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OTTOBRE 1999 |
LEGENDA:
| NOME ORGANO | SIGLA |
| RTE Teletext | RTE T |
| RTE Radio 1 | RTE 1 |
| RTE 2FM | RTE 2 |
| INDEPENDENT NETWORK NEWS | INN |
| IRISH NEWS | IN |
| BBC Teletext | BBC T |
| BBC Northern Ireland News | BBC NI |
| BBC Radio Ulster | BBC RU |
| IRISH TIMES | IT |
| IRISH INDEPENDENT | II |
| FORTNIGHT | F |
| THE TIMES | T |
| BELFAST TELEGRAPH | BT |
| NEWS LETTER | NL |
| SUNDAY TIMES | ST |
| SUNDAY BUSINESS POST | SBP |
| SUNDAY TRIBUNE | STR |
| ELECTRONIC TELEGRAPH | ET |
| AN PHOBLACHT/REPUBLICAN NEWS | APRN |
Venerdì 1 ottobre 1999
FERMATE DALLA GARDA PERSONE INDIZIATE DI ATTIVITÀ CLANDESTINA
La polizia del Sud ha fermato cinque uomini e una donna sospettati di
essere vicini a una formazione repubblicana clandestina contraria al processo
di pace in corso nel Nord dell'Irlanda. I sei, sospettati di avere rapporti
con il cosiddetto RIRA,
sono stati prelevati dalle loro abitazioni in diversi centri delle contee
di Wicklow e di Wexford intorno alle ore 7 (ora locale) di questa mattina.
Nelle ultime settimane la RUC e la Garda hanno dichiarato che
temono una riorganizzazione delle organizzazioni clandestine repubblicane
dissidenti sotto un'unica sigla e una ripresa da parte loro di una campagna
di attentati nelle 'sei contee' del Nord e, secondo alcuni, in Gran Bretagna.
(RTE 1 - INN - RTE T)
INCONTRO FRA UUP E SF A STORMONT
I rappresentanti del UUP
e di SF
si sono incontrati oggi a Stormont, alle porte di Belfast, nell'ambito
della revisione dell'
"Accordo del Venerdì Santo", presieduta dal senatore
statunitense George Mitchell. Al termine dell'incontro, durato circa un'ora
e un quarto, il leader del UUP David Trimble ha dichiarato di aver posto
alcune domande specifiche a SF, ma di aver ottenuto solo risposte evasive.
Il leader unionista non ha peraltro specificato il contenuto delle domande
poste a Gerry Adams e agli altri membri della delegazione repubblicana.
Trimble ha detto ai giornalisti che, in presenza di circostanze diverse,
l'Esecutivo di Belfast "potrebbe essere istituito nel giro di una settimana".
In serata, il leader di SF Adams ha risposto alle dichiarazioni di Trimble
dicendo che, se il leader Unionista ritiene che sarebbe sufficiente una
settimana, l'Esecutivo dovrebbe essere istituito. Adams ha ribadito che
SF si opporrà a qualsiasi tentativo di riscrivere l'"Accordo del
Venerdì Santo".
(RTE 1 - INN - RTE T)
Lunedì 4 ottobre 1999
RILASCIATE CINQUE DELLE SEI PERSONE FERMATE NEL SUD
La Garda ha rilasciato cinque delle sei persone fermate lo scorso
venerdì nelle contee di Wicklow e Wexford, nel sud est dell'Irlanda,
nell'ambito delle indagini su presunte attività clandestine negli
ambienti repubblicani dissidenti. La sesta persona fermata, il 31enne Conor
McGrath, è stato invece accusato formalmente di far parte della
formazione repubblicana dissidente che i mezzi di informazione indicano
ormai concordemente con il nome Óglaigh na hÉireann,
e rinviato a giudizio.
Il nome irlandese Óglaigh na hÉireann significa
letteralmente "Volontari d'Irlanda" e fu dato all'organizzazione armata
fondata nel 1913 a Dublino e protagonista, tre anni più tardi, dell'insurrezione
armata della Pasqua del 1916. Óglaigh na hÉireann
è tuttora il nome ufficiale, in Irlandese, dell'IRA
(e anche, per la cronaca, dell'Esercito 'regolare' della Repubblica d'Irlanda).
Secondo la RUC e la Garda, sotto questo nome si riconoscerebbero
i membri del cosiddetto RIRA,
quelli del CIRA
e alcuni membri dissidenti dell'INLA.
Sempre secondo fonti delle polizie del Nord e del Sud, citati dai mezzi
di informazione, questa nuova organizzazione clandestina avrebbe nominato
un proprio comando militare e starebbe preparando una nuova campagna di
attentati nelle 'sei contee' del Nord e, secondo alcuni, in Gran Bretagna.
Oggi la Garda ha reso noto inoltre di aver sequestrato armi
e materiale esplosivo in un bosco nei pressi di Wexford. Il sequestro avrebbe
fruttato una piccola quantità di esplosivo Semtex, 3 pistole e alcune
munizioni.
