polizia irlandese, che sta interrogando un uomo riguardo all'episodio, Campbell sarebbe un membro della formazione paramilitare INLA, impegnata in una tregua dall'agosto 1998. Il quotidiano di Dublino Irish Times scrive che l'episodio sarebbe da collocare nel quadro di una faida in corso che coinvolgerebbe membri dell'INLA, principalmente della zona di Dublino, e personaggi della criminalità della capitale. Sulla stessa linea l'articolo del Sunday Times di oggi, che inserisce in questo quadro tre attentati avvenuti a Dublino e a Dundalk, nella contea di Louth, nei giorni precedenti. Nel primo di questi attentati, avvenuto domenica scorsa, un uomo ritenuto implicato nel giro della prostituzione nella capitale è stato ferito da un colpo di pistola. La sera seguente due uomini, di circa 40 e 30 anni, sono stati feriti in due aggressioni avvenute nella stessa zona di Dundalk, a pochi minuti l'uno dall'altro. In nessun caso le vittime hanno riportato ferite gravi.
(RTE 1 - RTE T - IT - INN - ST)
 

ATTENTATO A BELFAST / EVITATA DI POCO UNA STRAGE

In serata una pipe bomb (ordigno costituito da un tubo di ferro riempito di esplosivo e oggetti metallici) è stata lanciata attraverso la finestra dell'abitazione di una famiglia nel quartiere nazionalista/cattolico Twinbrook, nel settore ovest di Belfast. L'ordigno è stato lanciato nel soggiorno, in cui in quel momento si trovavano una coppia e il loro bambino di due mesi e mezzo, e per fortuna non è esploso. Al piano superiore si trovavano altri tre bambini.
Nei pressi dell'abitazione è stata trovata un'altra pipe bomb, più tardi disinnescata. La polizia non ha escluso che il motivo dell'attentato sia politico e che gli autori siano quindi appartenenti a un gruppo paramilitare filobritannico.
(RTE T - IT)


Lunedì 11 ottobre 1999
 
 

MANDELSON SOSTITUISCE MOWLAM A BELFAST

Peter Mandelson ha preso il posto di Marjorie "Mo" Mowlam nel ruolo di Ministro per l'Irlanda del Nord, nel quadro di un rimpasto di governo deciso dal governo laburista di Londra
Mowlam lascia la carica per assumere un ruolo, appositamente istituito, nel governo di Tony Blair. La nomina segnala il rientro nel governo di Mandelson, costretto alle dimissioni dalla carica di Ministro per l'Industria e il Commercio poco meno di un anno fa in seguito allo scandalo intorno a un prestito ricevuto per l'acquisto di una casa.
(RTE 1 - RTE T)


Martedì 12 ottobre 1999
 
 

SEI FERMI NEL SUD PER TRAFFICO D'ARMI DAGLI USA

Gli agenti della Garda impegnati nell'indagine sul traffico d'armi scoperto lo scorso luglio in Gran Bretagna e in Irlanda hanno fermato sei persone in diverse zone delle '26 contee'. I sei sono stati fermati nelle prime ore del mattino a Trim e a Enfield, nella contea di Meath, e a Mullingar e a Baileboro, contea di Cavan e si trovano in diverse stazioni di polizia della contea di Meath, dove i Gardaí possono trattenerli fino a un massimo di 72 ore, in base alla legislazione approvata un anno fa a Dublino, in seguito alla strage di Omagh.
Le persone fermate sono sospettate di aver avuto parte in un originale traffico di armi scoperto lo scorso luglio, quando alcune armi spedite per posta dagli Stati Uniti a diversi indirizzi in Irlanda vennero scoperte all'aeroporto di Coventry, in Inghilterra, e in depositi postali a Dublino e a Galway. Una delle persone fermate poco dopo l'intercettazione delle armi affermò di aver agito per conto dell'IRA, ma la dichiarazione non fu confermata dall'Esercito Repubblicano Irlandese.
(RTE 1 - RTE T)
 

