
Essi vogliono vedere in atto una alleanza dei partiti e dell'opinione pubblica irlandesi, che persegua degli obbiettivi finalizzati agli interessi e al benessere della nazione irlandese, allo scopo di normalizzare i rapporti all'interno dell'Irlanda, e tra l'Irlanda e il popolo della Gran Bretagna. Essi desiderano che il Governo irlandese assuma un ruolo di guida in questo quadro, sulla base di una posizione comune discussa tra Dublino, il S.D.L.P. e il Sinn Féin.
Fino a questo momento lo sviluppo di questo potenziale è stato ostacolato da rivalità, elettorali e d'altro genere. Continua ad essere intenzione del Sinn Féin superare queste difficoltà. Il compito di rafforzare la posizione nazionalista richiede ciò.
Tutte le esperienze accumulate fino ad oggi mostrano che
occorrono un'intesa condivisa e posizioni comuni tra i nazionalisti, e
sugli obbiettivi più avanzati possibili, per favorire la messa in
atto di una soluzione democratica in Irlanda.
Fino a quando ancora si potrà dire che una Irlanda
Unita non è possibile, ma che invece ci può e deve essere
un Regno britannico unito? Il consenso dovrà essere interpretato
per sempre come consenso unionista, vale a dire come diritto di veto? E
che dire del consenso nazionalista?
A ogni modo, cercando di dare voce al punto di vista nazionalista in senso più lato, mi sembra che si debba in primo luogo verificare che qualunque proposta dei due Governi assicuri che non sarà possibile alcun ritorno alla dominazione unionista nelle Sei contee. Come ho spiegato, un accordo deve essere un ponte verso il futuro. Qualsiasi genere di nuovo Stormont [il Parlamento unionista delle Sei contee, 1922-1972] e qualunque tentativo di riconfermare la partizione dell'Irlanda è del tutto inaccettabile.
Per tali ragioni, dal punto di vista nazionalista in senso lato, degli accordi di transizione dovranno come minimo porre in atto:
a) Organismi decisionali per tutta l'Irlanda, che esercitino significativi poteri, esecutivi e di armonizzazione tra le due parti dell'isola, oltre a funzioni consultive. Essi devono avere la responsabilità diretta delle decisioni politiche e dell'attuazione di tali decisioni, mentre inizialmente saranno i due Governi ad indicare l'ambito delle funzioni che tali organismi dovranno esercitare o cui dovranno sovrintendere. Tali organismi opereranno in piena indipendenza, immuni da veto da parte delle istituzioni che verranno proposte per le Sei contee, senza limiti posti alla natura e all'estensione delle loro funzioni, e con la dinamica e la possibilità di crescere.
b) Questione costituzionale
Il minimo che i nazionalisti vogliono vedere in atto è un radicale cambiamento costituzionale e politico nella giurisdizione britannica in Irlanda e nelle leggi che la sanciscono, la Legge di Unione dell'Irlanda [al Regno Unito] del 1800 e la legislazione ad esso correlata, come la Legge sul Governo dell'Irlanda del 1920 e la Legge Costituzionale dell'Irlanda del Nord del 1973. Essi vogliono vedere un cambiamento nella Costituzione dell'Irlanda equilibrato, così che in esso:
• la definizione del territorio nazionale irlandese non
venga indebolita,
• l'aspirazione all'unificazione del paese, iscritta
nella Costituzione, vi resti,
• non ci sia alcuna diminuzione nei diritti di cittadini
irlandesi.
I diritti dei cittadini dovrebbero anzi venire rafforzati. I cittadini irlandesi nel Nord dovrebbero avere il diritto, qualora lo vogliano, di eleggere i loro rappresentanti al Parlamento irlandese, e dovrebbero avere il diritto di voto nelle elezioni presidenziali e nei referendum irlandesi.
c) Uguaglianza
L'ottenimento dell'uguaglianza, dei diritti e della giustizia dovrà essere visibile, e immediatamente tangibile. La 'equità' di trattamento deve essere sostituita dalla 'uguaglianza' di trattamento. Questo non dovrebbe nemmeno essere materia di negoziato: tutti i provvedimenti presi dovranno essere stabiliti per legge, e dovranno coprire tutti gli aspetti della vita. Per esempio, la polizia, i diritti umani, il sistema delle leggi e l'amministrazione della giustizia dovranno entrare nella sfera d'azione delle istituzioni comuni a Nord e Sud, mentre lo sviluppo economico, le pari opportunità sul mercato del lavoro, la fine delle discriminazioni sono altri settori importanti. I diritti culturali sono al centro di una soluzione negoziale: alla lingua irlandese deve essere riconosciuta l'uguaglianza con l'Inglese. Occorre che il bilinguismo (Inglese/Irlandese) venga attivamente incoraggiato con provvedimenti legislativi. Una commissione dei diritti umani, con competenza per tutta l'Irlanda, dovrà essere istituita, al fine di assicurare che il il principio di uguaglianza venga applicato in tutti i settori dell'amministrazione dello Stato e della vita sociale. Sarà essenziale istituire una Carta dei Diritti e una Corte costituzionale con competenza per tutta l'Irlanda, responsabile di fronte ad un Consiglio comune a Nord e Sud, accompagnando a ciò un cambiamento nell'amministrazione della giustizia.
d) Smilitarizzazione
Le Sei contee sono una zona pesantemente militarizzata. Occorre invece una completa smilitarizzazione della situazione. Immediate iniziative di transizione dovrebbero includere le misure seguenti:
Gli oppositori del processo di pace, e quelli che cercano
di rendere minimo il cambiamento, recalcitreranno di fronte a queste misure.
Ma esse rappresentano alcuni dei requisiti minimi per istituire una base
paritaria per un accordo. Il Sinn Féin intende operare in futuro
verso cambiamenti ancora più radicali; perciò quanto ho scritto
non è un riassunto dei fini politici del Sinn Féin, ma è
un tentativo di individuare le posizioni di base per il negoziato, quali
emergono, rispetto alle discussioni attuali, dalla più larga prospettiva
nazionalista e democratica.