(RTE T - RTE 1 - INN)
FAIT CHIUDE
L'organizzazione pacifista nordirlandese Families Against Intimidation
and Terror (FAIT, "Famiglie Contro l'Intimidazione e il Terrore") ha
chiuso i battenti dopo circa 9 anni di attività, in seguito alle
dimissioni del proprio direttore Sam Cushnahan.
FAIT venne fondata nel 1990 da Nancy Gracey, una signora di Downpatrick
nella contea di Down, in seguito all'aggressione subita dal figlio, gambizzato
dall'IRA. Fino dalla sua fondazione, FAIT ha concentrato l'attenzione sugli
episodi di intimidazione e di violenza subiti dagli abitanti dei quartieri
maggiormente interessati dai 'troubles' per mano dei membri delle organizzazioni
paramilitari, in particolare sulle frequenti 'missioni punitive'. A causa
di questa particolare prospettiva, l'organizzazione è stata spesso
criticata, soprattutto da Sinn
Féin, che la accusava di prestare eccessiva attenzione
all'attività paramilitare dell'IRA
e di mantenere d’altra parte uno strano silenzio di fronte agli episodi
di violenza gratuita dovuti ai membri delle forze di sicurezza. SF punta
il dito sul fatto che FAIT sia generosamente sovvenzionata dal governo
britannico; nell'ottobre dello scorso anno un portavoce del Ministero per
l'Irlanda del Nord (NIO) fissava la somma a circa 95 milioni di lire annuali.
La storia di FAIT è costellata di liti e dissapori che hanno
spesso raggiunto toni di forte acrimonia; nell'aprile 1996 il comitato
esecutivo di FAIT espresse un voto di sfiducia nei confronti della stessa
fondatrice Nancy Gracey, accusata di avere usato i fondi dell'organizzazione
per uso personale durante una visita negli Stati Uniti; Gracey fu costretta
alle dimissioni e lasciò la carica di direttrice. Esattamente un
anno fa Cushnahan rassegnò per la prima volta le dimissioni in aperto
dissenso con uno dei suoi funzionari, il membro dell'Alliance
Party of Northern Ireland (APNI) Glyn Roberts. Nello stesso
periodo un ex volontario dell'IRA passato a criticare aspramente i repubblicani,
Vincent McKenna, assunse il ruolo di portavoce di FAIT contribuendo ad
attirare grande attenzione sull'organizzazione. Nel febbraio di quest'anno
Cushnahan entrò in conflitto con McKenna quando questi decise di
fare i nomi di due persone da lui indicate fra i responsabili della strage
di Omagh. Cushnahan definì l'exploit di McKenna "inutile",
prendendo le distanze rispetto alle dichiarazioni del proprio portavoce.
In seguito al diverbio McKenna lasciò FAIT e verso la fine di
aprile fondò una propria organizzazione, Northern Ireland Human
Rights Bureau (NIHRB, "Ufficio per i Diritti Umani dell'Irlanda del
Nord").
Nel comunicato pubblicato ieri FAIT cita come ragione principale della
chiusura le condizioni di salute del direttore Cushnahan, che sarebbe stato
recentemente vittima di una crisi cardiaca, ma anche il disagio creato
fra i membri dell'organizzazione dal capitolo dell'"Accordo
del Venerdì Santo" riguardante il rilascio anticipato
dei detenuti politici.
(IN - IT - ST - T - RTE T)
Martedì 5 ottobre 1999
LEALISTA FERITO A CRAIGAVON
Intorno alle 22.30 (ora locale) Malcolm McKeown (34), noto per le sue frequentazioni
degli ambienti paramilitari lealisti, è stato ferito da un colpo di pistola sparato
allo stomaco nella sua abitazione del quartere lealista di Parkmore. Dalla ricostruzione
dei fatti sembra che McKeown sia stato colpito da un colpo di arma da fuoco allo stomaco
sparato attraverso i vetri della porta di casa sua. L'uomo è stato ricoverato
in ospedale in condizioni non gravi.
Negli anni '80 un fratello di Malcolm McKeown, Cifford, si pentì e
testimoniò contro altri membri del UVF nei processi imperniati sulle testimonianze dei
cosiddetti supergrasses. Un altro
fratello, Trevor, fu
condannato all'ergastolo lo scorso giugno per l'omicidio di Bernadette Martin,
avvenuto nel luglio 1997 ad Aghalee (contea di Antrim).
L'attentato alla vita di McKeown ha fatto pensare all'esplosione di tensioni
all'interno del LVF e ha sollevato
timori sullo stato della tregua annunciata nel maggio 1998 dall'organizzazione paramilitare filobritannica
e il quotidiano di Belfast Irish News ha avanzato l'ipotesi che
l'attentato sia legato a questioni di droga.