SOLLECITATA UN'INCHIESTA SULL'UCCISIONE DI DIARMUID O'NEILL

Un Coroner di Londra ha chiesto al governo britannico di istituire una inchiesta pubblica sulle circostanze della morte del volontario dell'IRA Diarmuid O'Neill (27), ucciso a Londra da un cecchino della polizia inglese il 23 settembre 1996. O'Neill fu sorpreso con alcuni compagni in una casa nel quartiere di Hammersmith, nelle prime ore del mattino, da una squadra speciale della polizia inglese chiamata SO19. Nella stessa mattina, le autorità inglesi effettuarono diversi arresti in varie zone dell'Inghilterra, sequestrando grandi quantità di esplosivo più un certo numero di detonatori e alcune armi. Tre persone, arrestate nel corso delle perquisizioni, furono condannate nel dicembre 1997 a un totale di 67 anni di reclusione per avere progettato una serie di attentati da eseguire in Inghilterra. Inizialmente, la polizia affermò che O'Neill era stato colpito a morte nel corso di uno scontro a fuoco, ma in seguito fu dimostrato che gli uomini dell'IRA erano disarmati.
Nel corso del processo del dicembre 1997 l'agente responsabile dell'uccisione di O'Neill, identificato solo da un nome fittizio, affermò di avere sparato dopo aver chiesto al giovane di mostrare le sue mani e non aver ricevuto risposta. Tuttavia, secondo un articolo del tabloid Sunday Mirror citato dall'Irish News del 10 maggio scorso, esisterebbe una registrazione su nastro che dimostra che O'Neill rispose chiaramente ai poliziotti, ripetendo più volte di essere disarmato, e fu quindi ucciso a sangue freddo. Il nastro apparterrebbe all'agenzia di controspionaggio britannica MI5, che teneva sotto controllo l'alloggio della cellula dell'IRA prima del raid della polizia.
Il magistrato londinese ha inoltrato una richiesta scritta al Ministro dell'Interno Jack Straw per l'apertura di un'inchiesta sul caso. Sta ora al Ministro in questione e al 'Lord Cancelliere' decidere se istituire l'inchiesta.
(IN - McKittrick/Kelters/Feeney/Thornton, Lost Lives, Edinburgo, Mainstream, 1999, p. 1399)


Giovedì 14 ottobre 1999
 
 

CONCLUSA LA TRASFERTA LONDINESE DEL PROCESSO DI REVISIONE DI MITCHELL

Si è conclusa l'ennesimo ennesimo giro di colloqui svoltosi nell'ambito della revisione dell' "Accordo del Venerdì Santo", presieduta dal senatore statunitense George Mitchell. Il nuovo capitolo nel tentativo espresso dai partiti nordirlandesi favorevoli al processo di pace di risolvere le differenze che si oppongono all'istituzione dell'esecutivo ombra di Belfast si è aperto ieri a Londra, per iniziativa del moderatore George Mitchell che ha voluto che il processo di negoziati si spostasse temporaneamente da Belfast. I negoziati hanno preso il via presso l'ambasciata americana di Londra e si sono spostati oggi a Lancaster House, non distante da Buckingham Palace, nel centro della capitale inglese.
I leader del UUP e di SF, David Trimble e Gerry Adams, hanno dichiarato di aver notato un clima positivo, ma hanno ribadito che le questioni fondamentali che ostacolano i progressi del processo politico restano irrisolte.
(RTE 1 - RTE T)


 

ALTRI SEI FERMI NELL'INCHIESTA SULLE ARMI AMERICANE

Gli agenti della Garda impegnati nell'indagine sul traffico d'armi scoperto lo scorso luglio in Gran Bretagna e in Irlanda hanno fermato altre sei persone, questa mattina, in alcune località delle contee di Cavan e di Meath. L'operazione della polizia irlandese segue il fermo, due giorni fa, di altre sei persone, che sono state rilasciate questa mattina senza imputazione.
(RTE 1 - RTE T - BT)


Venerdì 15 ottobre 1999
 
 