(IN - IT - BT - BBC NI)
Venerdì 8 ottobre 1999
CONGRESSO DEL UUP A ENNISKILLEN
Si è aperto questa mattina a Enniskillen, nella contea di Fermanagh, il congresso
annuale del Partito Unionista dell'Ulster
(UUP). Il leader del partito Trimble ha tenuto il suo discorso, attaccando il dissenso
all'interno del UUP e ribadendo la sua posizione riguardo al processo di revisione
dell'
"Accordo del Venerdì Santo", presieduto dal senatore
statunitense George Mitchell.
Trimble ha ripetuto che il UUP non acconsentirà alla formazione dell'esecutivo, come
prescritto nell'Accordo, prima dell'inizio del decommissioning da parte dei gruppi paramilitari,
concludendo con lo slogan ripetuto spesso da vari membri del partito, "niente armi, niente
governo".
(RTE T - RTE 1)
GAFFE DI CLINTON SUL PROCESSO DI PACE
Il presidente statunitense Bill Clinton ha commesso una gaffe, definendo il conflitto
nel Nord dell'Irlanda una guerra di religione e paragonando i politici impegnati nel
processo di pace a due 'ubriaconi' che non riescono a smettere di bere.
Nel corso dell'inaugurazione di una nuova ambasciata USA a Ottawa, in Canada,
Clinton ha abbandonato per un momento il copione e, gesticolando con fare accondiscendente,
ha detto "Ho dedicato talmente tanto tempo al compito di aiutare la gente dell'Irlanda del
Nord, da cui provengono i miei avi, a superare 600 anni di battaglie religiose, e ogni volta
che riescono a stringere un accordo si comportano come due ubriachi che decidono di lasciare
il bar per l'ultima volta, arrivano alla porta girevole, fanno un giro completo e rientrano,
dicendo 'Non ci riesco proprio'. In casi simili è davvero difficile smettere".
Poche ore dopo, le parole di Clinton hanno suscitato le prime reazioni al di qua
dell'Atlantico. Il leader del DUP
Ian Paisley le ha definite "un insulto per la gente dell'Irlanda del Nord" e ha
aggiunto che Clinton non è nella posizione di tenere lezioni di moralità
a nessuno. Più comprensivi nei confronti del presidente USA Joe Hendron del
SDLP
e David Ervine del PUP, che hanno sostanzialmente giustificato lo 'sfogo' di
Clinton per la mancanza di progressi nel processo politico in corso al Nord.
Contemporaneamente alle reazioni sono giunte anche le scuse di Clinton, che in un
comunicato affidato al suo ufficio stampa ha detto "ho usato una metafora fuori luogo.
Desidero scusarmi con chiunque sia stato offeso dalle mie osservazioni".
(RTE 1 - IN - IT - ET - Washington Post)
Domenica 10 ottobre 1999
DECEDUTO MEMBRO DELL'INLA FERITO A DUBLINO
Patrick Campbell (22), originario di Belfast ma residente a Dublino, è morto oggi
in un ospedale della capitale in
cui era stato ricoverato mercoledì sera in gravissime condizioni dopo un pestaggio
subito nella zona di Tallaght, alla periferia ovest della città.
Nella serata di mercoledì 6 ottobre la Garda è stata avvertita
dell'accaduto da un testimone e ha soccorso Campbell, che presentava ferite gravissime alle
gambe, provocate da un bastone armato di chiodi, e alla testa. Più tardi, un altro
giovane ferito nel corso della stessa aggressione si è presentato allo stesso ospedale
ed è stato ricoverato. Secondo il testimone, una terza persona è stata ferita
insieme ai primi due, ma non si è presentata all'ospedale.
Secondo la polizia irlandese, che sta interrogando un uomo riguardo all'episodio,
Campbell sarebbe un membro della formazione paramilitare
INLA, impegnata in una
tregua dall'agosto 1998. Il quotidiano di Dublino Irish Times scrive che
l'episodio sarebbe da collocare nel quadro di una faida in corso che coinvolgerebbe membri
dell'INLA, principalmente della zona di Dublino, e personaggi della criminalità della
capitale. Sulla stessa linea l'articolo del Sunday Times di oggi, che inserisce
in questo quadro tre attentati avvenuti a Dublino e a Dundalk, nella contea di Louth, nei
giorni precedenti. Nel primo di questi attentati, avvenuto domenica scorsa, un uomo
ritenuto implicato nel giro della prostituzione nella capitale è stato ferito
da un colpo di pistola. La sera seguente due uomini, di circa 40 e 30 anni, sono stati
feriti in due aggressioni avvenute nella stessa zona di Dundalk, a pochi minuti l'uno
dall'altro. In nessun caso le vittime hanno riportato ferite gravi.
(RTE 1 - RTE T - IT - INN - ST)
ATTENTATO A BELFAST / EVITATA DI POCO UNA STRAGE
In serata una pipe bomb (ordigno costituito da un tubo di ferro riempito di
esplosivo e oggetti metallici) è stata lanciata attraverso la finestra dell'abitazione
di una famiglia nel quartiere nazionalista/cattolico Twinbrook, nel settore ovest di Belfast.
L'ordigno è stato lanciato nel soggiorno, in cui in quel momento si trovavano una coppia
e il loro bambino di due mesi e mezzo, e per fortuna non è esploso. Al piano superiore
si trovavano altri tre bambini.
Nei pressi dell'abitazione è stata trovata un'altra pipe bomb, più tardi
disinnescata. La polizia
non ha escluso che il motivo dell'attentato sia politico e che gli autori siano quindi
appartenenti a un gruppo paramilitare filobritannico.
(RTE T - IT)
Lunedì 11 ottobre 1999
MANDELSON SOSTITUISCE MOWLAM A BELFAST
Peter Mandelson ha preso il posto di Marjorie "Mo" Mowlam nel ruolo di Ministro per
l'Irlanda del Nord, nel quadro di un rimpasto di governo deciso dal governo laburista di
Londra
Mowlam lascia la carica per assumere un ruolo, appositamente istituito, nel governo di
Tony Blair. La nomina segnala il rientro nel governo di Mandelson, costretto alle dimissioni
dalla carica di Ministro per l'Industria e il Commercio poco meno di un anno fa in seguito
allo scandalo intorno a un prestito ricevuto per l'acquisto di una casa.
(RTE 1 - RTE T)
Martedì 12 ottobre 1999
SEI FERMI NEL SUD PER TRAFFICO D'ARMI DAGLI USA
Gli agenti della Garda impegnati nell'indagine sul traffico d'armi scoperto lo scorso
luglio in Gran Bretagna e in Irlanda hanno fermato sei persone in diverse zone delle '26
contee'. I sei sono stati fermati nelle prime ore del mattino a Trim e a Enfield, nella contea
di Meath, e a Mullingar e a Baileboro, contea di Cavan e si trovano in diverse stazioni di
polizia della contea di Meath, dove i Gardaí possono trattenerli fino a un
massimo di 72 ore, in base alla legislazione approvata un anno fa a Dublino, in seguito alla
strage di Omagh.
Le persone fermate sono sospettate di aver avuto parte in un originale traffico di armi
scoperto lo scorso luglio, quando alcune armi spedite per posta dagli Stati Uniti a diversi
indirizzi in Irlanda vennero scoperte all'aeroporto di Coventry, in Inghilterra, e in depositi
postali a Dublino e a Galway. Una delle persone fermate poco dopo l'intercettazione delle
armi affermò di aver agito per conto dell'IRA, ma la dichiarazione non fu confermata
dall'Esercito Repubblicano Irlandese.
(RTE 1 - RTE T)
SOLLECITATA UN'INCHIESTA SULL'UCCISIONE DI DIARMUID O'NEILL
Un Coroner di Londra ha chiesto al governo britannico di istituire una inchiesta
pubblica sulle circostanze della morte del volontario dell'IRA Diarmuid O'Neill (27), ucciso a
Londra da un cecchino della polizia inglese il 23 settembre 1996. O'Neill fu sorpreso con
alcuni compagni in una casa nel quartiere di Hammersmith, nelle prime ore del
mattino, da una squadra speciale della polizia inglese chiamata SO19. Nella stessa mattina,
le autorità inglesi effettuarono diversi arresti in varie zone dell'Inghilterra,
sequestrando grandi quantità di esplosivo più un certo numero di detonatori e
alcune armi. Tre persone, arrestate nel corso delle perquisizioni,
furono condannate nel dicembre 1997 a un totale di 67 anni di reclusione per avere progettato
una serie di attentati da eseguire in Inghilterra. Inizialmente, la polizia affermò che
O'Neill era stato colpito a morte nel corso di uno scontro a fuoco, ma in seguito fu dimostrato
che gli uomini dell'IRA erano disarmati.
Nel corso del processo del dicembre 1997 l'agente
responsabile dell'uccisione di O'Neill, identificato solo da un nome fittizio, affermò di
avere sparato dopo aver chiesto al giovane di mostrare le sue mani e non aver ricevuto
risposta. Tuttavia, secondo un articolo del tabloid Sunday Mirror citato dall'Irish
News del 10 maggio scorso, esisterebbe una registrazione su nastro che dimostra che
O'Neill rispose chiaramente ai poliziotti, ripetendo più volte di essere disarmato, e
fu quindi ucciso a sangue freddo. Il nastro apparterrebbe all'agenzia di controspionaggio britannica
MI5, che teneva sotto controllo l'alloggio della cellula dell'IRA prima del raid della polizia.
Il magistrato londinese ha inoltrato una richiesta scritta al Ministro dell'Interno
Jack Straw per l'apertura di un'inchiesta sul caso. Sta ora al Ministro in questione e
al 'Lord Cancelliere' decidere se istituire l'inchiesta.