MINACCIOSA PROVOCAZIONE LEALISTA A BELFAST

Il quotidiano di Belfast Irish News scrive oggi che un campo da calcio nel quartiere unionista Suffolk, nel settore sud-ovest di Belfast, è stato meticolosamente disseminato di chiodi per impedirne l'uso da parte delle squadre di calcio di due scuole cattoliche.
Sabato scorso, durante un esame del campo di gioco prima dell'inizio di una partita fra due squadre di scolari cattolici di circa 11-13 anni, l'arbitro ha scorto i chiodi e ha quindi iniziato a raccoglierli insieme ad alcuni colleghi. In tutto sono stati raccolti, interrati con la punta rivolta verso l'alto, 400 chiodi lunghi 15 centimetri.
La sera precedente il ritrovamento, una telefonata anonima aveva avvertito il consigliere comunale del SDLP Carmel Hanna della presenza, su un campo da gioco, di "alcune centinaia di chiodi". La voce al telefono aveva parlato del campo da calcio "Carnmore" e aveva giustificato il gesto aggiungendo "non vogliamo che squadre di cattolici usino quel campo. La prossima volta non vi sarà alcun avvertimento". Carmel Hanna, che non conosceva un campo da gioco con quel nome, ha immediatamente avvertito la RUC, che ha ispezionato due campi da gioco con un nome simile.
Il giorno dopo, i chiodi sono stati scoperti nel campo del quartiere Suffolk. Secondo il Times di Londra, i responsabili del gesto sarebbero appartenenti a una organizzazione paramilitare lealista giovanile.
(RTE 1 - IN - T)


Sabato 16 ottobre 1999
 
 

ALTRI FERMI NEL SUD

Gli agenti della Garda a Dublino hanno fermato cinque persone, sospettate di appartenere al CIRA, e sequestrato alcune armi. L'operazione di questa mattina segue il fermo di sei persone martedì scorso, poi rilasciate, e di altre sei due giorni dopo, che sono tuttora detenute dalla polizia, nell'ambito dell'indagine sul traffico d'armi scoperto lo scorso luglio in Gran Bretagna e in Irlanda.
(RTE 1 - INN)


Mercoledì 20 ottobre 1999
 
 

SCOMPARSO JACK LYNCH

L'ex Taoiseach Jack Lynch è morto questa mattina, all'età di 82 anni. Lynch, che era malato da tempo, si è spento in un ospedale di Dublino.
Nato nel 1917 a Cork, lavorò a Dublino nel Ministero di Giustizia, studiando privatamente giurisprudenza e diventando avvocato nel 1945. Nel frattempo proseguì una brillante carriera sportiva, vincendo per cinque volte, fra il 1941 e il '46, la medaglia per il campionato nazionale di Hurley, il più antico degli sport nazionali irlandesi, e la medaglia del campionato nazionale di Calcio Gaelico nel 1945. Nel 1957, con il ritorno al governo del partito Fianna Fáil, Lynch divenne Ministro per l'Educazione, passando due anni dopo alla guida del Ministero per l'Industria e il Commercio.
Nel novembre 1966 Jack Lynch fu nominato Taoiseach dopo il ritiro dalla politica del capo del governo in carica, Sean Lemass.
Nell'estate del 1969, allo scoppio dei Troubles nel Nord, Lynch assunse una posizione pragmatica, controllando le forze più radicali all'interno del proprio governo, che chiedevano un intervento diretto nelle 'sei contee' per tutelare la minoranza cattolica e nazionalista, e invitando d'altra parte Londra a risolvere i problemi alla base della violenza nella regione. La sera del 12 agosto 1969, dopo la prima giornata di seri disordini a Derry, Lynch comparve sulla televisione di stato e, con parole rimaste proverbiali, disse che il governo di Dublino "non avrebbe più potuto stare a guardare [stand by and see] persone innocenti ferite o magari peggio". Lynch continuò avvertendo Londra dei pericoli di sottovalutare la questione e, lette a 30 anni di distanza da quella crisi, le sue parole hanno un suono quasi profetico: "È ormai evidente che la RUC non può essere considerata un corpo di polizia imparziale. Anche un eventuale impiego di truppe dell'Esercito Britannico sarebbe inaccettabile e non sarebbe certo in grado di interrompere la violenza in corso, di certo non a lungo termine".
Nel maggio dell'anno seguente, il Ministro delle Finanze Charles Haughey e il Ministro per l'Agricoltura Neil Blaney furono coinvolti in un traffico di armi diretto al comando dell'IRA di Belfast; Lynch licenziò i suoi due ministri, provocando le dimissioni volontarie di un altro ministro, Kevin Boland (Governo locale).
Il governo Lynch superò la crisi e proseguì il suo lavoro fino al 1973, quando Fianna Fáil perdette le elezioni. Lynch ritornò al governo nel 1977, ricoprendo la carica di Taoiseach fino al 1979, quando lasciò la poltrona a Charles Haughey.
Jack Lynch sarà sepolto sabato prossimo con una cerimonia ufficiale, nella sua nativa Cork.
(RTE 1 - RTE T - IT)