(IN - McKittrick/Kelters/Feeney/Thornton, Lost Lives, Edinburgo, Mainstream, 1999,
p. 1399)
Giovedì 14 ottobre 1999
CONCLUSA LA TRASFERTA LONDINESE DEL PROCESSO DI REVISIONE DI MITCHELL
Si è conclusa l'ennesimo ennesimo giro di colloqui svoltosi nell'ambito della revisione
dell'
"Accordo del Venerdì Santo", presieduta dal senatore statunitense George
Mitchell. Il nuovo capitolo nel tentativo espresso dai partiti nordirlandesi favorevoli
al processo di pace di
risolvere le differenze che si oppongono all'istituzione dell'esecutivo ombra di Belfast
si è aperto ieri a Londra, per iniziativa del moderatore George Mitchell che ha
voluto che il processo di negoziati si spostasse temporaneamente da Belfast. I negoziati
hanno preso il
via presso l'ambasciata americana di Londra e si sono spostati oggi a Lancaster House, non
distante da Buckingham Palace, nel centro della capitale inglese.
I leader del UUP e di SF, David Trimble e Gerry Adams, hanno dichiarato di aver
notato un clima positivo, ma hanno ribadito che le questioni fondamentali che ostacolano
i progressi del processo politico restano irrisolte.
(RTE 1 - RTE T)
ALTRI SEI FERMI NELL'INCHIESTA SULLE ARMI AMERICANE
Gli agenti della Garda impegnati nell'indagine sul traffico d'armi scoperto lo scorso
luglio in Gran Bretagna e in Irlanda hanno fermato altre sei persone, questa mattina, in alcune
località delle contee di Cavan e di Meath. L'operazione della polizia irlandese segue il
fermo, due giorni fa, di altre sei persone, che sono state rilasciate questa mattina senza imputazione.
(RTE 1 - RTE T - BT)
Venerdì 15 ottobre 1999
MINACCIOSA PROVOCAZIONE LEALISTA A BELFAST
Il quotidiano di Belfast Irish News scrive oggi che un campo da calcio nel quartiere
unionista Suffolk, nel settore sud-ovest di Belfast,
è stato meticolosamente disseminato di
chiodi per impedirne l'uso da parte delle squadre di calcio di due scuole cattoliche.
Sabato scorso, durante un esame del campo di gioco prima dell'inizio di una partita fra
due squadre di scolari cattolici di circa 11-13 anni, l'arbitro ha scorto i chiodi e ha
quindi iniziato a raccoglierli insieme ad alcuni colleghi. In tutto sono stati raccolti,
interrati con la punta rivolta verso l'alto, 400 chiodi lunghi 15 centimetri.
La sera precedente il ritrovamento, una telefonata anonima aveva avvertito il consigliere
comunale del SDLP
Carmel Hanna della presenza, su un campo da gioco, di "alcune centinaia di
chiodi". La voce al telefono aveva parlato del campo da calcio "Carnmore" e aveva
giustificato il gesto aggiungendo "non vogliamo che squadre di cattolici usino quel campo. La
prossima volta non vi sarà alcun avvertimento". Carmel Hanna, che non conosceva un
campo da gioco con quel nome, ha immediatamente avvertito la RUC, che ha ispezionato due
campi da gioco con un nome simile.
Il giorno dopo, i chiodi sono stati scoperti nel campo del quartiere Suffolk. Secondo
il Times di Londra, i responsabili del gesto sarebbero appartenenti a una organizzazione
paramilitare lealista giovanile.
(RTE 1 - IN - T)
Sabato 16 ottobre 1999
ALTRI FERMI NEL SUD
Gli agenti della Garda a Dublino hanno fermato cinque persone, sospettate di
appartenere al CIRA, e sequestrato alcune armi. L'operazione di questa mattina
segue il fermo di sei persone martedì scorso, poi rilasciate, e di
altre sei due giorni dopo, che sono tuttora detenute dalla polizia, nell'ambito
dell'indagine sul traffico d'armi scoperto lo scorso
luglio in Gran Bretagna e in Irlanda.
(RTE 1 - INN)
Mercoledì 20 ottobre 1999
SCOMPARSO JACK LYNCH
L'ex Taoiseach Jack Lynch è morto questa mattina, all'età di 82 anni.
Lynch, che era malato da tempo, si è spento in un ospedale di Dublino.
Nato nel 1917 a Cork, lavorò a Dublino nel Ministero di Giustizia, studiando
privatamente giurisprudenza e diventando avvocato nel 1945. Nel frattempo proseguì
una brillante carriera sportiva, vincendo per cinque volte, fra il 1941 e il
'46, la medaglia per il
campionato nazionale di Hurley, il più antico degli sport nazionali irlandesi,
e la medaglia del campionato nazionale di Calcio Gaelico nel 1945. Nel 1957, con il ritorno al
governo del partito Fianna
Fáil, Lynch divenne Ministro per l'Educazione, passando due anni dopo alla guida
del Ministero per l'Industria e il Commercio.
Nel novembre 1966 Jack Lynch fu nominato
Taoiseach dopo il ritiro dalla politica del capo del governo in carica, Sean
Lemass.
Nell'estate del 1969, allo scoppio dei Troubles nel Nord, Lynch assunse una posizione
pragmatica, controllando le forze più radicali all'interno del proprio governo, che
chiedevano un intervento diretto nelle 'sei contee' per tutelare la minoranza
cattolica e nazionalista, e invitando d'altra parte Londra a risolvere i problemi alla base
della violenza nella
regione. La sera del 12 agosto 1969, dopo la prima giornata di seri disordini a Derry,
Lynch comparve sulla televisione di stato e, con parole rimaste proverbiali, disse che il
governo di Dublino "non avrebbe
più potuto stare a guardare [stand by and see] persone innocenti ferite o magari
peggio". Lynch continuò avvertendo Londra dei pericoli di sottovalutare la questione
e, lette a 30 anni di distanza da quella crisi, le sue parole hanno un suono quasi profetico:
"È ormai evidente che la RUC non può essere considerata un corpo di polizia
imparziale. Anche un eventuale impiego di truppe dell'Esercito Britannico sarebbe inaccettabile
e non sarebbe certo in grado di interrompere la violenza in corso, di certo non a lungo
termine".
Nel maggio dell'anno seguente, il Ministro delle Finanze Charles Haughey e il Ministro
per l'Agricoltura Neil Blaney furono coinvolti in un traffico di armi diretto al comando
dell'IRA di Belfast; Lynch licenziò i suoi due ministri, provocando le dimissioni
volontarie di un altro ministro, Kevin Boland (Governo locale).
Il governo Lynch superò la crisi e proseguì il suo lavoro fino al 1973,
quando Fianna Fáil perdette le elezioni. Lynch ritornò al governo
nel 1977, ricoprendo la carica di Taoiseach fino al 1979, quando lasciò la
poltrona a Charles Haughey.
Jack Lynch sarà sepolto sabato prossimo con una cerimonia ufficiale, nella sua
nativa Cork.
(RTE 1 - RTE T - IT)
SCOPERTO DALLA GARDA UN POLIGONO DI TIRO CLANDESTINO
La polizia irlandese Garda ha scoperto un poligono di tiro nascosto ricavato da una
vecchia cantina sotterranea, in una fattoria abbandonata a nord di Dublino. Nella zona, tenuta
sotto controllo dalle autorità, sono intervenuti questa sera agenti del Braccio Speciale
della Garda e membri del corpo speciale della polizia Unità di Intervento di
Emergenza (Emergency Response Unit). Nel corso dell'operazione, gli agenti hanno fermato
dieci persone, fra cui due ragazzi di 14 anni. Secondo la polizia le persone fermate,
(tre di Dundalk, contea di Louth, cinque di Dublino, uno della contea di Meath e uno di
Armagh) sarebbero appartenenti al RIRA.
Nelle ultime settimane la RUC e la Garda hanno dichiarato che
temono una riorganizzazione delle organizzazioni clandestine repubblicane
dissidenti sotto un'unica sigla e una ripresa da parte loro di una campagna
di attentati nelle 'sei contee' del Nord e, secondo alcuni, in Gran Bretagna.
(RTE 1 - RTE T - IT)
Giovedì 21 ottobre 1999
DUE SOLDATI BRITANNICI CATTURATI E RILASCIATI DALL'IRA
Il quotidiano inglese Guardian scrive oggi che nel fine settimana due soldati
dell'Esercito Britannico fuori servizio, ubriachi, sono stati portati davanti a un
comandante locale dell'IRA e redarguiti, prima di essere rilasciati senza un graffio.
Secondo il resoconto, confermato dall'Esercito di Londra, i due soldati
avrebbero trascorso l'intera giornata di sabato 16 ottobre a bere alcolici e a tarda
serata avrebbero attaccato lite con alcuni giovani sostenitori repubblicani in un quartiere
nazionalista non distante dal centro, Short Strand. I due militari sarebbero stati
quindi prelevati dal gruppo e portati nel settore ovest della città, dove sarebbero stati
sottoposti a una severa reprimenda per il loro comportamento da parte di un comandante locale
dell'IRA. Dopo le parole e, aggiunge il giornale, nient'altro che uno scappellotto sulla
testa, i due soldati sono stati rilasciati.
Secondo il quotidiano inglese, l'Esercito Britannico imputa ogni responsabilità
dell'accaduto ai due soldati, che avrebbero infranto un delle regole fondamentali, tuttora
in vigore nonostante il processo di pace, cioè quella di non attirare l'attenzione su di
sé durante la libera uscita.
Durante il conflitto, i militari dell'Esercito Britannico, sia in uniforme sia fuori
servizio, erano gli obiettivi primari dell'IRA; se un fatto simile si fosse verificato in
assenza di una tregua, i soldati sarebbero molto probabilmente 'giustiziati'.
Sia il Guardian sia altri organi di informazione hanno sottolineato come quanto
accaduto dimostri la straordinaria disciplina che vige all'interno dell'IRA; il giornale
inglese aggiunge che ciò è stato riconosciuto, ufficiosamente, dalle sue stesse
fonti all'interno dell'Esercito Britannico.