 

SCOPERTO DALLA GARDA UN POLIGONO DI TIRO CLANDESTINO

La polizia irlandese Garda ha scoperto un poligono di tiro nascosto ricavato da una vecchia cantina sotterranea, in una fattoria abbandonata a nord di Dublino. Nella zona, tenuta sotto controllo dalle autorità, sono intervenuti questa sera agenti del Braccio Speciale della Garda e membri del corpo speciale della polizia Unità di Intervento di Emergenza (Emergency Response Unit). Nel corso dell'operazione, gli agenti hanno fermato dieci persone, fra cui due ragazzi di 14 anni. Secondo la polizia le persone fermate, (tre di Dundalk, contea di Louth, cinque di Dublino, uno della contea di Meath e uno di Armagh) sarebbero appartenenti al RIRA.
Nelle ultime settimane la RUC e la Garda hanno dichiarato che temono una riorganizzazione delle organizzazioni clandestine repubblicane dissidenti sotto un'unica sigla e una ripresa da parte loro di una campagna di attentati nelle 'sei contee' del Nord e, secondo alcuni, in Gran Bretagna.
(RTE 1 - RTE T - IT)


Giovedì 21 ottobre 1999
 
 

DUE SOLDATI BRITANNICI CATTURATI E RILASCIATI DALL'IRA

Il quotidiano inglese Guardian scrive oggi che nel fine settimana due soldati dell'Esercito Britannico fuori servizio, ubriachi, sono stati portati davanti a un comandante locale dell'IRA e redarguiti, prima di essere rilasciati senza un graffio.
Secondo il resoconto, confermato dall'Esercito di Londra, i due soldati avrebbero trascorso l'intera giornata di sabato 16 ottobre a bere alcolici e a tarda serata avrebbero attaccato lite con alcuni giovani sostenitori repubblicani in un quartiere nazionalista non distante dal centro, Short Strand. I due militari sarebbero stati quindi prelevati dal gruppo e portati nel settore ovest della città, dove sarebbero stati sottoposti a una severa reprimenda per il loro comportamento da parte di un comandante locale dell'IRA. Dopo le parole e, aggiunge il giornale, nient'altro che uno scappellotto sulla testa, i due soldati sono stati rilasciati.
Secondo il quotidiano inglese, l'Esercito Britannico imputa ogni responsabilità dell'accaduto ai due soldati, che avrebbero infranto un delle regole fondamentali, tuttora in vigore nonostante il processo di pace, cioè quella di non attirare l'attenzione su di sé durante la libera uscita.
Durante il conflitto, i militari dell'Esercito Britannico, sia in uniforme sia fuori servizio, erano gli obiettivi primari dell'IRA; se un fatto simile si fosse verificato in assenza di una tregua, i soldati sarebbero molto probabilmente 'giustiziati'.
Sia il Guardian sia altri organi di informazione hanno sottolineato come quanto accaduto dimostri la straordinaria disciplina che vige all'interno dell'IRA; il giornale inglese aggiunge che ciò è stato riconosciuto, ufficiosamente, dalle sue stesse fonti all'interno dell'Esercito Britannico.
(Guardian - BT - RTE T)


Lunedì 25 ottobre 1999
 
 

NUOVI SEQUESTRI DI ARMI NEL SUD

La Garda ha sequestrato un lanciarazzi di fabbricazione russa, un quantitativo di esplosivo e un certo numero di detonatori nella stessa zona, a nord di Dublino, in cui mercoledì scorso era stato scoperto un poligono di tiro clandestino.
Secondo la polizia irlandese le armi, ritenute proprietà del cosiddetto RIRA, dimostrano che i gruppi armati repubblicani contrari al processo di pace, avrebbero ormai trovato nuovi canali internazionali per procurasi le armi.
(RTE T)


Mercoledì 27 ottobre 1999
 
 