(Guardian - BT - RTE T)
Lunedì 25 ottobre 1999
NUOVI SEQUESTRI DI ARMI NEL SUD
La Garda ha sequestrato un lanciarazzi di fabbricazione russa, un quantitativo
di esplosivo e un certo
numero di detonatori nella stessa zona, a nord di Dublino, in cui mercoledì scorso
era stato scoperto
un poligono di tiro clandestino.
Secondo la polizia irlandese le armi, ritenute proprietà del cosiddetto
RIRA, dimostrano che i gruppi
armati repubblicani contrari al processo di pace, avrebbero ormai trovato nuovi canali
internazionali per procurasi le armi.
(RTE T)
Mercoledì 27 ottobre 1999
ATTENTATO LEALISTA IN SERATA A BELFAST
Una pipe bomb (ordigno costituito da un tubo di ferro riempito di
esplosivo e oggetti metallici) è stata collocata sul davanzale della finestra di
una abitazione di un quartiere nazionalista adiacente a Falls Road intorno alle 22.
Nella casa abita Liam Shannon, presidente del circolo sociale repubblicano Felon's Club,
un locale piuttosto famoso che si trova sulla Falls Road. La polizia ha
confermato che l'ordigno corrisponde alla tipologia di altri usati in passato dai
gruppi paramilitari lealisti filobritannici. La bomba è stata scoperta e in seguito
fatta brillare dagli artificieri dell'Esercito Britannico. Durante l'operazione, quindici
famiglie residenti nei pressi dell'abitazione interessata hanno dovuto lasciare la loro casa.
Nella stessa serata, una famiglia cattolica abitante nella cittadina a maggioranza
unionista di Bushmills, nella contea di Antrim, è stata fatta bersaglio di gravi
espisodi di intimidazione da parte di lealisti. La facciata della casa in cui la famiglia abita
è stata sporcata di vernice e coperta di slogan e una macchina parcheggiata all'esterno
è stata data alle fiamme.
(RTE 1 - RTE T - BT)
ED MOLONEY PROSCIOLTO DAL TRIBUNALE DI BELFAST
L'Alta Corte di Belfast ha dato ragione al giornalista Ed Moloney, capo della redazione
nordirlandese del settimanale dublinese Sunday Tribune, nel caso della copia delle
interviste da lui condotte con il lealista
William Stobie, imputato per l'omicidio dell'avvocato Pat Finucane.
Da quanto emerso nel corso della lunga vicenda legale conclusasi questa mattina
Stobie, che all'epoca era un agente della RUC infiltrato nell'
UDA,
partecipò alla preparazione dell'omicidio e fornì
l'arma ai killer. Stobie sostiene di avere informato i propri contatti nella RUC che un uomo
sarebbe stato ucciso la sera del 12 febbraio 1989 nel settore nord di Belfast. Stobie sostiene
che, pur non potendo fornire l'identità della vittima designata, le informazioni che
fornì alla polizia sarebbero state sufficienti per permettere alla RUC di far presidiare
la zona dai suoi agenti, mandando a monte l'operazione. Dopo
l'assassinio Stobie fu incaricato dall'UDA di mettere al sicuro una delle armi usate e
avvertì la RUC. La polizia non prese alcun provvedimento; il Pubblico Ministero
ricevette un rapporto dei fatti ma questo non fu seguito da alcuna iniziativa.
Nel 1990 Stobie concesse una serie di interviste a Ed Moloney con l'intesa che, se il
lealista fosse stato arrestato o assassinato, il giornalista ne avrebbe diffuso il contenuto.
Il 27 giugno
scorso, pochi giorni dopo l'imputazione di Stobie, Moloney mantenne la promessa pubblicando
un estratto dai suoi appunti sul Sunday Tribune.
Pochi giorni dopo la pubblicazione dell'articolo, Moloney fu contattato dal personale
della squadra di John
Stevens, da poco nominato Capo della Polizia Metropolitana di Londra,
al quale lo scorso marzo fu affidata la prima
inchiesta sul caso Finucane, che gli chiese di consegnare gli appunti relativi alle
interviste fatte a Stobie. Moloney si rifiutò, sostenendo il proprio diritto professionale
di proteggere le proprie fonti e aggiungendo che il contenuto delle sue carte era già
noto alla polizia grazie al risultato di 32 interrogatori condotti con Stobie nel 1990, lo stesso anno
delle sue interviste.
La polizia si rivolse al tribunale di contea di Belfast e il 23 agosto scorso Moloney
fu convocato davanti al giudice. All'inizio di settembre il giudice del tribunale della contea
di Belfast decise che il giornalista avrebbe dovuto consegnare il materiale richiesto
dall'inchiesta Stevens, pena la possibile reclusione fino a cinque anni e una multa
pecuniaria. Moloney rispose chiedendo l'accesso per i propri legali al materiale
derivante dagli interrogatori di Stobie del 1990, senza successo.
Oggi, la conclusione della vicenda, con la decisione del giudice dell'Alta Corte di
Belfast secondo cui la squadra di inquirenti di John Stevens non ha saputo dimostrare
che le carte di Ed Moloney sarebbero effettivamente essenziali per il successo della loro
indagine. Il giornalista si è detto soddisfatto, descrivendo l'epilogo della vicenda
come una "giornata importante per il giornalismo" in generale.
La sentenza di oggi non può che dare nuovo impeto alla richiesta di una
inchiesta pubblica e del tutto indipendente sulle circostanze dell'assassinio di
Pat Finucane. Essa rappresenta inoltre una vittoria importante per il giornalismo in tutto
il mondo anglosassone, dove un esito diverso avrebbe influito decisamente sulla libertà
dei giornalisti di proteggere le loro fonti, soprattutto in situazioni particolarmente
delicate come quella nordirlandese.
(STR - RTE T - IT - IN - Guardian)
Domenica 31 ottobre 1999
EX FUNZIONARIO DEL SERVIZIO SEGRETO BRITANNICO ACCUSA L'UUP DI FRENARE IL PROCESSO DI PACE
Michael Oatley, ex funzionario dell'agenzia di controspionaggio britannica Military
Intelligence 6 (MI6), ha definito il decommissioning "un meccanismo per incagliare i negoziati
di pace e provocare l'IRA".
I commenti di Oatley, che ha mantenuto segretamente i contatti fra i successivi governi
in Gran Bretagna e l'Esercito Repubblicano Irlandese per circa 20 anni e ha contribuito
attivamente a negoziare l'attuale processo di pace per conto di Londra, sono contenuti in un
articolo pubblicato oggi dal giornale domenicale britannico Sunday Times.
L'impegno di Oatley nelle 'sei contee' iniziò più di un quarto di secolo fa,
verso la fine del 1973, quando iniziò un paziente e pericoloso lavoro dietro
le quinte volto a stabilire contatti con il comando dell'IRA, nonché con alcuni ambienti
lealisti. Nel dicembre 1974 Oatley contribuì a favorire la prima tregua proclamata
dall'IRA, durata circa un anno e conclusasi senza risultati. Nonostante il successivo
trasferimento dall'Irlanda del Nord e la promozione al ruolo di direttore delle operazioni
del MI6 in Europa,
il funzionario britannico mantenne intatti i proprio preziosi contatti nelle 'sei contee',
favoriti
dalla collaborazione di una persona di fiducia del movimento repubblicano, noto nelle cronache
come "il contatto", la cui identità resta tuttora segreta al pubblico. Nel 1980, quando
i detenuti repubblicani del campo di detenzione Long Kesh (nome ufficiale Maze)
diedero inizio al primo sciopero della fame, Oatley ritornò attivamente sulla scena,
con il nome in codice "scalatore di montagne". Nel dicembre di quell'anno, egli portò
personalmente ai leader repubblicani nel carcere le proposte, provenienti da Londra, che
interruppero lo sciopero ma vennero quasi subito riconosciute insufficienti. Il fallimento
di quei negoziati aprì la strada al secondo digiuno, in cui 10 volontari repubblicani
(7 dell'IRA e 3 dell'INLA)
guidati da Bobby Sands, si lasciarono morire di fame per rivendicare il loro status di
prigionieri politici.
Nel gennaio 1991, poco prima di ritirarsi dal servizio, Oatley incontrò il
numero due di Sinn Féin
Martin McGuinness a Derry, in un'occasione che che viene tuttora ricordata come
uno dei passi decisivi nell'avvio dell'attuale processo di pace.
Michael Oatley, che avrebbe deciso di rompere il silenzio sulla questione
dei negoziati in corso per la revisione dell'
"Accordo del Venerdì Santo", presieduti dal senatore statunitense George Mitchell,
a causa della delusione di vedere una preziosa occasione seriamente ostacolata dalla
questione delle armi, accusa politici unionisti e conservatori britannici di
insistere sulla questione delle armi per "impedire la pace". Secondo Oatley, la "questione
essenziale non è se una organizzazione possiede armi o ha la possibilità
di procurarsele, ma se ha intenzione di seguire la strategia armata o l'attività
politica". La richiesta del decommissioning come condizione per la realizzazione
dei provvedimenti previsti dall'Accordo del Venerdì Santo, pertanto, è secondo
Oatley una questione futile e pretestuosa e andrebbe abbandonata immediatamente.
Le dichiarazioni di Oatley sono destinate a suscitare un animato dibattito, non solo
perchè ricalcano esattamente quanto ripetuto dai rappresentanti di SF fino dalla
prima manifestazione della resistenza del UUP a istituire l'esecutivo ombra di Belfast
prima dell'inizio della consegna delle armi, ma anche e soprattutto in quanto provengono
da un personaggio di così alto profilo e con una esperienza probabilmente senza
uguali sulla sponda britannica dei negoziati di pace.
(ST - IN)