ATTENTATO LEALISTA IN SERATA A BELFAST

Una pipe bomb (ordigno costituito da un tubo di ferro riempito di esplosivo e oggetti metallici) è stata collocata sul davanzale della finestra di una abitazione di un quartiere nazionalista adiacente a Falls Road intorno alle 22. Nella casa abita Liam Shannon, presidente del circolo sociale repubblicano Felon's Club, un locale piuttosto famoso che si trova sulla Falls Road. La polizia ha confermato che l'ordigno corrisponde alla tipologia di altri usati in passato dai gruppi paramilitari lealisti filobritannici. La bomba è stata scoperta e in seguito fatta brillare dagli artificieri dell'Esercito Britannico. Durante l'operazione, quindici famiglie residenti nei pressi dell'abitazione interessata hanno dovuto lasciare la loro casa.
Nella stessa serata, una famiglia cattolica abitante nella cittadina a maggioranza unionista di Bushmills, nella contea di Antrim, è stata fatta bersaglio di gravi espisodi di intimidazione da parte di lealisti. La facciata della casa in cui la famiglia abita è stata sporcata di vernice e coperta di slogan e una macchina parcheggiata all'esterno è stata data alle fiamme.
(RTE 1 - RTE T - BT)
 

ED MOLONEY PROSCIOLTO DAL TRIBUNALE DI BELFAST

L'Alta Corte di Belfast ha dato ragione al giornalista Ed Moloney, capo della redazione nordirlandese del settimanale dublinese Sunday Tribune, nel caso della copia delle interviste da lui condotte con il lealista William Stobie, imputato per l'omicidio dell'avvocato Pat Finucane.
Da quanto emerso nel corso della lunga vicenda legale conclusasi questa mattina Stobie, che all'epoca era un agente della RUC infiltrato nell' UDA, partecipò alla preparazione dell'omicidio e fornì l'arma ai killer. Stobie sostiene di avere informato i propri contatti nella RUC che un uomo sarebbe stato ucciso la sera del 12 febbraio 1989 nel settore nord di Belfast. Stobie sostiene che, pur non potendo fornire l'identità della vittima designata, le informazioni che fornì alla polizia sarebbero state sufficienti per permettere alla RUC di far presidiare la zona dai suoi agenti, mandando a monte l'operazione. Dopo l'assassinio Stobie fu incaricato dall'UDA di mettere al sicuro una delle armi usate e avvertì la RUC. La polizia non prese alcun provvedimento; il Pubblico Ministero ricevette un rapporto dei fatti ma questo non fu seguito da alcuna iniziativa.
Nel 1990 Stobie concesse una serie di interviste a Ed Moloney con l'intesa che, se il lealista fosse stato arrestato o assassinato, il giornalista ne avrebbe diffuso il contenuto. Il 27 giugno scorso, pochi giorni dopo l'imputazione di Stobie, Moloney mantenne la promessa pubblicando un estratto dai suoi appunti sul Sunday Tribune.
Pochi giorni dopo la pubblicazione dell'articolo, Moloney fu contattato dal personale della squadra di John Stevens, da poco nominato Capo della Polizia Metropolitana di Londra, al quale lo scorso marzo fu affidata la prima inchiesta sul caso Finucane, che gli chiese di consegnare gli appunti relativi alle interviste fatte a Stobie. Moloney si rifiutò, sostenendo il proprio diritto professionale di proteggere le proprie fonti e aggiungendo che il contenuto delle sue carte era già noto alla polizia grazie al risultato di 32 interrogatori condotti con Stobie nel 1990, lo stesso anno delle sue interviste.
La polizia si rivolse al tribunale di contea di Belfast e il 23 agosto scorso Moloney fu convocato davanti al giudice. All'inizio di settembre il giudice del tribunale della contea di Belfast decise che il giornalista avrebbe dovuto consegnare il materiale richiesto dall'inchiesta Stevens, pena la possibile reclusione fino a cinque anni e una multa pecuniaria. Moloney rispose chiedendo l'accesso per i propri legali al materiale derivante dagli interrogatori di Stobie del 1990, senza successo.
Oggi, la conclusione della vicenda, con la decisione del giudice dell'Alta Corte di Belfast secondo cui la squadra di inquirenti di John Stevens non ha saputo dimostrare che le carte di Ed Moloney sarebbero effettivamente essenziali per il successo della loro indagine. Il giornalista si è detto soddisfatto, descrivendo l'epilogo della vicenda come una "giornata importante per il giornalismo" in generale.
La sentenza di oggi non può che dare nuovo impeto alla richiesta di una inchiesta pubblica e del tutto indipendente sulle circostanze dell'assassinio di Pat Finucane. Essa rappresenta inoltre una vittoria importante per il giornalismo in tutto il mondo anglosassone, dove un esito diverso avrebbe influito decisamente sulla libertà dei giornalisti di proteggere le loro fonti, soprattutto in situazioni particolarmente delicate come quella nordirlandese.
(STR - RTE T - IT - IN - Guardian)


Domenica 31 ottobre 1999
 
 

EX FUNZIONARIO DEL SERVIZIO SEGRETO BRITANNICO ACCUSA L'UUP DI FRENARE IL PROCESSO DI PACE

Michael Oatley, ex funzionario dell'agenzia di controspionaggio britannica Military Intelligence 6 (MI6), ha definito il decommissioning "un meccanismo per incagliare i negoziati di pace e provocare l'IRA".
I commenti di Oatley, che ha mantenuto segretamente i contatti fra i successivi governi in Gran Bretagna e l'Esercito Repubblicano Irlandese per circa 20 anni e ha contribuito attivamente a negoziare l'attuale processo di pace per conto di Londra, sono contenuti in un articolo pubblicato oggi dal giornale domenicale britannico Sunday Times.
L'impegno di Oatley nelle 'sei contee' iniziò più di un quarto di secolo fa, verso la fine del 1973, quando iniziò un paziente e pericoloso lavoro dietro le quinte volto a stabilire contatti con il comando dell'IRA, nonché con alcuni ambienti lealisti. Nel dicembre 1974 Oatley contribuì a favorire la prima tregua proclamata dall'IRA, durata circa un anno e conclusasi senza risultati. Nonostante il successivo trasferimento dall'Irlanda del Nord e la promozione al ruolo di direttore delle operazioni del MI6 in Europa, il funzionario britannico mantenne intatti i proprio preziosi contatti nelle 'sei contee', favoriti dalla collaborazione di una persona di fiducia del movimento repubblicano, noto nelle cronache come "il contatto", la cui identità resta tuttora segreta al pubblico. Nel 1980, quando i detenuti repubblicani del campo di detenzione Long Kesh (nome ufficiale Maze) diedero inizio al primo sciopero della fame, Oatley ritornò attivamente sulla scena, con il nome in codice "scalatore di montagne". Nel dicembre di quell'anno, egli portò personalmente ai leader repubblicani nel carcere le proposte, provenienti da Londra, che interruppero lo sciopero ma vennero quasi subito riconosciute insufficienti. Il fallimento di quei negoziati aprì la strada al secondo digiuno, in cui 10 volontari repubblicani (7 dell'IRA e 3 dell'INLA) guidati da Bobby Sands, si lasciarono morire di fame per rivendicare il loro status di prigionieri politici.
Nel gennaio 1991, poco prima di ritirarsi dal servizio, Oatley incontrò il numero due di Sinn Féin Martin McGuinness a Derry, in un'occasione che che viene tuttora ricordata come uno dei passi decisivi nell'avvio dell'attuale processo di pace.
Michael Oatley, che avrebbe deciso di rompere il silenzio sulla questione dei negoziati in corso per la revisione dell' "Accordo del Venerdì Santo", presieduti dal senatore statunitense George Mitchell, a causa della delusione di vedere una preziosa occasione seriamente ostacolata dalla questione delle armi, accusa politici unionisti e conservatori britannici di insistere sulla questione delle armi per "impedire la pace". Secondo Oatley, la "questione essenziale non è se una organizzazione possiede armi o ha la possibilità di procurarsele, ma se ha intenzione di seguire la strategia armata o l'attività politica". La richiesta del decommissioning come condizione per la realizzazione dei provvedimenti previsti dall'Accordo del Venerdì Santo, pertanto, è secondo Oatley una questione futile e pretestuosa e andrebbe abbandonata immediatamente.
Le dichiarazioni di Oatley sono destinate a suscitare un animato dibattito, non solo perchè ricalcano esattamente quanto ripetuto dai rappresentanti di SF fino dalla prima manifestazione della resistenza del UUP a istituire l'esecutivo ombra di Belfast prima dell'inizio della consegna delle armi, ma anche e soprattutto in quanto provengono da un personaggio di così alto profilo e con una esperienza probabilmente senza uguali sulla sponda britannica dei negoziati di pace.
(ST - IN)


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ultima modifica 31 ottobre 1999